Leslie Carroll.

Amori e centrifughe.


Titolo originale: Spin Doctor. 2006.
Traduzione di: Loredana Rotundo.
2008 Newton Compton Editori, Roma.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Amy  diventata mamma da poco; Meriel, governante di origine giamaicana, non sopporta pi il suo datore di lavoro; Naomi e Claude, due ragazze che si amano, vorrebbero al pi presto adottare un bambino; Faith ha perso da poco suo marito mentre Talia, ballerina, deve vedersela con un infortunio che la tiene lontana dal palcoscenico... Cosa hanno in comune tutte queste donne? Apparentemente nulla se non fosse per il fatto che tutte e sei vivono a Manhattan, nello stesso palazzo in cui abita anche un personaggio un po' speciale: Susan, di professione psicoterapeuta. Cos nella lavanderia del seminterrato, tra un candeggio e un prelavaggio, a ciascuna di loro toccher "stendersi sul divanetto". E a poco a poco ci che inizia un po' per caso e un po' per gioco diventa un appuntamento irrinunciabile: scendere dal proprio appartamento con la cesta dei panni sporchi e approfittare della presenza di Susan per dare vita a un'alleanza tra donne sempre pronte a correre in soccorso l'una dell'altra. La condizione ideale per lanciarsi in un mondo di avventure metropolitane dedicate all'amore, al sesso e alla riscoperta della propria femminilit. 
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BIANCHI.
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1. Io, Susan.
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Mio marito Eli non  tornato a casa fino alle due del mattino. Non si  neanche preoccupato di avvertirmi, e poco prima di infilarsi a letto senza farsi la doccia si  limitato a bofonchiare qualcosa a proposito di una scadenza improrogabile. Scrive graphic novel: fumetti per adulti. Suppongo che la sua scadenza fosse pi importante del nostro
diciannovesimo anniversario di matrimonio. E anche se alla fine gli  passato per la testa avr pensato di sicuro: "Niente di grave, dopotutto non  il ventesimo". Sono anni che ho smesso di attaccare allo specchio del bagno post-it con la scritta "Conto alla rovescia per il nostro anniversario", perch Eli diceva che erano un insulto al nostro amore. Non aveva bisogno di quei volgari promemoria, insisteva.
Come avrebbe potuto dimenticare di festeggiare il giorno pi felice della sua vita? E fino alla notte scorsa devo ammettere che era vero... anche se ho il vago sospetto che quei biglietti abbiano rappresentato un "rinforzo positivo" nei

primi anni del nostro matrimonio.

Che schifo! Il cane deve aver fatto pip sulla nostra nuova agave.
Maledizione! Ero in ansia per Eli e ho dormito solo quattro ore, e quando mi sono alzata per andarmi a lavare i denti, con la vista annebbiata dal sonno, sono andata a finire in quella fetida pozzanghera. Credo che sia diventato incontinente. Il cane, non Eli. Eli  solo un po' immaturo. Questo potrebbe spiegare perch scriva ancora fumetti.
Pu un uomo attraversare la seconda infanzia all'et di quarantacinque anni?
Dovrei conoscere la risposta: sono una psicoterapeuta. Suppongo che sia ora di rispolverare le mie nozioni sui ritardi

dello sviluppo.

Ieri Molly, la nostra figlia di sedici anni,  rientrata con un piercing in quella che spero consideri ancora una parte nascosta del suo corpo. Mi reputo una
mamma abbastanza permissiva, ma
posso solo augurarmi che il tecnico, o comunque si chiami, fosse una donna.
Esiste il piercing punibile per legge?
Ian, nostro figlio,  la mia unica speranza di normalit in questa famiglia, bench non sia sicura che un undicenne con una carriera gi brillante nel musical rientri in quello che gli Stati repubblicani definirebbero "normale".
Gi, grazie a Dio, viviamo a New York, dove i suoi spossati compagni di classe

sono pi invidiosi che a disagio quando il mercoled esce prima da scuola per cantare e ballare a Broadway.

Il nostro appartamento  un caos indegno, perch tutti, cane compreso, pensano che tocchi a qualcun altro riordinare la loro roba e io mi sono sempre rifiutata di diventare una colf a tempo pieno. Il cane  l'unico ad avere delle valide argomentazioni. Trascorro le giornate ad aiutare gli altri a mettere ordine nella loro vita incasinata; quando torno a casa, sfibrata ed esausta dopo aver interiorizzato e assorbito le nevrosi di una dozzina di pazienti diversi, l'ultima cosa che ho voglia di fare sono le faccende domestiche! Ges, sarebbe

fantastico riuscire a dare un calcio a tutto, chiedere a qualcun altro di
preparare la cena e guardare tv
spazzatura per un paio d'ore mentre imiei figli fanno i compiti da soli.  forse troppo pretendere un po' di svago per una professionista superimpegnata? Il
completo disconoscimento delle
responsabilit per qualche ora tutte le sere? Magari! Ma ormai ho rinunciato persino a crogiolarmi nell'idea che questa fantasia possa mai realizzarsi.

Sono le sei del mattino. Tra un'ora dovr scendere nella lavanderia del palazzo per cominciare la parte pro
bono
della mia giornata lavorativa,
aiutando le mie pazienti ad affrontare, e

possibilmente risolvere, le loro crisi emotive. Credetemi, so che  ironico.

Faith.

"Stanotte ho dormito nella met di Ben!".

"Per sorella!".  stata
un'importante rivelazione da parte di Faith Nesbit, il mio appuntamento delle sette, di solito molto riservata.  una delle mie pazienti della lavanderia ormai da qualche anno, ed  stata una faticaccia convincerla finalmente a raccontarmi i dettagli pi intimi e personali della sua vita. In alcuni

momenti mi  sembrato di dover
sostenere da capo tutti gli esami universitari, e dopo tutti questi sforzi Faith continua a rifuggire qualunque cosa sappia anche solo lontanamente di S-E-S-S-O.

"A rischio di evocare il pi grande clich degli strizzacervelli, come ti sei sentita?". Clich a parte, era una domanda che dovevo assolutamente rivolgerle, perch Faith mostra una tendenza classica, quasi stereotipica nei protestanti di origine anglosassone e di razza bianca, a rimuginare sulle sue emozioni piuttosto che a parlarne.

Faith era appollaiata sul bordo del divano come se stesse per prendere il

volo da un momento all'altro e per fuggire dalla fessura del pannello di ventilazione dietro le lavatrici, mentre io ripulivo i filtri, gettandone il contenuto in uno sbrindellato sacchetto di plastica bianca. "Ti ascolto, Faith", l'ho rassicurata. "Voglio solo finire prima che comincino a scendere tutti".
Anche durante queste sedute di prima
mattina - che una mia collega
californiana chiama "una specie di terapia", per distinguere questa variante comunemente offerta a conoscenti, amici e familiari, da quella pi tradizionale utilizzata con le pazienti ufficiali - mi ritrovo a risolvere i casini altrui in pi di un modo.

"In realt non dovresti essere tu
a
darti tanto da fare e a preoccuparti dei filtri, Susan", mi ha rimproverato Faith con quel suo accento aristocratico che ricorda ancora l'educazione a Back Bay, bench viva da decenni a New York. " compito di Stevo". Stevo Badescu  il custode del palazzo, ed  noto per la sua inclinazione a battere la fiacca appena possibile. "Ogni volta che hai bisogno di lui, non si trova da nessuna parte.
Dev'essere colpa dello zingaro che  in lui", ha aggiunto Faith, aspra come un mirtillo appena colto.

"Vivo in questo edificio da
quarantanove anni, quasi un decennio prima della tua nascita, ti rendi conto?

Ben e io ci siamo trasferiti qui subito dopo esserci sposati nel settembre del 1957 -  stato il nostro primo e unico appartamento - e giurerei sulla Bibbia
di mia madre che i custodi sono
diventati sempre pi pigri col passare degli anni". Faith ha fissato per un attimo la sua fede nuziale. "Sai, ho la sensazione che Ben... ovunque sia", ha continuato lanciando un'occhiata al soffitto lurido, "mi stia preparando una magnifica sorpresa per quelle che sarebbero state le nostre nozze d'oro".

Ben Nesbit  morto qualche
settimana dopo aver festeggiato con Faith il loro quarantacinquesimo anniversario di matrimonio. Vivevano in

fondo al mio pianerottolo, all'altra estremit dell'edificio. Ogni tanto li incrociavo quando la loro porta si apriva e Ben si materializzava con una busta della spazzatura in mano; Faith restava sulla soglia, con un'espressione adorante. Lui le dava un bacetto sulle labbra prima di scendere i quindici gradini o gi di l fino allo stanzino che nasconde lo scivolo dei rifiuti, mentre lei ne osservava piena d'amore ogni movimento. Quel piccolo rituale mi strappava sempre un sorriso. Eli non  mai stato cos romantico, neppure quando eravamo fidanzati. Non gli  mai piaciuto tenermi per mano.

Ho gettato il sacchetto in un bidone

metallico e ho sorriso al tentativo della mia paziente di evitare un tema difficile cambiando argomento. Alcuni studiosi sostengono che il terapista debba permettere ai pazienti di divagare senza limite, anche se ci porta a eludere all'infinito questioni importanti, ma spesso dolorose. Credono che sia nostro dovere aspettare con calma che il paziente decida di essere pronto ad affrontare i problemi pi difficili. Ma i pazienti sono individui, non teorie, e Faith ha bisogno di essere ricondotta dolcemente sui binari, perch  il tipo di persona che sente la necessit di fare progressi dimostrabili durante ogni seduta. Se non altro, la sua divagazione

su Stevo  stata breve. Fino a poco
tempo fa si sarebbe soffermata
sull'indolenza del custode per almeno dieci minuti. Ha fatto progressi. E i progressi sono un buon segno.

" davvero emozionante, Faith!
Voglio sapere tutto di quando ti sei allungata come una regina sul letto a due piazze", le ho detto lavandomi le mani e sedendomi sulla sedia accanto al divano.

Lei ha accarezzato il bracciolo del sof, picchiettando con un'unghia laccata una macchia che spiccava sulla fodera a fiori sbiadita. "Sai, mi piace parlare con te, Susan, perch non ho la
sensazione
di avere a che fare con una

strizzacervelli.  come se venissimo quaggi a spettegolare. Non riuscirei a
entrare nello studio
di un terapista.
Questa atmosfera  molto pi rilassata.
Niente segretarie che leggono romanzi dietro la scrivania e pensano di nascosto: "Quella donna sempre vestita di viola  pazza; non mi meraviglia che abbia bisogno dello psichiatra"; niente felci nell'angolo o opere d'arte moderna alle pareti. Nessun prestigioso diploma che ricorda alle pazienti quanto sei colta. Niente scaffali che ostentano manufatti del Terzo mondo per dare a intendere che sei di larghe vedute.
Comunque non so mai che effetto mi fa tenere queste sedute sul mio divano", ha

aggiunto, ricordandomi che alcuni anni fa, quando Ben l'aveva finalmente convinta a comprare un nuovo sof, ha donato quello vecchio alla lavanderia perch gli inquilini avessero un posto comodo dove sedersi mentre facevano il bucato.

"Sai quanto sono parsimoniosa", ha ridacchiato. "Sono una tipica taccagna del New England. E non sopportavo l'idea di spendere tutti quei soldi per un mobile nuovo quando avrei potuto chiedere alla colf di cucire dei magnifici copridivano. Ma Ben aveva ragione come al solito". Ha lanciato un'occhiata affettuosa alle calle e ai fiori di malva della fantasia. "Mi piaceva questo

motivo, mi piace ancora, ma non  mai stato adatto al nostro arredamento.
Starebbe meglio in un condominio di Miami Beach".

"Stai di nuovo divagando, Faith", l'ho rimproverata, facendole notare che non si era mai mostrata poi cos taccagna quando si trattava del suo guardaroba. I suoi abiti erano tutti modelli classici degli stilisti pi famosi, sempre in varie sfumature di viola: dal lilla al prugna, dal lavanda al violetto.
"Sei sicura di non aver mai falsato la tua dichiarazione dei redditi? Accidenti, sai essere davvero la regina dell'evasione".

"Be', sai, la mia generazione non  mai stata una grande sostenitrice della

psicoterapia.  come ammettere di avere qualche rotella fuori posto, oppure  uno stupido lusso per stupide donne oziose; perci una vecchia come me ha bisogno di un po' di tempo per abituarsi".

"Vecchia un corno. Sei cos
dinamica da far impallidire di vergogna noi scansafatiche di mezza et". Non ci restavano molti minuti a disposizione, cos ho dovuto punzecchiarla di nuovo.
"Faith, sono la tua terapista gi da quattro anni. Ormai sai come funziona.
Possiamo ancora fare un buon lavoro prima che io debba aprire la porta".
Come una bambina che ha ricevuto una lavata di capo, ha smesso avvilita di giocherellare con il bracciolo e giunto le

mani pallide e aggraziate sulle ginocchia con un gesto compito. "Ti sei tolta un peso dallo stomaco;  ora di liberarsi anche dell'altro. Allora, sputa il rospo", l'ho spronata in tono allegro. "Ieri notte  stata la prima volta che hai dormito nella met di Ben... in...".

"Quattro anni", ha ammesso con
timidezza mentre le sue guance
imbellettate si facevano ancora pi rosse. "Mi sento cos stupida. A fare tutte queste storie, intendo. Una vera tempesta in un bicchier d'acqua". Ha tratto un respiro, e ha espirato molto lentamente prima di riprendere a parlare. "Dal giorno in cui Ben  morto, ho continuato a dormire nella mia met

del letto, la sinistra, per spegnere la sveglia appena quel maledetto aggeggio comincia a suonare. Ho settantadue anni, Susan, e non sono mai stata molto brava ad abituarmi ai cambiamenti".

Finalmente, quando mancavano
cinque minuti, abbiamo iniziato a parlare di qualcosa di importante. Mi sono allungata verso di lei e le ho preso le mani. "Non si pu cambiare senza affrontare dei rischi, e i rischi possono essere dolorosi perch si pu sempre fallire. Ieri notte hai corso un rischio per
cambiare i vecchi modelli
comportamentali e... indovina un po'?
Sei sopravvissuta per parlarmene!
Quindi non  una tempesta in un bicchier

d'acqua, anzi. Di tanto in tanto possiamo permetterci un po' di spensieratezza;  cos che mi piace lavorare quaggi. Ma non sto scherzando. Stanotte hai fatto davvero un passo enorme, anche se stavi
dormendo, e dovresti esserne
felicissima".

"Be', immagino che non si finisca mai di imparare, come si suol dire.
Santo cielo, questa mattina non parlo che per frasi fatte. Sai...", ha ridacchiato riflettendo su quel che stava pensando, "...all'inizio mi sono sentita molto in colpa... Ho pensato che forse sto cominciando ad andare avanti".

"Perch questo progresso ti ha fatto sentire in colpa?", le ho chiesto

dolcemente.

Ha fissato di nuovo la fede nuziale.
"Perch ho pensato che magari Ben, lass, stesse ancora pensando al nostro prossimo anniversario, e invece io mi sto impossessando del nostro letto
coniugale. Ma adesso, in questo
momento, devo confessare che mi
sento... un po' egoista, ma anche molto libera, suppongo di poter dire cos, come se questa fosse la prima volta dopo decenni che faccio qualcosa solo
per me. In colpa, s, ma anche
appagata... ecco come mi sento". Mi ha rivolto un sorriso malizioso. "Come quando mangi una seconda porzione di dolce mentre non ti guarda nessuno. Per

anni sono stata la segretaria part-time di Ben e l'ho fatto soprattutto perch detestavo restare sola per tutto il giorno.
Ansia da separazione, immagino la chiameresti cos. Ben era il mio mondo.
Mi mancava ogni attimo che non era con me. Quando giocava a golf il mercoled, mi preoccupavo a morte se rientrava tardi. Poi mi sono presa cura di lui dopo l'ictus, anche quando sembrava che non mi riconoscesse pi, e ho continuato a vegliarlo fino al giorno in cui  morto. E visto che nella vita non sono mai stata infelice, neanche un giorno, non ho mai valutato la possibilit che potessi fare altro, oltre che votare la mia intera esistenza alla vita e alla carriera di mio

marito. Certo, so cosa dicevano le femministe; ho letto de Beauvoir, Friedan e Steinem; solo che avevo la sensazione di leggere cose che non mi riguardavano. Non sono quella che tu chiameresti... una sovversiva, Susan. Se fossi cresciuta nella Boston di met
Settecento invece che di met
Novecento, molto probabilmente sarei stata pi che disposta a pagare le tasse della Regina". Ha controllato l'ora sul suo vecchio Piaget, che secondo lei funziona molto meglio dell'orologio da quattro soldi sopra la porta.
Probabilmente ha ragione.

"Ancora due minuti". Si  alzata, ha aperto l'asciugatrice e ha toccato i

vestiti per vedere se erano asciutti. Ha richiuso lo sportello con disappunto e inserito un quarto di dollaro per fare un altro ciclo antipiega. "Che diavolo  quella roba?", mi ha domandato mentre svuotavo la lavatrice e caricavo un'asciugatrice vuota con un cumulo di vestiti colorati. "Quelli non possono essere tuoi, vero? Tu non indossi cose del genere".

"Oh, Dio, no. Tra l'altro", ho
aggiunto sollevando un orribile paio di pantaloni a strisce, "credo che non riuscirei a infilare neanche una
gamba
qui dentro!". Abbiamo riso entrambe
pensando a come mi sarei potuta
strizzare in quei calzoni minuscoli. "No,

non sono miei. Sono di Matilda", ho

spiegato.

"Chi?"

"Matilda. La piccola signora
senzatetto che ama accamparsi davanti al nostro ingresso". Ho alzato la manoall'altezza del petto. "La conosci.  alta pi o meno come Ian", ho precisato.

Si  portata una mano alla bocca con aria scioccata. "Lei? Stai lavando la biancheria di una senzatetto?". Ho annuito. "Quella donna che puzza cos tanto?". Ha arricciato il naso incipriato con cura.

Uno dei motivi per cui sono
diventata terapista  stato il desiderio di migliorare in qualche modo la vita delle

persone, e quando posso estendo questo compito autoimposto anche al mondo in genere, oltre che alle mie pazienti. "Be', puzzer molto meno con della biancheria pulita", ho replicato. Non so se lo snobismo di Faith sia generazionale o culturale, ma i liberali inveterati
dell'Upper West Side come me
impiegano un po' di tempo per farci l'abitudine.

"Ho sempre pensato che
l'espressione "biancheria pulita" fosse un ossimoro", ha osservato. "Santo cielo, tremo al pensiero di come sia vestita ora Matilda".

"A dire il vero, porta uno dei vestiti scartati da Molly". Mia madre - che sia

benedetto il suo cuore dell'era
Eisenhower - pensa sempre che Molly debba vestirsi come una bambina, cos le compra tutti quei graziosi vestiti che mia figlia non si metterebbe neanche morta. Ma l'avversione di Molly per il look femminile  l'ultimo dei miei problemi. Potrebbe anche vestirsi come Darth Vader, purch andasse a scuola.
Rischia di essere bocciata alle
superiori; i suoi punteggi nei test attitudinali sono ai minimi storici, e di
questo passo l'unica facolt
universitaria a cui verr ammessa sar uno di quei programmi governativi biennali che sono costretti a fare corsi di recupero per le nuove matricole. Mia

figlia  una ragazza molto intelligente;  solo che all'et sedici anni sta ancora attraversando il periodo pi turbolento della prima infanzia, quello tra i due e tre anni. Non pretendo che passi la sua vita adulta a dire: "Passami il bisturi", oppure: "Il mio cliente si dichiara non colpevole, vostro onore", ma non avevo mai pensato che potesse finire per chiedere fino all'et della pensione: "Ci vuole anche le patatine fritte?". Per quanto mi piaccia credere di essere permissiva e progressista, il fatto che Molly con ogni probabilit non user mai la sua mente curiosa e la sua costosa istruzione per fare strada nella vita mi infastidisce da morire.

Faith mi ha fissato con i suoi occhi grigi come il fiume Hudson durante un temporale. "Qualcosa non va, Susan?", mi ha domandato con schiettezza. "Non mi piace impicciarmi", ha proseguito sorvolando sull'aspetto ironico della situazione, "dopotutto, mia madre  nata quando Vittoria era ancora la regina d'Inghilterra, e mi ha insegnato che  maleducazione ficcare il naso negli affari dei vicini, ma hai l'aria stanca.
Dov' il tuo meraviglioso marito quando hai bisogno di lui? E non venirmi a raccontare che non pu smettere di disegnare i suoi stupidi fumetti in tempo per tornare a casa per cena". Faith  riuscita a dirottare gli ultimi secondi

della seduta; i ruoli si sono invertiti
all'improvviso e la paziente ha
cominciato ad analizzare me, un
controtransfert tutt'altro che raro quando il terapista e il suo assistito si sentono entrambi abbastanza liberi e a proprio agio da stabilire un contatto pi profondo. "D a quell'uomo che ti meriti un po' di coccole!", mi ha consigliato.
" quello che ho ripetuto a Ben fin dal giorno in cui ci siamo sposati, e lui non si  mai lamentato, non importava quanto fosse stanco dopo aver esaminato tutto il giorno l'apparato gastrointestinale dei suoi pazienti. Fa' in modo che Eli torni a un'ora decente. Deve farti un massaggio ai piedi, versarti un generoso bicchiere

di whisky per darti un po' di energia, e quindi preparare una bella zuppa di legumi o una nutriente minestra d'orzo e funghi per darti un po' di nutrimento".

Forse senza volerlo, Faith ha toccato un nervo scoperto, ha pizzicato una delle
mie
corde. "Zuppa di legumi? Faith,  quasi luglio". Mi viene da piangere ogni volta che qualcuno  gentile con me,
soprattutto quando mi sento
particolarmente vulnerabile. "Sto bene", ho detto, battendo rapidamente le palpebre e girando la testa per ritrovare il controllo. "Mi dispiace molto, ma purtroppo", ho proseguito, guardando l'orologio coperto di sudiciume sopra la porta, " ora di interrompere per far

entrare le masse".

Faith ha aperto la borsetta e ne ha estratto un foglio di carta piegato con cura. "Continuo a dimenticare di darti la ricetta che mi hai chiesto, quella dell'arrosto morto.  stato l'accenno alla zuppa di legumi a rinfrescarmi la
memoria. Me la porto dietro da
settimane". Con un sussurro da
cospiratrice ha aggiunto: "Il segreto della mia famiglia  mezzo litro di buon Madeira". Ho lanciato un'occhiata alla ricetta e ho registrato mentalmente il numero di spezie fresche che mi sarei dovuta procurare. Per quanto anziana, Faith ha ancora una calligrafia molto ferma ed elegante, molto Seven Sisters .

E d'altra parte le piace raccontare alla gente di aver frequentato lo Smith College a due anni di distanza da Sylvia
Plath, perci suppongo che
quell'affettazione vecchio stampo le venga naturale.

Ho infilato il foglio nella tasca del pullover e ho aperto la porta. Stevo mi permette di usare la lavanderia per le mie sedute private dalle sette alle otto, prima che il locale sia ufficialmente accessibile agli inquilini. In realt, se ci sono io ad aprire gli risparmio la fatica.
In teoria, le mie signore potrebbero vedermi in un luogo pi convenzionale, il poliambulatorio femminile di Lower Manhattan, dove lavoro part-time per tre

giorni e mezzo alla settimana -  questa la mia fonte primaria di sostentamento ma gli inquilini si sentono pi a loro agio qui, e il tragitto  sicuramente pi breve! Inoltre, dati i vincoli legali e il
codice etico dell'American
Psychological Association, poich queste "pazienti" sono anche mie amiche e vicine - e si conoscono anche tra loro

- non posso chiedere alcuna parcella per le sedute in lavanderia. Come un placebo attivo, anche l'arredamento del locale  del tutto ininfluente - e francamente orrendo - ma il rassicurante profumo di detersivo - aria di montagna, fiori di primavera, pioggia d'estate - ha una funzione purificatrice. In effetti,

l'aromaterapia metaforica contribuisce ai progressi delle mie pazienti. Laggi lavano i panni sporchi in senso letterale, eliminando sia la vera sporcizia sia i detriti che danneggiano emotivamente la
loro esistenza. Laggi hanno
l'opportunit di respirare una ventata d'aria pura (santo cielo, quello  davvero il nome di un detersivo?), hanno una speranza di rinnovamento.
Inoltre, anche se dovessero pagarmi per le nostre chiacchierate, non potrebbero fare contemporaneamente il bucato gi a Fulton Street!

"A rischio di sembrarti un po'
strizzacervelli, non c' crescita senza rischio, e questa settimana tu hai

davvero raggiunto un punto di svolta", ho detto a Faith. "Stai cominciando a capire di aver messo da parte, se non addirittura ignorato, le cose che forse hai sempre desiderato nel corso degli anni. Continua cos! Per ora  giusto che cambi le cose dentro di te. Hai una missione, se vuoi. Anzi", mi sono corretta, "non hai scelta. Voglio che ti sieda e rifletta, magari addirittura che appunti in un diario ogni momento, per quanto sciocco o insignificante, in cui ti concentri sulle tue esigenze e non su quelle del tuo compianto marito". Ho sorriso. "Non dimenticare che anch'io conoscevo Ben, e sappiamo entrambe che avrebbe voluto che tu andassi

avanti. Non c' niente di male nel piangere la morte di qualcuno, ma non devi lasciare che il dolore ti impedisca di abbracciare la vita. Ok? All'inizio pu fare paura, perch per te queste sono acque inesplorate, ma ti assicuro che resterai a galla senza problemi, come dopo stanotte!".

Ha ridacchiato garbatamente di
fronte alla mia debole metafora. "Be', Ben  sempre stato pi progressista di me!". Si  piegata in avanti cos tanto che ho temuto le si spezzasse la spina dorsale diritta come un fuso, ma ha sfoggiato la flessuosit di un salice. "Le
mie
antenate erano orgogliose esponenti
delle Figlie della Rivoluzione

Americana. Sua
madre era socialista,
sai... e suo padre era iscritto al partito comunista!".

Talia.

Il giorno successivo, la mia paziente delle sette  Talia Shaw. Qualche mese fa, reduce da un divorzio difficile, 
stata lei
a rivolgersi a me
per una serie
di sedute, ma aiutarla a definire cosa la inquietasse  stato come farsi togliere un dente senza anestesia.

Quasi tutte le pazienti si collocano a met dello spettro quando si tratta di
aprirsi durante gli incontri. A

un'estremit ci sono gli individui che chiamo i "rossi". Sono quelli che parlano senza sosta e sono maestri di volubilit, ma dicono di rado qualcosa di importante per il nostro lavoro insieme. Il loro continuo chiacchierare, che mi impedisce di esprimere il bench minimo commento,  una rimozione attiva del dolore che potrebbero provare sentendo, o affrontando, qualcosa di spiacevole. All'estremit opposta ci sono gli "indaco": quelli che sono troppo taciturni e spesso molto chiusi, e a stento rispondono alle mie domande.

Talia  blu scuro.

Durante le sue sedute, di solito sono io a parlare per la maggior parte del

tempo. Il terapista non rivela quasi mai dettagli personali durante una classica seduta in un ambiente tradizionale (per esempio lo studio pieno di felci immaginato da Faith), e anche se lo fa  solo per spiegare meglio qualcosa che  direttamente collegato all'argomento in
esame. Ma con le pazienti della
lavanderia, ho scoperto che quando io mi apro, lo fanno anche loro. Laggi i miei metodi sono meno ortodossi, assomigliano di pi alla confidenza e al pettegolezzo, il che permette loro di sentirsi a proprio agio, pi di quanto lo
sarebbero con una forma pi
tradizionale di psicoterapia. Con Talia, per, finora le discussioni sono state

decisamente squilibrate. Mentre io non ho ancora appreso granch sul suo
passato, lei sa tutto dei miei
ridicoli e
sfortunati tentativi di sfondare nella danza moderna al Bennington College e dei miei accessi di bulimia e di sindrome da figlio unico. Guardandomi ora, non immaginereste mai che il mio peso si  attestato sui quaranta chili per tutto il periodo del college. Forse i miei eterni e angoscianti problemi di peso sono in qualche modo legati al fatto che i miei capelli sono diventati tutti grigi prima dei trentacinque anni. O forse no.
Chi lo sa? Ho smesso di tingerli due anni fa e finalmente mi sono rassegnata a essere giovanile e argentea.

"Allora, cos' successo questa
settimana? Hai voglia di raccontarmi qualcosa?", ho chiesto dopo che Talia aveva passato i primi dieci minuti di seduta a contemplarsi una borsite sull'alluce sinistro, facendomi pensare che forse avrebbe preferito incontrare il suo podologo.

"S-s", ha risposto, come se
parlasse al rallentatore. Sono trascorsi altri minuti durante i quali mi aspettavo che si spiegasse, o almeno che fosse un
po'
pi loquace. Non mi piace aspettare troppo, anche se alcuni colleghi psicologi, compreso il mio mentore, il
dottor Maris, ritengono che pi
cerchiamo di gestire le sedute,

incoraggiando i pazienti a rispondere quando non sono ancora pronti, e pi il paziente continuer a fare resistenza. E pi il terapista mantiene il controllo, meno il paziente riesce ad assumerne per guarire e ritrovare il proprio benessere. Ma secondo me questo  vero pi in teoria che in pratica.

"Ok". Ho aspettato un altro paio di minuti. "Ti ascolto".

"Trovi che io sia distaccata?", si  lasciata sfuggire, un quesito pi o meno inatteso, perch avevamo cominciato la seduta tornando sul suo divorzio.

"La mia opinione non ha
importanza", ho risposto. "Non ti serve la mia approvazione, n il mio biasimo.

Tu
pensi di essere distaccata? "Non che ci sia niente di male in questo", come
diceva Seinfeld. Non si possono
associare dei giudizi di valore a questo atteggiamento".

Ha abbozzato un sorriso. "Perch non lo sono, sai. In genere le ballerine hanno una pessima reputazione da questo punto di vista. Io... non so come dirlo con esattezza. Posso alzarmi?", mi ha domandato.

"Certo. Non sei mica incollata al divano".

"Io...  solo che non sono mai stata brava con le parole.  uno dei motivi per cui dovevo diventare una ballerina.
Non avrei mai potuto fare nient'altro.

Riesco a esprimermi solo attraverso il movimento".

"Talia, forse sar una realt
spaventosa, ma purtroppo l fuori ci saranno sempre fin troppe persone pronte a mortificarti perch non sanno affrontare i loro casini, cos cercano qualcuno da "incolpare" per questo; credimi, non c' bisogno che tu lo faccia
da sola. Allora, che ne dici di
riformulare ci che hai appena detto in modo da non condannare te stessa?". Mi ha fissato con sguardo assente. "Be', potresti dire che senti di poterti
esprimere meglio
attraverso il
movimento". Ci ha pensato su, e ha abbozzato un altro sorriso.

"Be', le persone pensano che sia distaccata, sai, perch mi sento cos impotente quando chiacchierano di questo e di quello, e tutte quelle parole mi sfrecciano accanto come se avessero le ali, sai, e io non riesco a inserirmi nel discorso. Non riesco a pensare cos rapidamente con la testa. Penso con i piedi.  come se venissi da un altro pianeta, capisci cosa intendo? Cos non dico niente, e gli altri mi giudicano distaccata. Se potessi, non so, ballare
le
mie risposte, sarei...".

Si  riseduta sul sof. Parlando, aveva piroettato intorno al grande tavolo in mezzo alla stanza. "Allora balla", ho replicato. "Gli sciamani di tutto il

mondo usano la danza, il canto, la preghiera... qualunque cosa funzioni. Se ballare le risposte funziona per te, allora funziona anche per me. Fai qualche tour jts, se ne senti il bisogno. Stai solo attenta a non sbattere la testa contro i neon". Era visibilmente sollevata.

"Riprendiamo da dove abbiamo
interrotto l'ultima volta", ho suggerito dopo un'altra lunga pausa durante la quale Talia ha fatto un po' di stretching.
"Stavamo parlando del matrimonio. Io ero molto giovane, secondo i criteri attuali. Avevo quasi ventidue anni...".

"Io ventitr", ha affermato, saltando come avevo sperato che facesse una

volta lanciato questo sasso. "E ora ne ho ventisei. Quasi ventisette. Sono stata sposata solo per quattro anni. Ci siamo conosciuti allo Starbucks tra la 67a strada e Columbus Avenue. Lance faceva il tecnico del montaggio alla ABC, dall'altra parte della strada, e qualche mese fa ha deciso di piantarmi in asso.
Mi ha detto che ero troppo concentrata su me stessa, il che  molto curioso, sai?
Perch se avesse potuto appendere uno specchio, sai...", ha divaricato le gambe in una spaccata perfetta, "...mentre stava... sai, per potersi guardare... E
poi la gente dice sempre che un
ballerino
non riesce a passare davanti a
uno specchio senza guardarsi... Be',

credo che gli specchi piacessero pi a lui che a me". Ha assunto un'aria malinconica ed  tornata a concentrarsi sulla sua borsite. "Quando ci siamo sposati gli piaceva fare esperimenti...
con il miele, la panna montata o lo sciroppo al cioccolato... E io pensavo che fosse molto eccitante, perch tutti gli altri uomini con cui ero stata erano pi inclini al sesso alla vaniglia. Non mi riferisco al gusto, ma al sesso pi...
capito no?". Si  alzata ancora e si 
esibita in una sorta di danza
interpretativa, voltandosi verso la fila di lavatrici. "Pi... tradizionale. Noioso.
Senza inventiva, senza creativit, immagino sia questa la parola giusta.

Poi, a un certo punto, ho cominciato a capire che Lance faceva tutte quelle cose con i dolci perch... perch, in realt, non gliene importava granch...
Credo che, in cuor suo, non mi
apprezzasse cos com'ero e che quello fosse il suo modo per cercare di cambiarmi".

Con un'improvvisa esplosione di
irruenza ha posato una gamba su una lavatrice e ha iniziato a eseguire dei plis. "E... eccomi qui, non ho ancora compiuto ventisette anni e la mia esistenza  quasi finita".

Che ci sia sotto un grave problema di abbandono? "Come sei severa con te
stessa! D'accordo, il tuo primo

matrimonio non  durato, ma hai tutta la vita davanti, interi decenni per conoscere qualcun altro e riprovarci, oppure, se  cos che deve andare, per conoscere pi di una persona. Dio solo
sa quante donne sposate
sono pronte ad
ammettere di sentirsi inappagate, e sotto parecchi punti di vista". Suppongo che rientrerei anch'io in quella categoria, a seconda del giorno della settimana.
"Non devi necessariamente avere un marito o una relazione per sentirti realizzata... sai?", ho aggiunto, scimmiottando il suo intercalare preferito.

"In cuor mio lo so. Non  questo", ha replicato cambiando gamba. "Sono

ossessionata dalla vecchiaia.  questo il mio problema. Te l'ho detto, la mia esistenza  quasi finita".

Le ho guardato la pelle immacolata, i capelli scuri e lucidi e il corpo senza neanche un filo di grasso. "Perch non mi spieghi che cosa intendi davvero?", ho proposto con delicatezza.

C' stato un altro lungo silenzio prima che rispondesse. "Qualsiasi ballerino professionista ti dir che la Danza con la D maiuscola  la sua vita.
Da quando sei bambino, la mangi, la dormi e la respiri, sognando che un giorno sarai tu quello lass sotto riflettori. Per le bambine di solito questo sogno arriva con i primi tut, collant e

diademi. E se lavori sodo, sono il tuo
lasciapassare per diventare una
principessa. Ma i ballerini, soprattutto i ballerini classici, hanno una data di scadenza pi breve di quella del latte",
ha sospirato con voce piena di
rassegnazione. "Mi sono diplomata alla SAB, la School of American Ballet, e sono stata selezionata da Peter Martins, il direttore artistico del City Ballet, per entrare nel corpo di ballo quando avevo solo sedici anni.  strano essere scritturati quando si  cos giovani.
Perci ho pensato che sarei diventata una stella, sai? Un'altra Darci Kistler o Merrill Ashley. Mi hanno promossa solista a vent'anni. Non sono mai

diventata prima ballerina".

Ho notato che quando ha iniziato a parlare di danza Talia  diventata insolitamente loquace. Come se avesse provato il discorso, nel caso un giorno l'avessero intervistata sulla sua carriera.
In quei momenti sono svaniti
l'esitazione, la difficolt comunicativa e il tic del "sai".

Posando la mano su una delle
lavatrici come se fosse una sbarra, ha cominciato a fare una serie di grand battements. "E sai perch?". Si  voltata verso di me, aspettando una risposta. "Perch ho la testa troppo grande".

"E questo cosa c'entra?"

"Non ho un corpo alla Balanchine", ha spiegato.

Ho alzato la mano. "Aspetta un
secondo! George Balanchine non  morto pi di vent'anni fa?".

Ha annuito. "Ma i criteri fisici sono rimasti quelli. Capocchie di spillo. Devi avere la testa piccola". Si  battuta le nocche sulla testa, come fa di solito chi per scherzo vuole sentire se la zucca di qualcun altro  vuota. "E la mia  troppo grande, punto e basta. Ero abbastanza brava per diventare solista ma non abbastanza "perfetta" per essere promossa prima ballerina. Cos sono destinata a restare una solista finch non sar troppo vecchia per interpretare

quei ruoli. Forse mi restano al massimo due anni, prima che Peter cominci a guardare le ballerine pi giovani e mi metta in panchina. Anzi, credo che abbia gi iniziato".

 scoppiata in lacrime
all'improvviso, tornando verso il divano come se si stesse avvicinando a una vasca di squali.

"Sopravvivr al fallimento del mio matrimonio, sai?", ha singhiozzato.
"Anche se mi sento una perfetta buona a nulla.  difficile accettare il fatto di essere stata sposata e divorziata ancor prima di aver compiuto ventisette anni.
Ma... la danza...  l'unica cosa che abbia mai voluto fare. Pi di qualsiasi

altra. Anche pi di sposarmi. Se non potessi pi ballare, morirei. Non posso
fare
nient'altro. Danzo da quando avevo tre anni;  l'unica cosa che sappia fare.
Non ho mai dovuto trovarmi un altro lavoro. Non ho mai neppure bevuto una coca-cola che non fosse light!".

"A dire il vero, non ti sei persa granch; non mi affliggerei per questo.
Che cosa ne dici di insegnare
danza?
Pi avanti, intendo".

"Mai!", ha esclamato, socchiudendo gli occhi pieni di odio e disprezzo.
"Conosci il detto "chi sa fa, chi non sa insegna?". Solo i falliti finiscono per insegnare!".

"Oh, dai, sai che non  vero. Sono

sicura che alcuni insegnanti del City Ballet sono stati, e forse sono ancora, dei luminari". Suo malgrado, mi ha dato ragione almeno su questo punto.

Era ora di aprire la lavanderia. "Per oggi abbiamo finito", ho annunciato, "dunque puoi cominciare a concentrarti
su ci di cui vuoi ballare
la settimana
prossima. E dovresti proprio smetterla di insultarti in continuazione. Quando ti sorprendi a farlo, morditi la lingua. C' una bella differenza tra la modestia e la mortificazione. Io so relazionarmi con gli altri, ma non ho il tuo corpo n le tue capacit. Sei sana, dotata, giovane e bellissima; e borsiti a parte, hai un mondo di possibilit ai tuoi strepitosi

piedi".

Ha annuito, obbediente, ma si
vedeva che era poco convinta. Ha recuperato dalla lavatrice il suo cumulo di body, collant e scaldamuscoli e l'ha gettato in un'enorme bacinella di plastica rosa larga tre volte pi di lei.
La teneva davanti a s e assomigliava a un'anatra incinta, che dondolava verso l'asciugatrice con i suoi piedi da ballerina. Ha caricato la macchina e l'ha impostata sul programma antipiega.
"Un'altra cosa, ma immagino che possa aspettare fino alla settimana prossima", ha concluso, studiando il suo riflesso nell'obl mentre i suoi indumenti in puro cotone ruotavano in senso orario dietro

il vetro. "Sembra che le persone mi trovino davvero vanitosa".

2. Alice.

Quel giorno la prima vera
frequentatrice della lavanderia  stata una giovane donna che ho visto di rado gi nello scantinato. Credo che durante la settimana lavori dalle nove alle
cinque. Di Alice so solo che 
un'attrice, o un'aspirante tale, e che sua nonna Irene era un'ex showgirl sempre ansiosa di dire a tutti quanto sua nipote

le assomigliasse.

La povera ragazza faticava a
spingere oltre la porta un malconcio carrello della spesa traboccante di vestiti. "Ti serve una mano?", ho chiesto.

Ha sbattuto la ruota anteriore contro lo stipite. "Merda!".

Un paio di camicie di poliestere sono scivolate sul pavimento non proprio immacolato, e ho capito che quel mattino avrei dovuto spazzare prima di aprire la porta.

"S, mi faresti un favore. Grazie", ha risposto lanciandomi un'occhiata riconoscente e guardando Talia. "Questa mattina non sono molto lucida. Immagino

di non avere voglia di lavare questa roba". Ha fissato l'accozzaglia di indumenti, con il naso e gli occhi che
cominciavano ad arrossarsi. "Mi
dispiace", ha ripreso distogliendo lo sguardo, imbarazzata dal fatto che un'estranea la vedesse in un momento di fragilit.

Ho alleggerito Alice del suo pesante carrello e l'ho fatto scivolare verso la fila di lavatrici. "Conoscevo tua nonna", ho detto. "Era una donna meravigliosa e andava molto fiera di te". Le mie parole hanno aperto le cateratte; mi sono sentita terribilmente in colpa per averla fatta piangere ancora. Ha cercato invano dei fazzolettini, e quando si  diretta verso il

bagno per prendere un po' di carta igienica, mi sono infilata la mano in tasca e gliene ho offerto un pacchetto.
"Puoi tenerli".

"Grazie". Si  sforzata di sorridere tra le lacrime. "Ne avr bisogno. Questi sono suoi", ha aggiunto, posando la
mano sulla montagna di vestiti
variopinti. "O meglio, erano suoi. Non sono riuscita a lavare le cose di nonna fino a oggi, e non sono ancora sicura di essere pronta, ma... devo fare il bucato prima di donare tutto al negozio di articoli usati.  giusto cos".

Senza prendersi il disturbo di
dividere i vestiti, ha iniziato a caricarli in una lavatrice vuota, ma ha urtato per

sbaglio la scatola di monetine, facendole rotolare su met del pavimento.
"Merda!", ha esclamato ancora,
afferrando l'impugnatura del carrello e sciogliendosi in singhiozzi.

Le ho messo un braccio intorno alle spalle e l'ho aiutata a raggiungere il sof. "Perch non ti siedi l per un po'?
Ci penso io", l'ho rassicurata
rincorrendo i quarti di dollaro. "Dimmi solo che programma vuoi, e carico io i vestiti".

"Sono sola", ha borbottato in un Kleenex. "Davvero sola. Per la prima volta in vita mia. Sono le otto di un venerd mattina.  venerd, vero? Nonna  morta da venti giorni, quindici ore e

quarantanove minuti. Non che li stia contando, o qualcosa del genere...".

"Vuoi parlarne?", ho domandato, e prima che riuscissi a precisare che mi riferivo a una conversazione privata, Alice  partita per la tangente.

"Se non stessi recitando otto
repliche la settimana di un'irriverente commedia sperimentale intitolata La
veglia di Nonna Finnegan -
un'esperienza abbastanza macabra visto
che mia nonna si chiamava Irene
Finnegan - credo che impazzirei sul serio. Ogni volta che penso a nonna, mi viene da piangere. Sono inguardabile, vero? Interpreto un'ex vincitrice di Star Search, un personaggio trasgressivo e

sfavillante, cos almeno posso
nascondere gli occhi gonfi con chili di trucco. Probabilmente quando mi cola il
mascara assomiglio a Tammy Faye
Bakker". Si  soffiata rumorosamente il naso. "Immagino di dovermi considerare molto fortunata, perch ho trentacinque anni e questo  il mio primo vero contatto con la morte, a parte le dissezioni che facevo alle lezioni di biologia delle superiori, e che tra parentesi mi facevano davvero schifo".

"Stai tranquilla. Nessuno ti sta giudicando. Nemmeno sulle dissezioni;
ormai quel reato  caduto in
prescrizione da anni. Alice, ognuno affronta la morte a modo suo, e ogni

lutto va elaborato nel tempo". Mi sono accorta di non essermi presentata, e che forse non conosceva il mio nome, nonostante nel corso degli anni ci fossimo incontrate pi volte nel palazzo.
"Io sono Susan Lederer", le ho detto porgendole la mano.

Alice si  ficcata il fazzolettino
fradicio nella tasca dei jeans,
scusandosi per la mano umida. "Ciao, Susan, io sono Alice, ma immagino lo sapessi gi. Sei la terapista, vero?".

Ho annuito. "Io adoravo mia
nonna,
quella materna. Era l'unica a pensare che le mie poesie adolescenziali intrise d'angoscia non facessero schifo e le sar sempre grata per questo".

"Volete che me ne vada?", ha
domandato Talia; si sentiva di troppo, e il suo disagio era evidente. "Voglio dire, non sto ascoltando". Era intenta a piegare i vestiti, ma ogni tanto si fermava per muovere i piedi e agitare le
mani, disegnando piccole figure
nell'aria. "Non fateci caso; sto solo ripassando mentalmente i passi di Agon".

"No, nessun problema", l'ha
rassicurata Alice, prendendo un altro fazzolettino dal pacchetto. "Per me va
bene se ascolti. Forse anche tu
conoscevi mia nonna". Si  concentrata sul Kleenex accartocciato tra le dita.
"Era la mia coscienza, da molti punti di

vista. Nelle ultime settimane la sua camera da letto  stata come un tempio, non sono riuscita a spostare nulla. Ho provato in tutti i modi a convincermi che  solo partita per una lunga vacanza, e non che  tornata da nonno Danny, su in paradiso, o ovunque vadano i vecchi ballerini dopo aver ballato la loro ultima canzone".

Ha cominciato a strappare il
fazzolettino in mille pezzetti. "Quella stanza ha ancora il suo odore: rossetto, naftalina, lana umida, acqua di rose, lacca per capelli AquaNet... e anche il profumo della sua pelle, bench lei non ci sia pi. Non era in quella stanza quando " trapassata", come dice

Charlesy, la sua ex colf. Ha avuto un infarto dopo essere andata dalla parrucchiera".

"Almeno aveva i capelli a posto", ho sdrammatizzato.

"A parte gli scherzi", ha detto, tirando su con il naso, "mi piace il tuo senso dell'umorismo", ha continuato,
accennando un sorriso. "Non sei
sdolcinata. Le persone sdolcinate mi fanno piangere ancora di pi. Sono un'inguaribile sentimentale, ed  per
questo che La veglia di Nonna
Finnegan mi aiuta ad andare avanti.
Alcuni miei amici pensano che sia di pessimo gusto, date le circostanze, ma credo che la nonna avrebbe apprezzato

l'ironia. Anche lei era una donna spiritosa".

"Conservare il senso dell'umorismo  molto importante in momenti come questo, e l'umorismo  spesso uno strumento efficacissimo durante la terapia. Mi sembra che tu stia facendo la cosa giusta".

Ha annuito. "Lo spero, ma  davvero difficile superare tutto questo".

"Non c' una tabella di marcia", l'ho rassicurata. "Io piango ancora ogni volta che penso a mia nonna, ed  morta quindici anni fa. Mio marito Eli non ha ancora superato il trauma di aver visto un'auto che investiva il suo cane. E aveva dieci anni - Eli, non il cane. Il

cane ne aveva quarantadue, in termini canini".

" logico", ha piagnucolato. "Forse il fatto di non averle mai detto davvero addio ha qualcosa a che fare con la mia incapacit di sbarazzarmi dei suoi effetti personali. Subito dopo la sua morte ho regalato alcune delle sue cose ai miei amici Izzy e Dorian, che la conoscevano bene, ma ho cominciato a liberarmi di gran parte della sua roba solo ieri.
Aveva due armadi e un com zeppi di vestiti, scarpe e altri accessori, e naturalmente ho anche dovuto togliere le lenzuola dal suo letto e lavarle".

Si  alzata e si  avvicinata alle lavatrici. "Suppongo che le lenzuola

vadano lavate a caldo anche se sono a fiori. Temo di avere cos tanta roba che dovr occupare tutte le macchine".

"Io ho finito", ha cinguettato Talia, "perci le puoi usare tutte tu, e chi tardi arriva male alloggia, no?".

Alice era cos concentrata sul suo dolore che non credo l'abbia sentita.
"Questa mattina, quando ho aperto l'anta di uno dei suoi armadi, sono crollata di nuovo, non ho potuto farci niente. C'era
quel lieve profumo di canfora e
Shalimar che l'accompagnava sempre".
Ha allungato la mano verso il mucchio di abiti che intendevo lavare con il programma delicati e ha preso una camicetta sintetica finta Pucci con

un'orribile fantasia mirtillo, beige e cammello. " davvero orrenda, ma giuro su Dio che per qualche istante ho cominciato a trovarla la cosa pi bella del mondo... nonostante la misteriosa macchia sopra il terzo bottone", ha aggiunto, esaminando quella chiazza non meglio precisata. "Eppure... per quanto voglia onorarla non me la metter mai, e cos dopo che l'avr lavata finir dritto al negozio di articoli usati. Faceva la
volontaria al Second Chance di
Columbus Avenue, si occupava della merce in arrivo. Sai, quel posto che devolve il ricavato delle vendite per la disintossicazione delle giovani madri tossicodipendenti. Aveva anche fatto

amicizia con alcune delle ragazze; ogni tanto le portava ai musei e ha persino insegnato a un paio di loro a ballare il tip tap, la sua grande passione. Sono sicura che la aiutava a sentirsi giovane;
quando  morta aveva pi di
novant'anni. Mi sono sforzata di non essere gelosa quando una di quelle povere ragazze  diventata una specie di nipote surrogata, ma a volte non riuscivo a non arrabbiarmi con lei: regalava a destra e a manca i ricordi del suo passato di ballerina degli Ziegfeld
Follies
- boa, guanti, diademi e cose del genere... Come se fossero dolcetti di Halloween. Se qualcuno trovava bello un oggetto, mia nonna glielo regalava.

Credo che la affascinassero anche le
cose che le persone donavano
all'organizzazione. "Il ciarpame di una persona  il tesoro di un'altra", diceva.
Il batacchio a forma di Shakespeare
fissato alla porta del nostro
appartamento  stata una sua idea. L'ha trovato in una delle buste portate l, ci ha messo sopra il cartellino del prezzo e l'ha comprato subito... Guarda questa roba!", ha esclamato Alice, indicando le varie pile di vestiti. " la storia di una vita ben vissuta, non trovi? Alcune delle sue cose non posso nemmeno lavarle in lavatrice. Dovr portarle in un negozio specializzato. In fondo a uno dei suoi armadi ho trovato una stola di visone

color caff con le sue iniziali ricamate sulla fodera. Negli anni Quaranta la indossava sempre a capodanno, con un paio di lunghi guanti bianchi... era bellissima: l'ho vista in alcune vecchie foto e sembrava una diva del cinema.
Non ci crederai, ma tutt'a un tratto quelle stole sono tornate di moda! Ho scovato anche uno di quei twin set con le perline tipici degli anni Cinquanta; due vestiti Marimekko anni Sessanta; un gilet rosso fatto all'uncinetto da una sua amica negli anni Settanta; un'orribile tuta viola di Sergio Valenti con le spalline, che vent'anni fa erano all'ultimo grido - e stanno tornando di moda anche quelle, incredibile... E un

paio di camicie da notte e un
accappatoio che le avevo regalato di recente. Credo che i suoi armadi contengano la storia della moda del XX secolo, dagli ultimi anni del vaudeville fino alla guerra del Vietnam e oltre".  riuscita a ridacchiare. "Immagino si possa dire che le piaceva collezionare cianfrusaglie".

Ho sollevato una vestaglia. "E che aveva un debole per le stampe chiassose e geometriche".

"Dio, quella  davvero inguardabile,
vero? Non riesco nemmeno a
immaginare che qualcuno possa davvero comprarla!".

"Oh, io conosco una persona che la

adorerebbe", ho sorriso.
"Oh! S! Quella senzatetto

puzzolente con gli occhi pieni di mascara. Matilda!".  scoppiata a ridere. " proprio nel suo stile!", ha detto. "Qualsiasi cosa sia pi vistosa e sgargiante di un tendone da circo? Pu averla!".

"Le sembrer di aver sbancato a Las Vegas", ho concordato.

"Allora diamogliela".

 stato un bene che Alice abbia
portato gi tutta quella roba cos presto.
Gli inquilini diventano molto irritabili
quando hanno l'impressione che
qualcuno stia monopolizzando le
lavatrici. Anzi, chi usa pi di due

macchine per volta viene relegato alla condizione di paria.

Nel corso degli anni ho osservato il comportamento degli inquilini quaggi, ed  stato spassoso. Fissano la piccola spia rossa delle lavatrici come se fosse il pendolo di un ipnotizzatore, e se non sei pronta a recuperare il tuo bucato appena la lucetta si spegne, si lanciano in una corsa folle per togliere i tuoi vestiti e inserire i loro. In realt - "a onor del vero", come si suol dire confesso di farlo anch'io di tanto in tanto. Ma naturalmente ho una scusa valida: la fretta.

Vista la mancanza di un vero e
proprio galateo nella lavanderia, ho la

sensazione che le mie pazienti aspettino con ansia le nostre sedute private sia per poter usare in tutta tranquillit le lavatrici sia per le illuminazioni o epifanie psicologiche. Stevo non apre la porta abbastanza presto per consentire a chi lavora dalle nove alle cinque di fare uno o due carichi prima di scappare al lavoro, e la stanza non resta aperta abbastanza a lungo da soddisfare le loro esigenze neanche quando tornano a casa.
Tra l'altro la domenica il locale rimane chiuso, e neanche io posso aprire la porta, altrimenti perderei i miei privilegi. E non mi azzarderei mai a barare, perch c' sempre qualche inquilino pazzo e zelante che non vede

l'ora di precipitarsi dall'amministratore a fare la spia.

"Credo sia la prima volta che
scendo quaggi in un giorno
infrasettimanale", ha detto Alice. "Fino a due settimane fa ero un'insulsa impiegata. Mia nonna faceva il bucato per entrambe, anche se continuavo a prometterle che il sabato l'avrei fatto io.
Dopo aver ottenuto l'ingaggio per La veglia di Nonna Finnegan, finalmente sono riuscita a buttarmi nella follia di una vita adulta da precaria. Giusto in tempo. Ho pensato che se avessi dovuto lavorare per un altro avvocato falso, stronzo e ipocrita mi sarei impiccata".

Quell'osservazione sprezzante mi ha

subito ricordato una delle donne che vedo al poliambulatorio di Fulton Street ogni marted all'ora di pranzo. Carol Lerner lavora a Wall Street e incarna molti degli stereotipi pi negativi spesso associati alle avvocatesse: cercano di comportarsi da uomini per essere competitive in un ambiente che per molti versi  ancora dominato dal sesso maschile; sono pi dure con i dipendenti di quanto lo siano i loro colleghi uomini; non hanno senso dell'umorismo; si vestono come suore e non saprebbero riconoscere una scarpa elegante neanche se qualcuno gliela sfilasse dal culo e
gliela mostrasse; e dimostrano
un'ignoranza altrettanto abissale

nell'uso dei cosmetici. Lavoro con Carol per insegnarle ad apprezzare la sua femminilit e a gioirne, anzich
cercare di rispecchiare criteri
impossibili, molti dei quali imposti artificiosamente. Il semplice fatto che in tribunale abbia la fama di uno squalo fama meritata e conquistata a prezzo di molti sacrifici - non significa che debba essere cos spietatamente aggressiva e cos aggressivamente spietata negli altri ambiti dell'esistenza. Ammette di essere un capo severo, e non  una tiranna solo in ufficio: Diandra, la sua figlia adolescente, ha la stessa et della mia Molly e ha cercato di scappare di casa due volte nell'ultimo anno.

Purtroppo Carol ha frainteso il mio invito ad abbandonare i vecchi modelli
comportamentali e a cercare con
consapevolezza i momenti adatti per
ammorbidirsi, scambiandolo per
un'esortazione a diventare la prima donna di un baccanale. Pur continuando a comportarsi come Medusa in pubblico, dietro la siepe meticolosamente potata della sua villetta in stile Westchester Tudor,  diventata la Vedova Allegra, e ha deciso di concedersi due relazioni simultanee con due uomini sposati, entrambi suoi colleghi, uno dei quali  il suo socio in affari. L'altro amante  il compagno di squash del socio in affari.
Alla faccia del triangolo amoroso!

Non amo portarmi il lavoro a casa, e le mie riflessioni inopportune su Carol Lerner non erano che questo, e proprio durante il mio tanto agognato momento di "pausa" mentale tra le sedute nella lavanderia e quelle al poliambulatorio.
Sono stata felice della comparsa inaspettata di Ian, il mio bambino prodigio. Non ho idea di cosa abbia fatto per meritarmi un figlio come lui.
Quando era piccolo ha sempre dormito
per tutta la notte e non ha mai
attraversato la turbolenta fase fra i due e i tre anni; riordina la sua stanza senza che nessuno glielo chieda, ha una calligrafia leggibile e i suoi insegnanti dell'Ethical Culture, la scuola dietro

l'angolo, lo adorano. In breve, Ian incarna tutto ci che si suppone manchi al genere presumibilmente fatto di lumache e code di cagnolino ...
nonostante in quel momento stesse mangiando patatine al formaggio per colazione.

Ho assunto la mia voce da madre
autorevole: "Giovanotto, quelli non
sono un adeguato sostituto dei
cornflakes".

"Lo so, fanno schifo con il latte", ha replicato, richiudendo la busta. Il mestiere di genitore dovrebbe essere
sempre cos facile. "Mamma, ha
chiamato il mio agente. Dopo la scuola devi portarmi a un'audizione. Si tratta di

uno spot nazionale per la McDonald's, e non possiamo arrivare in ritardo".

"Quando mai siamo arrivati in
ritardo?"

"La scorsa settimana, al provino in cui cercavano dei sostituti per Big River".

"Anch'io sono un attore", ha detto Alice a Ian. "Anche se detesto quando le donne si definiscono in questo modo. Si dice "attrice", faccio l'attrice. Non credo che considerarmi un'attrice
anzich un attore
sia... politicamentescorretto, mettiamola cos.  anche una parola pi carina".

"Fico. Sei mai stata a Broadway? Io ho interpretato Gavroche per otto mesi

in Les Misrables, e ho partecipato anche alla tourne nazionale di Peter Pan con Mary Lou Retton. Ho fatto tre spot nazionali e uno locale per il Vision Center, era il loro spot dello scorso anno. Poi ho fatto delle foto per la campagna pubblicitaria della Gap e un catalogo per Kids 'R' Us. Stai lavorando in questo momento?", le ha domandato
Ian, fermandosi finalmente per
riprendere fiato. "Ehi, mamma, c' uno spirito cattivo in quella lavatrice!", ha esclamato, distratto dagli scossoni violenti e improvvisi di una delle macchine. In effetti sembrava che fosse posseduta dal demonio, o che una forza tutt'altro che benevola vi fosse

intrappolata dentro.

"Be', tesoro, in questo momento non posso farci niente. Se apro la macchina si blocca tutto, e quella lavatrice  cos vecchia che temo non ripartirebbe, e i nostri vestiti sarebbero troppo bagnati
perch l'asciugatrice li possa
asciugare".

"Ho una parte in La veglia di Nonna Finnegan", ha risposto Alice. "Ho fatto l'audizione e sono stata presa lo stesso giorno... lo stesso giorno in cui mia nonna  morta... e il nostro cognome  Finnegan. Incredibile, vero?". La sua voce ha cominciato a tremare, e anche se in realt non la conosca, ho deciso che aveva bisogno di un abbraccio. Ma il

mio gesto ha scatenato una nuova serie di singhiozzi, e nel giro di qualche
istante le sue lacrime hanno
completamente inzuppato la mia
camicetta di cotone indiano.

"Che cos' una veglia, mamma?".

Alice si  staccata e io ho esitato un secondo prima di rispondere. " una specie di festa che si fa quando muore
una persona che amiamo.  una
tradizione irlandese".

"Oh. Come mai noi
non facciamo
una festa quando muore qualcuno?"

"Perch ci chiamiamo Lederer. Gli ebrei non organizzano veglie".

"Posso andare a vedere Alice a
teatro?"

"Tuo padre e io ci andremo di

sicuro".

"E io? Non posso venire? Hai detto che  una specie di festa".

Ho guardato Alice, sperando
confermasse il mio sospetto che lo spettacolo, anche se pubblicizzato come una "commedia per famiglie", non fosse adatto ai preadolescenti. "A quanto ho sentito,  un po' os, tesoro. Troppi doppi sensi".

"Che cosa sono i doppi sensi?"

"Parolacce".

Ian non ha gettato la spugna. "Ma tu
mi fai vedere delle cose con le
parolacce, I Soprano per esempio".

"Tuo padre ti fa vedere I Soprano, e

se proprio vuoi sapere la mia opinione, anche se so che non vuoi, penso che sia fin troppo permissivo".

"Pap non  permissivo; 
progressista", ha insistito Ian.

"Pap  il classico intellettuale liberale ebreo dell'Upper West Side che concede ai nostri figli pi di quanto dovrebbe, sminuendo completamente la mia autorit. Capito, Ian? Quindi scordatelo!".

Talia, che ha finito di ripiegare l'ultimo dei suoi capi in fibre naturali, si  finalmente preparata a lasciare la stanza appesantita dalla sua enorme bacinella. Cos mi sono calata nel mio ruolo di "direttrice di crociera" della

lavanderia. "Alice, conosci Talia Shaw?
 una nuova inquilina, ed  un'artista anche lei".

"Una ballerina, presumo", ha detto Alice lanciando uno sguardo alla pila di body immacolati.

Talia ha annuito. "Sono nel City
Ballet. L'anno scorso mi hanno
permesso di fare una stagione come artista ospite della compagnia Martha Graham, ma non  andata come speravo.
Sono stata licenziata e ho ricevuto i documenti del divorzio, tutto nello stesso mese". Si  stretta leggermente nelle spalle, il movimento frivolo della sua coda di cavallo castana era in netto contrasto con il tono freddo e deciso

della sua voce. "Ma almeno il City
Ballet ha dovuto riprendermi da
contratto".

"Hai sentito? Alice ha appena
iniziato La veglia di Nonna Finnegan", ho detto.

Talia le ha rivolto un sorrisetto gelido.

"Be', non  proprio come
Giselle...", ha osservato Alice, cedendo a un'autocritica imbarazzata.

"Credo sia meraviglioso che ci
siano degli artisti professionisti nel palazzo", ho commentato allegramente, avvertendo la tensione nell'aria. "Tiene viva l'atmosfera". Se le mie pazienti artiste non avessero delle serate da fare,

prenderei in seria considerazione l'idea di organizzare sedute terapeutiche quaggi all'ora dell'aperitivo. "A proposito Alice, hai mai letto il libro?"

"Quale libro?"

"La veglia di Finnegan".

"Quel volume di oltre ottocento
pagine? Ges, Susan,  proprio tra le mie priorit!", ha scherzato lei.

"Non l'hai mai letto? Mmh! Io ci ho
passato un intero semestre a
Bennington".

Talia, ormai sulla porta, si  voltata verso di noi. "Io non l'ho mai letto, ma credo di averlo portato una volta". Ian, Alice e io l'abbiamo guardata come se fosse un'aliena. All'improvviso 

diventata tremendamente impacciata: la donna timida che aveva confessato il suo disagio con le parole. "Perch mi guardate cos? Quando avevo pi o meno quattro anni, dopo aver visto Lo schiaccianoci in tv ho detto a mia madre che volevo fare la ballerina, e lei  scoppiata a ridere nel suo bicchiere di scotch e ha detto che chi  goffo non pu diventare ballerino. Ha detto che avrei dovuto acquisire grazia ed equilibrio, cos mi ha messo sulla testa una copia rilegata della Veglia di Finnegan e mi ha ordinato di camminare per casa cos.
Dalla camera da letto allo scantinato, capite? Quando finalmente sono riuscita a percorrere tre rampe di scale - su e

gi - senza far cadere il libro, ha accettato di iscrivermi a un corso di ballo. Ciao". Ed  uscita dal locale.

"Hai dimenticato il detersivo", l'ha avvertita Ian con voce gentile.

"Grazie". Talia ha recuperato il detersivo - di una marca ecologica - dal tavolo accanto alle lavatrici e l'ha messo in equilibrio sulla pila di vestiti.
"Oops", ha detto, posando la bacinella sul pavimento e correndo verso il bagno minuscolo.

"Scommetti che prende dei
diuretici?", mi ha sussurrato Alice.
"Insomma, quella donna non ha un grammo di grasso". Si  guardata la vita, sottile ma ben lungi dall'essere

scheletrica. "Credo che dovrebbe essere contro la legge... l'assenza di grasso corporeo, non l'uso di diuretici!".

Ho fatto una smorfia, ricordando fin
troppo bene la mia esperienza
massacrante con quei farmaci, e quanto sono felice di essermi ripresa, dal punto di vista fisico e psicologico, dalla devastazione di un disturbo alimentare.

Un paio di minuti dopo, Talia 
uscita dal bagno con un'espressione accigliata. "Hanno tolto lo specchio sopra il lavabo".

Faith si  materializzata nella
lavanderia. "Credo di aver lasciato qui un top a maglia, credo. Di questo colore", ha detto indicando il foulard

color orchidea che portava intorno al collo.

"Io ti conosco", ha detto Alice. "Eri amica di mia nonna, Irene Finnegan".

"S, s, naturalmente", ha confermato Faith. "E ti faccio le mie pi sentite condoglianze. Non ci sono pi attrici come Irene. Andavamo all'opera, di tanto in tanto, dopo che  morto Ben,
mio marito. Irene era una donna
speciale, con un cuore enorme. Dopo la scomparsa di Ben  stata tua nonna a insegnarmi a tenere la contabilit. Puoi immaginare", ha proseguito con una risata gutturale, "non avevo mai pagato una bolletta da sola!". Faith ha sbirciato
in ogni asciugatrice, cercando

l'indumento mancante. "Ah, be', forse non l'ho nemmeno lavato", ha sospirato, dirigendosi verso la porta. "Alla mia et il cervello comincia a diventare un organo piuttosto poroso".

Ian, senza che nessuno gliel'avesse chiesto, stava piegando i nostri vestiti asciutti, dividendoli a seconda del
membro della famiglia a cui
appartenevano.

"Esistono anche i bambini
perfetti?", ha domandato Alice
incredula. "Quanti anni hai?"

"Undici", ha risposto Ian.

" davvero un bravo bambino", ho detto, accorgendomi di non potermi vantare allo stesso modo di Molly e

ringraziando il cielo che il cinquanta percento della mia prole si sia rivelata straordinaria.

"Non mi sono mai piaciuti gli
uomini pi giovani, ma credo che nel tuo caso potrei fare un'eccezione. Ti dispiace aspettare fino al diploma, cos possiamo sposarci?".

Ian  arrossito e ha girato
timidamente la testa. "Mamma, ora devo andare a scuola".

Ho controllato l'orologio. La sua prima lezione sarebbe iniziata da l a ventuno minuti. "Ok. Ti accompagno".

"Sei cos protettiva. Posso andare da solo. Sono appena due isolati".

"Mi piace considerarla come una

precauzione. Sono appena due isolati, ma siamo pur sempre a Manhattan e tu sei solo in prima media. Inoltre la scorsa settimana per poco non c' stato un rapimento sulla 64a strada".

"Per non c' stato, mamma. Ti
preoccupi troppo".

"Sono una madre, rientra nei miei compiti. Se non mi preoccupassi, ti affiderebbero ai servizi sociali. E preferirei che questa mattina arrivassi a scuola sano e salvo, anzich rischiare di non arrivarci. Perci rassegnati: avrai uno chaperon".

Mi sono voltata verso Alice, che stava guardando la fila di macchine intente a lavare i vestiti di sua nonna per

l'ultima volta. Il suo volto era una
maschera di dolore. "Ehi", ho
mormorato posandole delicatamente le mani sulle spalle, "se vuoi prendere un appuntamento per parlarmi, se ti va di fissare qualche seduta, io sono qui. Non
dovresti affrontare da sola
l'elaborazione del lutto".

"Grazie", ha replicato battendo le palpebre per scacciare le lacrime. "I miei genitori sono in Florida, e non ho un ragazzo - anche se tempo fa ho conosciuto un tipo davvero carino che  venuto a casa per restaurare un vecchio
mobile - e poi non posso sempre
piombare a casa delle mie due migliori amiche. Hanno gi abbastanza problemi.

Ma non guadagno molto con il teatro sperimentale, sai. Nonostante il mito della vita lussuosa e tutto il resto, non guadagno granch".

"Le sedute in lavanderia sono
gratuite, e molto rilassanti; considerale
solo come cinquanta minuti di
chiacchierata settimanale con un'amica che, guarda caso, ha una laurea in psicologia. Tengo delle sedute private quaggi ogni mattina dalle sette alle otto, escluso il sabato, e ho un giorno libero, quindi se pensi di aver bisogno di aiuto per superare questo problema, io sono qui".

"Per". Ha trattenuto una lacrima di gratitudine e ha studiato la fila di

vecchie lavatrici. "Chi avrebbe mai immaginato che scendendo quaggi avrei potuto lavare nello stesso
momento sia i panni che i miei
pensieri!".

Amy.

Non ricordo di aver mai incontrato una giovane donna cos arrabbiata. Amy  entrata con cos tanto astio che ammetto di aver avuto difficolt a provare simpatia per lei, una sensazione che non mi  mai capitata con le pazienti della lavanderia. Quando si presentano situazioni del genere devo concentrarmi

ancora di pi per non tradire con il linguaggio del corpo il mio pregiudizio.

Amy  incazzata perch dopo il
parto non  tornata al suo peso forma nel giro di sei mesi, soprattutto perch le sue due sorelle maggiori ci sono riuscite nel giro di quarantacinque giorni;  frustrata perch la sua nuova vita di rado ha la luce rosea e ottimistica di uno spot sulla maternit; ed  perennemente furiosa con suo marito avvocato, che non la aiuta mai con il bambino - a parte quando l'ha sollevato subito dopo la circoncisione affinch tutti i fedeli del tempio Beth Israel potessero tirare un sospiro compiaciuto - e che si rifugia in camera da letto per lunghe telefonate con

clienti e colleghi ogni volta che gli chiede di darle una mano, anche solo per badare a un Isaac piagnucoloso mentre lei si fa un bagno.

" normale che voglia strangolare Eric ogni volta che lo guardo?", mi ha chiesto. Era la nostra prima seduta, e l'odio le si riversava fuori come lava.
Naturalmente, avevamo il nostro bel da fare. "E scherzo solo in parte, sai?". Si  guardata le mani, le dita tese e contratte come artigli. "Giuro su Dio che ci sono giorni in cui vorrei prenderlo per il collo e... stringere". La sua pantomima mi ha fatta sussultare. "Ma in
ogni caso, non resta mai a casa
abbastanza a lungo perch riesca ad

afferrarlo, perci immagino che non leggerai di me sui giornali tanto presto".

"Ti capisco. Mio marito non torna per cena da giorni. Sembra che molta della tua rabbia derivi dal fatto che hai la sensazione di dover fare tutto da sola.
Secondo me hai bisogno di qualcuno che ti dia una mano e si occupi di Isaac perch tu possa finalmente fare quel meritatissimo bagno. Data la sua posizione, immagino che il reddito di Eric vi permetterebbe...", ho esordito.

"Certo", mi ha interrotta. " un avvocato di diritto aziendale". Mi  tornata in mente Carol Lerner. Perch quella professione trasforma in mostri individui che probabilmente sono venuti

al mondo come esseri umani? "Facevo anch'io l'avvocato, fino all'ottavo mese di gravidanza", ha ripreso Amy.
"Lavoravamo entrambi da Newter & Spade. Be', Eric ci lavora ancora.  appena diventato socio, cos sgobba pi che mai per dimostrare che merita
di
essere l - dopo che per sette anni ha
lavorato come uno schiavo per
arrivarci".

"Allora... hai mai preso in
considerazione l'idea di assumere qualcuno?", ho domandato.

"Oh, abbiamo una governante.
Meriel  una roccia. Se non fosse stato per lei, non sarei mai riuscita a spacchettare tutto dopo il trasloco, anche

se non credo che ami molto i cani, ma non intendo certo sbarazzarmi di Hector.
Il mio chihuahua. Ce l'ho da prima di conoscere Eric. Ma non affiderei mai a qualcuno mio figlio. Lavo persino i suoi vestitini a mano. I body, le copertine...
tutto. Anche i pannolini sporchi. Non voglio che le parti intime di Isaac siano a contatto con la plastica, cos uso solo pannolini di stoffa. Meriel pulisce la casa, porta a spasso Hector e lava i miei vestiti e quelli di Eric, ma non ho mai capito perch la gente faccia dei figli per poi affibbiarli a qualcun altro. Tra l'altro mia madre non ne vuole sapere.
Secondo lei, soprattutto nella
primissima infanzia, un neonato  cos

impressionabile che non dovrebbe mai essere affidato a qualcuno di diverso dai genitori e dai nonni".

"Be', allora che ne dici di chiedere aiuto a tua madre? Sembra proprio che tu abbia bisogno di rilassarti".

Ha arricciato il naso. "Mia madre odia la puzza di cacca".

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Faith Ne sbit: Enorme
miglioramento nell'accettare la
definitiva assenza del marito Ben dormendo nella "sua met" del letto
coniugale. L'ho incoraggiata a
prendere altre iniziative - rispettando i propri ritmi - utili a vivere per se stessa anzich continuare (stile regina Vittoria) a condurre la vita che a suo

parere il suo compianto marito avrebbe voluto per lei. Le ho ricordato che Ben sarebbe stato contento di vedere che si prendeva cura di s. Bench di solito tenda a essere cauta, a correre pochi rischi e a opporsi ai cambiamenti, questa volta mi  sembrata disposta ad ascoltare il consiglio.

Talia Shaw: Progresso nella
terapia quando ha scoperto per caso che ballare durante la seduta le permetteva di aprirsi come non era mai riuscita a fare prima. Mi sono ispirata al libro di Bradford Keenye e ho incoraggiato questo approccio creativo e anticonformista, che mi  sembrato

potesse essere efficace soprattutto con gli artisti, di solito molto sensibili agli stimoli di quel tipo. L'effetto su Talia  stato sorprendente e immediato.
Dobbiamo tuttavia lavorare con
costanza sull'autostima della paziente e analizzare come il problema di abbandono sia connesso al recente
divorzio, all'esclusione dalla
compagnia Martha Graham e alla
paura di perdere il lavoro al City Ballet. Devo indirizzare la discussione verso la dannosa negativit di sua madre e aiutare Talia a riconoscere e accettare che quest'ultima non ha gli strumenti necessari per farla sentire all'altezza, oltre a spiegare alla

paziente che quelli sono problemi di sua madre, non suoi.

Amy Baum: Nuova paziente. Deve
imparare a liberarsi dalla rabbia.
Seduta utile perch Amy ha ammesso di aver bisogno di qualcuno che la aiuti a ridurre lo stress che deriva dal prendersi cura di un neonato. Devo aiutarla a risolvere il problema dissuadendola dallo scaricare la colpa su qualcun altro.

Io: Invece di implodere, devo
parlare con Eli del fatto che ha dimenticato il nostro anniversario.
Idem per la sua assenza a cena sempre

pi frequente e per i suoi rientri alle due del mattino. Per quanto trovi un po' eccessiva la rabbia di Amy Baum,
probabilmente capisco la sua
situazione pi di quanto riesca a fare con i problemi delle altre pazienti della lavanderia, ad eccezione forse di Talia, perch  una ballerina e ha avuto un certo successo nel campo che io ho dovuto abbandonare.

La capisco anche per i suoi
disordini alimentari. La settimana
scorsa una paziente del
poliambulatorio mi ha domandato di punto in bianco perch fossi diventata psicoterapeuta. Sebbene la mia prima risposta avesse a che fare con la

volont di rendere il mondo un posto migliore, quella donna mi ha colto in flagrante e ha detto: "No, voglio conoscere il vero motivo". Le ho
raccontato la mia esperienza di
studentessa di danza al college e i relativi problemi di percezione del corpo, che sfociarono nella bulimia; le ho anche detto che quando passai dalla specializzazione in danza al corso di psicologia dovetti affrontare e superare
i miei timori verso le materie
scientifiche, lo spaventoso spettro di
corsi come biochimica e
neurofisiologia. Ma avevo deciso di individuare e capire le cause e gli effetti emotivi e psicologici della mia

malattia.

Ma torniamo ai problemi con Eli: anzich prendere il toro per le corna,
covo rancore verso il suo
comportamento e permetto a questo stato d'animo di influire sul mio umore, sul mio appetito e sul mio sonno, oltre che, ogni tanto, sulle mie sedute (per
esempio quando c' uno stimolo
emozionale, come quando Faith se n' venuta fuori dicendo che Eli dovrebbe coccolarmi).

Devo anche cercare di gestire
meglio il mio tempo affinch Ian non arrivi tardi alle audizioni.  un potenziale sabotaggio di mio figlio. Da cosa dipende?

Sto valutando l'idea di portare il cane dal veterinario per il problema dell'incontinenza. Oppure fa i capricci anche lui? Pur essendo ovviamente una sostenitrice della psicoterapia, credo che gli strizzacervelli per animali
siano strambi quanto le pietre
domestiche. Forse Sigmund ha solo bisogno di un corso di aggiornamento dall'addestratore.

Sto valutando l'idea di mandare
anche Molly dall'addestratore se non la smette di saltare le lezioni.

Progressi? Se i progressi sono la misura del successo, in questi giorni io non ne sono un esempio brillante. In realt, mi sento pi come un criceto su

una ruota. I criceti desiderano mai di poter andare davvero da qualche parte?

3. Meriel.

"Non mi piace quel raffreddore,
Susie. Un raffreddore estivo  una brutta cosa", ha detto Meriel con l'allegra cadenza giamaicana che mi fa sempre venire voglia di bere un mai-tai. Adoro la melodia della sua voce, che riesce a rilassarmi e a riscaldarmi come il sole in una mattinata di inizio primavera.
"Ho studiato da infermiera, sai, in

Giamaica, ma le persone ammalate mi rendono triste; troppe emozioni, sai. Non ho la pelle abbastanza dura. Hai provato
il mio rimedio?"

"Intendi il rum caldo con il miele e i
chiodi di garofano?"

"Esatto", ha sorriso orgogliosa.
"Una vecchia ricetta di famiglia. Mette al tappeto qualsiasi cosa!".

"Ha messo al tappeto me!", ho
replicato. "Ne ho bevuta una tazza intorno alle nove di sera, e poi ricordo solo che il mattino successivo Ian mi ha chiesto di firmargli una giustificazione
per la scuola. E ho ancora il
raffreddore".

"Ahhh... ma quando ti mette al

tappeto riposi come si deve, e cos puoi guarire!".

"Basta parlare di me", ho scherzato.
"Parliamo di cosa ti tormenta oggi".

Ha consultato l'orologio. "La
signora Amy si chiede sempre perch io resti quaggi con la biancheria invece di salire a spolverare nel frattempo. Le dico che ho paura che se non sono qui quando la spia si spegne, qualcuno possa tirare fuori i vestiti e appoggiarli sul tavolo sporco". Si  alzata dal
divano. "Ma adesso che c' una
lavatrice in meno, non mi sento cos in colpa se mi siedo quaggi a parlare con te: devo stare pi attenta, in caso qualcun altro voglia fare il bucato tanto

presto.  cos occupata con Isaac da non ricordare che a quest'ora la lavanderia  chiusa".

C'era un fondo di verit nelle parole di Meriel a proposito delle lavatrici, ne erano rimaste in funzione cinque su sei.
Quella con lo "spirito cattivo" di Ian  morta il giorno dopo, ma  rimasta nel locale con un pezzo di nastro adesivo giallo tutt'intorno, come se facesse parte di una scena del crimine.

"Ora dimmi perch i bianchi si
comportano cos con i loro cani!".

"Che cosa intendi?", ho chiesto, presa in contropiede da quella richiesta inaspettata.

"Quello stupido cane striminzito

della signora Amy e del signor Eric. Lei lo tratta come se fosse un membro della famiglia. Ora ha un bambino ed  come se non conoscesse ancora la differenza tra un animale e una persona. Sai che lo veste come una bambola? Quel cane ha un impermeabile - un Burberry, quando neanche la signora ha un impermeabile griffato - e persino un cappellino coordinato. Lei ha un patriottico soprabito blu, rosso e bianco che andrebbe benissimo per il quattro luglio.
E in inverno, mi ha detto, dovr mettergli gli stivali, cos non si far
male alle zampe con il sale che
spargono sulle strade per sciogliere la neve. Non vedo l'ora di portare a spasso

un animale da circo appena comincer a fare freddo. E in pi la signora mi ha chiesto di infilare al cane un tut da ballerina per accompagnarlo a una festa in costume a Riverside Park. E quel cane  un maschio! Mi ha quasi morso quando ho cercato di vestirlo da femmina. Giuro su Dio che mi vergogno quando devo portare fuori quello stupido coso".

Sono arrossita quando ho pensato che anche se Sigmund non  mai andato in giro vestito da Barbie, qualche volta porta una bandana - e a dodici anni Molly ha cercato di fargli i buchi alle orecchie - e dorme su un morbido "letto" Orvis anzich sul pavimento o

fuori, dove, secondo Meriel, dovrebbe stare un cane. Ovviamente viviamo tutti
in appartamento, perci  fuori
questione che stia fuori.

"Quindi quello che voglio sapere prima della fine della mia seduta di oggi, in modo da poter dormire bene stanotte,  questo: perch voi bianchi vi comportate cos con i vostri cani?".

Naomi e Claude.

"Non posso farci niente se sono
sterile!",  sbottata Naomi a due secondi dall'inizio della seduta.

"E io non posso farci niente se sono

cinese!", ha ribattuto Claude, razionale quanto Naomi era irritabile.

"L'agenzia della Georgia ci ha
appena comunicato che le coppie
lesbiche non possono adottare bambini cinesi", ha spiegato Naomi, "cos dobbiamo ricominciare da capo con le scartoffie, e visto che solo una di noi pu figurare come madre adottiva, e pochissime donne single riescono a adottare un bimbo cinese, Claude crede di avere pi probabilit e vuole tagliarmi fuori".

Le due donne hanno tentato la
fecondazione in vitro, ma  venuto fuori che Naomi  sterile. Claude soffre di endometriosi, quindi nemmeno lei pu

essere una madre biologica. Hanno deciso di adottare una bambina cinese bench la procedura richieda il doppio o il triplo del tempo rispetto alle adozioni da America Latina, Haiti, Russia, Balcani - perch Claude sente molto il problema dei maltrattamenti subiti dalle
donne nel suo Paese e pensa che
adottare una bimba cinese sia una presa di posizione politica oltre che un intervento personale. Spero che la loro piccina sar un angelo... e che non diventer una teenager come Molly, cos imbronciata, arrabbiata con il mondo e sempre pronta a tirar fuori la sua rabbia adolescenziale per attirare l'attenzione, come se le fosse mai stata negata.

"Lo stai facendo! Mi stai tagliando fuori!",  esplosa Naomi.
"Letteralmente! Diglielo! D a Susan cosa mi hai fatto ieri sera". Ha ceduto al suo "tic" nervoso, e ha cominciato a prendersi la lunga treccia bruna e a staccare le doppie punte.

"Io non ho fatto niente a te", ha protestato Claude.

"Ok, Claude. Naomi. Naomi, cosa
credi che ti abbia "fatto" Claude ieri
sera?"

"Te l'ho detto, mi ha tagliata fuori".

"Ges, voi due, gradirei avere
qualche dettaglio per poter affrontare il vero nocciolo del problema.
Riesaminiamo il modo in cui prendete le

decisioni di coppia pi importanti".

 stata Claude, pi calma, a
rispondermi. "Quasi sempre fifty-fifty.
Abbiamo sempre cercato di seguire questa regola sulle questioni importanti, ma una faccenda come i passi essenziali per ottenere l'adozione  una cosa che non abbiamo mai affrontato prima, che non avevamo mai nemmeno immaginato
di dover
affrontare. Visto che adesso
sar l'unico genitore adottivo, devo
preparare una serie di foto che
convincano i burocrati della mia eterosessualit e spedirle all'agenzia per il dossier. Ho tutte quelle fotografie di me e Naomi abbracciate e cose del genere, e... ho dovuto ritoccare con

Photoshop quelle che avevamo sul computer per sostituire Naomi con l'immagine di un nostro amico. E ho dovuto anche tagliare Naomi dalle vecchie foto su carta, perch era ovvio che era la mia amante. Dunque... s...
immagino di averla letteralmente tagliata fuori, ma non l'ho fatto con cattiveria".
Ha rivolto alla sua compagna uno
sguardo molto preoccupato ma
compassionevole, solo che Naomi ha del tutto ignorato quel tentativo di riconciliazione.

"Non posso nemmeno andare in Cina con Claude, a meno che non finga di essere solo un'amica. Naturalmente, non posso spacciarmi per sua sorella", ha

detto Naomi furibonda. "Buffo, non
sembri
cinese", ha aggiunto. "Gliel'ho
detto, dovremmo solo mandarli tutti a fanculo e adottare una bambina di un altro Paese".

"No. Dev'essere cinese", ha
insistito Claude. "Non mi farai cambiare idea su questo punto".

"Ascoltate... Odio sottolineare
l'ovvio, e vi avverto che ora non intendo parlarvi in veste di terapista imparziale, ma il mondo  quello che ", ho detto.
"Sapete che  cos, e la realt  che non riuscirete a cambiarlo dall'oggi al domani, e forse non riuscirete mai a cambiarlo. Quindi avete parecchio da riflettere. Ma in sostanza dobbiamo

valutare due opzioni principali. In questa situazione potete scegliere di essere ribelli e lasciare che i vostri progetti individuali vi dividano, oppure potete decidere di essere genitrici e lasciare che la situazione vi unisca ancora di pi. So che pu sembrare un patto con il diavolo, e per certi versi lo . So che vi fa incazzare e che la posta in gioco  altissima, qualunque strada imbocchiate. Francamente, io la vedo in questo modo, e potete anche dissentire,
ma voi due - anche se Claude
dev'essere la mamma ufficiale - potete
dare a... be', a una bambina
"abbandonata" che viene dall'altra parte del mondo una famiglia affettuosa e una

miriade di opportunit e vantaggi. Ecco come potete fare la differenza".

Mi  tornato in mente il mio passato: mio padre che mi portava sulle spalle ai raduni contro la guerra del Vietnam a Washington Square Park; mia madre e
io, non ancora adolescente, che
marciavamo per l'Equal Rights
Amendment con due T-shirt che ci eravamo tinte da sole nel lavello della cucina schizzando tutti i mobili color avocado; o quando ho portato dei palloncini neri alla mia cerimonia di laurea in segno di protesta contro l'apartheid in Sudafrica... e mi sono domandata come tutti gli ideali con cui ero cresciuta si siano manifestati nella

Susan Lederer adulta. Eccomi qui, una donna del ceto medio, e tecnicamente di mezz'et, visto che tutti i miei antenati non hanno mai superato gli ottant'anni (anche se, come amano dire, "la vita inizia a quarant'anni", e sto ancora aspettando che capiti qualcosa di nuovo e diverso da un giorno all'altro). Di
recente mi sono resa conto che
politicamente
sono pi a met di quanto
mi sarei mai aspettata. Come ho
scoperto solo in et adulta, il
pragmatismo  lo spesso bordo scuro ora disegnato intorno all'immagine che
durante la mia giovent era
coraggiosamente, pittorescamente e volutamente scarabocchiata fuori dalle

righe.

 un po' come essere la bambina
piantagrane che sente il costante ritornello della madre frustrata ("Aspetta solo di diventare madre!") e che anni dopo constata con sgomento quanto avesse ragione.

Mentre ascoltavo Claude e Naomi
che litigavano, mi sono resa conto di
aver sottovalutato il problema
dell'identit. Naomi, che  di origini italo-americane, si vedeva innanzitutto come lesbica. Claude, invece, si considerava innanzitutto una cinese americana. Il problema dell'adozione ha
posto l'accento sulla questione
dell'identit culturale, e poich la

differenza tra le due partner era cos marcata, sarebbe stato difficile trovare una soluzione indolore.

"In realt adottando una bambina cinese, volete esprimere un messaggio politico", ho ricordato a Naomi. "Anche se al momento  in contrasto con l'altro messaggio che vorreste esprimere. Ma la cosa di cui dobbiamo parlare davvero  il tipo di famiglia in cui accogliereste la bimba se non risolvete questo problema".

"Tesoro, sai che ti amo", ha
affermato Claude, allungando la mano verso quella di Naomi. "Sei la mia ragazza".

Naomi si  ritratta. "Lo so. Non 

questo il punto, e lo sai. Il problema  molto pi grande. Quando l'agenzia manda i nuovi documenti, Claude... non chiedermi aiuto. Non voglio neppure guardarti mentre li compili".

Credevo di aver detto la cosa giusta,

o almeno avevo espresso come un'amica compassionevole ci che occorreva
mettere in chiaro, ma come
strizzacervelli - anche se, in alcune circostanze, il confronto pu essere un efficace strumento terapeutico - mi sentivo una merda mentre guardavo il broncio di Naomi. Di tanto in tanto le mie sedute eterodosse si spingono in acque inesplorate. In una situazione tradizionale, i terapisti di coppia non

dovrebbero dare l'impressione di schierarsi da una parte o dall'altra.

E poi c' Mala Sonia... che
non  una paziente

Mala Sonia  la moglie del custode: orgogliosa, per nulla colta, un'autentica gitana. Ce l'ha con me per le mie sedute mattutine perch le piace andare in lavanderia e usare tutte le lavatrici prima che possano farlo gli altri. Non ho mai visto una donna con tanta biancheria da lavare. Per lei non vale la regola che vieta di monopolizzare le macchine, perch Stevo inserirebbe nella lista nera

l'eventuale inquilino spione. Che Dio lo aiuti - perch Stevo non lo far - la prossima volta che ci sar una perdita o che avranno bisogno di un topicida.
Mala Sonia, come suo marito, si
definisce una cristiana convertita e fa cose come farsi il segno della croce quando si imbatte in due "blasfeme" come Claude e Naomi (solo che fa la seconda met del gesto al contrario) e borbottare in romeno, una lingua che sto imparando a spizzichi e bocconi grazie a Eli, che sta disegnando un graphic novel intitolato Gia la gitana. La scorsa domenica mattina gli ho domandato se la parola "gitana" non fosse politicamente scorretta - dal momento che (mio

marito)  sempre ipersensibile verso questo genere di cose - ma mi ha risposto che il suo editor preferiva un titolo allitterante a uno politicamente corretto; inoltre, tutti continuano a usare la parola "gitano" a eccezione degli gitani. "Be', se li chiamassi "ladri", potrebbe essere un po' politicamente scorretto", ha commentato Eli con sarcasmo, spalmando il formaggio sul suo bagel.

Mala Sonia  entrata nella stanza e ha inveito contro le due lesbiche. "Te bisterdon tumare anava!". Ha voltato loro le spalle e si  fatta il segno della croce (al rovescio, come al solito), quindi si  seduta sul divano e ha

cominciato a sfogliare un numero di "People" cos vecchio che la copertina annunciava il fidanzamento tra Ben Affleck e J. Lo.

"Che diavolo ha detto questa
volta?", ha bofonchiato Naomi, irritata.

"Che i vostri nomi cadano
nell'oblio!", ho sussurrato strappando una risata a Claude.

"Troppo gentile, signora Badescu",
ha detto Claude ad alta voce
rivolgendole un ampio sorriso. Poi si  voltata verso di me e ha mormorato:
"Come dovrei comportarmi io
quando fa
cos? Insultarla in mandarino e dirle che i suoi antenati si scopavano le capre? A
cosa servirebbe, se non a farmi

sentire... come? Meglio in un modo
perverso e distorto?"

"Gi", ha osservato Naomi vuotando la lavatrice. "La pace nel mondo  un obiettivo che solo le concorrenti di Miss America considerano ancora realistico.
Purtroppo".

Alice Finnegan  scesa con un altro carico. "Questa settimana i vestiti sono i miei", mi ha detto. "Oh, stai aspettando il tuo turno?", ha domandato a Mala Sonia. "Be', allora credo che torner dopo", ha aggiunto con una piccola e rassegnata scrollata di spalle. Mala Sonia ha cominciato a fissare Alice, che  rabbrividita visibilmente sotto l'intensit del suo sguardo. "Che cosa

c'? Che cos'ho detto? Ho detto o fatto
qualcosa di male?"

"Tu hai dei grandi dispiaceri", ha
risposto Mala Sonia, assumendo
un'espressione comprensiva che sarebbe stata degna dell'Oscar. "A-ko isi pomo shinava tumen. Forse posso aiutarti.
Posso farti una lettura".

"Non mi serve una lettura. So gi perch dei grandi dispiaceri". Poi Alice si  incuriosita. "Quanto costa?"

"Venti dollari. Trecento per una lettura completa e una carta astrale. In contanti. Dopo che sono andata in chiesa e ho meditato sulla tua vita".

Naomi ha preso Alice in disparte.
"In realt, quelle "chiese" sono luoghi

di ritrovo dove gli zingari si vantano di come hanno approfittato dei non gitani durante la giornata. Fidati di me: non farlo".

Ho visto Mala Sonia che scagliava il malocchio contro la coppia.

"Posso fare quella da venti dollari", ha detto Alice alla gitana. "L'altra  troppo al di sopra delle mie possibilit, temo".

"Sar laci and'ekh vadra", ha
borbottato Mala Sonia tra s e s.
"Come granchi in un secchio".

Il verme era sull'amo. Mala Sonia era una professionista che sapeva come trasformare quel bocconcino in una cena squisita. Ha allontanato Alice da Naomi

e l'ha fatta sedere al lungo tavolo. "So che tua nonna  morta da poco", ha esordito.

"Be', sei la moglie del custode,  ovvio che tu lo sappia", ha ribattuto Alice sospettosa. "Farai meglio a non prevedere che ricever lo sfratto, perch il contratto di affitto  intestato a me, perci  tutto in regola".

Mala Sonia ha ignorato la minaccia.
"Quella che indossi  una camicia Dana Buchman?".

Alice le ha rivolto un'occhiata
incredula, sorpresa dal fatto che l'avvenente gitana - con addosso un attillato top a righe orizzontali, calzoncini di spugna arancioni sulle

gambe abbronzate e sandaletti stile Frederick's of Hollywood - conoscesse una stilista misurata, Midtown e middle class il cui nome non era propriamente conosciuto. A essere sincera sospetto che Mala Sonia spenda i soldi che ricava dalle sue "letture medianiche" comprando vestiti magnifici, solo che non glieli vediamo mai indosso. Oppure si  costruita una cultura in fatto di moda trascorrendo cos tanto tempo in questa
misera e deprimente lavanderia
frequentata da inquilini benestanti.

"Sei come un libro aperto per me", ha ripreso Mala Sonia, come se stesse declamando il Manuale della zingara, capitolo Letture di base. "Ora tua nonna

 molto infelice".

Gli occhi di Alice si sono riempiti subito di lacrime. Ecco come fanno le "medium" gitane. Accennano a qualcosa di molto generale e inducono la vittima
ad associarlo a qualcosa di
profondamente personale. Quando la vittima mostra la sua vulnerabilit, il gioco  fatto.

"Vuole che tu sia felice, che trovi un uomo che ti ama. Un uomo che hai amato sta per tornare nella tua vita, e tu devi decidere cosa fare. In questo momento  molto vicino, ma questa volta c' qualcuno tra voi".

Alice ha tremato quanto bastava
perch la sua reazione fosse notata da

due esperte di comportamento umano
come Mala Sonia e me. "Be',
innanzitutto, questa camicetta  un'imitazione da quattro soldi, anche se
assomiglia
molto ai modelli di Dana
Buchman. Ma se sono davvero come un
libro aperto, dimmi il nome di
quell'uomo!", l'ha sfidata Alice scettica.

Amy  entrata nella stanza portando Isaac in un marsupio. "Oh, eccola signora Badescu. Sto cercando Stevo. Si ricorda di me? Sono Amy Baum. Mio marito Eric e io ci siamo trasferiti qui la settimana scorsa e c' ancora qualcosa che non va nella doccia del bagno grande. Pu dire a Stevo di venire subito

nel nostro appartamento?". Le ha infilato in mano una banconota che  finita nella tasca della gitana con la rapidit di un gioco di prestigio. "Appartamento 4K", le ha ricordato Amy. Io mi chiamo Baum, ma l'appartamento  intestato a
mio marito: Witherspoon". Si 
precipitata verso la porta. "Che venga prima delle due. A quell'ora Isaac fa il suo sonnellino e ci dev'essere assoluto silenzio in casa, a parte il dvd di Baby Bach".

"Witherspoon?", ha ripetuto Alice
incredula. "Eric Witherspoon?"

"Mi avevi chiesto come si
chiamasse", ha detto Mala Sonia. "Ora lo sai!".

4.

Alice  rimasta di sasso. "Eric
Witherspoon vive qui? E quella  sua moglie?". Mala Sonia ha annuito.
"Uscivo con lui l'anno scorso; abbiamo persino convissuto per qualche mese nel suo appartamento con giardino privato a Park Slope! Ho lasciato l'appartamento di mia nonna per stare con lui, e alla fine mi ha scaricato come un sacco della spazzatura".

"Kon del tut o nai shai dela tut wi o vast: oltre il danno la beffa".

Alice ha guardato Mala Sonia. "A quanto pare".

"Quando hanno avuto il bambino,
Eric aveva bisogno di una seconda camera da letto, cos hanno traslocato a Manhattan", ha raccontato Mala Sonia.

"Mio Dio. E lei ha gi un figlio".
Alice ha cominciato a contare i mesi sulle dita. " impossibile che quel bimbo sia stato concepito dopo il matrimonio. Quel figlio di puttana non ha perso tempo. Mi domando come si senta al pensiero di trasferirsi nello stesso palazzo della sua ex e mi domando se abbia raccontato di me a

Amy".

" naturale chiederselo", ha
replicato Mala Sonia. "E la risposta  s. Ma Amy era troppo impegnata a pensare ad altro per concludere che la sua ex potessi essere tu. Sicura di non volere quella lettura completa?"

"Voglio un drink".

"Alle otto e mezzo del mattino?", sono intervenuta. "Forse faresti meglio a
evitare comportamenti cos
autodistruttivi".

"Non questa mattina", ha ribattuto Alice, iniziando a trascinare il carrello della biancheria fuori della porta.
"Torno tra un'ora, quando ci sar una lavatrice libera. E sar completamente

sbronza. Cos avr tutta la giornata per bere un bricco di caff nel tentativo di riprendermi".

"Se vuoi davvero un drink, perch non vieni da Saffo questa sera?", ha proposto Claude.

"Saffo? Non  quel nightclub nel Meat Packing District dove le donne etero fingono di essere lesbiche?".
Naomi ha annuito. "Non ci sono mai stata", ha detto Alice riflettendo
sull'invito. "Ma mi ha sempre
incuriosito. Voi
due ci andate spesso?".
Ho capito che si stava domandando perch due lesbiche avrebbero dovuto frequentare un locale in cui le donne
fingevano
di essere lesbiche.

"Ci andiamo tutte le sere", ha
risposto Naomi. "Siamo le
proprietarie".

"Perch non vieni anche tu, Susan?",
ha aggiunto Claude. "E portate
un'amica, se volete. A dire il vero questa sera sarebbe l'ideale per venire.
Abbiamo organizzato una Weimar Nacht.
Sapete, facciamo finta di essere nella Berlino del 1931 e tutte si travestiranno da Lili Marlene".

"Purch non ci siano anche le SS...
ma penso di riuscire a venire", ha affermato Alice. "Ho uno spettacolo alle otto. Fino a che ora restate?".

Naomi ha sbuffato leggermente. " un night club, Alice. Non chiudiamo a

mezzanotte. Quando Claude e io ce ne andiamo di solito la maggior parte della
gente si prepara a iniziare
la giornata!
Anzi, spesso veniamo alle sedute con Susan direttamente dal locale".

"Be', allora forse faccio un salto", ha detto Alice. "Purch mi promettiate che se dovessi alzare troppo il gomito per questa storia di Eric Witherspoon, mi caricherete con discrezione su un taxi
e non accennerete mai pi alla
questione".

"Parola di Girl Scout", ha giurato Claude, facendosi una croce sul cuore.

"Credo che quel giuramento sia
valido solo quando si promette di non bruciare i marshmallow", ha scherzato

Naomi.

Claude l'ha fulminata con lo
sguardo. "Guarda che quelle sono le Campfire Girls".

In quel periodo Claude e Naomi
riuscivano a trasformare qualsiasi cosa in un acceso litigio. Sapevo che in realt gran parte della tensione fra loro era
dovuta al problema pi grave
dell'adozione, ma mio Dio, alla faccia dei bisticci!

Naomi ha scrollato le spalle,
disgustata. "Girl Scout, Campfire Girls, quello che .  pazzesco come la gente non abbia nulla da ridire quando mette insieme un gruppo di bambine e poi vada fuori di testa quando quelle

bimbette cominciano ad apprezzare la reciproca compagnia pi di quanto
"dovrebbero", qualunque cosa
significhi".

Claude, a disagio, ha spostato lo sguardo da Alice e Mala Sonia a me, e
poi di nuovo a Naomi. "Forse
dovremmo rimandare questa discussione alla prossima seduta, tesoro".

Io.

Eli ha telefonato alle sei per
avvisarmi che avrebbe dovuto lavorare di nuovo fino a tardi - a causa di un problema di inchiostratura - e Ian

avrebbe dormito a casa di un amico, cos ho accettato l'invito di Claude e Naomi e sono andata da Saffo. Mi sono imbattuta in Alice, che era l con Isabel Martinucci, una sua amica incinta.
Quando ha scoperto che sono una
terapista, Izzy ha temuto che la giudicassi male perch era andata in un bar mentre aspettava un bambino. "Non
preoccuparti, non  cos", l'ho
rassicurata.

"Bene, perch ci giudichiamo gi abbastanza male da sole!",  intervenuta un'Alice alticcia, sollevando il suo Martini.

Era difficile parlare sopra la musica.
Bench Saffo sia un locale notturno

molto sofisticato - mi  piaciuta la sua atmosfera di elegante decadenza con un tocco di trasgressione - credo di essere troppo vecchia per questo genere di cose. A essere sincera, non sono mai stata un'amante delle feste, neanche da giovane.

Sono rimasta in disparte a guardare le donne che ballavano tra loro con la stessa goffaggine di ragazzine del ginnasio, o che amoreggiavano esitanti su divanetti lussuosi senza sapere cosa
o dove - toccare, e ce la mettevano tutta per sembrare "viziose". Quella sera, in linea con il tema "Weimar", molte erano vestite come la Dietrich, con un frac nero - spesso abbinato a un paio di hot

pants anzich di pantaloni - calze a rete, scarpe nere dal tacco alto e cappelli di feltro logori e sbarazzini. Essendo entrambe attrici, a Alice e Izzy era davvero piaciuta l'idea di travestirsi.
Alice si era portata il completo a teatro e si era cambiata nei camerini dopo aver recitato nello spettacolo.

"Sto malissimo", ha annunciato Izzy all'improvviso.

"Allora cerchiamo il bagno delle donne", ho suggerito.

"Non intendevo in quel senso. Non sto per vomitare o cose del genere.
Questa  solo una coca light", ha detto sollevando il bicchiere e scoppiando a piangere di colpo.

Alice le ha cinto le spalle con il braccio e ha cominciato a consolarla.
"Vuoi alzarti? Vuoi muoverti un po'?
Facciamo una passeggiata, che ne dici?".

Izzy ha scosso la testa. "Mi... sento cos... poco amata", ha singhiozzato.
"Mi dispiace", si  affrettata ad aggiungere, pescando un fazzolettino dalla borsetta da sera. "I miei ormoni
stanno impazzendo". Ha assunto
un'espressione di forzata allegria. "Non fateci caso! Sto bene!".

"Ehi, ti va di ballare?", le ha
domandato Alice.

Izzy ha annuito. "S, ho davvero bisogno di un abbraccio. Maledizione!

Di solito mi comportavo cos quando ero ubriaca!".

"Be', ora hai una "scusa" diversa", ho osservato. "Gli ormoni.  normale.
Ricordo che anch'io ero parecchio strana durante le mie due gravidanze".

"Che et hanno i tuoi figli?", ha chiesto Izzy.

"Undici e sedici, e hanno due
caratteri completamente diversi. Uno  un angelo e l'altro... no".

"Spero che sia femmina", ha
continuato dandosi dei colpetti sulla pancia. "Sono molto pi facili da trattare".

" una leggenda metropolitana!", ho sbuffato, domandandomi cosa diavolo

stesse facendo Molly quella sera. Ha detto che sarebbe andata al cinema con un'amica e mi ha giurato su tutto ci che ha di pi sacro al mondo (perci avevo i miei dubbi) che prima avrebbe fatto i compiti. Alla sua et quasi tutte le sue compagne di classe possono uscire durante la settimana purch rispettino il coprifuoco, quindi  inutile cercare di obbligarla a restare a casa. Le ho ricordato che il giorno dopo sarebbe dovuta andare a scuola, ma sapevo per esperienza che le mie parole avevano il peso di un moscerino.

Alice ha divorato la ciliegia del suo cocktail - compiendo poi diversi tentativi, coraggiosi ma vani, di

annodare il picciolo con la lingua - Izzy ha trangugiato ci che restava della sua bibita light, e si sono fatte strada verso l'affollata pista da ballo. La musica era
una canzone popolare tedesca,
sentimentale anche se a tratti stridente, ed  riuscita a rilassarmi ma nello stesso tempo a rendermi nervosa. Mi sono appoggiata allo schienale del divanetto e ho sorseggiato il mio vodka tonic chiudendo gli occhi (con una mano sulla borsa, naturalmente) e lasciando entrare le note dentro di me. Qualche minuto dopo mi sono concentrata di nuovo sulla pista da ballo, chiedendomi perch avessi accettato l'invito di Claude e Naomi. Non aveva nulla a che vedere

con il desiderio di socializzare nello stesso luogo di ritrovo di alcune mie pazienti. In molti casi, evitare quelle situazioni  impossibile. Con il tempo mi sono affezionata alle mie pazienti della lavanderia; ci incontriamo spesso nel palazzo, e in quelle occasioni chiacchieriamo del pi e del meno. Per mantenere le giuste distanze, l'unica regola che applico  che i panni sporchi lavati durante le sedute nello scantinato rimangano nello scantinato.

I sentimenti ambivalenti di quella
sera scaturivano da qualcosa di
totalmente diverso. Non ero in vena di ballare e mi sentivo in colpa perch non mi stavo godendo il mio drink omaggio.

Ho guardato Alice e Izzy che si
abbracciavano e si dondolavano come liceali. Tutt'a un tratto Izzy  scoppiata a piangere sulla spalla di Alice, che senza esitazione ha preso il fazzoletto dal taschino dello smoking e le ha asciugatole lacrime.  stato un momento toccante e spontaneo che mi ha fatto capire all'improvviso di non avere amiche che mi offrano la loro spalla. Anzi, non ho amiche alle quali mi senta vicina e legata come con alcune delle mie pazienti. Ho sentito qualche collega dare voce a lamentele simili: la loro vita
personale langue mentre quella
professionale prospera, ma questo
problema comune non rende la

situazione meno deprimente.

Mi  caduto l'occhio su una bionda alta con la coda di cavallo e il cappello rigorosamente nero. Ballava teneramente con una ragazza molto pi bassa, e anche se il loro stile non gli avrebbe fatto vincere alcun premio Fred e Ginger (o Ginger e Mary Ann) sembravano pi che semplici buone amiche. Soprattutto dopo che le ho viste baciarsi. Mi sono sentita una guardona, ma per qualche motivo mi hanno ipnotizzata. Forse  stato perch ero certa che ci fosse qualcosa di familiare nel modo in cui si muoveva la
ragazza pi bassa: continuava a
sbandare leggermente da una parte, perch aveva una gamba poco pi corta

dell'altra.

Quando si  girata, e il cappello floscio le  scivolato all'indietro, l'ho guardata bene in faccia. Ho rovesciato il mio drink e per poco non ho abbattuto il tavolino di granito nero nel tentativo di raggiungerle.

"Molly! Che diavolo ci fai qui?!".

Ha smesso subito di ballare ed  parsa altrettanto sorpresa di vedere me.
"Potrei chiederti la stessa cosa, mamma".

L'ho trascinata in un angolo, dove avremmo avuto una parvenza di privacy, e l'ho scaraventata su un divanetto. La sua amica si  fermata mezzo metro pi in l con un'espressione colpevole sul

volto. "Non essere insolente con me, signorina", mi sono sentita dire, sembravo mia madre. "Non costringermi a elencare le tue trasgressioni davanti alla tua amica. Suppongo che questa sia la stessa Lauren con cui mi hai detto che saresti andata al cinema questa sera".

 scoppiata a ridere. Negli ultimi anni ha perfezionato la sua risata da teenager, di quelle fatte apposta per deridere le madri. "S, giusto. Lauren".

"Molly, punto primo - no, punto
secondo - anche se mancano solo
quattro giorni alle vacanze estive, domani devi andare a scuola. Punto primo, sei minorenne e ti trovi in un bar.
Come diavolo hai fatto a entrare qui

dentro? E cos'ha di cos buffo Lauren?
Non mi hai sconvolta n sbalordita baciando una ragazza, sai. Il piercing sulla... sai...  molto pi scandaloso".

"Allora sto perdendo il mio tocco".

"Comunque, esigo una spiegazione e delle scuse per avermi mentito. Una cosa  dire che vai al cinema in una serata infrasettimanale. Avevi promesso che prima avresti fatto i compiti, e io ti ho voluto credere sulla parola. Ma un night club?  inaccettabile, Molly, e credo lo sarebbe anche per la madre di Lauren".

"Lauren", mi ha derisa ancora,
come se fossi un idiota. "Siamo cos fortunate che sia cos buio qui dentro",

ha aggiunto con quello che riesco a
descrivere solo come
autocompiacimento adolescenziale.
Esistono altre madri cui si accappona la pelle quando i teenager abusano della parola "cos"?  un altro atteggiamento che sembra studiato apposta per irritare i genitori.

Molly ha preso me per una mano e la sua bionda per l'altra e ci ha trascinate via dalla pista, verso lo stretto corridoio che conduceva ai bagni. Finalmente si  fermata in una rientranza in cui c'erano quegli ingombranti dinosauri cromati noti come telefoni pubblici e la luce era almeno sufficiente per decifrare i tasti.

"Ok", ho detto a mia figlia, "parla".

Muovendosi come se mi stesse
facendo un favore, si  voltata verso la sua amica scrollando le spalle.
"Immagino sia meglio uscire allo scoperto", ha detto togliendole il cappello.

Ora che il viso della sua bionda non era pi in ombra, non sapevo pi quale bugia di Molly mi facesse incazzare di pi.

"Mamma, ti presento Laurence".

"Laurence". Ho lasciato che la
parola indugiasse sulla mia lingua per un paio di istanti, assaporandola. Ho dovuto fare appello a ogni grammo della mia forza di volont per trattenermi dal fare una sfuriata a mia figlia davanti al

suo amico. "Laurence. Hai un cognome Laurence?". Ha bofonchiato qualcosa, sinceramente imbarazzato.

"Jacobs. Laurence Jacobs", ha
tradotto Molly, imbronciata.

"Mia madre andava pazza per
Laurence Olivier", ha detto timidamente il ragazzo.

Per fortuna non l'hanno chiamato Heathcliff. "Allora Laurence-nonLauren, tua madre sa che sei fuori a quest'ora?". Dio, all'improvviso avevo evocato lo spirito di un'altra madre: una dell'era Eisenhower che indossava ogni giorno grembiuli e tacchi comodi anzich Levi's sbiaditi e zoccoli.

"Credo di s, ma non le interessa.

Tanto lei e mio padre non sono in casa".

"E come fai a conoscere mia figlia, dato che non si  mai presa il disturbo di
farmi il tuo nome?"

"Mamma", si  lamentata Molly,
"smettila di fargli il terzo grado. Non siamo bambini!".

"Temo che lo Stato di New York non ti darebbe ragione su questo punto".

Laurence ha aperto la bocca per
replicare, ma ha ricevuto una gomitata tra le costole dalla mia delicatissima figlia, che ha deciso di parlare al posto suo.

"Anche Laurence frequenta la
Fieldston. E anche lui  in terza, suo padre fa l'avvocato e sua madre 

un'agente immobiliare allergica ai gatti, cos l'anno scorso hanno dovuto dare via il loro. Ci siamo conosciuti al circolo ambientalista che il signor Nivon presiede il gioved dopo la scuola, ok? Quindi Laurence , come dire, una persona responsabile".

Ho alzato gli occhi al cielo. "E
questa sera sarebbe un esempio
lampante di quanto lo sia?"

"Non beve".

"Gi, ma tu s", ha borbottato il ragazzo a bassa voce, rendendosi subito conto di quanto fosse sleale quella gaffe.
Purtroppo per Molly, questa volta il suo borbottio  stato abbastanza chiaro da permettermi di decifrarlo. Bench gli

spioni siano spesso considerati come eroi, quel ragazzo non era certo la persona che avrei voluto al mio fianco se avessero cercato di estorcermi una confessione. Non mi sarei meravigliata se Molly avesse deciso di rompere con lui dopo quel tradimento.

"Scusaci, per favore, devo parlare con mia figlia", gli ho detto tirando Molly a me. "Che cosa hai bevuto
questa sera, quanti bicchieri?"

"Dio, mamma!", ha frignato. "Va
tutto bene".

"No. No, non va tutto bene. E non mi riferisco solo al fatto che sei minorenne, ma anche al fatto che mi hai mentito.
Non mi hai detto dove saresti andata

davvero questa sera...".

"Ti aspettavi veramente che lo
facessi? Mamma, certe volte penso che tu sia proprio...".

"Non mi hai detto che uscivi con un ragazzo".

"Cos ora non posso uscire con dei
ragazzi?"

"Certo che puoi uscire con dei
ragazzi. Non mettermi in bocca parole che non ho detto. Uscire con dei ragazzi a sedici anni va benissimo. A proposito, da quanto ti vedi con Laurence e perch
non me l'hai detto?"

"Da marzo, e non sono affari tuoi".

"Finch vivi sotto il mio tetto, finch mangi il mio cibo, finch non puoi

permetterti di pagare la retta e finch non compi diciotto anni, certo che sono affari miei". Con Molly, a prescindere da cosa sta combinando, se si vuole sapere quanto  immischiata,  sempre meglio partire dal presupposto che la risposta sia "molto". Ha oltrepassato i limiti imposti da quando  venuta al mondo. Per quanto riguardava Laurence, non avevo la pi vaga intenzione di chiederle se facevano sesso. Non dentro un night club, almeno. Cos mi sono morsa la lingua e ho scelto una domanda meno incendiaria. "Allora, Molly, visto che riesci in qualche modo a intrufolarti nei locali con il tuo ragazzo - e questo  un argomento cui arriver tra un attimo
mi dici perch hai scelto di venire da Saffo considerando che mi  parso di capire dalla vostra esibizione sulla pista
che Laurence  un maschio
eterosessuale?". Ho guardato la faccia di Laurence, ben rasata e quasi carina.
"E questa sera lui  travestito da donna etero che vuole fingersi lesbica per qualche ora". Shakespeare si sarebbe divertito un mondo. "Uno dei due vuole dirmi cosa mi sono persa?".

Laurence  arrossito e ha strascicato i piedi per terra; se non altro, le sue
scarpe da donna erano lucide e
pantaloni del suo smoking ben stirati.
Poi  tornato al suo borbottio
adolescenziale.

"Scusi, non ho sentito".

"Piantala di metterlo in imbarazzo, mamma!", ha strillato Molly. "Dovresti essere contenta che abbia un ragazzo, e non mi limiti a rimorchiare come fanno quasi tutte le mie amiche!". Mi ha afferrata per il gomito come io avevo fatto con lei uno o due minuti prima e mi
ha allontanata ancora di pi da
Laurence. Poi ha deciso che non
eravamo abbastanza lontane e dopo avergli rivolto un secco "Aspettami qui" mi ha trascinato nel bagno delle donne.

Se scopro che se ne va in giro a "rimorchiare" la rinchiudo dentro casa fino alla fine dei suoi giorni.

"Sono cos tentata di mettere subito

le cose in chiaro Molly", ho sbraitato.

In tutta risposta ha sussurrato: "Credevo volessi sapere che cosa ci facciamo io e Laurence in un bar per finte lesbiche".

"Proprio cos".

"Ok, ecco perch stiamo sostenendo questa conversazione qua dentro, dove lui non pu sentirci, cos non puoi metterlo in imbarazzo pi di quanto tu abbia gi fatto. Mi dovr perdonare cos tante cose dopo stasera".

L'ho fulminata con lo sguardo. Se non altro ha avuto il buon gusto di sussultare.

"Ok", ha ripreso, "mi hai chiesto perch siamo venuti qui. Vuoi la verit,

mamma? Sei sicura di riuscire a
sopportarla?"

"Smettila di parafrasare Jack
Nicholson e arriva al punto, Molly".

"Perch gli piace guardare due
donne che si baciano, capisci, e cose del genere. Lo eccita, ok? E quando lui  eccitato, io sono la destinataria di quell'eccitazione, ok? E sono contenta di esserlo!".

Immagino che avrei dovuto
comportarmi come la madre moderna che continuo a credere di essere e ringraziare il cielo che il suo ragazzo "del semestre" non beva, senza agitarmi troppo per le sue tendenze meno sane.
"Molly qualche minuto fa parlavi di

responsabilit", ho detto riducendo la voce a un sibilo. "Come avete fatto a
entrare? Non vi hanno chiesto
documenti? E non ti senti in colpa sapendo che potresti mettere Claude e Naomi in un mare di guai? A parte tutto quello che io e tuo padre abbiamo cercato di insegnarti, non hai assorbito
alcun
senso dell'etica frequentando le Ethical Culture Schools per quasi tredici anni?".

Molly ha incrociato le braccia al
petto e ha strizzato gli occhi,
lanciandomi una sfida. "Al buttafuori non importa".

"Mi stai dicendo che sei venuta qui
altre volte?"

"Non ho detto questo". Era difficile capire se stesse mentendo, soprattutto dopo la sua confessione riguardo alle eccitazioni di Laurence. "Ascolta", ha aggiunto, scontrosa, "il buttafuori ci ha fatti entrare con un gruppo di persone vestite come noi e non ha controllato i documenti, ok?". No, non  ok, ho pensato. "Non ho nemmeno visto Naomi e Claude. Sono qui? Perch dovrei
mettere loro nei guai?"

"Perch sono le proprietarie di
questo posto, e se non sanno che il loro buttafuori fa entrare dei minorenni in un locale in cui si vendono alcolici ho intenzione di informarle io".

"Dio, mamma! Chi sei, l'FBI?".

Avrei potuto ribattere che l'FBI non c'entrava nulla e che avrebbero dovuto vedersela tutti con la New York State Liquor Authority, ma non avevo voglia di discutere di semantica con mia figlia.

La porta si  aperta e Alice e Izzy hanno infilato dentro la testa. "Eccoti!", ha esclamato Izzy. "Ci chiedevamo cosa diavolo ti fosse successo. Sai che c' un
tizio
nel locale? Un cliente, intendo; non un barista. Sta aspettando qua fuori, in corridoio, davanti ai telefoni".

Ho spiegato loro che si era appena
presentata un'emergenza, ma non
c'erano stati spargimenti di sangue, andava tutto bene e purtroppo avrebbero dovuto continuare la serata senza di me

perch non potevo pi restare con loro.
Non ho precisato che avrei dovuto portare a casa mia figlia, una teenager disobbediente e destinata a essere messa in castigo, trascinandola per le code del frac... dopo aver detto due paroline discrete alle due proprietarie del locale.

"Non  necessario che ti comporti come la Gestapo", si  lamentata Molly mentre scortavo lei e Laurence verso l'uscita. Avevo esaurito la pazienza e l'ho rimproverata per aver paragonato
sua madre ebrea a una nazista,
soprattutto durante la Weimar Nacht. " solo un modo di dire. Non hai alcun senso dell'umorismo!", ha protestato.

"Non questa sera", l'ho rimbeccata

scorgendo Naomi che parlava con il buttafuori. Ho incrociato il suo sguardo e mi sono voltata.

"Gi vai via? Ehi, a mezzanotte ci sar l'elezione del costume pi bello...
Oh, merda", ha borbottato riconoscendo mia figlia. "Ma  Molly!". Ha scosso la
testa in segno di scusa. "Non
preoccuparti, Susan, non
capiter pi. I
documenti!!", ha urlato al buttafuori.
"Chiedi i documenti! Non ti avevo detto di controllare le carte d'identit? Tutte le carte d'identit. Vuoi farci chiudere?
Non intendo perdere l'attivit che io e Claude abbiamo costruito in sette anni perch uno scansafatiche  troppo pigro per fare il suo lavoro. Se succede

un'altra volta uno di noi due rester disoccupato, e puoi stare certo che non sar io!".

Una volta per strada, ho fermato un taxi e ho lasciato Laurence davanti al suo palazzo.  venuto fuori che  a un passo dal nostro, dietro l'angolo, in Central Park West. Ma Molly non me l'ha mai presentato finch non ha potuto evitarlo. "E non finisce qui", l'ho avvertita mentre eravamo in ascensore.
"Aspetta che torni tuo padre".

Alle due Molly dormiva alla grande.
Mentre io
stavo ancora aspettando Eli.

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Meriel De lacour: L'ossessione per l'antropomorfismo del chihuahua di famiglia da parte della sua datrice di lavoro  una sorta di paradigma del genere: "Guardare l'albero e perdere di vista la foresta". Dobbiamo lavorare sul vero problema, sul quadro generale.
Il risentimento della paziente per la sua situazione lavorativa deriva anche

da qualcos'altro. Devo incoraggiarla a superare le insicurezze che minano la sua autostima e che non sono connesse al fatto che  una domestica, ma ai
fattori che la trattengono
dall'esplorare altre possibilit lavorative, e le fanno accettare un'occupazione sgradevole come se fosse la sua ultima spiaggia. Durante le prossime sedute dovremo discutere di questa scarsa disponibilit a correre rischi.

Naomi Sciorra e Claude Chan: La
questione dell'adozione ha prodotto un
profondo cambiamento in questo
rapporto, altrimenti abbastanza

stabile. A causa di alcuni elementi, tra cui la possibile paura dell'abbandono e l'identit culturale, restano entrambe ferme sulle loro posizioni, ed entrambe
negano gli scenari realistici o
l'emotivit della compagna. Devo incoraggiarle a fare fronte comune contro questo enorme ostacolo. Forse non sono la terapista pi adatta in questa fase, perch anche se sono molto sensibile nei confronti delle difficolt che le coppie gay devono affrontare quando cercano di adottare
un bambino straniero, ho salde
convinzioni in merito, e credo che ogni bambino dovrebbe avere l'opportunit di crescere in una famiglia amorevole,

a prescindere dall'orientamento
sessuale dei genitori; anche a costo di nascondere la verit per superare le pratiche burocratiche.

Il che mi porta a...

Me:
Uno dei dogmi fondamentali di
ogni vera terapista  mettere in pratica ci che si predica. Come possiamo pretendere che i pazienti capiscano, e poi adottino, principi comportamentali
che nemmeno noi riusciamo a
padroneggiare? Come faccio ad aiutare Claude e Naomi a diventare brave genitrici se  evidente che sto fallendo,

o almeno che non sto ottenendo gli esiti

sperati, con mia figlia? Trasformarmi in una tiranna e mettere in castigo Molly avr l'effetto contrario (so che sto facendo marcia indietro), ma se le mie regole restano le stesse di sempre, dov' la sua punizione? Ma soprattutto cosa avr imparato dall'episodio al night club? Ma chi voglio prendere ingiro?  un'adolescente, non un metodo di prova!

CICLO A FREDDO.

5. Talia.

"Credo che mi far bene, sai?", ha detto Talia. Durante le ultime sedute ha lasciato il divano della lavanderia per il pavimento. Sedeva sul tappetino da yoga con le gambe divaricate in un'ampia spaccata, la stessa posizione che ha assunto questa mattina quando ha ricominciato a sminuire i propri successi.

"Bene? Io suggerirei di stappare una
bottiglia di champagne, ma 
ipercalorico. Talia,  fantastico!
Aspettavi di diventare prima ballerina da quando ti hanno accettata nella compagnia".

Ha annuito. "S, lo so, ma lo
champagne  troppo... festoso, capisci?
E non voglio portarmi sfiga", ha replicato, toccandosi il ginocchio destro con la fronte.

"Per il momento lasciamo la
superstizione a Mala Sonia", ho
consigliato con delicatezza. "Ti sei meritata quella parte".

"Stento a credere che far il pas de deux in Diamonds. Lo sognavo da anni

mentre ero dietro le quinte. Ho ballato
nelle altre due sezioni, Rubies
e
Emeralds. Jewels
 uno dei migliori
balletti di Balanchine, molto amato dal
pubblico eccetera, ma Diamonds
 il
segmento pi bello. Interpreter il ruolo che Balanchine aveva pensato per Suzanne Farrell, e lei  sempre stata il mio idolo, sai?". Si  allungata sopra il ginocchio sinistro.

Neanche tra un milione di anni,
neanche nel mio momento di massima elasticit riuscirei a toccarmi il ginocchio con la fronte e a restare cos per un tempo indefinito. "Sono cos felice per te. Resisti alla tentazione di buttarti gi".

"S, hai ragione. Solo che  difficile non farlo. E mia madre di certo non  d'aiuto. Non vedevo l'ora di dirle che quest'estate avrei ballato il pas de deux di Diamonds a Saratoga. E sai cosa mi ha risposto quando le ho detto che
speravo venisse a vedermi?". Ho
scrollato la testa aspettando che continuasse. "Ha detto che uno dei gatti  ammalato e che non vuole lasciarlo solo".  tornata a piegarsi con grazia sulla gamba destra. "Ha detto che non si fidava a lasciare un gatto malato a un cat-sitter e che di certo non l'avrebbe lasciato in una camera d'hotel qualsiasi dell'Upstate". E di nuovo sulla gamba sinistra.

I miei pensieri sono volati alla domanda di Meriel a proposito dei bianchi e dei loro cani. Lei e Amy hanno continuato a litigare sul posto che Hector il chihuahua dovrebbe occupare nel mondo. Quasi tutte le governanti sarebbero state licenziate per una simile schiettezza, ma Meriel mi ha confidato di essere troppo brava nel suo lavoro per perderlo, e Amy durante la sua seduta ha ammesso che non ha voglia di organizzare una serie di colloqui per trovare qualcun altro e che Eric adorava il modo in cui Meriel gli stirava le camicie. "Naturalmente gli ho detto che sarei stata felice di mandarle in lavanderia", ha aggiunto, "ma la verit 

che nel quartiere non ce n' una decente ed Eric detesta l'idea che un estraneo tocchi i suoi vestiti".

Qualunque terapista vi assicuri di non distrarsi mai durante le sedute  un bugiardo.

Talia si  allungata verso il soffitto.
"Cos le ho detto: "Ehi, sono tua figlia, sai? Una persona. Non un maledetto gatto. Quel gatto non si prender cura di te quando ti verr la cirrosi".
Ovviamente, per come stanno andando le cose, morir da sola con il fegato spappolato e i gatti le si strusceranno addosso chiedendosi perch la signora che li ha sempre sfamati non si muove pi". Ha teso le braccia verso le

lavatrici, chinandosi fino a toccare il tappetino con la fronte.

"Mia madre non mi ha mai capita", ha ripreso con la voce attutita dalla posizione scomoda. "Non so che cosa voleva che diventassi, sai?".

"Sei stata bravissima, Talia. Ti inviterei a non concentrarti sul fatto che la tua promozione la renda felice oppure no, perch tua madre  una di quelle persone che purtroppo non hanno la capacit di gioire del tuo trionfo. Per quanto tu possa darti da fare, non ti applaudir n ti regaler un mazzo di rose privo di spine senza trovare il modo di rinfacciartelo, ammesso che non te lo neghi. Pensa a ci di cui devi

essere orgogliosa: dovresti essere tu
la
prima a gioire dei tuoi successi. Quante persone riescono a seguire la loro
vocazione nella vita? E
a guadagnarsi da
vivere seguendola?". Ringrazio il cielo ogni giorno, da questo punto di vista.

Il mio lavoro ha senza dubbio le sue
difficolt, ma incontro persone
affascinanti di ogni ceto sociale, e quando loro crescono, cresco anch'io.
Mi sarebbe piaciuto diventare una ballerina professionista? Quando ho cambiato specializzazione, la risposta sarebbe stata s, ma ora...? Non ne sono pi tanto sicura. Mettiamola cos: con il senno di poi non mi sono mai pentita della mia decisione.

"Be', non che non abbia faticato
per
arrivare dove sono ora", ha ribattuto Talia perentoria.

"Non ho detto questo, e non volevo neanche sottintenderlo".

"Insomma, credo di essermela
cavata decisamente bene, per essere una che non  mai andata al college, sai?".
Vertebra dopo vertebra,  tornata in posizione seduta e si  sistemata un ciuffo di capelli ribelle cos insolente da sfilarsi dallo chignon castano. "Quasi tutte le persone che non vanno al college finiscono per lavorare da McDonald's o roba del genere".

"Be',  un modo di vedere la
situazione", ho replicato.

Per un attimo Talia  parsa
pensierosa. "Sai, mi guadagno da vivere facendo quello che mi piace di pi e non devo nemmeno saper contare oltre l'otto. E molte volte mi basta partire dal cinque!".

Era difficile credere che dicesse sul serio, ma non ha accennato neanche l'ombra di un sorriso. Talia Shaw  una di quelle persone che prendono le cose molto alla lettera, e non possiedono n
comprendono l'ironia. La sua
osservazione matematica mi ha
rammentato la scena dell'audizione di Chorus Line, in cui il coreografo scandisce il tempo per i passi jazz con "five-six-seven-eight!".

"Quanti anni avevi quando hai
cominciato a studiare danza?", le ho domandato. Era quasi ora di concludere la seduta. Talia si era alzata e aveva iniziato a eseguire una sequenza con un fantastilione di pas de bourres.

"Quattro. No... aspetta. A quattro anni camminavo con l'Ulisse sulla testa". Sollevando le braccia in un elegante port de bras,  scivolata sul pavimento come il cigno morente.
"Cinque. Ho cominciato a cinque anni".

"Oh, be'.  troppo tardi per Molly", ho borbottato tra me e me, scherzando solo in parte. Sono contenta che mia figlia non sia stata, e non sia, una di quelle ragazze superprivilegiate e super

impegnate, con un'attivit
extrascolastica diversa per ogni giorno della settimana sin dai tempi dell'asilo, ma il mio timore pi grande  che Molly

- che con i suoi voti forse non arriver mai al college - finisca davvero per intraprendere una McCarriera perch non ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita a rincorrere con passione le sue ambizioni. Talia aveva ragione. Il
suo
talento, l'impegno e la grinta le hanno consentito di sfondare senza un'istruzione universitaria. Nel caso di Molly, a quanto ne so, non c' nulla
che
desideri pi di qualsiasi altra cosa al mondo. Ci sono alcuni ambiti in cui sembra promettente, ma non  per niente

motivata. Mia figlia dovr saper contare oltre l'otto.

Io.

Una domenica a colazione, io e Eli ci siamo seduti con Molly per discutere delle sue prospettive universitarie. In primavera abbiamo visitato alcuni college, ma tra la reazione poco entusiastica di nostra figlia al cibo, ai campus, al clima, agli studenti, ai professori o a quant'altro, e la reazione poco entusiastica dei college a Molly e al contributo che potrebbe o meno portare alle loro rispettive istituzioni,

l'esperienza si era rivelata un fiasco totale. Da allora  rimasta pi o meno alla sua prima decisione. Al momento,
immaginando di aver maggiori
probabilit di essere ammessa come figlia di ex alunni, sta cercando di scegliere tra il Bennington (il mio college) e l'universit di New York, quella di Eli. Anche se li ripeter quest'autunno, i suoi test attitudinali sono andati malissimo, i voti nelle singole discipline sono ancora peggio, e non ha attivit extrascolastiche che possano scatenare uno scroscio di ululati ed esclamazioni estasiate in un'aula prestigiosa. Non ha mai giocato in nessuna squadra sportiva e disprezza

quelli che definisce i "passatempi per coglioni" come i circoli di scacchi e di oratoria, che sembrano essere tornati in
auge da quando suo padre e io
andavamo alle superiori. Ha scritto alcune poesie e racconti che sono stati pubblicati nella rivista letteraria della scuola, si  esibita in un paio di spettacoli del corso di teatro soprattutto, credo, per dimostrare a suo fratello che sapeva recitare anche lei - e ha partecipato a qualche balletto di
danza moderna. Questo misero
curriculum sarebbe stato insignificante anche ai miei tempi, ma oggi il livello richiesto  irraggiungibile per quasi tutti gli studenti dal reddito e dal passato

modesto.

Per esempio, alcuni dei suoi
compagni, temendo che offrirsi volontari per servire la cena del Ringraziamento in un rifugio per senzatetto non li avrebbe resi abbastanza competitivi
nella guerra per le ammissioni
universitarie, hanno fatto un tirocinio alla Corte suprema, hanno disegnato e commercializzato con successo la loro linea di sportswear, hanno allestito una mostra di sculture metallurgiche a grandezza naturale presso una galleria avanguardista di SoHo, e un poliglotta ha trascorso le vacanze scolastiche lavorando come guida sherpa. Ok, suo
nonno 
davvero
uno sherpa a tempo

pieno e suo padre  un diplomatico nepalese pieno di conoscenze... ma a ogni modo Molly non potrebbe mai competere con - o forse dovrei dire
contro
- tutto questo nemmeno tra un
fantastilione di anni, e oggi essere ammessi in un college  una vera e propria competizione. Sono giunta a
considerare l'intero spaventoso
processo come una via di mezzo tra compilare la dichiarazione dei redditi e partecipare alla corsa dei tori di Pamplona.

Mi preoccupa e mi irrita il fatto che mia figlia sia cos apatica nei confronti di una questione cos fondamentale.
Forse l'accento che Eli e io abbiamo

posto sull'importanza del college ha in
qualche modo avuto l'effetto di
allontanarla sempre di pi
dall'argomento. Ieri sera l'ho avvertita che se non si fosse concentrata sul prossimo semestre e non avesse davvero migliorato il suo rendimento, avrebbe potuto guardare al Manhattan Community College come alla sua "ancora di salvezza".

"Mamma", ha piagnucolato, "ma l le matricole studiano l'inglese come seconda lingua! Ma ti pare che in America ammettano a un college anche uno che non sa nemmeno l'inglese!".

"Be', allora sarai la pi brava di tutti", mi sono limitata a osservare. Non

ha capito se stessi scherzando oppure no, e non lo so nemmeno io.

"Forse invece di andare al college viagger per il mondo con uno zaino in spalla".

"Come farai a guadagnarti da
vivere?"

"Mi verr in mente qualcosa. Potrei sempre vendere il mio corpo".

"Non tirare troppo la corda, Molly".
Non la spingerei mai a sprecare decine di migliaia dei nostri dollari probabilmente centinaia, per quando riuscir a laurearsi - ma sono stanca di queste discussioni quanto lei. Se solo avesse un'aspirazione. Se volesse
viaggiare per il mondo cercando

qualcosa di un po' meno vago di "se stessa", potrei darle ragione. E anche Eli. Sappiamo che non tutti gli studenti dell'ultima classe delle superiori si sentono pronti a frequentare il college l'anno successivo, se mai lo sono, ma l'indecisione di Molly lascia poche strade aperte. La vita universitaria dovrebbe darle una certa disciplina.
Spero che si iscriva al Bennington, e mi auguro con tutto il cuore che la scuola trovi una ragione abbastanza valida per
accettarla. Prima che lasci
definitivamente il nido voglio che conosca la vita nei dormitori, il mondo al di l di New York e quello spazio intermedio tra la totale dipendenza dai

genitori e la totale libert.

Ieri notte Eli e io abbiamo riparlato della questione dopo aver fatto l'amore, anche se devo ammettere di aver cercato di rimandare la conversazione il pi possibile. Circa un quarto d'ora dopo che si era girato sul fianco, mi sono rannicchiata accanto a lui e ho tentato di ricominciare. Mi ha accusata di essere una maniaca sessuale.

"Maniaca sessuale?", ho ribattuto.
"Non sentivo quest'espressione dai tempi del liceo. E da quando voler fare sesso con il proprio marito due volte nella stessa notte significa essere una "maniaca sessuale"? Dove sono finite

tutte le cose originali e creative che facevamo un tempo?""Siamo sposati da quasi vent'anni", ha replicato.

Le sue parole mi hanno fatto male come uno schiaffo, ma ho preferito evitare un litigio. "E questa" ho ridacchiato, sforzandomi di buttarla sul
ridere, "dovrebbe essere una
giustificazione? Mi rifiuto di accettare che vent'anni di matrimonio e due figli
debbano
lasciare il segno sulla vita
sessuale di una coppia. So che di solito succede, ma non dev'essere la norma".

"Oh, Susie, non fare la
strizzacervelli con me".

"In questo momento non mi interessa il tuo cervello...", gli ho detto

coccolandolo, e gli sono saltata addosso.

Alla fine, poco prima che Eli si girasse di nuovo sul fianco, lasciando la solita terra di nessuno tra la "sua met" e la "mia met" del letto, abbiamo parlato di Molly.

"Le ho detto che dovr davvero
cambiare abitudini se vuole avere la possibilit di essere presa in una buona scuola, a meno che non voglia entrare in uno dei campus della City University of
New York. Di questi tempi non
sembrano fare molto caso a chi
accettano, il che vuol dire che una loro laurea non varr un cazzo. Ormai anche le scuole statali sono molto competitive

e possono permettersi di fare le schizzinose".

"Molly  Molly", ha detto Eli
assonnato. " sempre stata Molly. Non  mai stata interessata allo studio, non  brava negli sport ed  indifferente alle arti dello spettacolo in genere. Non  Ian.  Molly".

Gli ho accarezzato la schiena.
"Allora credi che non possa cambiare
atteggiamento?"

"Dimmelo tu. Sei tu la
strizzacervelli. Io "disegno graphic novel per guadagnarmi da vivere",
ricordi?"

"Risparmiati la facile ironia. Questa  una discussione seria su nostra figlia,

non un campo di battaglia".

"Non era ironico. Mi hai frainteso.
Stavo solo scherzando".

A me non era sembrata una semplice battuta, ma ho lasciato stare.

Eli mi ha scansato una ciocca di capelli dagli occhi. "Tu pensi troppo, Susie".

"Be'", ho ribattuto sentendo montare la rabbia nonostante i miei buoni propositi, "sono stanca di essere l'unica che pensa davvero quando parliamo di cosa succede qui dentro. Aiuto le persone tutto il giorno", ho sospirato, "sono quella che risolve i problemi, quella da cui la gente si aspetta un "rimedio". Poi torno a casa e ho la

sensazione di essere quella che risolve sempre i problemi anche qui. So che ultimamente sei impegnato con Gia...
che hai delle scadenze da rispettare... e non ti chiamo in ufficio ogni volta che capita qualcosa - anche se Dio solo sa quante volte ho cercato di rintracciarti e mi ha risposto sempre la segreteria telefonica - ma ho bisogno del tuo sostegno, soprattutto nell'educazione dei nostri figli. A volte ho l'impressione di dover fare davvero tutto da sola".

"Be', sei cos brava", ha risposto.
Dal suo tono di voce sembrava un tentativo di addolcirmi, oltre che di troncare la discussione. Anche il fatto che avesse chiuso gli occhi era un altro

segnale che avrebbe dovuto
scoraggiarmi, ma non ho gettato la spugna.

"Voglio che lavoriamo insieme, che ci dividiamo le responsabilit". L'ho guardato mentre fingeva di dormire, aspettando una reazione. Non  arrivata.
Non solo ho fatto naufragare
l'appagamento sessuale di un attimo prima, ma sono diventata acida e nervosa, e ho ammesso di aver bisogno di lui: una vera umiliazione.

"Inoltre", ho aggiunto, "sempre a proposito di Molly: pi di quindici anni di esperienza nel settore, una laurea e un fantastilione di barzellette sulla categoria mi hanno insegnato che le

persone possono cambiare solo se lo vogliono". A essere sincera non credo che le persone possano cambiare poi di molto la loro natura - a meno che, ovviamente, non abbiano bisogno di riequilibrare il loro cervello con dei farmaci - ma possono cambiare il loro comportamento, che influisce su chi sono e su cosa fanno. "Forse Molly rimarr sempre un'astiosa solitaria, ma non  detto che debba essere un'astiosa solitaria con delle abitudini di studio di merda".

"Ho sonno", ha annunciato
afferrando le lenzuola. "E forse dovremo semplicemente lasciar perdere e permettere a Molly di seguire la sua

strada, anche se non  quella che avremmo voluto noi, perch sono ancora convinto che le persone non cambiano".
Dopo quella affermazione, non sono

riuscita a addormentarmi. Quella conversazione postcoito mi aveva davvero intristita.

Faith.

"Guarda! Guarda questa camicetta, Susan!".

Per una frazione di secondo ho
pensato che Faith volesse mostrarmi uno strappo o una macchia sul vestito. Poi mi sono accorta che stava esultando per

un nuovo progresso. " blu!", ho esclamato battendo le mani. "Brava!".

 arrossita sotto il belletto. "Be', la commessa l'ha chiamato "indaco", ma  un miglioramento.  senz'altro un miglioramento!".

Non l'avevo mai vista indossare
abiti che non fossero viola. "S! Hai
corso un altro rischio e sei
sopravvissuta! Stai benissimo, Faith.
Dovresti provarci pi spesso".

"Be'", ha esitato, "stavo quasi per
comprare un pullover arancione
per
l'autunno. Ruggine, a dire il vero. Ma
non sono ancora pronta. ... un
cambiamento troppo radicale. Sai, sono il tipo che immerge un dito alla volta

nell'acqua della piscina. Naturalmente, mancano ancora un paio di mesi prima che arrivi il freddo. Forse avrei dovuto comprarlo lo stesso e tenerlo in serbo per il primo giorno di pioggia! Ma sai come la penso sui soldi".

"Dimmi cos' successo?", ho
chiesto emozionata. "Muoio dalla voglia di sapere cosa ti ha spinto a prendere la rivoluzionaria decisione di comprare qualcosa che non fosse viola". A differenza di alcuni terapisti, che sembrano gioire delle ansie dei loro pazienti per provare la sensazione di avere qualcosa da "aggiustare", io sono felicissima quando le mie pazienti fanno dei progressi tangibili. Per Faith quel

passo in avanti era concretamente visibile, diciamo cos, nella camicetta "indaco".

"Santo cielo, sembra che manchi un dente", ha osservato all'improvviso, e ho temuto che si fosse rincitrullita di colpo. Quando si  accorta della mia espressione di totale perplessit, ha indicato la fila di lavatrici. Fino a qualche giorno prima ce n'erano sei, tutte bianche, lucide e scintillanti come un sorriso perfetto. Ora c'era uno spazio vuoto al posto della numero quattro, quella con lo "spirito cattivo" di Ian.
Stevo ha finalmente portato via la macchina rotta dopo averla lasciata l per settimane con il nastro giallo da

"scena del crimine" tutt'intorno. Ha assicurato pi volte agli inquilini di averne ordinata una nuova. Io non ci spererei. Ogni volta che qualcuno interpella Mala Sonia, dando per scontato che Stevo la tenga aggiornata, lei si picchietta una tempia con l'indice e mormora con un filo di voce "Dili".
Ho domandato a Eli cosa significasse, e scoppiando a ridere mi ha spiegato che vuol dire "ritardato mentale".

Ho sorriso. "Faith...?"

"Lo so, lo so, ma questa volta non stavo cercando di temporeggiare; stavo osservando. Diverse sedute fa mi hai chiesto di vivere la vita per me stessa e non per il ricordo di Ben. Be', sarai

felice di sapere che ho seguito il tuo consiglio; e Susan, mi sono accorta che ora noto pi cose. Davvero. Da quando ho deciso di fare quei piccoli passi avanti. Dalla notte in cui ho deciso di dormire nella met di Ben. Ci credi se ti dico che ogni tanto dormo persino di sbieco? Mi sento cos frizzante. Non  proprio da me. E questa settimana... ho deciso che era arrivato il momento di uscire di pi; sai che mi sono sempre piaciute l'opera, la musica classica al Lincoln Center e le serate jazz sulla 92a strada. Cos indovina che ho fatto?". Ho sorriso e ho aspettato che continuasse.
"Mi  venuto spontaneo, ho telefonato a tutti e tre e mi sono abbonata. La spesa 

stata molto
pi
di un piccolo passo. Mi
 sembrata un enorme balzo in avanti,
capisci?"

"Ci puoi scommettere! Faith, 
fantastico! E non potrei essere pi orgogliosa di te. Congratulazioni!".

Si  alzata e ha aggiunto altri due quarti di dollaro al ciclo antipiega.
"Santo cielo, sembra che fare il bucato quaggi sia sempre pi costoso. Un tempo cinquanta centesimi bastavano per venti minuti di asciugatura, ora bastano solo per dodici". Ha emesso un piccolo sospiro disgustato. "Ah, l'inflazione!".

Ha guardato i vestiti che vorticavano dietro il vetro come mulinelli viola.
"Avevo dimenticato quanto fossero cari

i biglietti dell'opera. L'abbonamento al Met costa pi del mio affitto annuale!".

"Solo perch il tuo appartamento  ad affitto bloccato. Ma capisco che cosa intendi".

"Devo dire che negli ultimi tempi credo di aver fatto diversi passi in avanti su queste mie gambe malferme".
E ha cominciato a contare sulle dita della mano i suoi traguardi. "Primo, il letto. Secondo, la camicia indaco. Terzo, gli abbonamenti. Ahi! Se devo essere sincera, credo che quest'ultimo sia stato il pi doloroso. Pi i miei orizzonti si allargano pi il mio portafoglio si prosciuga. Riconosco di non essere molto ben disposta rispetto a questo

punto; ma credo sia parte del processo di cambiamento". Ha sospirato ancora.
"Del resto  vero che non puoi portarti i soldi nella tomba. Non ho figli a cui lasciarli e far in modo che le mie iniziative benefiche non risentano della mia decisione di spendere per me stessa". Ha assunto un'aria scettica.
"D'accordo, non credo davvero
all'ultima cosa che ho detto, quella sullo spendere soldi per me. Ho solo pensato che ti avrebbe fatto piacere sentirla".

"Faith".

"Effettivamente immagino che sia un po' come imbrogliare...".

"Imbrogli solo te stessa". Al che le ho detto dove trovare scarpe griffate a

buon mercato.

Alice.

" cos strano parlare della mia vita con qualcuno che non sia mia nonna", ha detto Alice. "Non ci sono ancora abituata, perci abbi pazienza". Mi ha raccontato del "gioco dei nomi" che faceva Irene, un modo tutto suo di inquadrare una persona. Aveva qualcosa a che fare con le foglie di t. Non mi meraviglia che Alice sia stata una preda cos facile per Mala Sonia.

"Sono ancora nella fase in cui mi sveglio la mattina e mi aspetto di

trovarla accanto a me". Ho annuito, incoraggiandola a proseguire. "Non so nemmeno per quanto tempo si debba, diciamo cos, tenere il lutto. Avrei
potuto rispettare lo shiv'ah
per lei, ma
nonna ha sposato un irlandese e non si  mai sentita particolarmente ebrea, cos non so bene per chi l'avrei fatto. Non
per me. Non sono una persona
religiosa". Gli occhi le si sono riempiti di lacrime. Talvolta penso di aver fatto piangere pi donne di Barbara Walters.

"Perch stai piangendo?", ho
domandato con dolcezza.

"Probabilmente penserai che non
abbia senso, ma ogni volta che dico a qualcuno che non sono una persona

particolarmente religiosa, comincio a piangere".

"Da cosa credi che dipenda?", ho insistito con delicatezza.

"Non lo so. Forse significa che in realt sento qualcosa e che mento a me stessa. La nonna non credeva che lass", ha risposto indicando il soffitto lurido, "ci fosse un tizio con i capelli bianchi e la barba fluente come in un dipinto del Rinascimento italiano, ma credeva in una potenza superiore". Si  data alcuni colpetti al torace. "Qui dentro. Una sorta di bussola morale". Ha tratto un profondo respiro. "Io credo in ci che credeva la nonna, e anche se dico di non essere religiosa, sento un legame

spirituale
con il mondo e la forza che 
dentro ciascuno di noi. Eppure, allo stesso tempo, penso alla nonna che mi guarda dal "cielo". Che veglia su di me.
Ricordi cos'ha detto Mala Sonia quel giorno, che la nonna vuole la mia felicit? Credo che sia assolutamente vero".

"Be', certo che lo , ma non serve una medium gitana per saperlo".

Sembrava in imbarazzo. "Alla fine le ho chiesto di farmi le carte. Erano solo venti dollari, cos ho pensato di provare". Ha scrollato timidamente le
spalle. "Immagino che tu voglia
conoscere il responso".

Ho annuito. "Certo".

"Oh! Scoppi mai a piangere come ho appena fatto io? Mi sento cos stupida, cos vulnerabile. Quando parlo con te mi sembra di non far altro che piangere. E sono una persona davvero allegra, te lo giuro! Chiedilo a Izzy".

"Alice, la tua parente pi cara, la persona che sentivi pi vicina,  morta da poco.  del tutto normale che tu ti senta cos fragile e sensibile. E comunque s, talvolta piango anch'io in quel modo e mi sento stupida per aver pianto, anche se so che  sciocco.
Piango cos quando le persone sono gentili con me. Bastano gesti spontanei di cortesia e generosit, e divento una fontana. Ora... torniamo a te. Muoio

dalla voglia di conoscere la lettura di Mala Sonia".

"Mi ha fatto le carte nel suo
appartamento", mi ha spiegato. "Sei mai stata laggi?". Ho scosso la testa. "Un casino totale.  tutto sudicio e c' un tanfo di sudore, piscio di gatto e chiss cos'altro! E ci sono vestiti sporchi
ovunque, come se un gruppo di
straccioni avesse fatto lo spogliarello passando da una stanza all'altra. Per una donna che lava sempre tutti quei panni, sarebbe logico pensare che casa sua sia pi profumata. Immagino che nessuno di loro abbia mai avuto un incontro ravvicinato con un deodorante. Eppure,
a modo suo 
sexy. Come una Sophia

Loren dei poveri. Quella voluttuosit esotica e i colori vivaci con cui si veste.
S,  una specie di stereotipo, ma credo che lo faccia volutamente. Di sicuro si distingue da noi persone monotone e scialbe".

"Tu non sei monotona, Alice, e
nemmeno scialba".

"Perch non mi hai mai visto quando lavoro per arrotondare".

Ho riso. "Capisco che cosa intendi".

"Ok, innanzitutto urla a uno dei suoi figli in romeno, e il bambino si fa
piccolo piccolo. Poi abbaia
qualcos'altro a sua figlia e la piccina inizia a frignare. Non voglio neppure immaginare cosa le ha detto. Cos tutti i

bambini - credo che fossero quattro, pi due gatti rognosi e un furetto... A New York non  illegale tenere un furetto in un appartamento...? A ogni modo, tutti i bambini si sparpagliano come topi alla prima nota del pifferaio magico, quindi Mala Sonia prende una rivista arrotolata e sgombra il tavolino con un ampio gesto, cos". Ha imitato il movimento con spiccata teatralit. "Tuttavia, non so se Naomi abbia ragione sul suo conto.
Se Mala Sonia frega i non gitani a destra e a manca, lei e Stevo dovrebbero vivere meglio. Sono sicura che non pagano l'affitto, perch lui  il custode".

Le condizioni dell'appartamento di
Stevo mi hanno ricordato la

trascuratezza generale che c'
nell'arredamento del nostro palazzo. Il proprietario di certo non morirebbe se permettesse a Stevo di mettere a frutto nella lavanderia la passione per i colori vivaci della moglie. Alice aveva appena usato l'aggettivo "monotono" per etichettare la sua personalit. Questo
locale
 monotono. Ho lanciato
un'occhiata alle pareti grigie, pi scure dal pavimento fino alla vita e pi chiare da l fino al soffitto. L'irregolare pavimento di cemento  della stessa sfumatura ardesia della parte inferiore dei muri, e nemmeno i neon appesi sopra al divano e al tavolo centrale fanno granch per ravvivare l'atmosfera.

"A proposito, Mala Sonia mi ha
chiesto i soldi in anticipo", ha detto Alice. "Cos ho preso venti dollari dal portafoglio per dimostrarle la mia buona fede, ma mi sono rifiutata di pagarla finch non mi avesse fatto le carte. Non  stata troppo contenta, ma ho fatto finta di andarmene, cos ha ceduto. Poi, mentre mescolava le carte, mi ha detto
di concentrarmi su una domanda
importante, una domanda di cui avrei voluto trovare una risposta. "Non dirla ad alta voce, pensaci solo con molta attenzione", mi ha raccomandato". Alice ha imitato alla perfezione l'accento e i manierismi di Mala Sonia. ""Ma ti avverto: non usare la parola 'mai' nella

domanda, per esempio "Trover mai marito?" "Mai"  nocivo per le carte".
Quindi ha disposto le carte secondo quella che a quanto mi ha detto era una croce celtica modificata: sei carte invece di dieci. Le ho chiesto perch non potessi avere una croce celtica completa e sai cosa mi ha risposto? Che la lettura da venti dollari prevedeva sei carte. La croce celtica completa ne costa cinquanta!".

Ho alzato gli occhi al cielo, anche se non avrei dovuto stupirmi. Naomi aveva ragione. "Ok, qual era la tua domanda per Mala Sonia?". Ha esitato. "Alice, so che ci comportiamo quasi sempre come se questa fosse una chiacchierata, ma le

cose che vengono dette in questa stanza
rimangono in questa stanza. Noi
abbiamo anche un rapporto medicopaziente. Non lo riferir a nessuno".

"Oh, d'accordo", ha sospirato. "Ma  stato cos strano. Sono riuscita a pensare solo "Ora che diavolo ne sar della mia vita?".  abbastanza vago.
Non  come "Mi innamorer di un uomo fantastico?"".

"Lo farai?", ho domandato
ridacchiando. "Sarebbe bello".

Ha sollevato la mano. "Aspetta". Si  sistemata nell'angolo del divano, rannicchiando le gambe. "Credo che la
domanda sull'ipotetico "uomo
fantastico" mi abbia fatto dimenticare

quella pi vaga. Cos Mala Sonia dispone tutte e sei le carte e dice: "Tutti cercano l'amore. Tutti vogliono sapere se incontreranno l'amore della loro vita.
Vuoi sapere dell'uomo giusto, ma le carte potrebbero parlarti dell'uomo giusto per il tuo presente, che potrebbe non essere quello giusto per il tuo futuro.
Quindi dovrai tornare per una seconda lettura". S, come no. Se non altro sono stata abbastanza sveglia da non cadere in quel trucco".  scoppiata a ridere.
"Allora le ho detto che avevo cambiato idea. La mia nuova domanda era: "La
mia parte in La veglia di nonna
Finnegan mi render famosa?".

"Sei certa di voler cambiare

domanda a met lettura?", mi ha chiesto
Mala Sonia. "Le carte sono gi
disposte". Ho immaginato che cambiare quesito portasse sfortuna, o qualcosa del genere, e ho risposto s, lasciamo queste carte sul tavolo. Cos mi spiega che la prima  uno degli Arcani Maggiori, la Forza. "Questa rappresenta la tua esperienza finora", mi ha detto. "Ed  in una posizione molto buona. Sei forte e hai il controllo della situazione. Inoltre, hai l'energia e la determinazione necessarie per riuscire". Al che ho replicato: "Sembra di buon auspicio".
Poi mi ha spiegato che anche la seconda carta, l'otto di coppe al contrario, corrispondeva alla mia situazione

attuale ed era molto favorevole, perch significava che avrei continuato a impegnarmi finch avessi ottenuto un successo totale, che sarebbe arrivato in un periodo festivo, caratterizzato dalla gioia e dal divertimento. Allora ho pensato che non ci sarebbero stati periodi festivi nell'immediato futuro mancano mesi al Ringraziamento e a Natale - e mi ha infastidito questa gratificazione a scoppio ritardato. Per quanto riguarda l'immediato futuro, ecco che cosa rappresenta la terza carta. Nel mio caso era il cinque di bastoni per dritto. Cattive notizie. Indicava desideri insoddisfatti in campo lavorativo, che coincide con la mia carriera, no? Di

male in peggio. Quella carta
simboleggia anche la competizione, l'aggressivit, gli ostacoli e i conflitti".

"E come ti sei sentita?", ho
domandato.

"Tesa. Incazzata. Nervosa. Perch cominciavo a crederci e ad associare la lettura alla mia parte nello spettacolo e al mio futuro di attrice. La quarta carta, che rappresentava me nell'immediato futuro, era un altro Arcano Maggiore, la Giustizia. Ma con la fortuna di merda
che mi ritrovo era capovolta e
annunciava intolleranza, ingiustizia, accuse, un amico falso e/o un pessimo socio in affari... E finora lo spettacolo era andato a gonfie vele, perci speravo

che fosse tutto uno sbaglio, perch dalla lettura di Mala Sonia sembrava che la mia esperienza nella Veglia di Nonna Finnegan dovesse trasformarsi in un film dell'orrore. Ci sono gi passata con un paio di lavori temporanei. Credimi, i contrasti sul lavoro e le false accuse sono l'ultima cosa di cui ho bisogno in questo momento! Pensavo che finalmente la situazione sarebbe migliorata, e poi ecco quella lettura guastafeste!".

"Avevi altre due carte", ho detto sforzandomi di sembrare fiduciosa.

Ha affondato il viso tra le mani.
"Non sapevo se ridere o piangere, perch la quinta carta rappresenta la cosa migliore in cui si possa sperare".

"E che carta era?"

"Mala Sonia mi dice: "Detesto dare delle cattive notizie, ma l'asso di spade al contrario indica sconfitta. Tirannia.
Ostilit. Hai mai cercato di avere un
bambino?". Era una domanda cos
inattesa che ho risposto semplicemente:
"Che cosa??". Mi ha ripetuto la
domanda e le ho risposto no, perch finora non ho sentito il desiderio di avere figli. Allora ha continuato: "Volevo solo verificare. Questa carta indica la sterilit, che nel tuo caso
potrebbe significare impotenza,
incapacit di agire o di raggiungere il tuo obiettivo". Credo sia stato quello il momento in cui l'ho pregata di darmi

una lametta".

"E l'ultima carta?", ho chiesto, quasi spaventata all'idea di conoscerne il significato.

"L'ultima carta rappresenta la
risposta all'interrogativo", ha risposto
Alice scrollando il capo. "Stai
guardando la Regina del Fallimento.
Perch diavolo quasi tutte le mie carte erano capovolte? L'ultima era l'otto di bastoni, a testa in gi naturalmente, e avrei potuto indovinarne il significato".

"Ovvero?"

"Discordia, ritardo, disputa, gelosia, tormento, persino liti domestiche... E io vivo da sola! Cos ho iniziato a piagnucolare e Mala Sonia ha raccolto

le carte e le ha messe via dicendo: "Mi dispiace che tu sia infelice, ma non  colpa mia. I tarocchi raccontano una storia, io la interpreto soltanto. Le carte non mentono. Ora dammi i miei venti dollari"".

Credo di non aver mai visto una
paziente cos demoralizzata. Le ho ricordato che le carte avevano solo il peso e il significato che era disposta ad attribuire loro e l'ho incoraggiata a liquidare la lettura come un semplice intrattenimento da venti dollari: come due biglietti per un film che finisce di schifo, e le ho detto di smetterla di considerarsi la Regina del Fallimento.

"Quando si parla male di se stessi si

pronuncia una profezia che si realizza perch con il tempo ci si abitua a crederci. Siamo noi che mostriamo agli altri come ci devono trattare, Alice, e se insistiamo a considerare noi stessi come dei falliti o a perdere fiducia in ci che reputiamo "importante" - sia esso il talento, l'intelligenza, l'aspetto fisico, il successo personale o finanziario o qualsiasi altra cosa -  cos che il mondo esterno ci vedr.  rischioso avventurarsi in queste acque. Credimi, quasi tutti attraversiamo fasi simili a un certo punto della nostra vita. Genitori, insegnanti, datori di lavoro, se non persone invidiose che si proclamano tue amiche, potrebbero cercare di sminuirti.

Al college avevo un'insegnante di danza moderna che mi prendeva in giro davanti a tutta la classe per i miei fianchi larghi, e io le credevo quando diceva che non avevo alcun futuro come ballerina. La pessima percezione che avevo del mio corpo mi ha resa bulimica per anni".

Alice ha annuito in silenzio, ma non ero certa che avesse colto appieno il messaggio.  il genere di indicazione che si mette in pratica solo col tempo.
Non puoi cambiare da un momento
all'altro l'idea che hai di te stessa solo perch una terapista ti ricorda che il mondo ti vede come ti vedi tu. Strano a dirsi,  stata la brutalit della mia
insegnante a spingermi verso la

psicologia.

"Sai...", ha detto Alice quando
stavamo per concludere la seduta. "Alle superiori avevo un professore di recitazione che ripeteva sempre ai suoi studenti: "Se non ci credete voi, non ci credo neanch'io, e se non ci credo io, di certo non ci creder il pubblico!".
Perch riesco ad applicare questa regola al mio lavoro ma non al resto della mia
vita?"

"Ti capisco", le ho assicurato. "E ora abbiamo qualcosa di cui parlare la prossima settimana", ho aggiunto, aprendo la porta.

"Immagino sia stato un bene che non abbia chiesto a Mala Sonia della mia vita sentimentale", ha detto Alice una volta che la seduta  finita e abbiamo cominciato a parlare solo da donna a donna. "Perch in realt ho conosciuto un tizio carino. Tecnicamente, l'ho
conosciuto
mentre uscivo con un altro, il
marito di Amy Baum. Dio, questa storia sta diventando incestuosa! Conosci Lucy, una bambina che vive nel palazzo?
Avr circa sette anni. Ha uno zio che si chiama Dan Carpenter che fa davvero il carpentiere ed  uno schianto".

"Conosco Lucy", ho risposto. "Lucy Eyre".

"Ti prego non dirmi che sua madre si chiama Jane".

Ho riso. "Si chiama Diana. Diana,
Jim Eyre e Lucy abitano
nell'appartamento 6A. Lucy ha una cotta per Ian da prima che imparasse a parlare".

"E che ne pensa Ian?"

"Be', dopo che  uscito dalla fase "odio le ragazze!", si  sentito lusingato, credo. I genitori di Lucy l'hanno portata a vedere Ian quando ha recitato in Les
Misrables
e quando lei  andata dietro
le quinte alla fine dello spettacolo erano entrambi al settimo cielo.  stata la prima volta che qualcuno ha chiesto di Ian per un autografo, e quando gli hanno

detto che aveva un visitatore era pi emozionato di quanto l'abbia mai visto la mattina di Natale".

"Festeggiate il Natale?", ha
domandato perplessa. "Credevo foste ebrei".

"Siamo "ebrei da albero di
Natale"", ho spiegato. "Newyorkesi integrati e non praticanti che riguardo al Natale hanno una mentalit del tipo: "Se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro".
La natura ha creato gli abeti prima che gli uomini inventassero la religione.
Inoltre la storia ci insegna che Ges era il figlio di un carpentiere di Nazareth.
Non ho mai frequentato la scuola domenicale n quella rabbinica; non ho

fatto il bas mitzvahed. Diavolo, ho imparato i nomi delle dodici trib di Israele dai testi del musical Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in technicolor".

"A proposito di carpentieri", ha detto Alice arrossendo un po'. "Dan
Carpenter e gli Eyre?"

"Non conosco il fratello di Diana.
Comunque gli Eyre non scendono mai quaggi". Mi sono piegata verso di lei, portandomi l'indice alle labbra. "Diana
ha una lavasciuga illegale", ho
sussurrato con aria da cospiratrice. "Il loro appartamento  stato ristrutturato dopo il trasloco dell'inquilino ad affitto bloccato, cos in cucina hanno un

impianto idraulico nuovo di zecca.
Ovviamente il loro affitto  a quota di mercato, perci non li invidio molto da
questo
punto di vista".

"Be', ho anche qualcos'altro di cui parlare durante la prossima seduta", ha detto. "Dan mi ha chiesto di uscire.  venuto da me un paio di volte per restaurare un antico sof e alla fine ha fatto la sua mossa. Oh, cambiando argomento, la settimana scorsa ho visto Ian in quello spot del parco acquatico nel New Jersey. L'hanno trasmesso parecchie volte. Di questo passo, si pagher il college da solo! Fagli le congratulazioni da parte mia".

"Senz'altro. Ora vuota il sacco",

l'ho punzecchiata, "riguardo a Dan Carpenter". Ha scosso la testa, cos ho cercato di blandirla. "Oh, dai. Sono solo due chiacchiere tra ragazze. Niente di ufficiale. La seduta  finita".

"No. Tra l'altro non c' niente da raccontare finch io e Danny non usciamo insieme".

"Guastafeste". Dopo il resoconto delle disastrose previsioni di Mala Sonia ero felice di vederla pi allegra.

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Talia Shaw: Un enorme passo in
avanti sul fronte lavorativo, ma si sforza ancora di compiacere la madre, ed  distrutta perch sua mamma ha deciso di restare a casa con un gatto malato anzich vedere sua figlia
danzare nel suo primo ruolo da
protagonista con il New York City Ballet. Ho accennato all'incapacit

della donna di darle l'ammirazione che Talia si aspetta da lei. Resta da vedere come si sentir quando si calmer il polverone. Continuer a lavorare sulla questione fondamentale dell'autostima finch la paziente lascer la citt.

Faith Ne sbit: Sono felice che
continui a lavorare con impegno su tutto ci di cui parliamo durante le sedute. La scelta di acquistare un indumento che non fosse viola  stato
un passo audace (anche se
caratterizzato dalla sua consueta cautela) verso lo sforzo consapevole di allargare i suoi orizzonti oltre a vivere nel ricordo di Ben. Lo stesso vale per

gli abbonamenti a teatro. Sono
contenta anche che abbia intrapreso questi passi rispettando i propri limiti comportamentali. Voglio continuare nella stessa direzione durante le sedute, anche se occorre parlare di come i suoi continui riferimenti al costo economico dei suoi progressi potrebbero avere un impatto negativo su di essi, riducendo la sua capacit di
migliorare ancora sul piano sia
psicologico che materiale.

Alice Finne gan: Alice  una
paziente nuova e prova un profondo dolore per la recente perdita di sua nonna, che era la sua parente pi cara

e ha vissuto con lei per diversi anni.
Inoltre, Alice si sente in colpa perch non  riuscita a dire addio a sua nonna

- una cosa che, date le circostanze, era al di l del suo controllo - e deve
superare anche alcuni problemi
lavorativi. Su questo fronte ha di recente raggiunto da sola un traguardo importante, visto che  riuscita a
scappare dal mondo dei lavori
impiegatizi per una parte in uno spettacolo fuori dalle righe. Ma  gi in ansia per la sua carriera artistica, come dimostra la sua reazione alla "lettura medianica" negativa che si  fatta fare da Mala Sonia Badescu, la moglie del custode. Parte del nostro

lavoro consister nell'affrontare i suoi problemi di timidezza, per consentirle di avere fiducia in se stessa pi che negli altri.

Io:
Vorrei che Eli fosse pi disposto a parlare con me di Molly, non solo
riguardo alle sue prospettive
universitarie - o alla loro mancanza ma anche sui motivi per cui il nostro metodo educativo non  efficace come
potrebbe essere, sia sul piano
individuale che su quello collettivo. Eli crede di essere un padre liberale e progressista, e il suo atteggiamento permissivo nei confronti di nostra figlia  deleterio. Strano che non sia

cos anche con Ian; con lui Eli ha sempre stabilito dei limiti chiari.
D'altro canto, Ian non ha ancora
mostrato segni di comportamento
ribelle. Padri e figli, madri e figlie...
padri e figlie. Non che Molly sia la "cocca di pap", ma la tendenza di Eli ad assecondarla assume la forma di
un'indifferenza verso i suoi
comportamenti sbagliati, non tanto per amor suo, ma per amor proprio... cos evita di agitare le acque. Eli non  mai stato bravo ad affrontare qualunque
cosa potesse essere difficile o
problematica. Preferisce fare "lo struzzo". Non posso adottare la sua stessa tattica. Qualcuno deve pur fare

l'adulto. Poich mio marito mi ha delegato tutte le responsabilit possibili, sono l'unico membro della famiglia Lederer a trovarsi in una posizione scomoda.

Forse l'atteggiamento di Molly
rappresenta una ricerca di reazioni da parte di suo padre. Negli ultimi tempi Eli ha aumentato la distanza tra s e
noi. D la colpa alle scadenze
lavorative, ma ha avuto scadenze anche in passato... Il suo rifiuto della notte
scorsa a letto  stato un colpo
durissimo, ma ho fatto cadere
l'argomento e non l'ho pi sollevato, una cosa che non perdonerei mai a una delle mie pazienti.

Alice e Faith sono in lutto per i loro cari, e pur riconoscendo che talvolta il loro dolore  stato (e continua a essere)
straziante, mi ritrovo quasi a
desiderare un rapporto familiare solido come il legame tra Alice e sua nonna Irene, o affiatato come quello tra Faith e Ben. Bench il nostro matrimonio sia stabile e sostanzialmente sano, Eli non porta nemmeno fuori la spazzatura, n tanto meno mi saluta con un bacio quando si dirige verso il pressarifiuti.
Anche se mia madre non  interessata a sapere chi sia diventata Molly, ma solo a ci che pensa che Molly debba essere,
e non abbia mai capito come
comportarsi con Ian, o appaia sempre a

disagio con Eli e me, devo ammettere di
essere contenta di non dovermi
spaccare la schiena per soddisfare o ammansire una madre come quella di Talia.

Ho sempre pensato di aver avuto
un'infanzia abbastanza normale. Certo, di tanto in tanto i miei genitori litigavano, ma mai per cose importanti.
Battibeccavano su chi avesse lasciato il pane sopra il frigorifero, e all'epoca non ho mai capito che cosa ci fosse di tanto grave. Perch tante storie per un filone? Chi se ne frega! Cos facevo
cose come mettere il filone nel
portapane, pacificare gli animi e

cercare di risolvere i problemi. Ho

impiegato anni (e un paio di corsi di psicologia) per capire che le liti dei miei genitori non avevano nulla a che vedere con il pane.

Questo  un altro motivo per cui sono diventata terapista: la volont di aiutare le persone a individuare e affrontare il nocciolo del problema, invece di girarci intorno - scelta difficile e spaventosa, ma decisamente pi sana del fare "lo struzzo" e sperare che i problemi svaniscano come per magia.

Se qualcuno mi domandasse se il
mio matrimonio  felice, suppongo dovrei rispondergli che non sono infelice. Io e Eli ci amiamo molto...

anche se odio pensare che ci siamo "appiattiti". Sta lavorando cos tanto a Gia la gitana che parla il romeno quasi come un madrelingua! Forse anch'io sto usando i suoi impegni lavorativi
come scusa per rimandare la
discussione su ci che mi tormenta davvero negli ultimi tempi. Solo perch sono in grado di capire quando le mie pazienti rinviano deliberatamente un problema e hanno un atteggiamento passivo-aggressivo, e le incoraggio ad affrontare le loro questioni irrisolte, ci non significa che io non abbia paura di affrontare le mie!

Chi fa "lo struzzo" adesso, eh?

CICLO A CALDO.

6. Naomi e Claude.

"Ci siamo rivolte ad altre agenzie, ma a quanto pare le regole sono le stesse dappertutto", ha sospirato Claude.
"Pensavamo valessero solo per
l'agenzia cui ci siamo rivolte, e che  in Georgia, uno Stato in cui la legge contro la sodomia  rimasta in vigore fino al
1988! E se si vuole richiedere
un'adozione internazionale si deve per

forza passare per un'agenzia. Purtroppo, le regole sono universali: una coppia lesbica non pu adottare un bambino cinese. Cos dobbiamo ricominciare da capo con la domanda".

"Speravamo che ci potessi aiutare a compilarla", ha aggiunto Naomi. "Be', speravo che potessi aiutare Claude, perch francamente io sono ancora troppo arrabbiata per toccare quei fogli".

"L'idea di non poter adottare una
bambina come coppia ti disturba
ancora?", le ho chiesto.

Naomi ha lanciato un'occhiataccia a Claude. Durante le sedute in lavanderia sedevano spesso l'una accanto all'altra

sul sof, di solito tenendosi per mano, ma nell'ultimo mese o gi di l, da quando hanno cominciato a discutere dell'adozione, si sono allontanate sempre di pi. Quel giorno Naomi era accoccolata in un angolo del divano con i piedi nudi rannicchiati sotto le gambe, come se fosse una belva della giungla in agguato pronta a scattare all'attacco.

"La situazione  peggiorata", ha risposto. "Anzi  peggiorata cos tanto che non so nemmeno perch sono ancora qui. Dovrei fare i bagagli e andarmene".

"Dici sul serio?", ho domandato.

Claude l'ha guardata con le lacrime agli occhi. "Vorrei che non lo facessi", ha detto piano. "Insomma, spero che tu

non lo faccia.  solo una stronzata. Il documento, intendo.  un modulo, Nay.
In realt non significa nulla".

"Davvero? Questa s che  una
stronzata. Devi farlo autenticare, quindi  come giurare in tribunale sulla Bibbia e poi commettere spergiuro".

"Una delle due, o entrambe, sarebbe cos gentile da spiegarmi?", sono intervenuta. "Mi avete appena chiesto di aiutarvi con la domanda, ma se mi lasciate all'oscuro non posso aiutarvi a superare nemmeno l'ostacolo di oggi".

"Devo firmare un foglio", ha iniziato Claude fissando il pavimento. Aveva un'espressione abbattuta e la voce piena di rassegnazione. Ha fatto un sospiro

profondo. "Devo giurare davanti a un notaio di essere "eterosessuale e di impegnarmi a cercare marito". Il che naturalmente  una menzogna".

Per. Sono rimasta a bocca aperta.
Avevo gi trovato abbastanza difficile restare imparziale su quella faccenda, ma presa in contropiede dalle parole di Claude non sono riuscita a nascondere una smorfia spontanea di stupore e disgusto.

" tutta una truffa!",  sbottata Naomi. "Messa in piedi da persone che
nemmeno vogliono
quei bambini, che
pensano siano un peso per la societ... e hanno la faccia tosta di arrogarsi il diritto di decidere chi li possa volere?!

Per favore dimmi che vedi l'ironia, per
non dire l'ipocrisia, di questa
situazione!".

Claude ha continuato a fissare il pavimento: "Tutti i controlli sul proprio passato, le impronte digitali e le indagini sui rapporti personali sono gi abbastanza invasivi, ma posso capire perch li fanno. Sai che da quando hanno introdotto i controlli retroattivi sui pedofili devi fornire all'agenzia tutti gli indirizzi in cui hai abitato... dal 1979 o gi di l? Poi loro contattano le centrali di polizia corrispondenti a ciascun codice postale per assicurarsi che non figuri il tuo nome. Ma quel foglio in cui giuro di essere etero...  troppo per

Naomi".

"Dovrebbe essere troppo per te!", ha insistito Naomi.

"Lo ", ha sospirato Claude, "ma non c' modo di evitarlo. Se non firmo quel documento non ci daranno una bambina cinese.  un orribile dilemma etico. Ed  anche ridicolo, vero?".

Ho annuito. "Ed  un falso
giuramento", ho affermato. "Conoscete il vecchio detto secondo cui tutte le cose buone sono illegali, immorali oppure ingrassano. Ma credo si possa dire che firmare quell'affidavit rientri nella categoria delle bugie a fin di bene, se pensate che  il solo mezzo che avete per dare una famiglia affettuosa a quella

bambina".

"Non voglio mentire", ha protestato Claude. "E questa bugia in particolare mi disgusta.  malvagia, o comunque sinistra. Sono molto dibattuta. Se non fingo di essere qualcuno che non sono, qualcosa che non sono, se non firmo quel documento, perdo nostra figlia".

"E se lo
firmi
perdi me", ha detto
Naomi saltando su. Ha girato la maniglia della porta e si  precipitata fuori.

"Maledizione". Claude si  messa le mani nei capelli.

"Non puoi biasimarla per come si sente".

"Lo so". Ha annuito. "Non la
biasimo, e non so che cosa farei se le

parti fossero invertite. Mi piace pensare che terrei duro, che cercherei di accettare la situazione e di salvare il nostro rapporto. Per molte ragioni.
Innanzitutto perch stiamo insieme da otto anni. Non si butta via una relazione cos lunga. Be', forse Naomi ci riesce, ma voglio credere che in realt non ci riuscir e che in questo momento sia solo incazzata. Inoltre vogliamo entrambe essere madri, un altro motivo per andare avanti. Tu che cosa faresti?"

"Se fossi al tuo posto o in quello di Naomi?".

Si  stretta nelle spalle. "Dell'una e dell'altra. Di entrambe, credo".

"Se fossi in te, concederei a Naomi

il tempo di calmarsi. Non insisterei e farei appello a tutta la mia pazienza. So che devi rispettare una tabella di marcia per la domanda e sar felice di aiutarti.
Ma Naomi sta soffrendo e in questo momento non ne vuole sapere, una posizione altrettanto valida. A parte la rabbia per la necessit di mentire, non si sente amata da te fino in fondo. Se fossi in lei, vorrei un po' di tempo per riflettere con tranquillit, e se riuscissi ad ammettere di aver bisogno della tua attenzione, del tuo affetto, e di essere rassicurata sul fatto che non mi metterai da parte e non mi abbandonerai a causa della bambina, vorrei ricevere tutto
questo senza essere costretta a

chiedertelo. So che sembra una
contraddizione in termini".

Claude ha sbuffato avvilita. "Ho l'impressione di sbagliare qualunque cosa faccia".

"Direi che Naomi teme che la tua decisione di fingerti etero per adottare una bambina cinese - la tua decisione di mentire, di tagliarla letteralmente fuori sia la punta dell'iceberg. Se riesci a fare una cosa del genere, magari riuscirai anche a tagliarla fuori come madre e persino come compagna... Forse ha paura che persino ora tu preferisca la bambina a lei, e che questo sia un presagio di quanto accadr. Non  un timore insolito o irragionevole. Molti

futuri padri si sentono cos quando vedono la partner incinta assorbita da tutti i preparativi. Si rendono conto di non poter condividere la situazione a molti livelli. S, il figlio  anche loro, ma ovviamente non subiranno tutti i cambiamenti fisici ed emotivi della donna. Nel vostro caso so che intendete crescere insieme la bambina dopo averla adottata, e ovviamente la situazione  diversa, perch nessuna delle due  incinta, ma i sentimenti di gelosia, possessivit e la paura di perdere il partner che far da madre e di ritrovarsi in panchina dopo l'arrivo della bimba hanno comunque un peso rilevante".

Claude si  mordicchiata il labbro.
"Ci sei mai passata con Eli?"

"Oh, porca miseria!". Sono
rabbrividita al ricordo. "Con questi "fianchi generosi", come li definiva la mia ex insegnante di danza moderna, penserai che sia stata una passeggiata di salute. In effetti, quando ero incinta di Molly, le cose sono filate abbastanza lisce. Avevo di rado la nausea mattutina e la mia unica voglia strana, a parte gli hot dog di Nathan, era lo sciroppo al cioccolato su qualsiasi pietanza". Ho riso. "Ci sono giorni in cui provo ancora quel desiderio! Ed Eli era felice di diventare padre; abbiamo frequentato insieme il corso prenatale e ha portato la

videocamera in sala parto... tutto quanto, insomma. Ma dopo essere nata, Molly soffriva di coliche, non dormiva mai per pi di due ore di seguito ed era sempre irrequieta. A essere sincera, tanto era stata placida in utero, tanto era una rottura di palle come neonata; ma che vuoi farci? Talvolta la vita funziona cos. Ma con Ian le cose hanno preso un'altra piega. Erano passati cinque anni dalla nascita di Molly, e dopo quello che avevamo passato con lei Eli non era sicuro che fosse il caso di ricominciare da capo. Quando Molly era appena nata, dovevo dedicarle cos tanto tempo che lui si  sentito escluso. E non aveva sempre la pazienza di accudirla, cos si

 allontanato e l'intera situazione si  trasformata in un circolo vizioso. La seconda volta ho avuto una gravidanza difficile e ho dovuto fare un cesareo... e tanti saluti al bikini", ho scherzato.
"Naturalmente l'aspetto ironico della cosa  che il frutto di quella gravidanza difficile  stato un bambino calmissimo.
Eli  un uomo fantastico, ma dire che gli piace scansare le responsabilit  un eufemismo. Cos, se nel prendermi cura dei figli devo fare anche la parte del leone,  l che finisce buona parte della mia attenzione, giusto? Eli era ferito e pieno di rancore, e la nostra vita sessuale  andata a rotoli per qualche tempo. Non solo ero troppo stanca per

sentirmi romantica, ma chi diavolo vuole fare l'amore con qualcuno che nutre risentimento nei suoi confronti?"

"Ora mi domando", ha detto Claude esitante, "se ci abbiamo davvero riflettuto bene. Nay e io parliamo dell'adozione da un paio d'anni ormai, e credevamo di aver valutato ogni cosa, ma forse abbiamo fatto il passo pi lungo della gamba".

"Credo che forse abbiate
considerato l'aspetto burocratico, senza tuttavia tenere conto degli ostacoli legali, che sono la causa del problema pi grande nel vostro rapporto. Non vi invidio. Avete tutte le difficolt del tipo " ora di mettere al mondo un figlio" che

accomunano gli etero, e in pi dovete anche capire che priorit abbiano vostri valori e le vostre convinzioni.
Ora dovete chiedervi: "Cos'ha la meglio
sulla maternit? La politica
tradizionale? La politica sessuale?"".

Claude ha annuito. "Quando
l'agenzia ci ha comunicato che le coppie lesbiche non potevano richiedere le adozioni, siamo andate nel pallone.
Penso che ognuna di noi due ha la sua risposta alla domanda che mi hai appena fatto. E queste risposte sono anche venute fuori durante la seduta. Il problema", ha aggiunto con aria afflitta, " che almeno per ora sono diverse".

Mala Sonia fa di nuovo la sua comparsa...

"Forse la domanda che dovrei farti  quando Stevo si decider a sostituire tutte quelle lavatrici rotte! Ormai tre su sei sono fuori uso. O dovrei dire che
solo tre delle cinque
lavatrici che
restano funzionano ancora?", ha detto Amy indicando stizzita lo spazio vuoto un tempo occupato dalla sesta macchina.
La numero due aveva un cartello con la scritta "Guasta" appiccicato all'obl e la postazione della numero quattro, quella posseduta dallo "spirito cattivo", era ancora libera.

"Se vuoi sprecare la lettura, fai
pure", ha replicato Mala Sonia
perentoria. Era stranamente elegante, aveva un abito a portafoglio di jersey e
sembrava appena uscita dal
parrucchiere. Mi sono ritrovata a osservarla come non avevo mai fatto prima e ad accorgermi, con meraviglia e orrore allo stesso tempo, di essere un po' invidiosa di quella donna incolta e normalmente sciatta, ma sempre cos a suo agio e capace di ostentare una
sicurezza che io
cerco di raggiungere da
decenni.

"Per sostituire la macchina Stevo deve prima avere il permesso del padrone di casa", ha spiegato Mala

Sonia. "Pare che troppe persone
abbiano una lavasciuga clandestina nel proprio appartamento. Pochi inquilini usano le lavatrici dello scantinato, quindi non ha senso spendere".

"S ma chi non  "clandestino" ha diritto di accedere a tutti i servizi condominiali, sai?", mi sono intromessa.

"Allora scrivi una lettera al padrone di casa, signora Lederer. Vedi che ti risponde", ha ribattuto con un gesto imperioso. Era uno smeraldo quello che portava al dito? Che fine avevano fatto i suoi onnipresenti braccialetti e i suoi completini di spugna stile gemelle Olsen?

Mala Sonia ha invitato gentilmente

Amy a sedere su una vecchia sedia traballante. Amy si  appollaiata esitante sul logoro cuscino di gommapiuma macchiata come se potesse trasmetterle i germi dell'epatite attraverso i pantaloni cachi. La gitana si  accomodata su uno sgabello malfermo a capotavola e ha estratto il mazzo di tarocchi dalla sua voluminosa borsa nera.

"C' troppa luce qua dentro", si  lamentata Amy.

"Troppa luce per una lettura? Ti aspettavi lanterne, sfere di cristallo e
tovaglie con le frange, forse?"

"No, c' troppa luce per Isaac", ha detto Amy, sistemandosi il bambino irrequieto fra le braccia. "Forse si

addormenterebbe", ha sussurrato, "se non ci fossero quelle brutte luci al neon".

"Be', sono pi adatte per dividere la
biancheria che per fare sedute
spiritiche", ho commentato, sentendomi insolitamente irritabile. Dev'essere la sindrome premestruale. Dovrei stare pi attenta a ci che dico e a come lo dico in presenza di una delle mie pazienti. Ho lasciato che gli estrogeni avessero la
meglio su di me. Valutando e
analizzando la mia affermazione, credo che la mia ostilit fosse diretta pi verso
Mala Sonia, che considero una
pericolosa ciarlatana, che verso l'irritante e piagnucolosa Amy.

"Il mio appartamento ha una luce molto pi tenue, ma non hai voluto restarci", ha detto Mala Sonia.

" sudicio", l'ha rimbeccata Amy.
"Troppo sporco per mio figlio. E quella bestiaccia, quel furetto, pensavo volesse mangiare il bambino. Continuava a mordicchiargli le dita dei piedi".

" solo curioso, signora
Witherspoon".

"Signora Baum", l'ha corretta Amy con tono risoluto.

"I furetti non mangiano i bambini.
Non i maschi, almeno".

Amy  impallidita visibilmente.

"Sto scherzando", l'ha rassicurata Mala Sonia, evidentemente divertita dal

disagio della sua interlocutrice.
"Allora", ha ripreso mescolando
tarocchi, "cosa vuoi chiedere alle carte?".

"Non avrei mai immaginato di fare
una cosa simile", ha detto Amy,
guardandomi come se potessi riportarla alla razionalit. Mi sono rifiutata di schierarmi dall'una o dall'altra parte.
"Oh, puoi rimanere, Susan. Non importa se senti la lettura, tanto te la racconterei tra qualche giorno".

"Grazie per avermi permesso di fare il bucato", l'ho punzecchiata. Quella mattina Sigmund aveva avuto un altro "incidente" sul tappetino del bagno dei ragazzi. Non potevo certo buttarlo nel

cesto dei panni sporchi con gli altri vestiti da lavare.

"A proposito, se ti ha chiesto venti dollari, non abboccare alla manfrina con cui cercher di spillartene cinquanta per qualche carta in pi".

Mala Sonia mi ha guardata in
cagnesco; Amy mi  parsa riconoscente per la prima volta da quando l'avevo conosciuta.

"Ok", ha grugnito la romena. "La signora ricca ha scelto la lettura pi
economica". Amy si  alzata per
andarsene, ha ricordato alla moglie del custode che era ancora un avvocato di grido nonostante negli ultimi mesi la sua vita fosse passata dalle citazioni in

giudizio all'allattamento naturale, e quel gesto ha messo fine alle battute offensive di Mala Sonia nei confronti della sua "cliente".

"Ora. La tua domanda?".

Amy ha contratto le labbra. "S. Ce l'ho. Preferisco sapere prima, piuttosto che dopo, cos potr rivedere le mie scelte, se necessario". Ha abbassato gli occhi sul piccolo Isaac, che si era addormentato in fretta con un lembo di copertina arricciato sotto il mento rosa.
"Voglio sapere se mio marito Eric far mai la sua parte con Isaac, oppure se sono condannata a essere una madre single in questo matrimonio, perch non mi aspettavo certo una cosa del genere!

Credimi, non vedo l'ora di tornare alla mia scrivania. Preferisco combattere con le unghie e con i denti contro un avvocato di parte civile che pulire bava e merda di bambino ogni giorno della settimana".

"Non usare mai la parola "mai"
nella tua domanda. Nuoce alla lettura.
Allora chiediamo alle carte se tuo marito ti aiuter con il bambino, non se ti aiuter "mai". Capito?".

Amy ha scrollato le spalle. "S, d'accordo, come vuoi".

Mala Sonia ha mescolato e tagliato il mazzo con destrezza, disponendo le carte in una gigantesca mezzaluna, poi le ha chiesto di sceglierne sei senza

toccarle. Amy ne ha indicate sei a intervalli regolari, e la gitana le ha posate sul tavolo nella stessa versione semplificata della croce celtica che aveva usato con Alice.

Mi sono seduta sul divano a
origliare mentre la lavatrice numero uno liberava il tappetino del bagno dal fetido regalo di Sigmund alla famiglia Lederer. Cos abbiamo scoperto che il fante di denari rappresentava la vita di Amy fino a quel momento, una vita, a quanto sembrava, caratterizzata dal desiderio di studiare e di applicare le conoscenze.

"Be', non mi sorprende", ha sbuffato Amy senza delicatezza. "Quattro anni di

college e tre di giurisprudenza, un anno di lavoro impiegatizio per un giudice della Corte suprema, e poi l'ingresso come associata alla Newter & Spade. E anche ora imparo qualcosa di nuovo ogni giorno, per lo pi sulle diverse consistenze della cacca". Curioso che si
comportasse come una sdolcinata
sentimentale quando Isaac era sveglio, e quando il piccino dormiva oppure non era nei paraggi, emergesse invece l'altra Amy: quella cupa, sarcastica, arrabbiata e piena di disprezzo per la maternit.

Alla neomamma non interessava per niente quale fosse la sua situazione attuale. Il sei di bastoni capovolto preannunciava ritardi imprecisati,

preoccupazione, slealt e benefici superficiali con guadagni inconsistenti.
Amy ha scosso la testa. "Lo
immaginavo", ha detto afflitta. "Ecco perch ti ho chiesto di farmi le carte".

"Le carte non mentono", ha ribattuto la gitana con pacatezza, ripetendo la frase automatica che aveva propinato a Alice. "Ma guarda, questa  buona notizia", ha aggiunto indicando il tarocco che rappresentava l'immediato futuro. "Il cavallo di spade  il coraggio. Immagina un eroe forte, ardito e intrepido che viene a salvarti".

Gli occhi di Amy si sono illuminati all'improvviso. "Ok, allora forse sono stata un po' precipitosa. Sono ancora

sotto l'effetto degli ormoni, suppongo.
Devono essere tutte quelle poppate. Che
cosa significa quest'altra
carta?", ha
domandato indicando il quarto tarocco.

"Tu nell'ambiente dell'immediato futuro. Un tre di denari capovolto.
Detesto dovertelo dire, ma ci saranno trascuratezza, problemi economici, mancanza di capacit, qualit scadente e preoccupazioni".

"Dunque avr il mio cavaliere, ma alla fine non sar questo granch?  questo che mi stai dicendo? Mi manca solo di accollarmi un eroe di seconda categoria", si  lamentata Amy.

"Non vorrai crederci?", ho
borbottato sottovoce. Quel giorno la

sindrome premestruale aveva quasi sicuramente preso il sopravvento. In realt mi piace essere esplicita.  un comportamento onesto, sincero e giusto, purch io non sia con una paziente,
perch in questo caso, anche se
preferisco pensare di essere ancora "sincera", devo scegliere con cura le parole per non scombussolare il suo equilibrio emotivo o psicologico.

La quinta carta - che simboleggia la cosa migliore in cui si possa sperare era l'Imperatore capovolto, e
rappresentava immaturit, insulsaggine, mancanza di forza e un carattere debole,
previsione che corroborava le
informazioni del tarocco numero quattro.

Cos, se Eric Witherspoon fosse corso in aiuto della moglie stanca e sfibrata per dedicare un po' di tempo alla famiglia, Amy non avrebbe avuto l'uomo che desiderava avere al suo fianco. Durante
una seduta Alice Finnegan mi ha
spiegato il "gioco dei nomi" cui sua nonna ricorreva per analizzare la personalit degli individui e ha usato il suo ex, Eric Witherspoon, per farmi un esempio. A quanto mi pare di ricordare Irene Finnegan aveva messo in guardia la nipote da quell'uomo e dalla sua scarsa elasticit.

"Oi, la mia solita sfortuna", ha mormorato Amy. "Ehi, ma le tue letture sono mai buone? Positive, intendo, con

uno splendido lieto fine".

"L'ultima carta", ha sorriso Mala Sonia, indicando il re di spade ribaltato.
"La risposta alla tua domanda".

"Allora, insomma?".

Mala Sonia ha scosso la testa.
"Credo che tu sia gi infelice. Forse  meglio che mi paghi e che consideriamo tutto questo un piccolo passatempo da venti dollari".

Amy ha aggrottato le sopracciglia.
"Ma tu
ci credi in queste letture, no?"

"Le carte non mentono", ha ripetuto
Mala Sonia. "Io mi limito a
interpretarle".

"D'accordo", ha sospirato Amy.
"Dimmi quella maledetta risposta, cos

posso andare di sopra e mettere Isaac a dormire come si deve".

"Bi-lacio. Niente di buono. Prima dammi i venti dollari", le ha ricordato la romena.

"Eccoli!". Amy si  infilata la mano in tasca e ha estratto una banconota ben ripiegata. "Ora l'ultima carta, per favore".

"La risposta: re di spade
capovolto", ha ribadito Mala Sonia.
"Oh, mi dispiace, non ti piacer, ma hai detto che la volevi sapere per poter decidere in anticipo. La risposta  crudelt, conflitti, egoismo. Qualcuno che causer dolore e tristezza".

Questo responso mi sembrava un po'

troppo familiare. Non era lo stesso di Alice?

"D'accordo, allora. Grazie per il tuo tempo", ha detto Amy impassibile.
Sembrava sull'orlo di una crisi di pianto. Forse nei circoli di oratoria di giurisprudenza le avevano insegnato che
non si deve mai piangere. Isaac
continuava a dormire, innocente. "Be',
la mamma ha alcune cose su cui
riflettere", gli ha bisbigliato Amy.
"Sembra che la mamma abbia appena ricevuto la conferma di avere due bambini in casa".

Ti capisco, avrei voluto dirle, ma ha lasciato la stanza troppo rapidamente.

L'intenso profumo di muschio e

agrumi di Mala Sonia aleggiava
nell'aria come una cappa. "Dovevi proprio essere cos crudele?", le ho
domandato. "Ha gi abbastanza
problemi da sola".

"Anche tu trai vantaggio da una
lettura negativa, signora Lederer. La signora Baum te ne parler in privato,
no?"

"Ma io non mi faccio pagare per i miei consigli.  questa la differenza.
Una delle tante che ci separano.
Ascolta", ho sospirato passandomi le mani tra i capelli come faccio sempre quando sono un po' sottosopra.
"Nonostante sia una donna colta e
pragmatica, Amy sembra credere

davvero alle tue baggianate
superstiziose.  evidente che la lettura l'ha sconvolta. Non avresti potuto almeno indorarle un po' la pillola?
Magari raccontandole qualche piccola bugia sul significato delle carte?".

Mala Sonia ha ricominciato la sua litania. "Io interpreto carte. Le carte
non
mentono. Pensi che siano solo darana swatura, storie magiche e superstiziose?
Hah!". I suoi occhi scuri erano colmi di
disgusto. "Anch'io sono una
professionista", ha aggiunto agitando la
mano curata perch lo smeraldo
riflettesse il bagliore dei neon. "Dimmi,
tu
mentiresti mai a una tua paziente per "indorarle la pillola"?".

Talia.

Talia  entrata nella lavanderia aiutandosi con le stampelle. "Ecco perch non si augura mai buona fortuna a un ballerino".

Sono impallidita, portandomi la
mano alla gola. Aveva la gamba destra infilata in un enorme tutore che dal piede le arrivava fino alla coscia. "Oddio, cos' successo?!", ho boccheggiato.

"Mi sono rotta l'LCA".

"Mio Dio, mi dispiace cos tanto".
Ho scosso la testa. "Non so nemmeno che cosa sia".

"L'LCA? Legamento crociato
anteriore. Ci sono quattro legamenti principali che collegano le ossa all'articolazione del ginocchio, sai?
Be', l'LCA  uno dei pi importanti. D stabilit al ginocchio e contribuisce a ridurre lo sforzo dell'articolazione. Si pu strappare in molti modi, per esempio allungandolo troppo".

"Povera". Ero molto dispiaciuta per lei. " cos che  successo?"

" capitato mentre terminavo un
salto. Ho storto il ginocchio mentre atterravo e zac! Sono quasi riuscita a sentirlo, te lo giuro. La mia solita maledetta sfortuna, sai? Me lo sono rotto, nemmeno stirato. Mi hanno fatto

una risonanza magnetica e hanno detto che non sarebbe guarito da solo, quindi
mi sarei dovuta sottoporre a un
intervento. Il medico ha detto che probabilmente avevo affaticato troppo il ginocchio. Prima dell'incidente non avevo detto a nessuno che gi mi faceva male, perch avevo avuto gi abbastanza difficolt a farmi scritturare. Non voglio che mi considerino soggetta a infortuni.
A quel punto avevo due possibilit: restare a Saratoga e farmelo aggiustare l o tornare in citt per l'intervento, e mia madre - che non ha mai visto la mia
esibizione in Jewels
- ha deciso che ne
sapeva di pi e ha insistito perch restassi l. E senti questa: sapevi che le

atlete - e non permettere a nessuno di convincerti che una ballerina non  un'atleta - sono pi esposte degli uomini alle lesioni dell'LCA?". Ha alzato gli occhi al cielo. "Oh, che bello", ha aggiunto, sarcastica. "E, sai, gli atleti con le articolazioni snodate sono pi a rischio degli altri. Ancora una volta i ballerini. Che meraviglia!".
Si  indicata la gamba. "Stai guardando una ricostruzione chirurgica completa".

Le ho rivolto un'occhiata
compassionevole. "Dio quanto mi dispiace ". Ho esitato a porle la domanda scottante. "Sarai... potrai... quando
ricomincerai a ballare? Potrai
ricominciare, vero?".

Ha aggrottato le sopracciglia. "Mi aspettano parecchie settimane di fisioterapia. Dopo di che, chiss? Il medico mi ha detto che ci vorranno da sei a otto settimane prima che possa riprendere una "normale attivit fisica", ma ci che  "normale" per le altre persone non  esattamente "normale" per me, capisci? Cos", ha continuato, "visto che detesto parlare e non riesco a stare seduta qui senza potermi muovere, me ne vado. Mi dispiace per le sedute,
ma ci rivedremo quaggi chiss
quando". Si  girata sulle stampelle ed  uscita zoppicando prima che avessi la possibilit di invitarla a riconsiderare la sua decisione.

Io

"Non voglio venire", ha brontolato Molly. "Nessuna delle mie amiche fa i picnic di famiglia".

"Posso portare l'album degli
schizzi?", ha domandato Ian.

"Certo".

"Voglio disegnare i ciccioni russi!".

"Ian!".

"Che cosa c'?"

"Non  carino, e poi andiamo a
Coney Island, non a Brighton Beach".

Ha scrollato le spalle. "Fa lo
stesso".

"No!", ha sghignazzato Molly.

Non finisco mai di stupirmi vedendo come i miei figli, intelligenti e coltissimi, regrediscano di un decennio ogni volta che organizziamo una gita di famiglia. Ho avuto abbastanza grattacapi con Eli, che non sapeva se quest'anno sarebbe riuscito ad accompagnarci a causa della scadenza imminente di Gia.

 una tradizione della famiglia
Lederer, un omaggio annuale alla mia voglia di hot dog in gravidanza, che un'afosa domenica di agosto andiamo tutti in metropolitana fino a Coney Island con un cesto da picnic (e dentro un
assortimento completo delle
prelibatezze di Zabar per quelli di noi

che, come Molly, disdegnano gli hot
dog). Pranziamo sulla spiaggia,
facciamo il bagno (almeno un'ora dopo mangiato, naturalmente), camminiamo sulla passerella e saliamo sulle
montagne russe (un
paio
d'ore dopo
aver mangiato).

Eli mi ha delusa, e lo sapeva,
quando ha annunciato che non ce
l'avrebbe fatta. "Magari noi due potremmo uscire a cena una sera di queste per recuperare", ha proposto in tono un po' vago.

"A rischio di sembrare la nostra figlia adolescente, non  la stessa cosa", ho replicato cercando di non scivolare in un piagnucolio patetico. L'ho portato

in cucina e ho abbassato la voce. "Lo facciamo tutti gli anni; avevi delle
scadenze anche in passato e non
abbiamo mai saltato il picnic. C'...".
Ho sentito una stretta allo stomaco.
"C'... qualcosa... che dovrei
sapere?".

Eli ha lanciato un breve sguardo al microonde prima di guardarmi negli occhi. "No. No, non c'... niente. ...
Gia
 un'esperienza nuova e sto
impiegando pi tempo del solito per finire il libro. Susie, la musa non si
siede sempre sulla tua spalla
sussurrandoti cose creative all'orecchio.
Mi capita di passare tutto il giorno e met della notte in redazione senza

concludere niente. Il blocco dello scrittore pu colpire anche i fumettisti, sai. E quando non lavoro al romanzo, sapendo che la scadenza incombe come l'ombra di Godzilla, devo essere sincero con te - poich tenti sempre di analizzare tutto ci che gli altri fanno o dicono - devo ammettere che mi sento in colpa se mi prendo un po' di tempo
libero per... per divertirmi
quando
invece dovrei almeno cercare
di buttare
gi qualcosa".

Gli ho cinto la vita con le braccia.
"Coney Island viene solo una volta l'anno", ho detto in tono serio. "Ehi, quest'anno ti sei perso il nostro anniversario. Puoi almeno concedermi
o se non a me, ai ragazzi - un giorno in
spiaggia?"

"A Molly non interessa nemmeno".

" nell'et in cui non le interessa nulla che sia legato alla famiglia o alle tradizioni o che sappia di "cazzata" perch se i suoi compagni di classe scoprissero che ha trascorso una giornata fuori con i genitori e il fratellino non gliela farebbero mai passare liscia".

"Allora, sostanzialmente, sei
d'accordo con me?"

"Eli. Ascolta", ho sospirato. "In questo periodo  gi abbastanza raro riuscire a radunare tutta la famiglia".

La conversazione  terminata con un

suo riluttante s. Ian, un caricaturista in erba, ha disegnato tutto ci che vedeva, Molly si  impossessata del binocolo e ha cominciato a guardare i ragazzi, io ho divorato tre hot dog e una porzione gigante di patatine (adoro le forchettine che ti danno per mangiarle), e l'unico posto in cui Eli non controllava nervosamente l'orologio a intervalli di qualche minuto era l'oceano Atlantico.

"Credo proprio di dover tornare al lavoro", ha detto prima che arrivasse il momento delle montagne russe.

Mentre si avviava verso la
metropolitana per Manhattan, mi sentivo come se un ottovolante mi salisse, scendesse e sbandasse nello stomaco. O

forse erano solo gli hot dog.

Meriel.

Meriel  scoppiata a ridere,
mostrando la fessura tra gli incisivi. "Te l'ho detto, va sempre peggio", ha detto.
"Ne  morta un'altra", ha indicato la fila di lavatrici. "Non restano che quattro macchine e la signora Amy teme di non riuscire a finire il bucato prima di dover
portare a passeggio quel cane
striminzito. Ormai litigo quasi ogni giorno con lei. Discussioni. Discussioni.
E ogni giorno torno a Brooklyn con un mal di testa lancinante. So che i litigi

dipendono soprattutto dal fatto che il signor Eric non  mai a casa e che lei  esausta. Mi sono offerta di aiutarla con Isaac, ma mi ha guardata come se non avessi mai avuto bambini. Mio figlio William ha trent'anni e anche lui ha una bimba". Ha estratto il portafoglio dalla tasca del grembiule e mi ha mostrato una piccina adorabile in posa davanti a un sipario rosso, una di quelle fototessera
che si fanno con le macchinette
automatiche nei grandi magazzini.

"Questa  Julia", ha affermato
raggiante. "Ora ha quattro anni. Domani parteciper al carnevale dei bambini. Lo fanno sempre il sabato prima del Labor Day. E poi, luned, c' la West Indian

Day Parade. Sai ogni Labor Day
festeggiamo fino a sera tardi, da quasi quarant'anni ormai. E questo  un altro motivo di contrasto fra me e la signora Amy. I preparativi iniziano settimane prima della parata. Abbiamo le prove per i balli e le bande, e cuciamo noi i costumi. Nelle ultime due settimane abbiamo festeggiato tutte le sere, e la signora Amy si  lamentata dicendo che arrivo al lavoro troppo stanca. Non le piace per niente questa storia".

Il volto le si  rilassato in un sorriso.
"Leon, il mio caro marito, adorava le feste. Aveva il diabete, sai", ha
aggiunto, cambiando discorso
all'improvviso e scuotendo la testa. "

morto quando nostro figlio William aveva solo tredici anni". Un ricordo l'ha fatta ridere. "E anche Leon litigava con i suoi capi prima del Labor Day. Ma non gliene importava, non restavano mai arrabbiati per troppo tempo".

"Sai, credo che tu non mi abbia mai detto che lavoro faceva Leon".

"Lavorava per l'MTA, sui treni. Non come controllore, guidava il treno.
Sai... come si dice?"

"Macchinista?".

Ha riso ancora. "Penso di s. Leon litigava sempre con i suoi capi. Gli facevano tante storie per il Labor Day perch era molto attivo nel sindacato.
Gli ripetevo sempre che avevamo lo

stesso carattere, noi due. Ma lui non veniva dalla Giamaica come me. Era haitiano".

"Allora come l'hai conosciuto?"

"Ci siamo conosciuti qui negli Stati Uniti, in una discoteca di Coney Island.
Te lo assicuro, signora Susan, Leon era un bravissimo ballerino. Aveva tutte le carte in regola per far girare la testa a una ragazza cresciuta in convento come me".  arrossita come una scolaretta.
"Cos quando mi sono sposata e ho preso il suo cognome, diventando Meriel Delacour, la mia famiglia ha pensato che mi dessi delle arie perch il cognome di Leon suonava cos francese.
Nostro figlio William per usa il mio

cognome, Robertson.  molto fiero delle sue origini giamaicane".

"William suoner con una delle
bande durante la parata?", ho chiesto.

Ha scosso la testa. "No. William non fa parte delle mas bands. Lavora per conto suo. Vuole diventare chef e aprire un ristorante giamaicano, e mi chiede di continuo le vecchie ricette di famiglia che gli preparavo sempre quand'era piccolo. Gli dico che io dovrei fare lo chef e che lui dovrebbe solo sedersi e prendere i soldi dai clienti!".

Ho sospirato. "Vorrei che Eli
sapesse cucinare. Dopo quasi vent'anni ha imparato a preparare i cereali per la colazione e un'omelette ogni tanto.

William  un bravo cuoco?".

Mi ha fatto l'occhiolino. "Non bravo come me! Nessuno  bravo come la mamma!". Si  piegata in avanti. "Dai, signora Susan, vieni alla parata e vedrai con i tuoi occhi. Porta la tua famiglia.
William avr un padiglione di cucina casalinga giamaicana proprio di fronte al Brooklyn Museum. Io sar una delle ballerine caraibiche. Mi vedrai tutta elastan e lustrini". Si  sollevata il seno prosperoso con le mani e ha abbassato gli occhi sulla pancia rotonda. "Tutta quella lycra dovr fare gli straordinari durante il Labor Day, te lo assicuro!".

7. Io.

Molly non ha mostrato alcun interesse ad andare fino a Brooklyn per la parata del West Indian Day. Ha detto di odiare i luoghi affollati, una novit considerando la sua inclinazione a intrufolarsi nei night club. Le ho chiesto di approfittarne per riesaminare le domande che aveva scaricato dai siti internet dei college, in modo che al mio ritorno potessimo

discutere sul da farsi. Ho poche speranze che mi obbedisca. Poco prima avevo accompagnato Ian in centro perch facesse un'audizione davanti ai finanziatori di un nuovo musical, un adattamento del primo libro di Harry Potter. In un tentativo clandestino di cimentarsi con il metodo Strasberg, aveva messo a soqquadro il bagno, tingendosi i capelli biondi di nero per l'occasione, e aveva provato la parte sfoggiando un paio di occhiali dalla montatura metallica, dopo aver tolto le lenti per vedere meglio le battute. Eli ha deciso di lavorare a casa anzich in redazione, perch il silenzio gli avrebbe dato l'opportunit di lavorare a Gia

senza interruzioni. Un commento
bizzarro, perch quando  a casa non lo interrompo mai mentre disegna. Se non altro, ha accettato di andare a prendere Ian dopo il provino. Allora pu darsi
che mi abbia sentita
quando gli ho
chiesto di essere pi presente.

Nell'atrio mi sono imbattuta in Faith, che aveva un'aria molto sbarazzina con una T-shirt color cielo d'inizio settembre e un foulard lilla intorno al collo. "Ehi, Faith, l'azzurro ti dona moltissimo!", le ho detto.

"Ho abbandonato l'indaco", ha
affermato orgogliosamente. "Questa tonalit  di circa sette sfumature pi chiara. Ma ho ancora la mia rete di

sicurezza", ha ridacchiato sfiorandosi il foulard.

"Dove vai in una giornata splendida come questa?". Per qualche motivo mi
sono sentita come uno di quei
personaggi del granaio che domandano a Henny Penny dove sia diretta.

"Vado al parco. Oggi pomeriggio c' un concerto al Summerstage, ma pensavo di sedermi su una panchina e leggere un po' prima dell'inizio". Ha dato dei colpetti alla sua sporta. "E tu? Dove ti porta questo tempo magnifico?".

Le ho raccontato dell'invito di
Meriel alla parata del West Indian Day.
Mi ha rivolto un'occhiata pensierosa e dopo qualche istante ha domandato con

incertezza: "Susan, ti dispiacerebbe se ti
accompagnassi?"

"No, niente affatto. Sarebbe
stupendo. Tutta la mia famiglia mi ha dato buca, perci sarebbe fantastico avere un'amica con cui condividere questa esperienza. Non ho mai visto la sfilata, e tu?".

Ha assunto un'espressione scioccata.
"Io?". Ha riso. "Ma tu mi dici sempre che dovrei allargare i miei orizzonti.
Torno subito, a meno che tu non voglia
venire con me. Devo prendere un
cappello. Dovresti mettertene uno anche tu, Susan. Resteremo per ore sotto il sole cocente".

La sua sollecitudine materna era cos

dolce. "No, grazie, sono a posto", ho ribattuto. "Vai pure. Ti aspetto qui".

Qualche minuto dopo  ricomparsa con un cappello di paglia a tesa larga.
Tra il copricapo e il foulard annodato intorno al collo, sembrava che dovesse trascorrere il pomeriggio a dipingere fiori di campo ad Arles, invece che
bighellonare in Eastern Parkway
immergendosi nella variopinta cultura caraibica.

Era una splendida giornata di
settembre. Persino la metropolitana, sebbene rispettasse gli orari festivi, sembrava accomodante. Abbiamo fatto la corsa fino a Brooklyn insieme ad alcune persone evidentemente dirette

verso la medesima destinazione, che sfoggiavano con orgoglio i colori ufficiali della loro isola, o indossavano la bandiera del loro paese in ogni variante possibile, dai foulard alle bandane, passando per scialli e parei legati in vita e attillati sul sedere. Un gruppetto di ragazze erano tutte equipaggiate per sculettare in nome delle Barbados.

"Eppure... se quelle fossero
bandiere americane, alcuni di noi la considererebbero una profanazione", mi ha sussurrato Faith. "Anche le mie antenate Figlie della Rivoluzione Americana".

"Ma  l'esatto contrario", ho

obiettato percependo la sua lotta interiore. "Questa  una celebrazione dei colori, non una profanazione. A me piace, per esempio".

Quando il treno  entrato nella
stazione di Eastern Parkway, molti dei nostri compagni di viaggio hanno cominciato a farsi strada verso le porte del vagone, e una volta aperte si sono catapultati fuori carichi di un'energia esplosiva. Io e Faith siamo state travolte dalla folla e con un altro centinaio di persone ci siamo fatte strada a fatica verso la luce del giorno. Un intenso odore di pesce fritto ci ha accolto ancor prima di raggiungere la strada. Il dolce
suono dei tamburi d'acciaio si

diffondeva gi per le scale della metropolitana e penetrava nei tunnel sotterranei, rendendo ancora pi festosi gli spettatori impazienti di rivedere il sole.

Faith mi ha stretto il braccio con una forza incredibile, e con l'altra mano si  premuta il cappello sulla testa. Ho avuto la sensazione che desiderasse un terzo braccio per poter tenere meglio la borsa.
"Non lasciarmi", ha mormorato
disperata.

"Non ti preoccupare, non lo far.
Un'altra dozzina di passi e raggiungiamo il marciapiede". Le ho guardato la mascella contratta. "Tutto bene?"

"S", ha assicurato nervosamente.

" stata una tua idea, ricordi?"

"S. Mi sento solo un po'...
sommersa... ecco tutto. Appena saremo fuori, star benissimo".

Una volta sul marciapiede, dopo
aver respirato un po' d'aria fresca, si  finalmente rilassata. Ero stupita di come la folla non fosse poi cos fitta, soprattutto perch eravamo arrivate con oltre mezz'ora di ritardo rispetto all'orario previsto per l'inizio della parata. Siamo sbucate proprio di fronte al Brooklyn Museum e non abbiamo avuto grandi difficolt ad accaparrarci un posto lungo il cordolo a pochi metri dal palco d'onore, con una magnifica vista sulla manifestazione. Un signore

anziano, con una camicia guayabera ricamata e un elegante panama, ha ceduto il suo posto a Faith con un raffinato inchino. "Questo  un gran giorno", ha spiegato cortese, la sua voce era armoniosa come la melodia di un tamburo d'acciaio, "perci dovrebbe fermarsi qui, dove si vede meglio".

Faith, incantata, gli ha rivolto un sorriso smagliante. "Dove sono tutti?", gli ha domandato, alzando lo sguardo verso un'Eastern Parkway deserta.
"Dov' la parata?".

Lo sconosciuto  scoppiato a ridere,
imitato da una mezza dozzina di
spettatori tutt'intorno. "Oh, i soliti ritardi caraibici! Nessuno vuole iniziare

la parata troppo presto perch finisce qui subito in fondo alla strada, a Grand Army Plaza". Ha indicato alla nostra destra. "Una volta che arrivano a Grand Army Plaza,  ora di interrompere la festa e andare a casa!".

"Allora quando passano?". Faith era abituata alla puntualit yankee.

"Be', prima passano tutti i politici e le organizzazioni locali, come gli ospedali e le compagnie d'assicurazione che hanno il loro piccolo carro. Una volta che sono passati loro", ha sorriso
l'uomo, "allora inizia il vero
divertimento!".

"Spero di riuscire a resistere cos a lungo", ha sospirato Faith, rivolgendosi

a me.

"Andr tutto bene", l'ho
tranquillizzata. "E appena sei stanca, ci avviamo verso casa".

Ha aggrottato la fronte. "Non prima di aver visto Meriel! Non sono venuta fin qui per niente".

Cos, come aveva previsto Panama,  cominciata la processione dei politici: il sindaco e il capo della polizia, entrambi fuori luogo come un'aragosta a
un bar
mitzvah, ci sono passati accanto
e hanno costeggiato il museo,
sgattaiolando attraverso la sua grande facciata di vetro quando pensavano che nessuno li guardasse. Finalmente, dopo un'attesa di circa quattro ore sotto un

sole cocente,  comparsa la prima delle
mas
bands. Che spettacolo!

" valsa la pena aspettare, eh?!", ho urlato a Faith, cercando di sovrastare il baccano. Un enorme furgone emetteva assordanti note reggae da casse grandi quanto frigoriferi. Centinaia di ballerini, con addosso salopette e T-shirt schizzate di vernice, ballavano al ritmo di una canzone che ha suscitato le risatine degli uomini e delle donne tutt'intorno.

"Mi dispiace, non capisco le
parole", ha detto Faith in tono di scusa al tizio con il panama. "Che cosa dicono?".

L'altro ha riso di nuovo. " in
patois", ha spiegato. "Parlano delle

piantagioni di canna da zucchero, sa...
"non puoi usare la canna", ma il testo allude a qualcos'altro, capisce?".

Ci ho riflettuto per un paio di
secondi e ho colto il doppio senso. Faith si  portata la mano alla bocca. "Oh, santo cielo!", ha esclamato. "Non puoi scopare!", ha sussurrato scandalizzata nel mio orecchio sinistro. "Ecco che cosa stanno dicendo! Non mi meraviglia che ballino tutti in modo cos...
indecente".

"Benvenuta nelle Indie
Occidentali!", ha detto Panama con un sorriso. "Le piace?", ha chiesto a Faith.

Lei  arrossita sotto la tesa di paglia.
Ormai avevo cominciato a rimpiangere

di non aver seguito il suo consiglio e di non essermi messa anch'io il cappello, perch il triangolo di pelle lasciato scoperto dalla maglietta a V iniziava a bruciarmi, e anche le mie braccia rosse non se la passavano troppo bene.

I ribelli della canna da zucchero si sono fatti largo verso Grand Army Plaza, e per qualche minuto  calato il silenzio. Poi si  levato un grido quando
sono comparsi i Sesame Flyers
International . Erano accompagnati da ballerini con giganteschi copricapo piumati. Le loro gonne voluminose erano fissate a delle imbracature su ruote che permettevano a chi le indossava di scivolare lungo il viale. L'effetto era

magico. Poi ci sono passate accanto due tortore alte tre metri e mezzo con ali rosa e oro, sembravano dei carri allegorici umani; non sono riuscita a capire come facesse il ballerino a trasportare tutto quel peso per cos tanti chilometri sotto il sole rovente. Alcuni copricapo e costumi ricordavano quelli dei nativi americani, solo che erano di colori accecanti: blu, rosa, rosso, arancione, giallo e verde fluorescente, tonalit cos vivaci da costringerci quasi a strizzare gli occhi. Era la cosa pi simile al carnevale di Rio che avessi mai visto.

Poi sono arrivate altre centinaia se non addirittura migliaia di partecipanti,

con costumi cos succinti che una danzatrice del ventre avrebbe avuto l'impressione di essere troppo vestita.
Prima abbiamo ammirato una splendida ondata di ballerini in lycra rossa e perline d'oro, in netto contrasto con la loro pelle cioccolato. Ogni colore dell'arcobaleno era rappresentato da enormi gruppi di persone, e i modelli dei costumi erano diversi a seconda del colore. Ci sono passati davanti ballerini vestiti di carminio, il novantacinque percento dei quali erano donne, di ogni et e corporatura, che mostravano una percezione del proprio corpo molto pi disinibita rispetto a quella di noi pollastre bianche! Quasi tutte le donne

che conosco non si farebbero vedere cos neanche morte, nemmeno con il quintuplo dell'elastan sfoggiato dai Sesame Flyers. Inoltre il lavoro necessario per confezionare tutti quei costumi era inimmaginabile, doveva aver portato via una quantit incredibile di tempo. Quanto ci avranno messo, mi sono chiesta, per attaccare ogni volant, ogni passamano, ogni filo di perline a migliaia di abiti tutti uguali? Gli sgargianti copricapo piumati facevano assomigliare ogni donna a un esotico uccello del paradiso, e all'improvviso mi sono resa conto di invidiare il loro divertimento, e allo stesso tempo gioirne. La vista dall'elicottero che

sorvolava la zona per filmare la sfilata
doveva essere straordinaria, un
arcobaleno che procedeva ondeggiante lungo la strada.

Le donne vestite di nero e di giallo si sono esibite in una danza importata nei Caraibi dagli spagnoli, con il sedere appena velato da una cascata di volant d'oro, code di pavone e mantiglie di
pizzo che davano loro una vaga
parvenza di pudore. Le ballerine in viola, verde e oro facevano scivolare intorno al corpo i loro grandi foulard lilla in un numero che sembrava appena uscito dalle Mille e una notte. Molti danzatori avevano aggiunto un tocco personale ai costumi, e sfoggiavano la

bandiera o i colori della loro isola con bracciali, fazzoletti o parei stretti intorno ai fianchi come le persone che avevamo visto in metropolitana. "Meriel dev'essere l da qualche parte", ho gridato a Faith. Nessuna delle due riusciva a sentire niente per via della musica. "Credo che questo sia il suo gruppo".

"Come facciamo a trovarla?", ha
urlato Faith di rimando. "Le bande che
marciano durante la parata del
Ringraziamento sono niente rispetto a questo".

"E ci sono pi piume, paillette e lustrini che al Gay Pride", ho aggiunto.
"Peccato che non ci siano anche Naomi

e Claude".

"Sai una cosa? Comincio ad avere appetito", ha annunciato all'improvviso.
"L'ultima cosa che ho mangiato  stata una tazza di fiocchi d'avena a colazione.
E credo di dovermi sgranchire un po' le gambe. Vuoi che ti porti qualcosa?". Ho scosso la testa mentre lei scrutava la fila di bancarelle alle nostre spalle e aggrottava le sopracciglia. " cos affollato che non sono certa di riuscire a farmi largo tra la ressa. Se non torno entro un quarto d'ora, chiama la Guardia nazionale", ha scherzato.

Faith se n'era andata da circa dieci
minuti quando Meriel  arrivata
sbuffando, scintillante nell'elastan

indaco e con addosso cos tante perline d'oro che se fossero state vere si
sarebbe potuta comprare tutta
Manhattan. Bench il costume fosse intatto, le braccia e le gambe nude erano coperte di vernice secca bianca e di vivaci colori primari.

"Oh, siamo stanchissime", ha detto stringendomi in un abbraccio sudato senza lasciare la mano di una bambina incantevole. "Julia, d ciao alla signora Susan".

La bimba, anche lei vestita di blu e oro, con un copricapo piumato che doveva pesare la met di lei, ha nascosto timidamente la testa dietro i fianchi larghi della nonna.

"Abbiamo camminato per
chilometri", ha detto Meriel, muovendo prima una gamba e poi un'altra per allentare un po' della tensione. "Julia  stata bravissima. Vero?", ha domandato alla piccina, che sembrava provata dal sole, dalla lunga marcia e dal costume di poliestere macchiato di sudore.

"Ciao Julia", l'ho salutata,
tendendole la mano. "Io sono Susan.
Sono un'amica di tua nonna".

"Nana, ho sete", ha detto lei
ignorandomi come solo una bambina di quattro anni esausta sa fare.

"Ok... andiamo a prendere qualcosa da bere, tesoro. La bancarella di pap 
proprio laggi". Ha indicato il

marciapiede nella direzione imboccata da Faith qualche minuto prima. "Susan, vieni con noi. Voglio presentarti mio figlio William".

Ho esitato, solo perch temevo che Faith sarebbe potuta tornare l senza trovarmi, e non volevo perderla tra la folla. Ma ho pensato che, data la calca alle nostre spalle, non poteva essere andata troppo lontano. Il gigantesco cappello e lo svolazzante foulard viola mi avrebbero almeno fornito un punto di riferimento.

"Oh, faccio fatica a tenere gli occhi aperti", si  lamentata Meriel, pur avendo un sorriso stampato sulla faccia.
"Sono rimasta in piedi per il j'ouvay

fino alle due del mattino. Naturalmente, visti i soliti tempi caraibici", ha riso,
"non hanno iniziato prima delle
quattro".

"Cos' il j'ouvay?", ho chiesto
imitando la sua pronuncia. Meriel mi ha spiegato che  la celebrazione dello J'ouvert, o jour ouvert, che significa "alba", ed  originario di Trinidad.
Gettarsi addosso vernice in polvere colorata fa parte della tradizione, e anche accompagnare con dei fischietti la musica delle bande. "Oh, sai, dobbiamo fare in modo che la festa continui a tutti i costi", ha aggiunto scoppiando ancora a ridere. "Non prendermi alla lettera, perch non ne sono sicura, ma l'usanza

della vernice credo risalga ai tempi in
cui per il j'ouvay
gli schiavi si
dipingevano la pelle di bianco per imitare i loro padroni. Ora abbiamo colori di ogni tipo. Il blu per i diavoli blu. E in passato, sulle isole, gli schiavi indossavano i loro vestiti peggiori e si coprivano di fango per il carnevale e il j'ouvay.  allora che escono le creature della notte, e anche gli uomini neri.
Come Halloween e carnevale messi insieme".

" spaventoso!", ha confermato
Julia entusiasta.

"Le hai permesso di stare alzata fino a tardi? O di alzarsi cos presto?". Ero sorpresa.

Meriel ha annuito. "Tanto oggi era troppo emozionata per dormire. Questo  molto pi bello del carnevale perbambini che ha festeggiato sabato.  la prima volta che sfila nella parata e le piace vedere tutto questo movimento".

"Ah, eccoti!", ha esclamato Faith quando ci siamo quasi scontrate davanti allo stand di cibo giamaicano No Problem. Mi ha messo sotto il naso un piatto di plastica carico di spezzatino e abbondante riso in bianco. "Annusa, non  divino?". Aveva un intenso odore di spezie aromatiche. Faith ha mangiato un pezzetto di carne, ne ha infilzato un altro e con un'euforia e un'aggressivit che non avevo mai visto mi ha praticamente

ficcato in bocca la forchetta. "Devi assaggiarlo!", ha insistito. Obbediente, ho masticato la carne. Ricordava un po' un gulasch di manzo in una delicata salsa al curry.

"Non  delizioso?", ha ripreso
Faith. Non l'avevo mai vista cos entusiasta.

"Cosa mi hai fatto mangiare?".

Faith ha sfoderato un sorriso
trionfante. "Capra al curry!".

Il mio cervello ha preso in
considerazione l'idea di sputarla in un tovagliolo, ma per quanto sorprendente, le mie papille gustative l'hanno apprezzata. E comunque non ho potuto far altro che inghiottire il boccone,

perch Meriel si  girata e ha detto: "Oh, state mangiando la specialit di William! Vi piace?".

Faith ha risposto per entrambe.
"Deliziosa! Susan, credo che questo sia il mio pi grande progresso finora!".

"Ovviamente a me viene meglio", ha detto Meriel facendoci l'occhiolino.
"Ma mio figlio non  poi cos male in cucina!".

"Sapevi che era capra quando hai ordinato?", ho chiesto a Faith.

Ha indicato il men scritto a mano e ha annuito con vigore. "Volevo provare qualcosa di nuovo che la vecchia Faith non avrebbe assaggiato nemmeno tra un milione di anni. Anche se", ha aggiunto

titubante, "non ho avuto il coraggio di prendere lo stufato di coda di bue. Per favore, d a William che voglio provare anche l'acetosa", ha detto a Meriel.

"Acetosa?". Faith l'incrollabile colonna yankee si era trasformata
all'improvviso in un gourmet
internazionale.

"Oh, vi piacer", ci ha garantito William. Era un uomo di bell'aspetto, muscoloso, che riusciva ancora a sembrare calmo e rilassato nella sua splendente T-shirt bianca con sopra la bandiera giamaicana. Aveva il sorriso di sua madre. "E avete conosciuto la mia principessina, vero?". Ha accennato a Julia, che beveva una limonata accanto

alla cassa. William ci ha versato due bicchieri di liquido scarlatto da un'enorme caraffa di plastica. "Questa bevanda si ricava da un infuso di foglie di acetosa, che le conferiscono questo colore", ha spiegato. "Di solito viene mescolata con lo zenzero, e talvolta con un liquore, per esempio il rum, ma non possiamo vendere alcolici durante la parata: legge di New York City".

Ho brindato al coraggio di Faith e ho assaggiato la bevanda fredda, che sembrava una versione pi molto decisa del ginger ale. "Buona". Era un po' forte, anche se analcolica. Lo zenzero mi ha fatto bruciare la gola come un buon sorso di brandy.

"Dagli una fetta della mia torta ai frutti neri", ha insistito Meriel, e William ci ha allungato un pezzo di quella che sembrava una ciambella molto scura e sostanziosa, avvolta nel cellofan.

"Aspetta, lascia che la assaggi prima io", ha ordinato l'avventuriera culinaria un tempo nota come Faith Nesbit. Dopo quella dimostrazione di audacia, ha scartato il dolce ed esitante se n'
infilato in bocca un minuscolo
frammento. Credo di aver provato un
briciolo di sollievo quando ho
constatato che il suo metodo di
cambiamento a piccoli passi, anche se aveva accelerato un po' i ritmi quel

pomeriggio, era ancora coerente con il suo contegno.

"Mmmh", ha mormorato,
tamponandosi educatamente l'angolo della bocca con un tovagliolino. "Molte prugne. Sai", ha detto rivolgendosi a Meriel, "potresti davvero vendere questa torta agli anziani con un debole per i dolci!". Ne ha staccato un pezzetto e me l'ha offerto. Aveva un forte sapore di prugne e uva passa, forse con l'aggiunta di qualche goccia di rum. O forse era solo un'impressione.

"Allora, non pensate che il mio
William sia in grado di gestire un ristorante?", ci ha domandato Meriel senza darci la possibilit di dire niente

che non fosse positivo.

"Con la mamma in cucina?", le ho chiesto.

"Oh, no", ha riso. "Credo di essere la cuoca migliore, ma in cucina ci ammazzeremmo. Solo uno chef alla volta in questa famiglia!".

"E questo  il mio sogno", ha
aggiunto suo figlio. "Vero, nocciolina?".
Si  rivolto alla bambina per avere una conferma.

"Sono stanca, pap", ha risposto la piccola senza badare a ci che le aveva chiesto il padre.

"Credo che il sole abbia avuto la
meglio su di me", ho osservato,
guardando quant'erano rossi il petto e le

braccia. "Forse faremmo meglio a tornare a casa", ho suggerito.

"Aspetta. Non finch non scopro che cos' il pollo jerk", ha replicato Faith, leggendo il men del No Problem. "Ma
Jerk
non  una parolaccia?".

William ha riso e le ha fatto
assaggiare del pollo grigliato. Meriel se n' servita una porzione e gli ha detto che era abbastanza buono, ma che sarebbe stato necessario lavorare sulla salsa. "La mamma ne sa pi di me", ha dichiarato lui, seccato perch sua madre continuava a criticare apertamente le sue ricette, soprattutto davanti a due donne bianche che non sapevano nulla di cucina giamaicana.

"Oh, guardate!", ha esclamato Julia, riprendendosi alla vista di un gruppetto di trampolieri dagli abiti sgargianti che si facevano strada lungo Eastern Parkway. "I moco jumbies, Nana!".
Erano vestiti come guerrieri ninja. O forse come reduci della guerra in Iraq con infiniti strati di bende. Non ne ero sicura. Ballavano e sculettavano all'unisono, e la loro coreografia - per non parlare della loro capacit di salire sui trampoli e rimanerci - mi ha lasciata a bocca aperta.

" un bel modo per concludere il pomeriggio", ha commentato Meriel. "I
moco jumbies sono una grande
tradizione del carnevale isolano. Ora

passeranno molte altre mas bands, ma avete visto la migliore", ha riso
battendosi una mano sul petto e
asciugandosi la fronte con uno dei tovagliolini di William. "La signora Amy sar molto arrabbiata con me la prossima settimana, perch mi trasciner come una lattina di birra arrugginita attaccata alla coda di un gatto".

Cos Faith e io abbiamo salutato Meriel, William e Julia, e ci siamo fatte
largo verso la stazione della
metropolitana tra le migliaia di spettatori che continuavano a godersi i festeggiamenti.

"Sono cos contenta di essere
venuta", ha detto Faith mentre salivamo

sul treno. "Non ti sono piaciute le danze? Cos energiche, cos libere.
Avrei voluto ballare anch'io".

"Una "vecchia yankee coriacea",
come ti piace definirti, che assomiglia a
Marian Seldes? Come no, ti
confonderesti tra gli altri ballerini", ho scherzato.

"E tu che ne sai?", ha ribattuto allegra.

8.

Sono convinta che tutti i consulenti di orientamento scolastico siano fatti con lo stampo: stempiati - comprese le donne - con le spalle un po' curve, gli occhiali spessi come fondi di bottiglia e in generale senz'alcun rapporto con gli studenti e i loro genitori. Detto questo, Molly e io abbiamo avuto pi o meno la
stessa reazione quando abbiamo
ricevuto la convocazione nell'ufficio del

signor Bernstein, il consulente di orientamento scolastico della Fieldston,
per parlare delle prospettive
universitarie di mia figlia. Era l'incontro al vertice che temevamo entrambe.

Ho raggiunto Molly nel bucolico
campus della scuola da diciassette acri di Riverdale. Siamo salite su per le scale dell'edificio amministrativo con espressione imperturbabile e siamo state accolte sul pianerottolo del primo piano dalla segretaria della scuola, che ci ha accompagnato nello studio privato del signor Bernstein, con le sue felci sane, il tappeto Kilim dalle sobrie tonalit ocra, i mobili di mogano, l'immancabile luce solare che, come in un dipinto di

Vermeer, filtrava da una finestra a sinistra della scrivania e alcune litografie di Rothko sulla parete. In breve, assomigliava al tradizionale studio di uno psicoterapista dell'Upper West Side.

Dopo i convenevoli iniziali, il
signor Bernstein ha esordito con un "Be', come sapete, i punteggi dei test attitudinali non sono tutto". A giudicare dalle macchie di sudore sulla sua camicia azzurra, che crescevano come il naso di Pinocchio quando raccontava una bugia, era chiaro che nemmeno il consulente credeva alle sue parole.
"Quali scuole ha preso in
considerazione?", ha domandato a

Molly.

Lei ha menzionato l'universit di New York e il Bennington, poi ha accennato al Manhattan Community College come "ancora di salvezza".

Bernstein  scoppiato a ridere. "Dio, questo s che  divertente. Ha un
profondo senso dell'umorismo,
signorina Lederer. Peccato che questo semestre non la vedremo recitare nella commedia dell'ultimo anno".

"L'ultimo anno 
una commedia", ha
borbottato Molly ironica.

"Non scherzava a proposito
dell'MCC", sono intervenuta.

"Oh, non deve preoccuparsi di finire laggi", le ha assicurato allegro il

consulente.

"Bene", ha ribattuto mia figlia
fingendosi sollevata. "Perch non mi hanno mai spedito la domanda sebbene l'abbia richiesta tre volte. Non voglio andare in una scuola che non mi vuole al
punto da non mandarmi nemmeno i
documenti".

"Puoi sempre fare domanda online", ho osservato risoluta.

"Be', credo possa mettere da parte
l'ancora di salvezza", ha detto
Bernstein. "Posso sempre fare una telefonata e la ammetteranno da qualche parte. I diplomati della Fieldston
finiscono sempre in college
rispettabili".

"Bene", ha ribattuto Molly, "sono contenta che qualche college da qualche parte mi ammetter non per salvare il culo a me, ma a voi".

Mi sono chinata e le ho sussurrato che forse sarebbe stata una buona idea moderare i toni e che il signor Bernstein stava cercando, nel suo modo idiota, di essere utile. Quel poveretto stava solo facendo il suo lavoro.

"Be', parliamo del Bennington", ha ripreso il consulente. "Ammettiamo, "nel migliore dei mondi possibili", per citare Voltaire",  stato allora che Molly ha alzato gli occhi al cielo con espressione teatrale, "che il Bennington decidesse di accettare la sua richiesta.

Perch crede di essere adatta a quella
scuola? E come compilerebbe una
domanda convincente?".

Molly era visibilmente agitata.
"Sarei adatta perch l incoraggiano la libert d'espressione. Nella nostra societ, la convenzione sta prevalendo sull'individualismo, e la convenzione non fa per me. Per quanto riguarda la domanda, non ne ho idea. Devo forse prevedere cosa vogliono da me?".

Bernstein si  chinato e ha posato le mani sul suo immacolato tampone di carta assorbente verde. "Be', detesto darle una cattiva notizia, ma il Bennington non  pi una scuola di persone estrose ed eccentriche come ai

tempi di sua madre. Non hanno pi
nemmeno una specializzazione in
scrittura creativa". Molly si  rabbuiata.
"Anche se, qualora la ammettessero, potrebbe sempre specializzarsi in inglese".

" come specializzarsi in
disoccupazione", ha replicato mia figlia imbronciata.

"Be', qual  la sua materia preferita qui?", ha chiesto Bernstein.

"Inglese", ha ammesso Molly
arrossendo per la prima volta dopo anni.
"Mi piace scrivere".

"Narrativa? Saggi? Drammi?
Poesia?". Cercava di trovare qualcosa, ho intuito, che la mandasse in visibilio.

Gli ho augurato buona fortuna, perch suo padre e io non avevamo ancora trovato la parola magica.

Molly si  stretta nelle spalle.
"Quello che mi passa per la testa. Non lo so. Scrivo e basta. Quello che mi viene in mente?!", ha aggiunto con l'insopportabile intonazione ascendente
che fa sembrare domande delle
affermazioni - se avessi il potere di bandirla per sempre, lo farei.

"Scrivi su un blog, allora?", ha chiesto il consulente bendisposto.

Molly ha alzato di nuovo gli occhi al cielo di fronte a quell'ingenuo tentativo
di sembrare moderno. " cos
banale,
cos
"lo fanno tutti anche i furetti", ma

almeno non scrivo poesie orrende come quelle di mia madre".

Sono rimasta a bocca aperta. "Come
fai a sapere...?"

"Svegliati, mamma. L'ho scoperto un secolo fa, mentre frugavo nei cassetti della tua scrivania".

"Uh. Beccata", ho detto sforzandomi di assumere un tono scherzoso, anche se in realt avrei voluto strisciare sotto la sedia. Sapevo che avrei dovuto buttare i miei angosciosi esperimenti universitari con il verso libero. Oppure chiuderli nella nostra cassetta di sicurezza alla Citibank.

"Per favore non cercare di sembrare una teenager, mamma", ha detto Molly.

"Non funziona".

"Sappi che l'angoscia  una
manifestazione della consapevolezza che il mondo, o almeno il tuo mondo, 
ingiusto, e quella
consapevolezza  il
primo passo sulla strada verso
l'illuminazione".

"S, maestra", ha borbottato con scherno.

Bernstein ha cercato di recuperare il controllo dell'incontro. "Be', la signora Noguchi dice che finora sei stata molto brava nel suo corso su Faulkner, Fitzgerald e Hemingway".

"La scuola  iniziata solo da tre settimane", ha ribattuto Molly acida.

Il consulente ha continuato

imperterrito. "Ma ho saputo che hai preso 8 nel primo compito, quello in cui dovevate scrivere in che modo sarebbe potuto continuare Fiesta".

"Sono lieta che la signora Noguchi non abbia giudicato troppo fantasiosa l'idea che Lady Brett Ashley decidesse di restare in Spagna per diventare una torera", ho detto a mia figlia. "Dunque,
signor Bernstein, come possiamo
convogliare il talento di Molly in una domanda d'iscrizione convincente?"

"Be', devo ammettere che Molly
dovr avere pi di un buon voto in un paio di compiti d'inglese, e un punteggio abbastanza decente nella sezione saggistica dei test attitudinali. Tutti i

suoi concorrenti ce l'hanno. Molto di pi, intendo. Con dei punteggi cos fiacchi e voti altrettanto scarsi in tutte le materie ad eccezione dell'inglese, dovr trovare il modo di distinguersi dalla massa, e ammetto che non sar facile. I suoi voti in scienze e matematica sono molto bassi, anche per un'alunna che
vuole specializzarsi in materie
umanistiche".

"Ora dobbiamo filmare il nuovo
capitolo di Hemingway",  intervenuta Molly. "Intendo farlo con il cellulare".

Il signor Bernstein  trasalito.
"Eeeccooo, non sono sicuro che sia una buona idea. Nemmeno se riuscisse a trovare in qualche modo dei veri tori".

" lei l'esperto", gli ho detto. "Che cosa ci consiglia per far entrare Molly in un college di sua scelta - non
vostra?"

"Be', temo che non ci siano
soluzioni rapide", ha sospirato, e io ho ripensato per un attimo ad alcune delle mie pazienti pi pigre, che pretendono da me una soluzione rapida. "Non si possono cancellare anni di scarso rendimento facendo improvvisamente qualcosa di grandioso all'ultimo minuto, come ottenere una carica pubblica o vincere il premio Pulitzer".

"Anche se molti uomini con uno
scarso rendimento scolastico sono diventati presidenti", ho borbottato.

Ha ignorato il mio commento. "Non c' bisogno che le dica quanto sia competitivo il mercato l fuori. I compagni di Molly si costruiscono un curriculum da quando erano all'asilo".

"Mentre Molly si  solo goduta
l'infanzia. Povera bambina", ho ribattuto con tono comprensivo dando delle piccole pacche al ginocchio di mia figlia. "Povera bambina normale".

Molly si  alzata di colpo.
"Andiamo, mamma. Mi sembra di
parlare con un pappagallo".

"D'altro canto", ha proseguito
Bernstein, alzandosi, "i college e le universit non vogliono che i candidati mentano o fingano di essere qualcuno

che non sono. Se ne accorgono subito.
Vogliono essere interessati a te, non alla persona che ritieni di dover essere".

Curioso... i terapisti operano nello stesso modo.

"Quindi auguriamoci che il
Bennington ammetta i fannulloni con uno scarso rendimento", l'ha rimbeccato con sarcasmo mia figlia. "E forse il fatto che io sia una fannullona con uno scarso rendimento in una scuola di secchioni come la Fieldston giocher a mio
favore, non crede?"

"Non intendevo fare la parte
dell'orco", si  scusato il signor Bernstein. "Ma ritengo sia mio dovere non dipingere un quadro roseo quando

non abbiamo abbastanza rosa sulla tavolozza, come nel caso di Molly".

Abbiamo deciso di raggiungere a
piedi la stazione della metropolitana in fondo alla collina invece di prendere l'autobus espresso per Manhattan; i tubi di scappamento dei diesel fanno girare la testa a entrambe. Se non altro Molly
ha ereditato qualcosa
da me, oltre alla
capacit di arricciare la lingua.

"Hai scaricato da internet la
domanda del Bennington?", le ho
domandato mentre superavamo
sferragliando la fermata di Dyckman Street. Ha annuito. "Le hai gi dato un'occhiata?". Ha scosso la testa. Lo

immaginavo. "Allora appuntamento al tavolo del tinello dopo che hai finito i compiti!", ho esclamato. "Dimostreremo al compiaciuto signor Bernstein che si sbaglia!". Ho alzato la mano per darle il cinque e Molly, imbarazzata, l'ha colpita con scarso entusiasmo mentre il treno lasciava la rotaia sopraelevata e scendeva nel buio sotterraneo.

Quella sera la casella della posta ha vomitato la domanda del Community College. Sono quasi sicura che sia stata
la sua comparsa inattesa, pi
dell'incontro con il consulente o di qualunque altra cosa le frullasse in quella testa ribelle, ad aver spinto Molly

a soddisfare la mia richiesta di esaminare insieme i documenti del Bennington.

"Oh mio Dio, saranno una trentina di pagine!", ha esclamato mia figlia. Come avesse potuto scaricare un file cos voluminoso senza nemmeno guardarlo sfuggiva alla mia logica. "Le domande d'iscrizione erano cos lunghe quando
avevi la mia et?"

"Se la memoria non mi inganna,
direi che forse erano lunghe la met", ho risposto. "E anche la retta era la met di quella attuale". Ha sfogliato il documento, tirando un profondo sospiro.
"Be', visto che hai trovato qualcosa che non andava in ogni scuola che abbiamo

visitato ad eccezione del Bennington, direi che questa  la tua ultima speranza di non restare a casa per i prossimi quattro anni".

"Diamoci da fare!".

Molly sa essere davvero esasperante quando ci si imbatte nella sua tipica scontrosit adolescenziale e quando non fa alcuno sforzo o alcun tentativo di sfruttare tutte le sue capacit, ma devo ammettere che sono contenta di non essere una liceale, e soprattutto una diplomanda. Quelli sono anni che non vorrei mai rivivere. La domanda del Bennington, che  abbastanza simile a quelle di altri college della stessa categoria, era davvero scoraggiante. Per

non avvilire Molly, ho provato a fingere che non lo fosse, una strategia che non si  rivelata efficace come avevo sperato.

"Sono spacciata", ha commentato
leggendo un preambolo che diceva che il formato della domanda aveva lo scopo di esortare lo studente a informare la scuola non solo dei risultati ottenuti fino a quel momento, ma anche su cosa sperava di diventare. "Che cosa  peggio", si  lamentata, "non aver portato a termine nulla cui possano essere interessate le persone in quella torre d'avorio, o non sapere che cosa voglio diventare? Per favore non dirmi che sono l'unica diplomanda americana che si sente cos".

"Oserei dire che rientri nella
maggioranza", ho detto, "ma non
abbatterti ancora prima di cominciare.
Con questo atteggiamento tutte le cose
negative che temi finiranno con
l'avverarsi". Ripeto la stessa cosa alle mie pazienti.

"Non fare la strizzacervelli con me, mamma". Ha voltato pagina. I titoli dei tre elaborati tra cui scegliere le hanno provocato una crisi isterica. L'unico elemento positivo era la possibilit di integrare gli scritti con altri mezzi, per
esempio foto, poesie, materiale
illustrativo e qualunque altra cosa potesse venire in mente a un ragazzo brillante. Il primo titolo citava

Aristotele e l'uso della metafora, chiedendo allo studente di dimostrarsi a sua volta un "maestro della metafora".

" stupido come non so cosa", ha commentato Molly.

"E quella  una similitudine.
Vogliono una metafora, signorina".

"Non sei spiritosa, mamma. Non sei una persona spiritosa, punto e basta, ok?".

Il titolo numero due chiedeva
all'aspirante matricola di ideare un esperimento per dimostrare che i rospi possono sentire.

"Potresti mettere su Bach e vedere come reagiscono, per poi assordarli con l'hip hop", ho suggerito. "Con l'hip

hop? I rospi? L'hai capita?"

"Detesto ammetterlo, mamma, ma
probabilmente non  poi un'idea cos stupida.  meglio del titolo numero tre.
"Scegli un argomento su cui hai forti convinzioni e che prescinda dalla tua famiglia, da te stesso e dai tuoi amici".
Questo assomiglia a un corso di oratoria per coglioni. Scegli qualcosa di importante e spiega la tua tesi al resto del mondo".

Ho cercato di persuaderla che non tutto  una "stronzata". "Molly, ciascuno di questi titoli ti offre l'opportunit di ragionare in modo diverso, di sfruttare al massimo la parte migliore del tuo cervello, sia essa quella scientifica,

razionale o creativa. Gli intelligentoni prendono punteggi uguali in tutti e tre gli ambiti. E guardala in questo modo", ho aggiunto, dando una rapida scorsa alla brochure del Community College. "Se tutto il resto va male, puoi studiare
scrittura creativa qui
e approfittare dei
biglietti gratuiti per il teatro che tengono da parte per gli studenti. Non solo, la loro squadra di pallavolo femminile si  qualificata per il campionato City University. E a giudicare dalla loro domanda il risvolto positivo  che non richiedono alcun elaborato".

"Probabilmente perch i loro
studenti non conoscono abbastanza l'inglese da poterli compilare". Ha

sospirato. "Ok, credo che dopotutto
sceglier i rospi. Dove trovano
argomenti cos stupidi? Che titoli avevi quando hai presentato la tua domanda?"

"Ne avevamo uno solo. "Nella
meditazione XVII, John Donne afferma che 'nessun uomo  un'isola'.
Commentate"".

"Non so nemmeno cosa cazzo
significhi".

Ho riso. "Te lo confesso, non lo sapevo neanch'io".

"Allora che cos'hai fatto?"

"Materiale integrativo. Intere
montagne! A dire il vero, ho scritto un tema su Hemingway". Mi ha lanciato un'occhiata vacua. "Mi sorprende che tu

non colga il nesso, Miss-Brillante scrittrice della-signora-Noguchi. "Non
chiedere mai per chi suona la campana, suona per te"".

"Eh?"

" la conclusione della meditazione "nessun uomo  un'isola". In sostanza, ho girato intorno all'argomento. Credo sia stata la danza interpretativa che ho eseguito durante il colloquio a farmi ottenere l'ammissione. L'ho intitolata Solitudine".

"Stai scherzando?"

"Ahim, no".

"Era deprimente come le tue
merdose poesie?".

Ho annuito. "Per dovresti essere

pi indulgente verso i miei sforzi creativi. Mi hanno fatta ammettere al college".

"Non intendo eseguire una danza
interpretativa".

"Allora ci restano solo i rospi". Ho girato pagina. "Continuiamo".

Mentre leggevamo il fascicolo, sono rabbrividita al pensiero della quantit di documenti che i comitati d'ammissione di tutto il Paese devono esaminare ogni anno. Oltre alle pagelle e ai consueti punteggi dei test, agli elaborati richiesti e alle raccomandazioni degli insegnanti, al questionario a risposta aperta e al materiale integrativo che speravamo avrebbe fatto la differenza, Molly

avrebbe dovuto fornire al Bennington una relazione analitica e una valutazione scritta del consulente per l'orientamento scolastico, e il signor Bernstein non mi aveva dato l'impressione di andare matto per noi. A giudicare dal breve incontro di quel pomeriggio, mi  sembrato che avrebbe preferito non fosse cos difficile parlare bene di mia figlia al college scelto da Molly - o persino al college scelto da lui.

Dopo aver trascorso un'ora e mezza a studiare il dossier, Molly si  piegata sul tavolo, ha incrociato le braccia e vi ha sepolto la testa. "La mia domanda preferita  quella in cui chiedono se hai parenti o amici intimi che abbiano

frequentato il Bennington. Sei sicura
che
non possa passare un anno viaggiando per l'Europa con lo zaino in spalla?
Consigli sempre alle tue pazienti di affrontare delle sfide, come se fosse la cosa pi importante del mondo. Allora perch non puoi fare nella vita personale ci che fai nella vita professionale e permettere a tua figlia di affrontarne
una?"

"Si d il caso che le mie pazienti non sono minorenni, n fanno parte della
mia famiglia. E per il momento,
considerando ci che ha detto il signor Bernstein oggi pomeriggio, non credi sia gi una bella sfida cercare di farsi ammettere al Bennington?". Ho sfogliato

le numerose pagine del fascicolo. "Se non altro, non devi firmare un affidavit in cui giuri di essere eterosessuale", ho borbottato, cupa.

"Come?".

Mi erano tornate in mente Claude e
Naomi, la procedura di adozione
internazionale e la loro richiesta di aiuto per la compilazione di un mucchio di scartoffie indecifrabili. Con tutte le loro domande imbarazzanti e la miriade di quesiti studiati per sondare la psiche di una persona e il suo conto corrente, quei moduli interminabili riescono davvero a
valutare un individuo nella sua
interezza? I suoi principi, i suoi pregi, il suo potenziale per il miglioramento del

genere umano? "Niente", ho mormorato a Molly. "Lascia stare".

9. Alice.

"Se Mala Sonia ti far mai una
previsione, prendila sul serio. E non piace affatto doverlo ammettere", ha esordito Alice. "Ero vicina tanto cos,
finalmente
avevo un ingaggio stabile.
Ok, il teatro sperimentale non mi avrebbe resa ricca, ma suppongo che ci rientri nella categoria "stai attenta a cosa desideri". Volevo essere un'attrice

a tempo pieno invece di un'impiegata precaria e sottopagata. Avevo un desiderio. Solo che non immaginavo che sarebbe stato tanto effimero".

"La veglia di Nonna Finnegan sta per chiudere?", le ho domandato.

"Non proprio. Ascoltami; sembro
uno di quei vecchi spot pubblicitari della Hertz. Io interpreto Fionulla Finnegan, un'ex vincitrice di Star Search, un personaggio irriverente in tutto e per tutto. Devo anche cantare.  un ruolo magnifico. Gran parte dello spettacolo  improvvisato, quindi lascia molto spazio alle reazioni spontanee e alle interazioni tra i personaggi e con il
pubblico. Mi hanno assunta come

sostituta dell'attrice originaria, una stronza di nome Bitsy Burton che se n'era andata per entrare nella compagnia di Chicago, che a quanto pare  morta di morte prematura, cos Bitsy  tornata nella produzione sperimentale. Non hanno potuto assegnarle di nuovo il vecchio ruolo perch ora lo interpreto io, ma un'altra attrice della compagnia di New York ha ricevuto un'offerta migliore da qualche parte. Cos hanno finito per assegnare a Bitsy, che all'inizio recitava la mia parte, il ruolo vacante di Megan, la scialba cugina di Fionulla, che fa la terapista (niente di personale) e che deve vestirsi come lo stereotipo di una strizzacervelli

dell'Upper West Side: occhiali spessi,
Birkenstock e orrende gonne
scampanate".

Ho abbassato gli occhi sui miei
vestiti. "Le gonne scampanate
mascherano i fianchi larghi. Non essere cos dura con loro".

 arrossita. "Mi dispiace cos
tanto.
Prendimi pure a schiaffi, se vuoi".

"Non preoccuparti", ho scherzato.
"Porto le lenti a contatto e le mie Birkenstock sono dal calzolaio. A ogni modo, preferirei sapere dello spettacolo invece di ascoltare una dissertazione sull'innata mancanza di buon gusto delle psicoterapeute dell'Upper West Side".

" un incubo. Ricordi quando Mala

Sonia ha accennato ai conflitti
lavorativi, alle gelosie dei colleghi e a tutta la merda che mi sarebbe caduta addosso nell'immediato futuro? Be', Bitsy ce l'ha con me dalla nostra prima esibizione insieme. Circa un terzo dello spettacolo segue un copione, ma come ti dicevo il resto  improvvisato. Bitsy ha
cominciato ad accusarmi di
improvvisare durante le sue battute fisse, cosa che non ho fatto. Sto solo facendo il mio lavoro. Con il passare dei giorni, ho scoperto che Bitsy non piace a nessuno. Quando interpretava Fionulla rendeva la vita un inferno a ogni nuovo arrivato. Io vado d'accordo con tutti - gli attori, la troupe eccetera
e questo la fa incazzare".

"Be', non puoi limitarti a recitare il tuo ruolo e ad andare a casa? So che dopo lo spettacolo gli attori amano socializzare tra loro, rilassarsi e cose simili, ma non puoi cercare di mantenere il rapporto su un piano puramente professionale? Consideralo come uno dei tuoi vecchi lavori diurni. Non puoi fare il tuo lavoro, rincasare e continuare con il resto della tua vita finch  ora di tornare in teatro?".

Ha sospirato. "Vorrei che fosse cos semplice. Odio avere la sensazione che il comportamento scortese e poco professionale di Bitsy si ripercuota su di
me, punendomi perch vado cos

d'accordo con i miei colleghi. Ma il problema  pi complicato. Mala Sonia mi ha parlato di false accuse, ricordi?
Be', Bitsy ha deciso di tenere un diario delle mie "trasgressioni" durante gli spettacoli e l'ha portato all'Actors' Equity, dove ha presentato delle accuse formali contro di me. E cos adesso sono nella merda con il sindacato solo perch ho fatto il mio lavoro, e visto che gli autori di La veglia di Nonna Finnegan non hanno indicato sempre nel copione quali sono le sezioni "improvvisate" e quali quelle "fisse" - insomma, ci sono
molte aree grigie lasciate
all'interpretazione - non ho granch cui appigliarmi per costruire la mia difesa.

Il vero problema  che Bitsy rivuole la sua vecchia parte e, guarda un po', io sono pi carina, pi brava e pi simpatica, cosa che la fa arrabbiare ancora di pi".

"Allora qual  la situazione
attuale?".

Un lacrimone le ha rigato la guancia destra. "L'udienza del sindacato  la prossima settimana, e non sono riuscita a chiudere occhio da quando  iniziato
questo letterale
assassinio del mio
personaggio. Un paio d'anni fa ho passato un periodo analogo dopo essere stata licenziata da un avvocato e aver presentato domanda per i sussidi di disoccupazione. Preferirei tagliarmi le

vene piuttosto che rivivere
quell'esperienza, e in questo caso  anche peggio, perch questa  la mia
vera carriera. Se mi rovino la
reputazione di attrice e l'Equity d ragione a Bitsy dicendo che mi sono
comportata in modo poco
professionale... sono spacciata. La mia carriera di attrice  finita. Nessuno vuole ingaggiare una piantagrane, almeno se si tratta di una sconosciuta. Se sei una rottura di palle famosa,  un altro paio di maniche. Ma nella mia
posizione...? Se non mi daranno
ragione, l fuori ci sono troppe brave attrici perch un produttore o un regista si prenda il disturbo di farsi in quattro

per me". Ho preso un pacchetto di fazzolettini dalla tasca e gliel'ho allungato. "Ti capita di doverlo fare spesso", ha commentato sforzandosi di ridacchiare tra i singhiozzi.

Sono andata a sedermi accanto a lei, una cosa che non faccio mai, nemmeno con le pazienti della lavanderia, ma negli ultimi mesi la povera Alice ne aveva passate di cotte e di crude: aveva
perso la sua parente pi cara e
finalmente si era gettata alle spalle anni di lavoro precario per realizzare il suo
sogno, diventare un'attrice
professionista, solo per scoprire che quel trionfo era effimero e le stava scivolando tra le dita come granelli di

sabbia.

"Ti ricordi quando Mala Sonia mi ha detto che alla fine si sarebbe risolto tutto durante un periodo festivo? Be', pensavo che il mio primo appuntamento con Dan Carpenter - te lo ricordi?sarebbe stato il punto di svolta".

"Giusto!", ho esclamato.
"L'appuntamento con Dan. La tua vita sentimentale  rimasta sepolta sotto tutti
i problemi lavorativi. Allora?"

" meraviglioso", ha sospirato. "Mi piace davvero. Sai, quando ci siamo conosciuti c' stata subito elettricit tra noi, ma Dan non ha fatto niente. Come se avesse intuito che non ero pronta. E cos ha guadagnato un sacco di punti. A ogni

modo, malgrado la cena al Pomodoro fosse deliziosa, praticamente non ho fatto altro che parlare dei miei guai con La veglia di Nonna Finnegan. Quando siamo arrivati al tiramis, quel poveretto aveva gli occhi annebbiati".

"Secondo la mia esperienza, se Dan  un uomo sensibile, sar indulgente.
Stai passando un periodo difficile e avevi bisogno di parlarne. Non fartene
una colpa. Ma ovviamente", ho
ridacchiato, "c' una bella differenza tra condividere le tue tribolazioni e scaricarle addosso a qualcuno".

"Oops", ha detto. "Ho la netta
impressione di aver superato quel confine, e alla grande".

"Condividi le tue tribolazioni con Dan, ma scaricale addosso a me. Sono qui per questo. Ti ha chiamata dopo la sfortunata cena al Pomodoro?".

Ha scosso la testa. "Mi ha dato un bellissimo bacio della buona notte sul marciapiede davanti al palazzo, quindi ero molto fiduciosa".

"Be', effettivamente le prospettive erano buone". Dio, sembro la Magica palla 8.

"Ma ovviamente, si d il caso che Il Pomodoro sia il ristorante famoso per le "rotture" in Seinfeld, quindi pu darsi che siamo partiti con il piede sbagliato, che abbiamo cominciato dalla fine. E ora c' un nuovo ostacolo alla mia vita

amorosa, o sessuale, sempre ammesso

che ne abbia ancora una".

"E sarebbe?".

Ci  quasi venuto un infarto quando la porta  stata scossa da colpi vigorosi.

"Probabilmente questo", ha detto Alice, indicando l'uscio.

"Immagino di dover aprire".

"Sai, mi sono sempre sentita come uno di quegli artisti del circo che tentano di far vorticare nell'aria dodici piatti tutti in una volta senza farli cadere o rallentare, e credevo di essere diventata abbastanza brava. Anzi, andavo fiera della mia capacit di svolgere pi compiti nello stesso momento. Be', ora ho la sensazione che qualcuno abbia

aggiunto un tredicesimo piatto e che tutto il mio numero stia andando a rotoli".

"In realt ho sempre trovato molto pi utile cercare di affrontare un ostacolo alla volta, anzich provare a superarli tutti insieme", ho replicato dirigendomi verso la porta. "Sei alle prese con l'inizio di una storia d'amore...".

"Be', con quello che spero
sia
l'inizio di una storia d'amore. Dan mi piace davvero. Passare del tempo con lui  come indossare il tuo vecchio maglione preferito. Be', un vecchio maglione alto un metro e ottanta, con gli
occhi nocciola, muscoloso ma
sensibile".

Ho riso. "Ricordi il giorno in cui ci
siamo presentate? Ti ho fatto i
complimenti perch avevi conservato iltuo senso dell'umorismo.  un elemento positivo. Ci sei riuscita. Continua cos.
Dunque hai Dan, e poi hai quel
mishegas6 con La veglia di Nonna Finnegan, Bitsy e gli orchi dell'Actors' Equity cui dare la precedenza...". Ho aperto la porta e c'era Isabel, l'amica di Alice ormai parecchio incinta, che singhiozzava in un Kleenex sbrindellato.

"E Izzy", ha aggiunto Alice. "Susan, ti presento la mia nuova coinquilina".

"Gi, ti presento l'elefante nel negozio di porcellane", ha detto Izzy, sferrando un calcio rabbioso allo stipite

e facendosi male al piede. "Vaffanculo!
Ahi! Posso entrare?", ha chiesto titubante. Ho guardato Alice, perch eravamo nel bel mezzo della sua seduta.

"Vieni pure, tanto sei diventata uno dei miei "problemi"", ha risposto la mia paziente.

"Oh fantastico", ha piagnucolato Izzy. "Tempismo perfetto. Ho pensato che fosse meglio dirtelo subito, perch
quando salirai e vedrai i pezzi
sparpagliati su tutto il pavimento, io sar a met strada verso quell'inferno di studio medico per cui lavoro".

"Pezzi?". Alice ha assunto
un'espressione insieme perplessa e inorridita.

"Il Venditore di Palloncini di tua nonna. La statuina Royal Doulton che le piaceva cos tanto". Izzy ha scosso la testa, addolorata. "Ridotta in polvere.
L'ho urtata per sbaglio quando ho cercato di prendere la teiera, e anche quella non  in buone condizioni".

"Oh, no!". L'orrore di Alice si  trasformato in nuove lacrime.

Ha passato i successivi quindici minuti a cercare di capire se odiare Izzy per sempre perch le aveva rotto uno (o due) preziosi cimeli di famiglia o perdonarla perch era anche lei di pessimo umore. Izzy e suo marito Dominick litigavano spesso da quando erano rimasti "incinti". Dominick non

riusciva a gestire gli alti e bassi emotivi provocati dagli ormoni impazziti di sua moglie e la accusava di essere diventata un'altra persona.

"Dice che  come se il mio corpo fosse posseduto dal demone di un film di fantascienza", ha spiegato Izzy. "Che cosa posso farci?  quello che succede alle donne incinte. Tu hai dei figli. Eri cos anche tu?", mi ha domandato.

Ho ammesso che Eli aveva
minacciato di tornare da sua madre durante entrambe le mie gravidanze e che ce l'aveva a morte con me perch lo costringevo ad andare fino a Coney Island per soddisfare le mie occasionali voglie di hot dog - che dovevano venire

solo
dal vero Nathan - viaggiando solo per pi di due ore in metropolitana, tra l'andata e il ritorno. Naturalmente gli hot dog non erano pi fumanti quando arrivavano nell'Upper West Side, e io odiavo doverli mangiare riscaldati, soprattutto dopo che ci avevo spruzzato sopra lo sciroppo al cioccolato. Quei ricordi mi hanno spinta a domandarmi se le assenze sempre pi frequenti di Eli fossero una forma di vendetta a scoppio ritardato, un "capriccio" per tutti i capricci che avevo fatto tanti anni prima sotto l'effetto degli estrogeni e del progesterone.

Cos Alice, che ora aveva una stanza libera, era stata cos gentile da ospitare

Izzy finch lei e Dominick non si fossero rappacificati. Sfortunatamente - per entrambe - Isabel ha confessato che non avrebbe potuto prevedere la durata di quel soggiorno temporaneo. "Per il momento non vogliamo mai pi rivedere le nostre brutte facce".

Alice, che non si  ancora abituata a vivere senza sua nonna, o a vivere da sola - cosa che non aveva mai fatto in vita sua - ha ammesso di voler bene a Izzy come alla sorella che ha sempre desiderato, ma non sapeva proprio come risolvere i problemi legati a quella nuova convivenza. Non poteva dare alla sua amica la camera di Irene, perch la considerava ancora come un tempio e le

sarebbe sembrato di procedere troppo rapidamente. D'altro canto, non poteva cedere a Izzy la sua stanza, perch la occupava da anni e l'aveva arredata e sistemata a suo gusto. Quindi non le andava proprio di smantellarla, perch

(a) sarebbe stato scomodo e (b) dove avrebbe messo la sua roba? Nella stanza della nonna, che conteneva ancora tutti i suoi mobili? E se avesse tolto tutte le sue cose, come avrebbe fatto Izzy? Non aveva senso comprare mobili nuovi.
"Da una parte, non potevo voltare le spalle a Izzy. La tua migliore amica, incinta e singhiozzante, si presenta alla tua porta come un'orfana durante un temporale, e tu che cosa fai? Non ci ho

pensato due volte. Ovviamente l'ho fatta entrare. Dall'altra, s,  una scocciatura.
Una parte di me sperava in segreto che trascorresse la notte sul divano, che il mattino seguente il litigio con Dominick si dissolvesse, che facessero pace per telefono e Izzy se ne tornasse a casa".

"Quando sei arrivata?", ho
domandato a Isabel.

"La scorsa settimana".

"La sera dopo la nostra ultima
seduta", ha precisato Alice. "Quindi ho potuto parlartene solo oggi".

"Scusate", ha detto Izzy
precipitandosi verso il bagno.

"La nausea mattutina non le d
tregua", ha sussurrato Alice. " una di

quelle donne che ne soffrono anche dopo il primo trimestre".

Un attimo dopo Izzy  ricomparsa barcollando, pallida in volto. "Forse dovrei chiamare l'ufficio del personale e avvisarli che sto troppo male per andare al lavoro. Oggi non riuscirei a leggere cartelle cliniche e referti medici sui problemi gastrointestinali dei pazienti". Si  rivolta a Alice. "Sai,
anch'io
vorrei tanto tornare a casa. Odio vomitare nei bagni degli altri. Ma credo che faccia male al bambino sentire me e Dom che urliamo e sbraitiamo ogni minuto. Scegli un argomento, e noi cominciamo a litigare. L'altro giorno ci siamo accapigliati sul fatto che

volevamo entrambi una bistecca per cena. Domanda: come fa un uomo ad avviare una discussione quando siete entrambi d'accordo?! Oops. Scusate".  tornata in bagno.

"Mi dispiace davvero per lei", ha bisbigliato Alice. "E mi piace pensare che farei qualsiasi cosa per lei. Ma in questo momento sono in una fase cos delicata che mi sento assediata".

"C' una filosofia che sostiene che l'universo non ci d mai pi di quanto possiamo gestire, anche quando abbiamo l'impressione di essere del tutto sopraffatti".

"Be', Susan, la mia filosofia dice
che quella
filosofia  una vera

stronzata".

Siamo scoppiate a ridere. "Non  la stessa cosa, ma c' stato un periodo in cui la madre di Eli  venuta da noi per stare una settimana e alla fine si  fermata tre mesi. Non le sono mai piaciuta, e all'inizio mi sono fatta in quattro per essere gentile con lei; poi ho rinunciato, perch i miei sforzi non avrebbero cambiato la pessima opinione che aveva di me. Cos ho cominciato a vivere alla giornata, riconoscente per
ogni giorno che superavo senza
spargimenti di sangue da nessuna delle due parti. Almeno tu non hai una persona pronta a ripeterti ogni cinque minuti che non stai crescendo i tuoi figli come si

deve e che non sei in grado di fare la madre.

Comunque, ecco cosa sto cercando di dirti: che ci vuole tanto tanto tempo perch le opinioni cambino. Izzy ti vuole bene e dubito fortemente che troncher all'improvviso la vostra amicizia solo
perch in questo momento stai
attraversando anche tu una fase difficile.
Nei pochi minuti che  rimasta seduta qui non mi  sembrato avesse la pretesa
che ti prendessi cura di lei
dimenticando le tue esigenze. Per lei  importante anche solo la tua presenza.
Cercava un rifugio sicuro, un luogo in cui sentirsi stimata e incoraggiata durante questa fondamentale svolta nella

sua vita. State vivendo entrambe un momento critico dal punto di vista emotivo. Tu hai appena iniziato a riprenderti da un lutto e devi affrontare anche radicali cambiamenti lavorativi e sentimentali. Lei porta dentro di s una nuova vita, e tra qualche mese la sua esistenza non sar pi la stessa.

Ora sta a te e a Izzy decidere cosa fare a proposito delle camere, e capire che impatto avr sui vostri equilibri avere un Dan Carpenter che gira per casa in boxer di domenica mattina. Ma a rischio di fare la "strizzacervelli", credo che possiate entrambe crescere e imparare qualcosa da questo enorme ostacolo in cui vi siete imbattute. Anzi,

non avete scelta, perch l'appartamento non  abbastanza grande per consentirvi di fare "lo struzzo" e sperare che i vostri problemi svaniscano nascondendo la testa sotto la sabbia".

Ho guardato Alice e ho deciso
spontaneamente di ricorrere a una metodologia che ho pensato potesse aiutarla a superare uno dei suoi problemi principali. "Questa mattina voglio tentare una cosa un po' diversa, prova a darmi spago. Visto che sei un'attrice, credo che reagirai bene a un gioco di ruolo. Hai espresso sentimenti di dolore e rimpianto, se non addirittura di rimorso, per non aver mai avuto l'opportunit di dire addio a tua nonna a

causa della sua morte cos improvvisa".

Mi sono alzata e ho spento le luci.
"Voglio che tu ti conceda uno o due minuti per riflettere su cosa vorresti dirle se potessimo tornare indietro nel tempo e avessi la possibilit di parlarle.
Se vuoi, puoi guardare me, oppure puoi concentrarti su qualcos'altro nella
stanza. Ok?"

"Ok", ha risposto traendo un respiro profondo. "Non sar facile. Credo che user te. Mi trovo meglio a parlare con una donna dolce e affettuosa che con un elettrodomestico guasto e sgraziato". Ha chiuso gli occhi e ha raddrizzato la
schiena, posando le mani sulle
ginocchia.

"Nonna...?", ha iniziato, aprendo gli occhi e puntandoli sui miei. "Mi
mancherai davvero tanto. Mi hai
insegnato cos tante cose... sulla natura umana, su me stessa, sull'importanza di
dare il proprio contributo alla
comunit... e di rischiare invece di andare sul sicuro. Non ci sono altre persone come te, nonna, hanno buttato via lo stampo. Sin da quando ero bambina mi hai guidata con il tuo
esempio, mostrandomi il vero
significato dell'umanit, della
compassione, della generosit e della tolleranza. Quando eri malata, hai mantenuto un atteggiamento positivo che faceva impallidire anche il pi sano

degli individui. Io... io vorrei che non te ne andassi, nonna. Una persona come te dovrebbe governare il Paese. Ma so che se vivessi al 1600 di Pennsylvania Avenue, ti mancherebbe il tuo suono preferito, il rumore dei cavalli che trainano le carrozze davanti alle nostre finestre".

Si  soffiata rumorosamente il naso.
"Sei sempre stata cos attiva nella politica, nonna, che credevo lo sarei stata anch'io. Voglio dirti che porter sempre i tuoi insegnamenti qui dentro", ha detto mettendosi una mano sul cuore.
"Nessuno avrebbe potuto lasciarmi un'eredit pi grande. Sai quanto ti voglio bene, e non smetter mai di

volertene, neanche quando te ne andrai, ma forse so ancora meglio quanto tu vuoi bene a me, e so che sar difficile anche per te. Ma forse possiamo andare avanti entrambe, sapendo che tua nipote continuer a rispettare e incarnare i tuoi valori e le tue convinzioni fino alla fine dei suoi giorni... a prescindere da cosa ne far dei tuoi ninnoli".

Si  asciugata gli occhi. Aveva le palpebre gonfie e arrossate. "Grazie per avermi fatto passare quest'inferno", mi ha detto.

L'ho abbracciata. "Ti senti
meglio?", ho chiesto con dolcezza.

Ha tratto un profondo sospiro ed  rimasta in silenzio per qualche istante.

"Sai una cosa? A essere sincera... s".

Quando ho sentito il piagnucolio di un neonato, ho creduto per un attimo di avere le allucinazioni, finch ho capito che il suono veniva dalla soglia. Tra la crisi isterica di Izzy per la statuina rotta
e l'esercizio di Alice, avevo
dimenticato di richiudere la porta. Amy era l in piedi con il figlio da una parte e la borsa di pannolini dall'altra. "Oh, credevo fosse ufficialmente aperta", ha detto controllando poi il cartello sulla porta. "Be', sono in anticipo di due minuti. Non puoi pretendere che stia ferma qui con Isaac per centoventi secondi e se tornassi di sopra, sarebbe subito ora di scendere. E credimi, non

ne ho proprio voglia".

"Non sono una persona egoista", ha
detto Alice mordace consultando
l'orologio. "Perci entra e lava i pannolini puzzolenti del figlio di Eric".
Mi ha guardata, e a stento non sono scoppiata a ridere. Forse nelle prossime sedute con Alice e Amy sarebbe stata una buona idea parlare di cosa stava
succedendo tra loro due. "Tanto
avevamo quasi finito", ha aggiunto Alice.

Izzy  uscita dal bagno. "Ho pensato che fosse meglio restare di l ancora un po', per darvi un po' di privacy. Credo di aver appena vomitato gli ultimi dieci pasti che ho mangiato".

"Oh, ciao. Benvenuta nel club", ha sorriso Amy. Izzy ha emesso un grugnito
stanco. "A che mese sei?"

"Partorir a met febbraio".

"E vomiti ancora nel secondo
trimestre?". Amy ha scosso la testa e
Isabel  trasalita. "No, non ti
preoccupare.  capitato anche a me.
Vomitare, intendo. Ci si fa l'abitudine.
Te la stai cavando abbastanza bene; non assomigli ancora al ciccione della Goodyear e i piedi non ti si sono
gonfiati come salsicce che non
entrerebbero nemmeno nelle Nike di Michael Jordan. No, non hai preso
troppo
peso, ma vedrai... Uh, preso
peso, carina...". Amy ha fatto una

risatina forzata. "Scusa, ultimamente non parlo troppo spesso con gli adulti. A eccezione di mia madre, che non vuole saperne del bambino. Dice che  stufa di sentirmi blaterare di Isaac come se fosse una specie di miracolo. "Tutte le donne mettono al mondo dei figli. Io ne ho avuti tre. Niente di speciale". Non fa che
ripeterlo. Ma tu sei
un piccolo
miracolo", ha mormorato al piccolo,
"vero? Sei
un piccolo miracolo, s
che
lo sei". Avevo la nausea. Spero di non essermi comportata cos quando Molly e Ian erano piccoli. "S, sei un piccolo miracolo", ha mormorato Amy, "perch  un miracolo che papino sia rimasto a casa abbastanza a lungo da mettere

incinta
mammina. Ma ne parleremo
durante la prossima seduta con la Geniale Susan, vero?", ha aggiunto. Ho notato che Alice tratteneva un sorriso.

"Wow",  intervenuta Izzy. "Avere un figlio  una delle pi importanti decisioni comuni che una coppia possa prendere, ma poi, quando restiamo incinte, i nostri mariti si comportano come se fosse stata solo una nostra
idea
e se la svignano. Da che dipende?
Quando finalmente ti sposano, credi che
abbiano superato la paura delle
responsabilit. Poi rimani incinta, e bang!
Vanno di nuovo fuori di testa".

"Stai facendo amicizia con Amy?", ha sibilato Alice prendendola da parte.

" la donna che quel viscido avvocato di Eric Witherspoon ha sposato dopo avermi mollata! E facendo i conti,  impossibile che sia rimasta incinta dopo che lui ha calpestato il bicchiere e le loro famiglie hanno ballato l'Hava
Nagila
e si sono abbuffate al tavolo dei dessert".

"Oh andiamo, non dirmi che non
posso essere amica di entrambe?", ha
protestato Izzy. " cos
infantile!".

"Mi ha gi rubato il mio... ecco, ex ragazzo. Ora vuole rubarmi anche la mia migliore amica.  diabolica. Non farti ingannare dal suo sorriso subdolo e
dalle sue sollecite domande da
mammina!".

Credo sia stato quello il momento in cui ho concluso che forse, prima o poi, non sarebbe stata una cattiva idea proporre sedute di gruppo in lavanderia.
Talvolta  il modo pi efficace, e pi sano, di lavare i panni sporchi.

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Naomi Sciorra e Claude Chan:
Naomi  ancora arrabbiata per la nuova difficolt che si  presentata per l'adozione, ma lei e Claude si trovano di fronte a un dilemma ancora pi grande, sul piano etico e personale,
perch se vogliono adottare una
bambina cinese Claude sar costretta a mentire su un documento ufficiale,

negando o ripudiando la sua
omosessualit. Dal momento che
disprezzo l'ipocrisia dell'intera situazione, mi sono trovata in una posizione difficile e le ho incoraggiate a mentire per il bene della bambina.
Forse questa soluzione pu andare bene per la donna, ma non per la terapista, perch non sono stata imparziale e ho ottenuto dei pessimi risultati. Non sono affatto ottimista.
Insieme dovremo trovare un modo per riconciliare le due partner e anche per riconciliare tutte le implicazioni inerenti alla remissivit di Claude (dimostrata dalla sua intenzione di firmare l'affidavit "eterosessuale") nei

confronti di un sistema che si ostina ad annullare la sua identit. Ma prima di tutto bisogner aiutare Naomi a capire
che lei  una parte preziosa e
indispensabile del processo.

Talia Shaw: Non avevo mai perso
una "cliente" della lavanderia, perci questa  un'esperienza nuova per me.
Talia  convinta che l'infortunio le impedisca di continuare la terapia perch  un enorme ostacolo alla
deambulazione, e ritiene di non
potermi esporre i suoi problemi se non ha la possibilit di danzare durante le sedute. Finora non ho fatto molti progressi, ammesso che davvero ne

abbia fatto qualcuno, per risolvere il suo problema dell'autostima. Devo aiutarla a capire e a credere nel suo valore al di l della danza; ma se n' andata durante l'ultima seduta e non
ha ripreso la terapia. Oltre ad
assicurarle che la porta  sempre
aperta, temo che a questo punto
forzarla a proseguire potrebbe essere controproducente.

Me rie l De lacour: Continua ad
avere problemi sul lavoro e non ne ha parlato direttamente con la sua datrice di lavoro quando quest'ultima ha accennato all'argomento. Ha invece affrontato la situazione con passivit e

aggressivit, e anche se ha ammesso durante le sedute che quei problemi infastidivano la datrice di lavoro, non ha fatto nulla per modificare il suo atteggiamento "inaccettabile" (agli occhi di quest'ultima). Nella situazione attuale i disaccordi tra la paziente e la
datrice di lavoro hanno radici
culturali. Devo incoraggiare la
paziente ad avviare un confronto schietto. Tuttavia, sono in gioco fattori pi profondi. Meriel non si sente realizzata e la sua insoddisfazione genera risentimento e indisciplina, come dimostrato dalla sua pigrizia e trascuratezza sul lavoro durante preparativi per il carnevale.

Alice Finnegan: Alice si trova ad affrontare contemporaneamente cos tanti cambiamenti che durante le sue sedute  difficile concentrarsi su un tema specifico. Soffre ancora per la morte di sua nonna, un problema grave gi di per s, ma credo che il gioco di ruolo dell'ultima seduta la aiuter ad
andare avanti. Tra i problemi
professionali, un nuovo uomo nella sua vita e l'improvvisa apparizione di Isabel - la sua amica incinta e in cerca di un rifugio dai problemi coniugaliAlice  del tutto sopraffatta, e il nostro compito fondamentale sar mantenere il suo equilibrio di fronte a tutti questi

sconvolgimenti. Devo lavorare sulla sua fiducia e convincerla che la sua forza interiore la condurr fuori dal pantano in cui si trova un passo alla volta, in modo da evitare che tutte queste crisi esistenziali simultanee generino depressione, impulsivit o attacchi di ansia. Con tutta questa carne sul fuoco, la paziente dovr fare uno sforzo consapevole e volontario per mantenere l'equilibrio emotivo.

Io:
 davvero ironico. Riesco ad
aiutare gli altri ad affrontare
cambiamenti rivoluzionari come la morte e il divorzio, ma quando si tratta di prendermi cura di me stessa trascuro

di fare una cosa semplice ed
elementare come indossare un
cappello. E l'altro giorno, alla parata, Faith  stata audace nell'assaggiare nuove pietanze, ma io non ho seguito il suo esempio.

Sono orgogliosa di me stessa per aver cercato di essere pi diretta con Eli, anche se non sono riuscita a esporgli ci che mi tormenta come il ronzio di un piccolo insetto in un angolo della mente, e quando mi ha guardata in faccia dichiarando che non c'era nulla che "avrei dovuto sapere", gli ho creduto sulla parola. Sto forse negando che qualcosa "non va"? Ho forse sminuito e screditato subito la

mia ansia e il mio intuito perch voglio credere che Eli stia solo avendo molte
difficolt a terminare questo
particolare romanzo? Sono arrabbiata con lui, ma arrabbiata per ci che esiste nella mia immaginazione, anzich per ci che sta accadendo davvero.
Voglio credere disperatamente che mio marito sia sincero con me. Tuttavia, a
un livello pi profondo, sono
terrorizzata all'idea di scoprire la verit.  molto pi facile e pi sicuro concentrarsi sui problemi delle mie pazienti invece che sui miei.

Detto questo, sono felice che Faith stia facendo tanti progressi, ma ho la sensazione di aver deluso Talia. Ho

fallito, e questo mi irrita e mi frustra.

La mia ansia da separazione a
proposito di Talia  stata esacerbata da
Carol Lerner, che ha interrotto
improvvisamente le sedute nella stessa settimana. L'assicurazione copriva solo quindici incontri, e Carol non ha voluto continuare pagando di tasca propria. Conosco il suo reddito, e sono certa che se necessario potrebbe permettersi di sostenere l'intera spesa, cos non le ho proposto di proseguire il lavoro sfruttando il programma di sconti. Ora sono torturata dai rimorsi perch forse ho perso quella paziente a causa della mia avidit.

I terapisti hanno uno strano

rapporto con il denaro. Da una parte ci consideriamo guaritori cos altruisti da offrire i nostri servigi a chiunque ne abbia bisogno, a prescindere dalla possibilit di ricevere un compenso.
Dall'altra, siamo professionisti qualificati, con anni di studio e di tirocinio alle spalle, e meritiamo una retribuzione dignitosa.

Quasi tutte le mie signore della lavanderia, conoscenti con cui lavoro
gratuitamente, non potevano
permettersi un ciclo di terapia dalla durata indefinita, quindi non posso essere accusata di farlo per soldi. Per mi sento in colpa lo stesso per aver perso Carol, che ha ancora molta

strada da fare prima di raggiungere la stabilit mentale ed emotiva.

Con Talia sento che devo scavare pi a fondo nella mia creativit per trovare un approccio alla terapia che le
sia congeniale ora che  in
convalescenza. In questo momento ha un sacco di cose su cui dovrebbe lavorare, e voglio aiutarla. Bench non abbia mai subito un infortunio che mi abbia costretta a cambiare carriera, sono passata dalla danza a un altro campo e sono sopravvissuta.
Ovviamente nel mio caso la decisione  stata mia, ma per certi versi il mio corpo - i fianchi troppo larghi e
problemi di peso che mi hanno

procurato dei disordini alimentarihanno deciso per me. La mia
comprensione empatica verso la
situazione di Talia  molto forte, ma al momento, finch non trover un modo che la riavvicini alle sedute, mi sento impotente nei suoi confronti.

Con Naomi e Claude  diventato
molto difficile rispettare il nebuloso confine tra l'"amica laureata in psicologia" e la psicoterapeuta.
Quando un terapista decide di
intervenire attivamente in una seduta, c' sempre il rischio che le cose gli si ritorcano contro, cosa che  successa in questo caso. Ho allontanato Naomi quando aveva pi bisogno di sentirsi

partecipe. E cos si  tirata indietro dalla partecipazione attiva alle pratiche d'adozione. Se non altro viene ancora alle sedute, quindi suppongo che la mia franchezza non l'abbia scoraggiata del tutto. Tuttavia non
sono certa che questa mia
"intromissione" sia stata la cosa giusta. Invece di essere didattica, probabilmente avrei dovuto adottare un
approccio tradizionale alla
psicoterapia.

Curioso che Claude e Naomi mi
abbiano chiesto di aiutarle a compilare la domanda di adozione, mentre a casa
devo sudare sette camicie per
costringere Molly ad affrontare le

domande d'iscrizione ai college. Vorrei tanto poterla aiutare di pi, ma  cos recalcitrante. Se fosse una mia paziente la incoraggerei a uscire dal suo
bozzolo di bambagia per poter
crescere. Ma so che ogni sfida si accompagna sempre alla possibilit di soffrire e non voglio veder soffrire la mia bambina, anche se forse ha bisogno di lasciare il bozzolo per crescere.
Spesso la mia vita personale e la mia vita professionale si sovrappongono.
Con Molly non posso fare a meno di ragionare come una madre, e non come una terapista.

Sar difficile aiutare le mie
pazienti e mia figlia con le rispettive

scartoffie: non credo che quei
documenti riescano effettivamente a evidenziare gli aspetti positivi, attraenti e speciali di chi li compila.

E in entrambe le situazioni,  in gioco il futuro di una bambina.

ANTIPIEGA.

10. Naomi e Claude.

Claude mi ha allungato trepidante la busta verde chiaro indirizzata alla signora Susan Lederer e famiglia, scritta in una calligrafia che ricordava gli ideogrammi cinesi.

"Leggi, leggi", mi ha esortato Naomi praticamente senza fiato.  scivolata verso Claude e le ha preso la mano.

""Siamo lieti di invitarla al

matrimonio di Claude Li Ming Chan e Naomi Kelly Sciorra, che consacreranno il loro amore il 31 ottobre nella cappella metodista di Fall Street, Seneca Falls, New York...". Mio Dio 
meraviglioso!", ho commentato
sforzandomi di non piangere.
"Congratulazioni! Sono cos felice per voi!".

"E se qualcuno ha qualcosa da
ridire, pu fingere di essere a una festa di Halloween", ha scherzato Naomi.

"Guarda, ci siamo scambiate gli
anelli!", ha detto Claude, ed entrambe mi hanno mostrato la mano destra. "S, il diamante sulla mano destra celebra l'indipendenza della donna, e noi

abbiamo voluto esercitare la nostra prendendo un impegno reciproco che fosse il pi formale possibile...
decidendo di sposarci".

" stata lei a chiedermelo", ha
continuato Naomi trattenendo a stento le lacrime. "Si  messa in ginocchio e mi ha chiesto di sposarla".

Ho portato una mano al cuore. Ero
davvero ferklempt. Nemmeno una
terapista pu restare impassibile di fronte a un cambiamento cos radicale ed emozionante nella vita delle sue pazienti. "Che cosa vi ha spinto a prendere questa decisione? Qualcosa di preciso?".

Claude ha preso la mano di Naomi

tra le sue. "Innanzitutto, il tempo. Stiamo insieme da anni. In secondo luogo, volevo trovare il modo pi speciale possibile per dire a Nay quanto sia importante per me e per farle capire che nonostante tutti i problemi che stiamo incontrando per ottenere l'adozione,  lei il tesoro del mio cuore. Volevo dimostrarglielo con un gesto concreto.
Le parole non costano niente, sai!
Volevo qualcosa di ufficiale e
significativo".

"Sono cos felice per voi, e
naturalmente ci sar".

"Fantastico!", hanno esclamato in coro.

"So che il preavviso  breve", ha

detto Claude in tono di scusa. "Solo due settimane invece di sei. Ma  stata una decisione improvvisa".

"Ti avremmo chiesto di farci da
damigella, ma non ne avremo neanche una", mi ha spiegato Naomi.

"Abbiamo preferito risparmiare alle nostre amiche i vestiti di poliestere color pastello", ha aggiunto Claude.

"E voi due indosserete vaporosi
abiti bianchi?"

"Io mi vesto di bianco", ha risposto Naomi. "E Claude di rosso, secondo la tradizione cinese. Ha un cheongsam
con
un drago e una fenice ricamati. Sono di buon auspicio, e si dice che scaccino gli spiriti maligni. A Washington ce ne sono

molti", ha concluso, "ma non sono sulla lista degli invitati".

"E tutti i fiori saranno rossi e bianchi", ha proseguito Claude. "A dire il vero, abbiamo cercato di rispettare alcune tradizioni nuziali cinesi. Mia nonna, che  molto tradizionalista e
conservatrice, non sa se essere
orgogliosa o inorridita. Ancora non le  chiaro il fatto che vivo con una donna e che la amo tanto da sposarla. Continua a chiedermi come si chiama lo sposo".

"Dovresti sentire i miei
genitori", 
intervenuta Naomi. "Mia madre si  rassegnata anni fa al mio orientamento sessuale, ma mio padre mi chiama "misera" . Sono la sua infelicit.

Continua a ripetermi: "Se proprio vuoi essere una ragazza tosta, perch non
vieni a lavorare con me alla
ferramenta?"".

"Mi credereste se vi dicessi che probabilmente l fuori ci sono alcuni etero pronti a considerarvi pazze?"

"Perch vogliamo sposarci? Che si fottano!".

"No, Naomi", ho spiegato, "perch per come sono ora le leggi l'unica cosa positiva del matrimonio gay  la possibilit di evitare tutte le stronzate di famiglia a proposito dei preparativi per le nozze!".

"Be', ogni cosa ha il suo rovescio, suppongo", ha osservato allegra Claude.

"Anche la parit dei diritti".

Ho abbassato gli occhi sulla
partecipazione. "Seneca Falls. Mi piace il significato simbolico".

Naomi ha sorriso. "Ecco perch
terremo la cerimonia a New York, anche se a questo punto dovremo correre
nell'ufficio di un giudice del
Massachusetts per fare tutto legalmente.
Ma ci piace l'idea che la cappella metodista a Seneca Falls sia il luogo in cui si  tenuta la prima convention per i diritti femminili della storia".

" davvero fico!", ho replicato.
"Davvero fico".

"Per noi  una questione di diritti
civili. Pensiamo che le unioni

omosessuali legalmente riconosciute siano una causa importante per cui combattere quanto lo era il voto femminile cent'anni fa. E naturalmente in America c' stato un periodo in cui non potevano votare neanche i neri, e in cui i matrimoni interrazziali erano illegali.
Pensa a tutti gli Stati che hanno applicato per decenni le leggi in favore della segregazione razziale, e a quanto sangue  stato versato per emendare tutte quelle norme e sostituirle con altre. Ma se il nostro Paese si fonda sul principio della "libert e giustizia per tutti", e se credi che questa sia pi che vuota
retorica,  l'unica strada da
intraprendere".

Claude le ha dato una gomitata sulle costole. "Scendi dal podio, Nay, stai predicando ai convertiti!".

"Voglio sapere tutto dei
preparativi", ho detto, "ma vorrei anche discutere dell'adozione e dell'effetto che sta avendo su di voi, soprattutto alla luce del matrimonio".

"Non siamo ancora pienamente
d'accordo", ha ammesso Naomi. "Dal canto mio, s, voglio una figlia e capisco perch Claude voglia una bambina cinese, ma non voglio dover ricorrere a giochetti e ottenerla con l'inganno".

"E tu Claude?"

"Non mi  sfuggita... l'ironia che io e Nay gestiamo un night club in cui le

donne etero
ci pagano per fingere
di
essere lesbiche...  cos che ci guadagniamo da vivere.  cos che potremo permetterci di dare una solida educazione alla nostra figlia adottiva".

Eureka! "Naomi, tu che ne pensi?".

Non l'avevo mai vista strabuzzare gli occhi in quel modo. "Riesci a credere", ha detto piano, "che non mi fosse mai venuto in mente? Non mi era mai passato per la testa. E Claude non me ne ha mai parlato fino a questo momento".

"Perch ci ho pensato solo ora.  stata un'epifania. Sono sorpresa quanto te".

"E se voglio applicare i miei criteri

in modo indiscriminato, allora se la
decisione che tu ti finga etero
per
ottenere la bambina  un'ipocrisia inaccettabile ai miei occhi, dovrebbe esserlo anche il nostro lavoro, che si
basa su una finta distorsione
dell'identit sessuale. E io non posso permettere alla mia coscienza di distruggere l'attivit che io e Claude abbiamo costruito con tanta fatica".

"Significa che sei pi disposta ad accettare la firma di Claude su quel
maledetto modulo, quello in cui
dichiarer di essere eterosessuale e di cercare marito?".

Naomi ha sbirciato il diamante sul suo anulare destro. "A patto che nessuna

delle due condivida lo spergiuro in s e per s. Giusto?". Claude e io abbiamo annuito.

"Certo, giustissimo", le ha
assicurato Claude.

"A dire il vero,  molto buffo se esaminate la situazione dal mio punto di vista di questa mattina, o almeno di questo momento". Naomi ha chiuso a
pugno la mano con l'anello. "Mi
piacerebbe vedere Claude che "cerca marito" quando ha gi una moglie!".

Meriel.

"Sai, con lei se non  una cosa, 

l'altra", ha sospirato Meriel.

"Hai preso in considerazione l'idea di sederti a parlare con la signora Baum di questi problemi?", le ho chiesto.

"Lei pensa che visto che parlo con un forte accento e faccio la colf non sia in grado di sostenere una conversazione intelligente. Non sa che registro gli audiolibri per i non vedenti al mio centro ricreativo. Non parlo abbastanza bene per la sua categoria,  l'unica cosa che posso dire".

"E che tipo di categoria sarebbe?",
l'ho punzecchiata. Ho deciso di
proposito di correre il rischio di sentirmi dire qualcosa che, data la somiglianza tra il mio background e

quello di Amy, avrei trovato sgradevole, ma dovevo indurre Meriel a parlare
(almeno con me) delle ragioni
del suo
problema con Amy, anzich delle sue manifestazioni, di cui avevamo discusso in maniera approfondita nelle sedute precedenti.

"Quale categoria? Gli avvocati!".
Devo aver assunto un'espressione visibilmente sollevata, perch ha aggiunto: "Signora Susan, pensavi che mi riferissi alle donne ebree bianche?".
Ho cercato di sembrare enigmatica.
"No, no, spero che ormai tu mi conosca
abbastanza". Anch'io speravo di
conoscerla abbastanza, ma le persone sanno sempre sorprenderti. "No, mi

riferisco agli avvocati, che dovrebbero aiutare gli altri. In francese - me l'ha detto Leon - avvocato si dice avocat, che significa "difensore". La signora Amy si comporta come se fosse la mia nemica, non il mio difensore. Trova sempre un motivo per lamentarsi di ogni cosa che faccio. Te lo assicuro, sto perdendo la pazienza, ma ho bisogno di lavorare, ed  per questo che non mi licenzio".

Sarebbe stata una violazione
dell'etica professionale rammentarle che
in quel momento Amy aveva gi
abbastanza mishegas
per conto suo e che
probabilmente scaricava almeno parte della sua rabbia sulla persona sbagliata,

sfogandosi con la colf invece che con suo marito.

"Vuoi che le parli, lo so", ha
continuato, "vuoi che corra il rischio, che esca dal mio bozzolo - tutte le cose che mi ripeti sempre - ma lei non vuole discutere con me. Penso che in fondo la signora Amy abbia paura di me".

"In che senso?"

"Ha paura che mi arrabbi tanto da licenziarmi e lasciarla sola. Ma allo stesso tempo a volte  cos scorbutica che mi sta praticamente buttando fuori di casa. Forse vuole che me ne vada, ma vuole che sia io a deciderlo, cos non
potr andare a lamentarmi da Al
Sharpton o qualcuno del genere perch

sono stata licenziata senza giusta causa".

"Perch ce l'ha con te in questi giorni? Il carnevale  stato settimane fa.
Non pu essere quello".

"Ohhh, William  in procinto di
aprire il ristorante e io gli do una mano, assaggiando le ricette per la comunit, sai, chiedendo ad amici e parenti di assaggiarle, vedendo quali sono le loro preferite. Cerco di sbrigarmi dalla signora Amy per poter andare via un po' prima ed essere a Flatbush per le sette o le otto, in modo da poter ancora aiutare William. E qualche mattina arrivo un po' tardi perch William vuole che incontri anche i muratori. Dice che il locale ha bisogno di un tocco femminile per

l'arredamento, sai?". Ha riso. "William  bravo con le persone e bravo con il cibo. Se vuoi il mio parere,  addirittura
pi bravo con le persone che in
cucina!". Si  appoggiata ai cuscini del sof e si  portata una mano al viso per coprire il rossore. "Ma  terribile
con
l'arredamento. Oh Signore, quando ci penso, non posso fare a meno di ridere.
Dice che purch i colori siano
giamaicani - verde, giallo e nero - non gli importa come sono le pareti e i mobili. Prende i disegni e me li mostra con tanto orgoglio, al che dico: "Oh, mio Dio! Questo posto sembrer la palestra di un liceo!". Cos la signora Amy non vuole che trascorra il tempo con

William nel suo ristorante, e che sia cos creativa ed entusiasta quando poi vengo in citt. Dice che non faccio del mio meglio per lei. Ti assicuro, che faccio lo stesso lavoro che ho sempre fatto, ma non le piace che ogni tanto io sia felice.
Vorrebbe che fossi depressa come lei.
Conosci il detto: "Mal comune, mezzo gaudio"? Ecco com' la signora Amy in questi giorni. E non mi piace per niente".

"Be'... sembra che ti piaccia
arredare il ristorante. Hai parlato con William della possibilit di lavorare
con lui?"

"Hai un figlio, signora Susan", ha replicato, "e tra qualche anno ti dir che

non vuole che sia sua madre a decidere per lui. Deve vivere la sua vita. Posso aiutare William con le cose a cui non  molto interessato, come l'arredamento del ristorante, o persino la scelta delle ricette migliori da mettere sul men, ma la mamma deve stare fuori dalla cucina, non so se mi spiego!".

Io.

"Sai, ultimamente sono sempre io a prendere l'iniziativa", ho sussurrato a Eli. Quando abbiamo fatto l'amore quella notte, mi  sembrato lontano anni luce. So che non  raro fantasticare di

qualcun altro durante i rapporti, ma

quando la fantasia  piacevole, di solito sfocia in una maggiore passione ed energia, non nella tiepida zuffa cui avevo appena partecipato. "Stai bene?
Non fai un check up da anni, sai. Forse non sarebbe una cattiva idea. Almeno un controllo alla prostata...".

"Sto bene, Susie", ha replicato in tono neutro. "Sono sano come un pesce.
Non c' nulla di cui preoccuparsi".

Nulla di cui preoccuparsi. Allora perch sono preoccupata? " colpa mia? C' qualcosa che faccio, o che non faccio, e che vorresti facessi, o non facessi?".

Ha sorriso e mi ha accarezzato la

guancia. "Non dipende da te".

"Allora se non dipende da te, e non dipende da me...". Mi sono fatta forza.
"Eli...? C' una terza persona nel nostro
letto?"

"Susie". Ha abbozzato un sorriso.
" colpa del libro, delle scadenze.
Mi... mi dispiace... Non riesco a concentrarmi su nient'altro. Sai che non sono mai stato la persona pi attenta del mondo; dovrei proprio impegnarmi per combattere questo mio difetto. Chiamala immaturit, chiamalo disturbo da deficit dell'attenzione, chiamala indole naturale, ma sono cos da quando mi conosci. So che negli ultimi tempi non sono stato molto presente, e so che tu e i

ragazzi pensate che sia una noia in questo periodo. Ma vi amo da morire.
E... e... non so. Presto. Presto".

"Che cosa dovrebbe significare?", ho chiesto con dolcezza.

Ha tratto un piccolo sospiro
esasperato. "Uffa. Vedi, fai sempre la strizzacervelli. Io... io non so che cosa significhi. Insomma, significa quello che significa. Susie, sai che non sono mai stato troppo loquace. Scrivo graphic novel, non romanzi, ricordi? Da questo punto di vista mi sento inferiore a te.
Mi... mi sembra di non trovare mai le parole giuste. O le parole che tu vuoi sentire".

Ho contratto le labbra, tentando di

soffocare la collera. "Allora disegnami una vignetta".

Il telefono ha squillato poco dopo le due del mattino, strappandomi a un sonno profondo. Eli ha risposto ed  parso non capire nulla della situazione descritta dalla persona concitata all'altro capo della linea.

" una delle tue pazienti, Susie", ha detto rotolandosi dalla mia parte e passandomi la cornetta. Mi sono alzata a sedere, temendo il peggiore incubo di ogni terapista: che un paziente abbia
compiuto un gesto orribile e
autodistruttivo.

"Pronto?", ho detto assonnata.

"Susan, sono Claude". La sua voce, di solito cos calma, sembrava nervosa.

"Ch-Che cosa c'?  tutto a posto?
Stai bene? Naomi sta bene?"

"S... e no. Susan, abbiamo davvero bisogno di aiuto e sei l'unica persona che ci  venuta in mente a quest'ora".

Non capivo. "Claude, che cosa
posso fare per aiutarvi alle due del
mattino?"

"Abbiamo appena ricevuto una mail dal ristoratore. Ecco, il Jade Dragon, il ristorante cinese a Seneca Falls.
Avevamo deciso di tenere il banchetto nuziale l dopo la cerimonia di sabato...
e ci hanno scritto che sono costretti ad annullare tutto, che non possono

ospitarci. Secondo Nay, hanno intuito che sarebbe stato un matrimonio gay, ma hanno preferito non metterlo nero su bianco. E in ogni caso,  il modo cinese di essere indiretti. Noi non prendiamo il toro per le corna. Preferiamo il tai-chi alla boxe".

"Non ho ancora capito che cosa vuoi che faccia per aiutarvi nel cuore della notte".

"Mi dispiace da morire averti
chiamata ora.  assolutamente
imperdonabile, lo so. Ci siamo fatte prendere dal panico. Sar colpa della fifa prenuziale, della fifa da preparativi.
Vogliamo che sia tutto perfetto e quando abbiamo letto la mail, siamo entrate nel

panico. Ti chiedo ancora scusa per l'ora impensabile, e per favore fai le mie scuse anche a Eli per averlo svegliato".

Era la prima notte dopo tanto tempo che Eli e io eravamo andati a letto alla stessa ora e avevamo persino fatto l'amore, per quanto fosse stato rapido e nonostante la sgradevole conversazione postcoitale. Ma non era necessario informarne la mia paziente. Numero uno, era qualcosa di personale. Numero due, se l'avessi fatto, le avrei causato un senso di colpa galattico.

"Quindi... immagino di averti
chiamata per due motivi: uno, perch ci impedissi di buttarci da un cornicione metaforico; e due, perch forse ci puoi

consigliare un altro ristorante. Uno che non perda la faccia ospitando due spose e settantacinque dei loro parenti e amici pi cari".

Ormai ero del tutto sveglia e vigile in modo quasi allarmante. "Ho un'idea", ho detto, "ma in questo momento non posso garantirti nulla. Alle 2,24 del mattino, intendo. Che ne dici di capra al curry e pollo jerk?".

11.

Gli di del tempo hanno regalato a Claude e Naomi una splendida estate di san Martino per il giorno del loro matrimonio. Non solo non vedevo l'ora di assistere alle nozze, ma quella gita fuori porta ha offerto alla folle famiglia Lederer l'opportunit di trascorrere un'intera giornata insieme, una cosa che non facevamo da settimane. Ian, con l'album degli schizzi sulle ginocchia, si

domandava se qualche invitato sarebbe venuto in costume, perch dopotutto era anche Halloween. Non gli dispiaceva aver perso la festa di un suo compagno
di classe: "Mamma, mi metto
continuamente in costume per
guadagnarmi da vivere", ha detto, con un tono molto serio e adulto. "Per me Halloween  come il giorno di san Patrizio per i baristi".

"Che ne sai tu dei baristi?", l'ha rimbeccato Molly.

"Non quanto ne sai tu!", ha ribattuto suo fratello.

"Basta, voi due! O faccio manovra e ce ne torniamo indietro. Ho tonnellate di lavoro arretrato in citt e non riesco a

guidare se voi ragazzi vi comportate come bambini di due anni".

"Pap, sei tu a trattarci
come
bambini di due anni", ha sottolineato Molly. "Lo fai da quando abbiamo lasciato Manhattan".

"Gi", ha confermato Ian. "Il gioco "vedo una nave carica di...?" E l'idea di contare le targhe di un altro Stato?
Bambinate".

Molly ci ha deliziati con il suo indelicato sbuffo adolescenziale. " perch pap si guadagna da vivere disegnando graphic novel. Pensa che abbiano tutti, che ne so, dodici anni".

"Ehi, io ho
dodici anni. Perci
chiudi il becco, Molly".

"Chiudilo tu".

"Ragazzi!".

"Manca molto? Devo fare pip".

"Ian, abbiamo superato un'area di servizio otto chilometri fa. Perch non
l'hai detto allora?"

"Perch allora non dovevo fare
pip".

Ahhh, i viaggi in auto con la
famiglia. Perch li ricordavo con tanto affetto e romantica nostalgia?

Seneca Falls  una pittoresca
cittadina dei Finger Lakes, piena di pretenziosa architettura stile Regina Anna, ma non  un luogo facilmente accessibile a meno che non si disponga

di un'auto. Arrivata a destinazione, ho capito che gli invitati di Claude e Naomi avrebbero dovuto avere davvero il desiderio di condividere quel giorno speciale con loro per alzarsi all'alba e guidare parecchie ore verso nord. La
loro presenza sarebbe stata una
conferma quanto il matrimonio.

"Vedi Molly, se andrai al
Bennington, vedrai pi o meno lo stesso paesaggio, ad eccezione del canale, naturalmente. Ma gli alberi, le case e persino le chiesette... non  bello in autunno? Quass l'aria ha persino un
profumo
meraviglioso!".

"Possiamo non parlarne?", ha
mugugnato. "Possiamo trascorrere una

giornata senza parlare del college?".
Ha sferrato un calcio a un mucchio di foglie nel parcheggio.

"Quella chiesa  orrenda", mi ha sussurrato. "Pensavo sarebbe stata simile a quelle del New England, con le assicelle bianche e il campanile a punta.
Come... be', come il Bennington".

"La ristrutturazione  abbastanza insulsa", ho concordato. "Ma guarda laggi. In mezzo. Immagino che quello
sia quanto rimane della chiesa
ottocentesca originale".

"Buon gusto, gente, buon gusto!", ha esclamato.

"Be', non siamo qui per criticare l'architettura. Siamo qui per festeggiare

il matrimonio delle nostre amiche. Vedi Meriel e William da qualche parte?".

Ha fatto una piroetta sui tacchi.
"Aspetta, credo sia lei".

In effetti Meriel stava venendo verso di noi, agitava le braccia e indossava uno sgargiante vestito stampato e un foulard coordinato in testa. "Non so dove dobbiamo montare la tenda! E la fiorista mi ha chiesto dove mettere i fiori perch crede che io sia il ristoratore, e non riesce a trovare le spose, ma le ho detto che sono solo una sostituta e che ne so quanto lei". Ha
indicato un SUV. "William vuole
scaricare tutto, ma non sa dove mettere la roba".

Ian, che ormai si era avvicinato, ha espresso il suo modesto parere. "Credo che abbiano bisogno di un direttore artistico, mamma".

"E ho la sensazione che qui entri in scena tu",  convenuta Molly.

Ho mandato Ian a fare una
passeggiata con suo padre mentre Molly mi seguiva nella cappella. Nella sagrestia c'era il caos pi assoluto. Le
due spose correvano qua e l in
reggiseno e mutande, muovendosi come la proverbiale gallina decapitata. "Non riesco a trovare l'altra scarpa!", ha esclamato Naomi zoppicando. "Dove pu essere finita?!".

"Oh, grazie a Dio sei qui", ha detto

Claude abbracciandomi. "Credo che i musicisti da camera si siano persi.
Dovevano essere qui mezz'ora fa.
Abbiamo invitato qualcuno che sappia suonare l'organo? Sembra essere l'unico strumento disponibile. Alice e Izzy dovrebbero cantare; il ragazzo di Alice porta la chitarra - sai, fa il cantante folk oltre che il carpentiere - ma non so se Dan conosca dei brani classici. Nay, smettila di chinarti altrimenti ti spettini".
I folti capelli scuri di Naomi erano raccolti in una crocchia elaborata, con piccoli ricci che le incorniciavano il viso. Era la prima volta che la vedevo truccata.

"Ok, devo andare a vestirmi", ha

borbottato Claude tra s. "Cazzo!", ha strillato all'improvviso. "Mi si sono smagliate le calze". Ha frugato nelle tasche del borsone. "Nay, ne hai un paio di scorta? Ero sicura di aver dimenticato qualcosa!".

"S, ma non ti vanno bene", ha
risposto Naomi da sotto una panca.
"Hah! Trovata!".  strisciata fuori in retromarcia stringendo la ballerina di raso bianco con aria trionfante.

"Mi servono delle calze", ha
ribadito Claude, concitata. "Non posso avere le gambe nude sotto il cheongsam.
Nonna ne ha dovute gi sopportare abbastanza. Questo la farebbe morire, e io non reggerei al senso di colpa".

"C' un supermercato o qualcosa del genere da queste parti?", ho domandato.

"Ne abbiamo visto uno a circa due isolati da qui, dietro l'angolo a sinistra quando esci dalla cappella".

"Grazie, Naomi. Molly, renditi
utile". Ho aperto la borsetta e le ho allungato una banconota da cinque dollari. "Compra un paio di calze per Claude".

"Quarta!! Taglia quarta. Mi hai
salvato la vita", ha detto Claude riconoscente, espirando per la prima volta da quando eravamo entrate.

Molly  schizzata fuori, mentre io mi sono informata su dove andasse allestita la tenda e ho lasciato la cappella per

riferirlo a Meriel e William. Mentre davo loro istruzioni, il fotografo  arrivato e mi ha chiesto se fossi la madre di una delle spose - so di avere i capelli grigi, ma sembro cos vecchia?

- e l'ho accompagnato dentro, dopo essermi assicurata che Claude e Naomi fossero pi o meno vestite. Hanno insistito perch posassi con loro nelle foto nuziali.
"Non ce l'avremmo mai fatta senza di te", ha detto Claude.

Quando sono uscita di nuovo, ho
notato che erano cominciati ad arrivare gli invitati. Naomi e Claude, anche se un po' pi calme perch sapevano che qualcuno stava pensando a tutto e che il

ristoratore, la fiorista e il fotografo avevano ricevuto le relative istruzioni bench il quartetto d'archi fosse ancora uccel di bosco - erano indecise se salutare gli ospiti oppure rispettare la tradizione e restare nascoste fino al momento di percorrere la navata. A prescindere dall'orientamento sessuale, quando si tratta di certe cose - tra cui la pianificazione e la celebrazione di un matrimonio - le piccole traversie della vita sono uguali per tutti.

Alice e Izzy sono arrivate con Dan Carpenter, che teneva in mano la custodia della sua chitarra acustica.
"Non devi essere dispiaciuta per me; ho portato anch'io qualcuno", ha scherzato

Isabel, dandosi dei colpetti al pancione.

"Ora non montarti la testa, ma sei fantastico", ha detto Alice a Dan stringendogli il braccio con affetto.

"Perch? Perch ho accettato di
venire a un matrimonio con te anche se
ci frequentiamo solo da qualche
settimana?". Mi ha fatto l'occhiolino mentre posava la chitarra e abbracciava Alice.

"Esatto!".

"Hai ragione,  fantastico", ho
osservato.

"Sei un ragazzo magnifico", gli ha mormorato Alice, rapita. "Continua a essere cos splendido e non dovr mai piangere per te davanti a Susan!".

"Minacce! Mi sta gi minacciando", ha scherzato Dan.

"Ah, ma  una buona
cosa. Significa
che  molto a suo agio con te", gli ho assicurato. Mi sono congedata per andare ad aiutare una coppia asiatica di mezza et che cercava di districare una signora anziana dal sedile posteriore dell'auto per metterla su una sedia a rotelle.

"Voi dovete essere i familiari di Claude", ho detto stringendo la mano all'uomo. "Io sono Susan, una loro amica del condominio". I genitori di Claude, Lily e Stewart, mi hanno salutata con cortesia, ma la nonna ha assunto un'espressione accigliata.

"Non faccia caso a mia suocera, non ci sente molto bene", ha spiegato il signor Chan a bassa voce. "E quando ha saputo che il cibo non sarebbe stato cinese, si  arrabbiata molto con Claude".

Non spettava a me rivelare perch il primo ristoratore avesse fatto marcia indietro, cos mi sono limitata a sorridere e a osservare che la vita  piena di piccole delusioni, ma che a lungo andare passano in secondo piano quando c' qualcosa da festeggiare.

Quando ho sentito parlare
animatamente di ferramenta, ho dedotto che i protagonisti di quel diverbio fossero i battaglieri signori Sciorra. A

quanto sembrava, il padre di Naomi aveva deciso che una specie di cassetta degli attrezzi superequipaggiata sarebbe stato un regalo nuziale perfetto per sua figlia e la sua compagna di vita. "E
adesso cosa dovrei scrivere sul
biglietto?", ha borbottato. "Alla sposa e allo sposo? Chi  cosa? Alla sposa e alla sposa? Alla lesbica e alla lesbica?"

"Smettila, Silvio!". La signora
Sciorra gli ha affondato le unghie curate nella giacca dello smoking. "Te l'ho detto, oggi devi comportarti bene. Per l'amor di Dio, Naomi  nostra figlia.
Deciditi a entrare nel XXI secolo! Ti comporti come se fossi sbarcato a Ellis Island la settimana scorsa. Non mi

stupisce che nostra figlia sia scappata da questo stile di vita. Dammi il biglietto!", ha detto strappandoglielo di mano. "Sai che cosa ci scriviamo? Guardami, cos non lo dimentichi e oggi pomeriggio non dici qualcosa che metta in imbarazzo tutta la famiglia. Lo vedi?". Si  chinata sul cofano dell'auto, ha estratto una penna dalla borsetta e ha cominciato a scrivere. ""A Naomi e Claude"...
capito, Silvio? Hanno dei nomi e noi dobbiamo usarli. Naomi e Claude. "Con i migliori auguri di salute e felicit. Che Dio vi benedica"". Ha chiuso la penna e l'ha riposta nella borsetta, quindi ha leccato la busta e l'ha chiusa con un gesto plateale. "Ora dammi il regalo,

cos infilo il biglietto sotto il nastro in modo che non cada e non vada smarrito.
Ma anche se dovesse succedere sono sicura che non avranno difficolt a indovinare chi ha regalato loro un set Black & Decker".

La cerimonia  filata liscia come l'olio. Il ministro era una donna straordinaria che ha pronunciato un toccante sermone sulla libert e sulla scelta personale, nonch sul significato
della cappella metodista per
quell'occasione particolare. Devo riconoscere che  stato il matrimonio pi sentito cui abbia mai presenziato.
Per lo stile di vita abbracciato da

Claude e Naomi, il matrimonio non era un rito di passaggio scontato e nemmeno un passo legalmente riconosciuto in gran parte del Paese. Il loro gesto era fortemente simbolico persino nello Stato di New York. Le mie amiche avevano deciso di lottare per le loro convinzioni e di prendere un impegno reciproco ufficiale; e gli invitati, con la loro semplice presenza (per non parlare delle numerose ore trascorse in autostrada) avevano scelto di appoggiare quella decisione. Avevo gli occhi lucidi.
Claude e Naomi hanno percorso la navata insieme, tenendo in mano due bouquet di rose bianche e garofani rossi.
Le rose bianche rappresentavano

l'amore puro e spirituale, ha spiegato il ministro, e i garofani rossi, fiori molto resistenti, simboleggiavano il sangue di Cristo, e dunque alludevano al fatto che le due spose, compiendo quel passo pubblico, avevano votato la loro vita alla causa dei matrimoni omosessuali.
Personalmente ho trovato quel
commento un po' troppo militante per l'occasione. Riflettendo sui bouquet in un secondo momento ho immaginato che le due donne avessero semplicemente voluto abbinarli ai colori dei vestiti, e che non avessero idea dell'arcano linguaggio dei fiori. Insomma, chi lo conosce?

I musicisti da camera - un quartetto

di studenti della Mannes School of
Music a Upper Manhattan - sono
arrivati appena in tempo (avevano sbagliato strada da qualche parte nei pressi di Ithaca) e sono stati divini.
Accompagnate dalla melodiosa chitarra di Dan, Alice e Izzy hanno eseguito un commovente duetto intitolato We Make a Beautiful Pair, tratto dal musical di Broadway Shenandoah. Ian ha riscosso un enorme successo con le sue brillanti caricature degli invitati (compresa la nonna di Claude), guadagnandosi il tanto agognato consenso artistico di suo padre, e le calze comprate all'ultimo minuto da Molly hanno aiutato Claude a salvare la faccia davanti a sua nonna,

che ha assistito alla cerimonia con un'espressione di assoluto sconcerto sulla faccia. Claude mi aveva detto che sua nonna parla solo qualche parola d'inglese, pur vivendo da molti anni in America, perci dubito che l'anziana signora abbia capito granch di quanto stava succedendo. Eppure, quando ha visto il vestito tradizionale di sua nipote, aveva lo sguardo colmo di approvazione.

Anche Alice, che era seduta davanti a me, era visibilmente commossa dalla cerimonia. A un certo punto si  messa a frugare nella borsetta, evidentemente alla ricerca di un fazzolettino. Ho aperto la borsa, ne ho recuperato un pacchetto,

le ho dato un colpetto sulla spalla e gliel'ho allungato.

"Grazie", ha sussurrato soffocando un singhiozzo e sollevando tre dita. " la terza volta che mi salvi in questo modo". Le ho stretto la spalla con affetto mentre sfilava il primo Kleenex e offriva il pacchetto a Izzy, che era ancora pi commossa. Alice ha posato la testa sulla spalla di Dan, mentre Izzy l'ha posata su quella di Alice. Udendo il singhiozzo della sua amica, Alice ha tenuto un altro fazzolettino per s e le ha lasciato l'intero pacchetto. Izzy ha usato due Kleenex, e ha infilato gli altri nella borsetta. Quando ha tirato fuori la mano, stringeva il cellulare.

"Scusatemi", ha bisbigliato tra
sonori singhiozzi, quindi ha cercato di sgusciare accanto a Alice e Dan per raggiungere la navata, dove ha fatto del suo meglio per lasciare la cappella con discrezione.

"Tutto bene?", ho domandato a
Alice.

"Credo che le manchi troppo
Dominick", ha risposto. " come in quella scena di La donna del giorno in cui Katherine Hepburn assiste al matrimonio di sua zia e si rende conto di amare Spencer Tracy. Detesto perdermi il matrimonio;  maleducato da parte mia, e la cerimonia  cos bella, ma  meglio che vada a controllare".

"Le spose capiranno", ho bisbigliato comprensiva. Mi sono guardata intorno, temendo che avessimo attirato troppa attenzione. Il ministro ci aveva appena invitati ad alzarci e a intonare Lift Every Voice and Sing.

"Probabilmente questo  il momento migliore per defilarsi", ha osservato Alice, scivolando accanto al suo ragazzo.

Dieci secondi dopo, Dan ha detto: " meglio che vada a controllare". Mi ha lanciato uno sguardo afflitto. "Spero solo che Claude e Naomi non pensino che i loro amici le stiano abbandonando a frotte. In realt Alice e Izzy sono dovute uscire a prendere una boccata

d'aria solo perch
sono rimaste cos
colpite... in senso positivo, intendo".

Claude e Naomi si sono scambiate qualche parola prima di pronunciare le promesse ufficiali e scambiarsi gli
anelli. Mi sono domandata che
cos'avrebbe detto il ministro quando fosse arrivato il momento del "Vi dichiaro...". Ma si  limitata a dire "Vi dichiaro unite in matrimonio", al che le spose si sono baciate, il signor Sciorra  trasalito visibilmente, la signora Sciorra gli ha colpito il braccio con il libretto e i musicisti della Mannes hanno attaccato con l'inno di Mendelssohn.

Fuori della cappella, le spose sono state investite da una pioggia di riso
Claude ha scherzato dicendo che la sua famiglia non capiva perch gli ospiti stessero gettando via la cena - e ci sono stati baci e abbracci generali. Dopo aver fatto loro le mie congratulazioni, ho raggiunto Izzy che parlava ancora al cellulare voltando le spalle alla folla.
Mi ha vista con la coda dell'occhio e si  girata verso di me con il volto rigato di lacrime.

"Be', possiamo almeno parlarne,
Dominick?". Ha aspettato circa quindici secondi prima di continuare. "Te lo assicuro, ti fa capire perch le persone
lo fanno. I giusti
motivi per cui lo fanno,
intendo. Che cosa? Non ti sento?... No, sono a Vattelapesca, la ricezione 

pessima... Be', ora non posso farci nulla. Che gestore ho, l'AT&T? S...
s... saremmo dovuti passare alla Verizon... Ok. Be'... possiamo parlare anche di questo quando torno a casa.
Quando torno a casa di Alice, intendo.
No, sar tardi. Siamo a pi di cinque ore dalla citt e il ricevimento non  nemmeno iniziato. Ci vediamo allo Starbucks domani alle otto e mezzo...
No, non quello Starbucks, l'altro Starbucks. Quello sull'angolo di fronte, dico. Accanto al Gap. No, l'altro Gap.
Dominick... Che cosa? Non ti sento pi.
Questo coso si sta rompendo di nuovo".
Ha sbattuto il telefono contro il palmo,
poi se l' avvicinato di nuovo

all'orecchio. "Che cosa?".  rimasta in ascolto per un attimo, poi ha chiuso l'apparecchio di scatto. "Cazzo,  caduta la linea".

"Be', forse  caduta la linea, ma sembrava... scusa se ho origliato".

"Non puoi fare a meno di origliare quando la gente deve urlare al telefono.
Probabilmente mi hanno sentita fino a Buffalo".

"A ogni modo, stavo dicendo che
anche se forse  caduta la linea, mi  sembrato che tu e Dominick steste facendo pace".

"Beata te, sei cos ottimista, Susan", ha replicato Izzy. "Be',  un inizio", ha aggiunto infilando il cellulare nella

borsetta. "Se non altro,  disposto a parlarne". Ha indicato la chiesa. "Mi sono davvero commossa. Insomma, ti ricorda che cosa significa un impegno. E che cosa significa l'amore. E i rischi che bisogna correre se si vuole amare ed essere amati fino in fondo. E tutto il resto. Be', in ogni caso l'ha ricordato a me. Vorrei che Dominick fosse qui.
Scommetto che avrebbe frignato anche lui come un bambino. Sai, non c' abbastanza amore in questo mondo", ha detto ricominciando a piangere.
"Perdonami se sono sdolcinata, ma i matrimoni mi fanno sempre questo effetto. E quando hai l'amore, qualcuno che ti ama e qualcuno da amare, anche

se talvolta litigate come pazzi, ti rendi conto di quanto sia prezioso. L'amore, naturalmente. Non i litigi".

"Non pensavo che alludessi ai litigi.
Ma parlando da terapista per due secondi - spesso il confine tra la mia vita personale e professionale  labile, perci abbi pazienza - parlando da terapista, ci sono momenti in cui  meglio litigare e tirare fuori ogni cosa piuttosto di fingere che sia tutto rose e fiori ed evitare la discussione per risparmiarsi il dolore o i conflitti.
Perch in quel caso non sei sincera. E non c' altro modo di affrontare la vita, soprattutto con il tuo compagno di vita!
A proposito, al ricevimento ho

intenzione di ballare con Eli, costi quel che costi. Odia ballare davanti ad altre persone, ma credo che porti sfortuna, o almeno che sia un insulto alle spose, non ballare al loro matrimonio, perci dovr mettere da parte la timidezza per cinque minuti e onorare Naomi e Claude".

Ho aspettato che si tranquillizzasse, poi siamo andate nella tenda per gustare quello che, devo ammettere,  stato forse il fiore all'occhiello della giornata: il banchetto giamaicano (con tanto di torta nuziale e biscotti della fortuna per dessert) preparato da Meriel e suo figlio
a nome del No Problem, il nuovo
ristorante di William a Flatbush.

" squisito", mi ha detto Alice,

sgranocchiando una coscia di pollo jerk.
"Come hanno fatto Claude e Naomi a trovarli?".

Le ho raccontato della spasmodica telefonata di Claude alle due del mattino. "Il loro ristoratore ha dato forfait all'improvviso e mi hanno chiesto se conoscevo qualcuno che potesse venire pi o meno all'ultimo minuto".

"E tu ci hai pensato un attimo e hai detto "No Problem!"", ha esclamato Alice imitando l'accento giamaicano.

Ho bevuto un sorso di acetosella.
Questa volta era stata generosamente corretta con il rum e per poco non mi ha fatto vorticare in mezzo alla pista da

ballo. "Magari fossi stata cos sagace!".

12. Faith.

"Be', Stevo non mi ha ancora fornito un valido motivo per cui non vuole o non pu sostituire le lavatrici", ha dettoFaith. " come in Dieci piccoli indiani.
Ormai ne funzionano bene solo due.
Stevo ha portato via la due e la quattro e ha lasciato la uno e la tre, che ancora funzionano abbastanza; ma a quanto pare la cinque non scarica l'acqua dopo il

risciacquo, quindi nessuno la usa, ovviamente; e la sei quando centrifuga emette un ronzio cos terribile che sembra in agonia". Mi ha rivolto un sorriso malizioso. "Volevo solo dirtelo prima che mi accusassi ancora di tergiversare!".

"Touch!
Allora, che cos' successo
questa settimana?".

Si  appoggiata allo schienale del sof. Persino nel linguaggio del corpo si era allontanata molto dai gesti cauti che la caratterizzavano solo qualche mese prima, e il fatto che ora affrontasse tranquillamente la terapia sul suo vecchio divano mi rendeva ancora pi soddisfatta dei suoi progressi.

"Ecco... ho deciso che era ora di fare ordine fra i libri e gli articoli di Ben. Dopotutto, che me ne faccio di scaffali e scaffali di testi e trattati medici? Credo che potrebbero essere utili a uno studente di una facolt di medicina della zona, o almeno alla biblioteca pubblica. Altrimenti, se sono troppo datati, forse un teatro o un'azienda cinematografica potrebbe strappare via le pagine e usare i dorsi come arredo scenico. L'ho letto da qualche parte, sai. Ho scritto una mails, una mail
- alla Columbia University,
l'universit di Ben, per chiedere se erano interessati ai suoi articoli.
Dopotutto, era molto stimato nel suo

campo. Sono stati molto disponibili e la settimana prossima manderanno uno specializzando a esaminare il materiale.
Prender ci che, a suo giudizio, l'universit gradirebbe avere nei suoi archivi e mi lascer il resto perch lo conservi o lo butti via".

Non ho potuto fare a meno di
applaudire. "Faith  fantastico! Non hai idea di quanto sia orgogliosa di te!".

"Oh,  stata come una grandiosa
caccia al tesoro", ha continuato.
"Grazie. Se proprio lo vuoi sapere, sono felice come una Pasqua. Dopo tanti decenni ti dimentichi delle cose che hai, quindi per molti versi  stato un importante viaggio di scoperta.

Innanzitutto, sono riuscita ad affrontare la ricca biblioteca di Ben senza piangere, il che - devo dirtelo - mi  parso un enorme balzo in avanti, e non solo un piccolo passo; secondo poi, ho ritrovato tutte le cose meravigliose che avevo completamente dimenticato". Si  data un colpetto alla testa. "Quando il
cervello invecchia, molte cose
cominciano a scivolare via".

"Raccontami cos'hai trovato", l'ho incoraggiata. "E di come ti sei sentita".

Ha lanciato uno sguardo alla
borsetta. "Come mi sono sentita?
Giovane. Di nuovo ragazzina. S, devo ammettere che per certi versi mi sono sentita giovane. Mio Dio, ho recuperato

cose che non vedevo dai tempi del college, e all'improvviso mi sono ritrovata alla Smith, una timida matricola... troppo paurosa per parlare durante le lezioni di poesia. Credo di non aver mai alzato la mano in nessun corso fino al secondo semestre del secondo anno. Ho trovato anche una cosa per Molly", ha aggiunto, con un sorriso furbesco che ha rivelato una fossetta di cui non mi ero mai accorta prima. "Hai un cellulare per caso? Con te, intendo".

Ho tastato la tasca del pullover.
Quando sono in lavanderia, levo sempre la suoneria e lascio la vibrazione, nel caso Molly o Ian abbiano bisogno di

rintracciarmi prima di andare a scuola.

"Credi che Molly sia ancora di
sopra?", ha domandato Faith. "So che siamo nel bel mezzo di una seduta, ma non mi dispiace interrompere. Anzi, sono sicura che ne varr la pena".

Ho telefonato riluttante a casa e ho chiesto a Molly di raggiungerci.

"Che succede?", ha chiesto posando lo zaino sul tavolo con un tonfo tremendo. "Stavo per uscire".

"Faith ha una cosa per te".

Molly era stupefatta. "Per me?".

Faith ha annuito e ha estratto un volumetto dalla borsa. "So che ti piace scrivere", le ha detto. "E tua madre mi sta insegnando a correre qualche rischio

e ad andare avanti. Cos... voglio provare a farlo anche con te... In passato ho tratto molto piacere da questo libro e da una breve frequentazione con l'autrice... e credo sia ora che qualcun altro ne colga i frutti". Ha teso il libro a Molly, che ha guardato la copertina, l'ha aperta per studiare il risguardo e ha iniziato a tremare.

"Oh. Mio. Dio".

Non sapevo se stesse per urlare o scoppiare in lacrime. "Che cosa c'?
Che cos'?".

La mia adolescente brusca e
immusonita si  trasformata, almeno per qualche minuto, in una ragazza piena di soggezione. Sono stata felice di quel

cambiamento, per quanto breve. "Oh.
Mio. Dio. Mamma, guarda.
Devi assolutamente vederlo". Mi ha allungato il libro. "Dove l'hai trovato?", ha domandato a Faith.

Ho letto la dedica. ""Alla mia ex compagna di classe Faith. Un'autentica ragazza della Smith e una persona che non dimenticher mai. "Alla Virt, alla Conoscenza"... e alla felicit eterna, Victoria Lucas, anche nota come Sylvia Plath"".

" La campana di vetro, mamma.
La campana di vetro. Autografata da Sylvia Plath!  uno sballo!".

"S, lo so, tesoro. Faith,  un regalo magnifico. Oh mio Dio", ho detto a

Molly, "non osare venderlo su eBay o ti uccido".

"Mamma sei impazzita? Non lo farei mai!". Si  stretta il libro al petto, una lacrima che le scendeva a destra del naso. "Non dirlo a mia madre, ma questo  il miglior regalo che abbia mai ricevuto!", ha detto abbracciando Faith.
"Non riesco a credere che tu conoscessi Sylvia Plath.  straordinario! Ohmiodio,
grazie mille! Non vedo l'ora di
mostrarlo al signor Werner".

"Tesoro, forse dovresti lasciarlo a casa e limitarti a parlarne con il signor Werner. Mi rende nervosa l'idea che porti a scuola qualcosa di cos prezioso,
di cos speciale - per non dire

insostituibile - e che lo sbatacchi qua e l nello zaino. Non credi? Potremmo fotocopiare il risguardo con la nostra stampante all-in-one per farlo vedere al tuo insegnante".

Molly ha sospirato. "Ok. Per una volta sono d'accordo con te. Se si bagnasse o si strappasse, o se me lo fregassero, credo che mi ucciderei.
Oops. Guarda cosa ti combina Sylvia Plath! Ho il suo libro da meno di due minuti e sto gi pensando al suicidio".
Si  chinata verso Faith e le ha dato un altro bacio sulla guancia, quindi mi ha gettato le braccia intorno al collo, ha afferrato lo zaino e, senza aggiungere altro,  schizzata fuori come se

l'avessero sparata con un cannone.

"Sorprendente". Ho scosso la testa.
"Mia figlia riceve un regalo che la induce a meditare il suicidio, ed eccomi a pensare che forse  la cosa migliore che le sia mai capitata!".

Faith ha sorriso. "Stai parlando del libro, naturalmente.  quella la cosa migliore".

"S, il libro. Certo, il libro". Ho riso. "Eli e io cerchiamo da anni la formula, l'"apriti sesamo", la parola
magica
che mandi Molly in visibilio.
Speravo che esistesse, e a quanto pare esiste, come abbiamo appena visto.
Dovevo solo aver fede che alla fine la risposta si sarebbe rivelata, suppongo".

La mia paziente mi ha strizzato
l'occhio. "Gi,  cos... e non  buffo che la risposta sia venuta da una donna di nome Faith?".

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Naomi Sciorra e Claude Chan: Le
cose vanno a gonfie vele per questa coppia; non speravo in progressi cos evidenti e cos rapidi. Le due donne hanno deciso di sposarsi, per affermare
l'importanza del loro impegno
reciproco. Durante la medesima seduta
abbiamo riesaminato il problema
dell'adozione e, con un po' di

incoraggiamento, le partner hanno scoperto un aspetto ironico della loro vita professionale che ha illuminato ancora di pi la questione, ed  servito a definire gli elementi chiave del processo. Acquisendo una maggiore sicurezza emotiva dopo la proposta di
matrimonio di Claude - seguita
dall'epifania che hanno vissuto
durante la seduta - Naomi  riuscita ad accettare una visione alternativa di quello che (a suo parere)  l'aspetto pi spinoso dell'adozione. Con un nuovo sguardo al lato umoristico, o almeno ironico, della situazione, ha fatto enormi progressi. Claude  visibilmente pi serena ora che Naomi

 felice; e la sua epifania ha reso la decisione sui documenti molto meno
ardua di quanto fosse parsa in
precedenza. Inoltre la cerimonia pubblica ha contribuito a cementare il loro rapporto e ha dato loro una base ancora pi solida per crescere un figlio.

Meriel De lacour: Finalmente
stiamo arrivando al nocciolo della sua insoddisfazione, anche se ancora in modo indiretto. Si illumina come un albero di Natale quando parla dei progetti di suo figlio per il ristorante
giamaicano. Bench mi abbia
assicurato pi volte che il progetto  di

William e solo di William, e che lei deve starne fuori il pi possibile e permettergli di fare di testa sua,  evidente che aiutarlo la riempie di gioia (in particolare, i suoi contributi si sono concentrati sull'arredamento e sulla scelta delle ricette). Nelle prossime sedute intendo scavare pi a fondo e, se necessario, insistere per indurla a esprimere le sue esigenze.
Desidera davvero svolgere un ruolo attivo nella nuova impresa di William?
 questo desiderio specifico a renderla insofferente verso il suo lavoro attuale, oppure si tratta solo del bisogno di fare qualcosa che la appaghi e rafforzi la
sua autostima? A seconda della

risposta, dovr darle una piccola spinta verso quella strada di mattoni gialli che la condurr ovunque sia il suo Oz.

Faith Ne sbit: I continui progressi di Faith non smettono di stupirmi. Sono orgogliosa di lei oltre ogni dire. Dopo quattro anni e mezzo, finalmente ha preso l'iniziativa di regalare o buttare via gli articoli e i libri di medicina del suo compianto marito, oggetti che
hanno chiaramente un valore
sentimentale per lei, ma che non svolgono alcun ruolo nella sua vita attuale. La decisione di rimuovere quelle cose dall'appartamento  molto

significativa. I suoi piccoli passi sono diventati enormi balzi in avanti senza alcuna perdita sensibile della fiducia in se stessa. Per molti versi, Faith  la paziente ideale; in effetti, casi come il suo infondono a noi terapisti la fiducia nella nostra capacit di fare la differenza e confermano la nostra
decisione di abbracciare questa
carriera. Voglio incoraggiare Faith a
continuare su questa strada,
assicurandomi che non proceda pi rapidamente del dovuto nel tentativo di compiacere la terapista o di strafare, perch se si avverasse una di queste due ipotesi esisterebbe l'ovvio rischio
di una ricaduta dannosa o di un

comportamento regressivo.

Io:
Devo ammettere che, sotto molti
punti di vista, in questo periodo sono decisamente felice. Pi di quanto mi sia capitato negli ultimi tempi. Sul fronte professionale, nelle ultime settimane alcune pazienti hanno fatto enormi progressi. Oltre a essersi sposate, ora Claude e Naomi sono sulla stessa lunghezza d'onda riguardo all'adozione; non potrei desiderare una paziente migliore di Faith; Alice
sembra aver assunto un maggiore
controllo dei suoi problemi lavorativi e pare raggiante con Dan Carpenter; Izzy si avvia verso una riconciliazione

con suo marito Dominick; e finalmente Meriel si  aperta - anzi,  sbocciata e ha espresso cosa la rende davvero felice.

E, miracolo dei miracoli, sul fronte familiare  successa la stessa cosa a Molly. Faith ci ha lasciate entrambe a bocca aperta quando  stata cos generosa da regalare a mia figlia una copia autografata di La campana di vetro. Molly la tiene sul comodino e la legge solo con addosso un vecchio paio di guanti di cotone di sua nonna, i pi adatti per proteggere il libro. In tutta la sua vita non l'ho mai vista trattare cos bene un giocattolo o un animale.
Non che si sia trasformata

all'improvviso in un'altra persona.
Potrebbe essere uno sviluppo
interessante, ma insano. No,  ancora la stessa Molly, ma  Molly con un fuoco che le brucia dentro. Se fossi cattolica accenderei una candela per
festeggiare questo graditissimo
cambiamento nel suo modo di fare.

I Lederer hanno trascorso una
splendida giornata a Seneca Falls per il matrimonio di Claude e Naomi.  stata la prima gita di famiglia dopo Coney Island, e quando Eli mi ha trascinata sulla pista da ballo deserta davanti ad altri settantacinque ospiti, ho ringraziato le mie stelle e i miei pianeti fortunati per qualunque cosa

avesse causato quel cambiamento in mio marito, Mr-Troppo-timido-per ballare in-pubblico. Non solo ha
trovato il coraggio di condurmi sulla pista, ma ha anche ballato molto bene!
Non so perch in tutti questi anni sia stato cos riluttante a sfoggiare la sua abilit. S, qualche tempo fa c' stata quella discussione "fastidiosa" in camera da letto, ma devo fidarmi di Eli quando afferma che non c' nulla che non vada tra noi. Negli oltre vent'anni che abbiamo passato insieme, contando anche il fidanzamento, non mi ha mai dato motivo per dubitare di lui, ed  vero che non  mai stato un tipo molto loquace. Quindi non posso biasimarlo

se non ha quegli assi nella manica, e non posso pretendere che a un tratto si esprima come una persona molto pi eloquente. Devo ricordare a me stessa che, per quanto il suo comportamento distaccato degli ultimi mesi possa essere frustrante, forse devo lasciarlo un po' stare.

Cos devo dire che in questo
momento le cose vanno abbastanza bene. Dal punto di vista emotivo sto
meglio di quanto non sia stata
ultimamente, anche se ho avuto
difficolt ad ammettere che la
situazione non fosse proprio idilliaca.
Secondo uno dei principi della
psicoterapia, se il paziente e il

terapista sperano entrambi che il paziente possa essere curato, la cura si manifester da sola. Ho accarezzato la speranza che le mie preoccupazioni fossero solo temporanee e che, con un po' di pazienza e tenacia, alla fine le cose sarebbero migliorate. E sono migliorate davvero.

E non solo, possono solo continuare a migliorare.

DELICATI.

13. Io.

D'altro canto, molte persone sposano la filosofia secondo cui le cose possono solo peggiorare prima di migliorare.
Cos, un mese dopo, quando il telefono ha squillato un sabato notte, ho temuto ancora una volta che una delle mie pazienti si fosse abbandonata a tendenze autolesionistiche e mi sono preparata per gestire la crisi.

Ma non ero preparata a ci che era accaduto in realt. La conversazione iniziale  andata pi o meno cos.

VOCE MASCHILE INCORPOREA

[accento newyorkese tra il moderato e il
pesante]

Susan Lederer?

IO

[esitante]

S... sono io...

VOCE

Signora Lederer, ha una figlia di nome Molly? [Per sicurezza snocciola anche il nostro indirizzo].

IO
[un sussurro appena udibile]

Oh mio Dio.

VOCE

Oh, no, nulla di cui preoccuparsi, signora Lederer.

IO

[sospiro di sollievo]

Meno male. A proposito, lei chi ?

VOCE

Signora Lederer, sono l'agente Lupinacci, ventiduesimo distretto, 83a strada. Abbiamo qui sua figlia Molly...

IO

Che cos' successo? Sta bene?

LUPINACCI

Fisicamente, s. Qualche ora fa si  verificato un episodio in cui  rimasta

coinvolta sua figlia.

IO

[di nuovo con il panico nella voce]

Merda...

LUPINACCI

 incolume, signora Lederer.

IO

Ha detto... ha detto che l'episodio si  verificato "qualche ora fa". [Ora arrabbiandomi un po' nonostante i miei buoni propositi]. Perch ci ha messo tutto questo tempo a telefonarmi? Chi viene arrestato non ha sempre diritto a una telefonata, oppure succede solo in tv? Molly non aveva con s il cellulare?

LUPINACCI
Ecco... signora Lederer, il cellulare di sua

figlia  stato confiscato. L'abbiamo trattenuto come prova.

IO

Prova? E non esistono i telefoni pubblici?!

LUPINACCI

Signora Lederer, vorremmo che venisse in centrale cosicch sua figlia venga riaffidata alla custodia genitoriale.

IO

Certo. D'accordo. Certo. [Mi mancano le parole]. Prendo un taxi. Per favore dica a Molly che le voglio bene e che arrivo il prima possibile.

Ho riagganciato e ho chiamato subito Eli, che stava lavorando a Gia in
redazione, ma mi ha risposto la

segreteria telefonica. Ho digitato il numero del cellulare, ma ho raggiunto solo la casella di posta vocale.
"Indovina chi dovr affrontare questo pasticcio da sola?", ho borbottato con rabbia mentre mi infilavo un paio di jeans e una felpa. Forse avrei dovuto optare, non so, per un look pi materno, ma erano i primi indumenti che avevo sotto mano, e non ho avuto la presenza di spirito necessaria per decidere quale abbigliamento avrebbe convinto l'agente Lupinacci che sono una brava madre. Lo sono davvero, agente, glielo giuro. Lo chieda all'altro mio figlio, che dormiva della grossa finch non l'ho svegliato per spiegargli che la mamma doveva

uscire per andare a recuperare sua sorella.

STACCO:

INTERNO NOTTE. CENTRALE DI POLIZIA.

[Una madre frenetica d una mancia esagerata al tassista nella fretta di concentrarsi su questioni pi urgenti. Fa irruzione nel distretto come se, be', come se stesse per salvare sua figlia da un grave pericolo].

Dunque, ecco lo scenario. Ho
chiesto a due persone diverse - una in uniforme e una in borghese - dietro due scrivanie diverse dove potevo trovare
l'agente Lupinacci e sono stata
indirizzata verso due stanze diverse, una

delle quali si  rivelata essere il bagno degli uomini, dove il custode mi ha gentilmente indicato la direzione giusta.

Molly era trattenuta in un ufficetto sommerso dalle scartoffie e ingombro di tazze da caff, pellicola di alluminio e piatti di plastica che testimoniavano una giornata di pasti su consegna. Non era la monastica sala degli interrogatori che si vede in Law & Order. Mia figlia era pallida e sembrava molto spaventata.
Delle scure occhiaie di stanchezza la facevano sembrare pi vecchia di quasi quindici anni. Indecisa se darle una strigliata per essere finita l dentro o piangere di sollievo perch, a quanto sembrava, era indenne, le ho buttato le

braccia al collo, colpendole
inavvertitamente la schiena con la borsetta.

"Stai bene, vero tesoro?", ho
domandato guardandola negli occhi.
Bench li abbia esaminati solo
rapidamente, non sembrava che avesse bevuto o assunto droga. Grazie a Dio.

"S, sto bene".

Ho registrato il suo sussulto
involontario. "Non ti hanno... fatto del male... o... toccata... in modo sbagliato vero?", ho sussurrato. Ho lanciato
un'occhiata a Lupinacci, la cui
espressione era molto pi paterna di quanto avessi immaginato.

"No,  tutto a posto, mamma. Una

volta che siamo arrivati qui, mi hanno persino tolto le manette", ha aggiunto indicando la stanza.

Mi sono rivolta all'agente. "Avete ammanettato mia figlia?! Perch?"

" la procedura standard, signora, quando catturiamo un taccheggiatore.
Una volta appurato che era minorenne e che non rappresentava una minaccia fisica per se stessa o per gli altri, gliele abbiamo tolte".

"Taccheggio? Molly, se avevi
bisogno di soldi, hai il bancomat.
Oppure avresti potuto chiamare a casa, e avremmo trovato il modo di fartene avere. Perch hai dovuto rubare?"

"Credo sia meglio cominciare

dall'inizio",  intervenuto l'agente. "Sua figlia  stata sorpresa a rubare da Zabar...".

"Da Zabar!!? Che cos'hai fatto? Hai cercato di trafugare il pranzo di
domani?"

"Pi o meno", ha risposto Molly
imbarazzata. "Ma era per la domanda d'iscrizione al Bennington".

"Non ci capisco niente", ho
confessato.

Lupinacci ha aperto il suo bloc-notes e, leggendo, mi ha informata: "Sua figlia ha usato il cellulare per filmarsi mentre sottraeva un pacchetto di salmone affumicato, una confezione di formaggio vegetale da due etti e mezzo e una

tavoletta di cioccolata alle mandorle".

"Come, niente ciambelle?", sono
sbottata sarcastica.

"Lo sanno tutti che quelle di H&H sono pi buone e che sono pi fresche se le compri la domenica mattina anzich il sabato sera".

"Adesso fai l'attrice comica?", l'ho rimbeccata.

"Sei stata tu
a fare la battuta sulle
ciambelle".

Ho alzato le mani. "Allora qual  la
situazione?", ho domandato al
poliziotto. "E che cosa significa questa bravata?", ho chiesto a Molly. "Che c'entra la domanda d'iscrizione al Bennington?".

Un uomo robusto in jeans e camicia scozzese  entrato nella stanza e ha rivolto all'agente un breve cenno della testa.

"Giuro che fa tutto parte della
domanda d'iscrizione al college. Mi sono filmata con il cellulare mentre
facevo cose da perdigiorno come
marinare le lezioni, giocare in sala giochi e ora taccheggiare, per avere materiale aggiuntivo che illustrasse che cosa succede a un'adolescente quando impazzisce, e per dimostrare che una solida istruzione universitaria, fornita da istituzioni come il Bennington - be', soprattutto il Bennington - pu impedire
a una giovane donna come me di

trasformarsi in un esempio degli aspetti negativi della nostra societ. Possono nobilitarla, istruirla e renderla una cittadina modello, il simbolo del pi roseo futuro dell'America. Sai...". Ha messo le parole tra parentesi come se le stessimo guardando mentre scorrevano su un gigantesco schermo sopra le nostre teste. "Salvate un'altra potenziale mente creativa da questa fine".

"Crede a questa storia?", mi ha
domandato Lupinacci.

"Conoscendo mia figlia, s, sono propensa a crederci", ho risposto. "Le dispiacerebbe dissequestrare il suo cellulare? Perch forse pu confermare il suo racconto. E quest'uomo chi ?",

ho chiesto guardando lo sconosciuto.

L'uomo ha allungato la mano. "Bob Akins. Dirigo Zabar il sabato sera".

"Ascolti... sarebbe cos gentile da
far cadere le accuse? Molly 
minorenne, non ha mai fatto nulla del genere in passato e sono certa che non lo far mai pi. Sicuramente si tratta solo di una bravata che le  sfuggita di mano; stava realizzando un filmato e si  immedesimata troppo. Di questi tempi entrare in un college  un'impresa cos competitiva che alcuni ragazzi sono tentati di fare qualsiasi cosa, per quanto incauta, pur di distinguersi". L'ho guardato. "Capisco che abbia dovuto fare il suo lavoro e chiamare la polizia,

ma abbiamo scoperto che  stato pi o meno un malinteso, e ora  tutto risolto,
vero? Non vuole portare questa
faccenda in tribunale, giusto? Dopotutto, quanto valeva la merce?".

Lupinacci ha consultato il blocnotes.
"Ventidue dollari e ventisette
centesimi. Ma c'era una tassa sulla tavoletta di cioccolato... perci sar un po' di pi".

"Accetti un rimborso", ho proposto, "e chiudiamola qui. Sono certa che non vuole questo genere di pubblicit", ho detto ad Akins, "e che lei, agente, preferirebbe evitare le relative scartoffie. Ventidue dollari e ventisette
centesimi? Facciamo ventidue e

cinquanta. Molly, paga il signor Akins".

Mia figlia ha mormorato qualcosa che non sono riuscita a capire, cos con il dito mi ha fatto cenno di avvicinarmi.
"Non ho soldi con me", ha sussurrato.

"Che cosa? Quante volte ti abbiamo detto tuo padre e io di non uscire mai di casa senza...".

"Faceva parte del progetto", ha
piagnucolato. "Volevo sapere come sarebbe stato essere arrestata davvero per taccheggio e tutto il resto. Per renderlo reale. Non per farla franca pagando se mi avessero beccata. Cos sono uscita di proposito senza soldi".

Avrei voluto ucciderla, ma era carne della mia carne. Ho preso venticinque

dollari dal portafoglio e li ho consegnati
ad Akins. "Da madre la prego di
dimenticare questo piccolo episodio.
Sono certa che mia figlia ha imparato la lezione, a giudicare dall'espressione terrorizzata che aveva quando sono arrivata".

Akins ha intascato i soldi e mi ha restituito due dollari e cinquanta. "Forse aveva paura di lei", ha scherzato.

"Ha figli adolescenti?", ho chiesto in tono lamentoso.

Ha sorriso. "Ho due gemelli di
quindici anni. Ecco perch ho accettato la sua proposta".

"Possiamo andare?", ho domandato a Lupinacci. L'agente ha annuito e ci ha

spiegato come recuperare il cellulare di Molly. Mentre ci dirigevamo verso la stanza degli effetti personali, ci ha richiamate.

"Ehi! Solo una domanda, signora
Lederer".

"Spari. Oops, scusi, non
intendevo... Volevo dire: "Dica pure".
Qual  la domanda, agente?"

"Volevo solo sapere che lavoro fa.
La sua professione. Pura curiosit".

"Sono una strizzacervelli".

Ha scosso la testa con aria confusa e sbalordita. "Tutto torna".

Davanti alla centrale, ho fermato un taxi. "Se credi che questo piccolo

episodio non avr conseguenze, ti sbagli di grosso", ho avvertito Molly. "Quando lo scoprir tuo padre...".

Ha alzato una mano per zittirmi.
"Sai, mamma, dici sempre alle tue pazienti di affrontare i problemi da sole, di non fare affidamento sugli altri, di non essere codipendenti. E ogni volta che a casa succede qualcosa, aspetti sempre che pap intervenga, prima di fare una mossa. E nella maggior parte dei casi lui
non c'
nemmeno. Almeno non negli
ultimi tempi".

Mi ha ferito. E non ne aveva alcun motivo. "Lo faccio perch nella nostra
famiglia ci sono due
genitori che hanno
concordato di condividere ogni sorta di

responsabilit". Anche se di solito sono io a fare la parte del leone. "Non cercare di cambiare argomento, Molly.
Sono furibonda con te. Stai tentando di svicolare, ma non funzioner".

Ovviamente quando siamo rientrate Eli - che ha detto di essere arrivato meno di dieci minuti dopo la mia partenza, ma era sicuro che avessi tutto sotto controllo e ha pensato fosse meglio restare a casa con Ian - ha avuto qualcosa da dire sulla faccenda. Ma invece di sbraitare e inveire contro nostra figlia perch si era rivelata una teppista irresponsabile, ha deciso di metterla sotto processo, dandole l'opportunit di difendersi. Molly ha

preteso una giuria di suoi pari, ma visto che la mezzanotte era passata da un pezzo mi sono opposta alla mozione di
svegliare Ian. Sigmund sembrava
disposto ad assistere purch avesse un osso da rosicchiare e - come molti giurati - ha finito per interessarsi pi alle esigenze del proprio stomaco che al procedimento legale.

Per provare la tesi secondo cui
aveva organizzato - o dovrei dire filmato? - il furto per un video da allegare alla domanda d'iscrizione, Molly ci ha mostrato sia l'opera in fase di realizzazione sia i documenti del college parzialmente compilati. Ci ha anche annunciato che intendeva spedire

il suo diario - l'originale, non una
fotocopia - come ulteriore
dimostrazione della sua vita dissoluta, l'esempio lampante di un essere umano che fino ad allora si era accontentato di occupare spazio e perdere tempo.

"Credo che il diario li lascer a bocca aperta", ha dichiarato. "Insomma, non considereranno terrificante che qualcuno possa essere cos vulnerabile, e cos stupido, da rivelare i suoi segreti pi reconditi a un gruppo di perfetti sconosciuti, segreti che non rivelerebbe nemmeno ai suoi migliori amici?!".

"Guardi mai i reality?". Eli
sembrava scettico. "Sei sicura di non avere due diari?", le ha domandato.

"Oh pap! Sei tremendo!".

Eli le ha sorriso. "Tua madre e io abbiamo imparato a dubitare di tutto in questa vita. E la menzogna  un vizio che non ti  del tutto sconosciuto".

"Ok, se non mi credi, perquisisci la mia stanza! Ti garantisco, ti giuro, che esiste un solo diario".

"Stiamo uscendo dal seminato",
sono intervenuta. "Molly, hai commesso un crimine, un crimine concreto, e ci saranno conseguenze concrete. Sei stata maledettamente fortunata - lo siamo stati tutti - che Zabar abbia fatto cadere le accuse. La tua paghetta non avrebbe coperto le spese legali".

"Me la sono fatta sotto per la paura,

non  sufficiente?".

Eli ha scosso la testa. "Niente feste questo mese. Puoi scordarti la gita sugli sci durante le vacanze di Natale, e non
pensare nemmeno di ricevere dei
regali".

"La punizione si estende oltre le
feste di Natale e Chanukah", ho
aggiunto. " annullato anche il
capodanno. E da questo momento non esci pi fino a data da destinarsi".

"Credo che la sentenza non sia
abbastanza severa", ha detto Eli. "E abbiamo dimenticato il verdetto del giurato". Abbiamo guardato Sigmund, impegnato con il suo osso.

Un sorriso maligno mi ha increspato

le labbra. "Molly, dovrai portare a spasso il cane e anche pulire i suoi "incidenti" in casa. Anche questo fino a

" un problema tuo", ho replicato.

data da destinarsi".
"Mammaaaaaaaaaaa", ha
piagnucolato. "Questo  davvero
ingiusto".

" stata lei
a dirlo", mi ha fatto eco
Eli.

Eli e io non decidevamo una
punizione insieme da mesi.  stata una bella sensazione, come ai vecchi tempi.
Ho avuto l'impressione che fossimo tornati a essere una vera coppia, a fare fronte comune davanti alle avversit.
Avevo quasi dimenticato che non era

stato presente per risolvere il problema quando era scoppiata la crisi. "Pensi che dovremmo assegnarle anche qualche servizio di utilit sociale?", ho proposto.

"Dove mandano i ladri minorenni?", ha chiesto Eli.

"Dev'esserci un programma
obbligatorio. O magari una casafamiglia. Luned telefono all'agente Lupinacci per chiederglielo. Sono sicura che quei posti hanno sempre bisogno di volontari, soprattutto sotto Natale".

Molly ci ha guardati in cagnesco.
"Siete cos crudeli!".

Le abbiamo fatto notare che eravamo la benevolenza fatta persona, in

confronto al sistema giudiziario minorile di New York, e l'abbiamo spedita a letto.

Ho alzato la mano per dare il cinque a Eli. "Ottimo lavoro, amico. Mi mancava!". L'ho abbracciato e mi sono piegata in avanti per baciarlo. Ha girato la testa, lasciando che le mie labbra gli atterrassero sulla guancia.

"Sei stata brava anche tu, amica".
Mi ha baciata sulla fronte.

Oh.

Dico qualcosa... o lascio perdere e faccio finta di niente?

"Eli... questa sera ho sentito
davvero la tua mancanza. Concediti una pausa dal libro e lascia che la tua

immaginazione si ricarichi. Talvolta se
ci si concentra troppo
su una cosa ci si
fa prendere cos tanto dall'ansia che non si ha mai abbastanza tempo per portarla
a termine. Ogni tanto non puoi
trascorrere un sabato sera con tua moglie? Mi manca il romanticismo, Eli, fosse solo una ciotola di popcorn davanti a una stramba commedia in seconda serata sulla TCM".

"A proposito di cose che mancano", ha detto, emettendo un piccolo sbuffo frustrato, "non riesco a trovare i miei boxer fortunati. Sai, quelli verde acqua con Betty Boop davanti. Sono ancora a un punto morto con Gia, e ogni volta che mi sento bloccato sul piano creativo mi

infilo i miei boxer fortunati, e prima o poi la musa ricompare".

"Non ne ho idea, Eli. Non li ho visti di recente. Non che ricordi, almeno".

"Manca all'appello anche uno dei miei calzini di Topolino. Quelli blu
scuro dell'Apprendista
stregone. Sei tu
l'esperta di bucato, cos ho pensato di chiederlo a te. Ero sicuro che mi avresti aiutato".

"Be', Eli, non lo so", ho sospirato, consapevole del fatto che aveva ignorato le mie osservazioni sulla sua tendenza a trascurarmi e a trattare in modo spiccio la nostra vita amorosa. "E se  cos importante, d'ora in avanti puoi fare il bucato tu stesso, cos puoi controllare

ogni singolo indumento. Se invece  una responsabilit troppo grande, puoi tornare al negozio dove hai comprato i primi boxer di Betty e comprarne un altro paio o due. Idem per i calzini di Disney".

"Sei davvero spigolosa questa sera, Susie", ha detto, nell'immediato tentativo di rabbonirmi. Sapevo che non gli sarebbe piaciuta la mia proposta di occuparsi del bucato. Si  messo dietro di me e mi ha massaggiato le spalle.
Speravo che mi strofinasse il viso contro il collo, ma non volevo sembrare troppo bisognosa di attenzioni.

"Be', non sei stato tu a dover uscire a mezzanotte per recuperare la nostra

primogenita dal distretto di polizia locale. E non sei stato tu a dover convincere quel tizio a far cadere le accuse. Giuro che non guarder pi nello stesso modo il formaggio vegetale e il salmone affumicato". Ho appoggiato la testa contro il suo petto e ho alzato gli occhi su di lui. "Andiamo a letto.
Affronteremo gli altri piccoli problemi della vita alla fresca e chiara luce del mattino". Gli ho preso la mano per guidarlo verso la nostra camera.

"Non dimenticare i miei boxer
fortunati e il mio calzino".

Ho acceso la luce del corridoio. "E come potrei?". Ho sospirato.

14. Faith.

"Non crederai a quanto sto per dirti nemmeno tra un milione di anni", ha esordito Faith il mattino successivo. Era davvero euforica. Per il momento la composta signora di una certa et era scomparsa.

Le ho sorriso. "Mettimi alla prova".

"Ecco... ricordi quando un paio di
settimane fa ti ho chiesto di

accompagnarmi a quel concerto jazz sulla 92a?".

Ho annuito. "Scusa se non sono
venuta. Quella sera Ian aveva una recita scolastica".

"Non voglio farti sentire in colpa; dopotutto i tuoi figli vengono prima di ogni altra cosa. Ma ti sei persa un concerto magnifico. Anzi...  stato cos meraviglioso... cos stimolante e suggestivo... da spingermi a fare una
cosa che non avevo mai fatto in
settantadue anni. Sei pronta?"

"Altroch! Stendimi, piccola".

"Oh-ho, conosci il gergo del jazz!
Trs chic. Be', Susan, come una
scolaretta che aspira a calcare le scene,

ho aspettato che i musicisti uscissero dopo lo spettacolo. Uno in particolare, un pianista, mi aveva mandata in brodo di giuggiole. Elijah Loving, si chiama.
Un musicista fantastico, semplicemente
fantastico. Mi aveva davvero
emozionato e dovevo dirglielo. Non
potevo farne a meno. Non potevo
lasciare la sala concerti e dirigermi verso la fermata dell'autobus senza dire al signor Loving quanto mi avesse commossa la sua esecuzione. Ero cos nervosa. Te lo assicuro, Susan, non so dove abbia trovato il coraggio. Cos ho aspettato... e gliel'ho detto... e poi
indovina che cos' successo?"

"Non riesco a immaginarlo", ho

replicato. "Preferirei che me lo raccontassi tu".

"Mi ha invitata a prendere un
caff!".  arrossita dagli zigomi all'attaccatura dei capelli.

"No!", ho esclamato felice.

"S!".

Ci siamo date il cinque.

"Caspita!  una splendida notizia!".

Ha sorriso. "Era dai tempi del
college che non avevo un appuntamento con un uomo. Sai, dopo aver conosciuto Ben non c' stato nessun altro per me.
Mai. Be', fino all'altra sera".

Alla faccia della disponibilit ad
andare avanti. Avrei voluto
abbracciarla.

"Susan, mi sono ritrovata cos presa da lui. Davvero cotta".

"Intendi cotta della sua musica o cotta-cotta?".

Si  sventolata con la mano. "Tutte e due le cose, a essere sincera. Ma capisco che cosa vuoi sapere. E, s, cotta-cotta. E c' dell'altro. Pi di quanto tu possa credere".

Ho riso. "Ok. Mettimi di nuovo alla prova".

Si  piegata verso di me e ha
abbassato la voce fino a ridurla a un bisbiglio complice da pigiama party.
"Ha solo quarantotto anni!". Un uomo pi giovane! Ho soffocato l'impulso di lanciare un gridolino. Dopotutto, la

seduta era una situazione professionale.
"E...", la sua voce si  ridotta a un sussurro ancora pi impercettibile, "... afroamericano".

Quella rivelazione era del tutto inattesa. Solo qualche mese prima, se qualcuno mi avesse domandato se a mio parere Faith Nesbit avesse pregiudizi razziali, probabilmente avrei risposto mio malgrado di s.

"E un'altra cosa meravigliosa di Elijah", ha ripreso pavoneggiandosi un po', " che gli piace il colore viola".

Quella notizia mi ha procurato un attimo di perplessit. "Il libro o il
film?"

"Ch...? Oh, no, sciocca! I miei gusti

in fatto di moda, ovviamente. Buffo, non avevo pensato alle altre due possibilit finch non le hai accennate. Cos voglio dirti una cosa, nel caso tu possa temere che stia avendo una ricaduta: nei prossimi giorni pu darsi che indossi pi spesso i miei vestiti viola e che per il momento lasci quelli azzurri e ruggine nell'armadio". Mi ha fatto l'occhiolino.
"Ho invitato Elijah ad accompagnarmi all'opera la prossima settimana. Non  magnifico? Ama Donizetti quanto Dizzy Gillespie. Oh... e come me  un fan sfegatato di Hoagy Carmichael! Ed  anche un collezionista. Mi ha chiesto di andare da lui a vedere la sua collezione di cimeli di Hoagy", ha aggiunto con una

strizzatina d'occhio. "Come sai, Stardust era la "nostra canzone" quando Ben e io ci siamo sposati. Anzi,  stato il nostro primo ballo alle nozze. And
now the purple dusk of twilight
time...", ha canticchiato. ""Il
crepuscolo viola del tramonto"...
mmh... Da ragazzina, quando ho sentito Stardust per la prima volta, me ne sono innamorata subito e da allora mi sono vestita sempre di viola".

Durante quella seduta Faith aveva fatto un altro passo avanti: non aveva
divagato nemmeno una volta in
quarantacinque minuti. Mentre andavo ad aprire la porta, mi sono chiesta se farglielo notare, ma ho deciso che

evitare di sollevare l'argomento sarebbe stato pi proficuo per il nostro lavoro.

Mala Sonia colpisce ancora.

Quando ho aperto la porta, mi sono ritrovata davanti Mala Sonia, tutta in ghingheri con i suoi jeans attillati, la camicetta gialla a piegoline e un paio di appariscenti sandali da sera che potevano essere firmati da uno di quegli originali stilisti europei o una delle imitazioni di Payless; non avrei saputo distinguerli. Aveva un'espressione afflitta e la mano a mezz'aria, come se si stesse apprestando a bussare. "Devo

parlarti", ha detto abbassando la voce quando ha visto Faith sul divano. "In privato, se possibile. Ho avuto una visione e devo assolutamente farti le carte". Mi sono scostata per farla entrare. "Mi sono svegliata nel bel mezzo della notte e ho sentito che sta per
succedere qualcosa di molto
importante". Si  portata una mano al
cuore e ha giocherellato con
l'appariscente crocifisso che le penzolava tra i floridi seni. "Ho sentito qui dentro qualcosa che ti riguarda. Mi sono girata e rigirata nel letto fino a questa mattina, chiedendomi se parlarti

o meno di questi brutti presentimenti, perch so che sei una miscredente".

Mala Sonia si torceva le mani dalla
costernazione, come un'attrice
consumata.

"Se per "miscredente" intendi che non baserei la mia vita sulla lettura dei tarocchi o sull'oroscopo del giornale, suppongo che tu abbia ragione. Se invece pensi che non creda in Dio, ti sbagli".

"Ok, allora, mettiamola cos. Credi
all'intuito femminile?"

"Be'... s. Assolutamente", ho
ammesso.

"Ecco, ho avuto un'intuizione,
diciamo. Un'intuizione su una cosa importante per cui devo farti le carte.
Non te ne pentirai, te lo assicuro".

Ho esitato. Non dovevo essere al poliambulatorio prima del pomeriggio, quindi non avevo fretta. Per avevo cose pi costruttive da fare per riempire il tempo, per esempio scrivere gli appunti sui progressi o passare l'aspirapolvere.
"Non intendo darti venti dollari", le ho detto sbrigativa.

"Non te li ho chiesti".

Quella s che era una sorpresa. "E Faith resta... se ne ha voglia". Ci siamo voltate entrambe verso la mia paziente.
Suppongo di aver voluto una testimone, anche se non sapevo di cosa. "Ti va?
Hai da fare?", le ho domandato.

"Sarebbe un piacere. Dove devo
sedermi?".

Mala Sonia e io abbiamo indicato il sof. "Resta l", ha detto la zingara. Ha estratto dalla borsetta una di quelle candele che si trovano nei ristoranti di pesce, infilate in spesse coppe rosse rivestite da una retina di plastica. "Oggi queste luci non vanno bene per la lettura.
Prima voglio dirti una cosa sulle carte", ha proseguito seria. "Una cosa che forse non sai. E forse ti aiuter a credere un po' pi nel loro potere. Siediti". Ha puntato uno degli sgabelli traballanti, e io l'ho trascinato fino al tavolo. Ha pescato il mazzo di tarocchi dalla borsa e sparpagliato le carte a faccia ins in un mucchio disordinato. "Vedi che ci sono quattro semi, come in un mazzo di

carte da gioco?". Ho annuito, curiosa di sapere dove volesse andare a parare.
Dopotutto, incoraggio le mie pazienti a correre dei rischi e ad ampliare i loro orizzonti, e sarei ipocrita se non fossi disposta a mettere in pratica ci che predico.

"Quattro semi: coppe, spade, denari e bastoni. Cinquantasei carte: gli Arcani Minori. Con numeri e figure come in un mazzo da poker, ok?". S, ho annuito ancora. "Poi abbiamo ventidue carte con dei numeri romani, come il Folle, l'Amore, la Fortuna, il Diavolo e cos via. Ok? Queste carte si chiamano Arcani Maggiori. Ed  qui che credo riconoscerai, in quanto psicologa, che i

tarocchi sono qualcosa di pi di una semplice superstizione. Molte persone credono che i ventidue Arcani Maggiori corrispondano agli archetipi di Carl Jung".

In effetti quelle informazioni erano interessanti. Gli esseri umani tendono davvero ad associare e persino a imporre agli individui o alle entit un archetipo: Jung la chiamava "attivit psichica preconscia". Pur non essendo una terapista junghiana pi di quanto sia una terapista freudiana (preferisco usare un pot-pourri di metodologie a seconda delle pazienti e dei loro sintomi), do sicuramente credito a Carl Jung.

Ok, una parte di me era ancora

incline a credere che i tarocchi fossero tutte stronzate, ma l'esploratrice e l'amante del rischio che erano dentro di me hanno cercato di aprirsi all'incrocio tra il folclore zingaro e i principi di una delle voci pi autorevoli e feconde della psicoterapia. Secondo Jung l'archetipo dell'Ombra  quello in base al quale noi proiettiamo il nostro lato oscuro sugli altri e vediamo in essi dei nemici o delle presenze estranee nella nostra vita, che ci repellono ma allo stesso tempo ci affascinano. Che stessi proiettando quell'ombra su Mala Sonia?

"Ecco altre informazioni per una persona scettica, o per una persona di scienza che ama conoscere le cause

delle cose: i tarocchi sono ancora pi antichi delle carte da gioco. Ogni carta dei tarocchi  il frammento di una storia.
La posizione della carta, diritta o a testa ingi - che si chiama anche invertita o capovolta - ne cambia il significato.
Anche la collocazione della carta, cio da quali altre carte  circondata, pu modificarne il significato. Altre informazioni ancora: in qualsiasi lettura, se ci sono tanti Arcani Minori vuol dire che la storia raccontata si riferisce a un futuro immediato. Cos, se la storia contiene elementi sgradevoli, si pu dormire pi tranquilli sapendo che la propria condizione cambier di l a poco. Se invece ci sono pi Arcani

Maggiori, e quindi pi archetipi, allora la situazione in cui ci si trova perdurer per parecchio tempo nel futuro".

Ha cominciato a raccogliere le carte in una pila ordinata, accompagnata dal tintinnante suono dei suoi numerosi braccialetti. Quella mattina aveva optato senza dubbio per un look zingaresco. "E ti dico un'altra cosa che ti interesser, Susan, visto che sei convinta che i tarocchi siano solo superstizioni occulte: centocinquant'anni fa c' stato un ebreo che ha collegato i numeri degli
Arcani Maggiori alle lettere
dell'alfabeto ebraico. Interessante, no?"

"No", le ho fatto eco. "Voglio dire, s.  interessante". Era evidente che

Mala Sonia ci teneva parecchio a

"vendere" la legittimit delle carte facendo appello alla donna di scienza e all'ebrea che erano in me, e si stava dando un gran daffare per persuadermi a "comprarla", metaforicamente parlando.

"Ti faccio la lettura da dieci carte", ha ripreso accendendo la candela.
"Croce celtica completa". Ha spento i neon e ha chiuso la porta. "Non la lettura da venti dollari con sei carte.
Non preoccuparti", ha aggiunto,
studiando la mia espressione dubbiosa.
"Ti ho detto che  gratis. Devo farlo. Sia per me, per obbedire alla visione di ieri notte, sia per te. Sei a tuo agio?".

Per qualche ragione mi sentivo

molto nervosa, molto agitata. "A mio agio per quanto lo consentano le circostanze, suppongo".

"Ora", ha proseguito, "la visione mi ha detto che qualcosa ti turba, ma che non riesci a capire che cosa; e quindi non puoi affrontare il problema perch non ha un volto, n un nome. Ma in qualche modo avverti che qualcosa non va".

"Stai formulando la domanda al
posto mio?", ho chiesto. "Questo mi lascia molto perplessa. Credevo di
dover essere io
a porre il quesito a te".

"Nelle tue sedute non lavori sempre allo stesso modo con tutte le pazienti, no?". Ho ammesso che aveva ragione.

"Immagina che sia la stessa cosa. Ma se ti fa stare meglio porre tu stessa la domanda, chiedimi perch ti senti "fuori fuoco", dicendo che ormai ti senti cos da un po' di tempo, ma non riesci a spiegare il perch, e che vuoi sapere
qual  il tuo problema e se lo
supererai".

Ho sospirato. "Ok, Mala Sonia.
Voglio sapere cosa mi turba negli ultimi tempi, e una volta scoperto cos', una volta che l'avr identificato, voglio sapere se lo superer".

"Ottima domanda!". Ha sorriso.
"Impari in fretta". Ha mescolato e tagliato le carte, anzich chiedermi di sceglierle da un ventaglio come aveva

fatto con Amy e Alice. Ha lanciato un'occhiata all'intera disposizione, poi ha esaminato i singoli tarocchi a uno a uno, come se volesse decifrarne i legami reciproci. Ho tentato di analizzare l'espressione del suo volto. A tratti appariva attenta, poi meditabonda, poi agitata, e a un certo punto ho creduto di vedere uno o due tremiti di paura.
Ovviamente la cosa non mi ha messo a disagio, soprattutto perch avevo l'impressione che quella lettura mi fosse stata imposta con la forza.

"Ti spiegher le cose man mano che procediamo, sempre tenendo presente la tua domanda".

"La tua domanda, in realt", l'ho

corretta.

"La
domanda. La domanda che mi 
apparsa in visione ieri notte, e che mi ha tenuto sveglia e mi ha agitato con sensazioni cos negative. La domanda che circonda la tua aura".

La configurazione da dieci carte consisteva in una croce all'interno di un'altra croce e in quattro tarocchi disposti in linea verticale alla sua destra. Mala Sonia ha dato un colpetto alla carta inferiore della croce interna.
"Vedi questa? Prima carta:
l'Imperatrice. La prima carta
rappresenta la tua posizione attuale; chi sei o chi sei stata finora, e qual  la base
della tua situazione. Un Arcano

Maggiore. Cos, Susan, immaginiamo

che ora tu sia lei".

"Ok...".

"E chi  l'Imperatrice?  l'archetipo della femmina affettuosa.  Donna.  Moglie.  Madre.  Matrimonio. Pensa a Demetra nella mitologia greca, s?
Questa carta ci guida come una carta stradale alla tua vita domestica in quanto centro dell'oscuro problema che ti circonda. L'Imperatrice pu anche rappresentare la forza alla base di un solido rapporto di coppia. Ci significa che tu, Susan, a casa tua, sei la forza alla base della relazione con tuo marito, con i figli. Nella tua vita, l'aspetto professionale e quello personale

tendono spesso a fondersi, perch conduci le sedute terapeutiche nello stesso edificio in cui abiti, quindi possiamo dire anche che ciascuna delle tue pazienti  una compagna e che, come terapista, sei la forza alla base anche di questi matrimoni. Sei tu che fai s che essi riescano, non loro. Mi segui finora,
s?"

"S", ho risposto, cercando subito di analizzare in che modo i significati
simbolici dell'Imperatrice si
applicassero a me. Maledizione, avevo gi iniziato a bermi quelle cretinate. Ero furibonda con me stessa per essermi dimostrata cos credulona.

"In realt, credo che qui il nucleo

sia la casa, pi che il lavoro. Anche se il lavoro c'entra qualcosa, i segni indicano che la casa e il focolare sono il luogo in cui dobbiamo cercare la causa della tua problematica aura".

"Se lo dici tu", ho sospirato.

Ha dato un colpetto alla carta
orizzontale nella croce interna. "La seconda carta mostra dove sei ora e in che modo la tua situazione si ripercuote su chi sei e su dove sei. Qui abbiamo il fante di coppe. Dove sei ora? Qui c' la risposta", ha detto battendo il tarocco con pi forza. "Sei una persona leale e riflessiva, Susan. Ti piace essere utile agli altri, aiutarli a raggiungere un obiettivo specifico, e sei anche una

persona molto affidabile. Questo  positivo".

" inquietante", ho osservato, gi congratulandomi con me stessa perch incarnavo i tratti migliori del terapista, a quanto diceva il fante di coppe. "Sono
cos anche come moglie e come
madre?", mi sono chiesta, visto che era quella la sfera di cui stavamo parlando.
Ho cercato di educare i miei figli perch diventassero bravi cittadini con valori solidi, e sono senza dubbio una moglie fedele; l'infedelt non  mai stata sul mio schermo radar.

"Pronta per la terza carta?". Ho annuito, e Mala Sonia ha indicato il Mago, il tarocco collocato subito sopra

la croce interna. "La numero tre simboleggia il tuo obiettivo, o il tuo destino, oltre alle tue speranze o ai tuoi timori. Un altro Arcano Maggiore, il Mago, una carta molto potente. Questa figura incarna i tratti positivi della sicurezza, della forza di volont e della fiducia in se stessi, ma pu anche indicare astuzia e inganno; forse temi di imbrogliare le persone facendo credere loro che sei competente e saggia e che hai il controllo della situazione, quando in realt stai solo gettando loro fumo negli occhi".

Ed ecco che ho cominciato a
domandarmi se non stessi facendo la brava moglie e la brava madre in modo

meccanico e superficiale, riservando le caratteristiche positive del Mago alle mie pazienti. O forse temevo, in qualche
modo, di ingannare anche loro,
spacciandomi per una persona
onnipotente, equilibrata, stabile sul piano emotivo e in possesso di tutte le
risposte, quando invece sono
disfunzionale quanto loro. "Non sono certa di aver capito come queste cose abbiano a che fare con il mio destino", ho detto. Mi sarei morsa le mani per essere caduta cos rapidamente nella sua rete; era un'abile seduttrice.

"Per come interpreto il messaggio delle carte, devi usare tutta la tua fiducia in te stessa e tutta l'ingegnosit che ti 

stata donata per arrivare a una
soluzione. La tua sicurezza, anch'essa rappresentata dal Mago, ti aiuter nel tuo percorso, purch tu sia abbastanza forte da conservarla. Il Mago evidenzia un cambiamento: qualcosa di nuovo.
Immaginalo mentre estrae il coniglio dal cilindro o solleva un fazzoletto scarlatto per rivelare una colomba, dicendo: "Opl! Abracadrabra!". Cos parte del tuo destino  un grande e sorprendente cambiamento".

"Ti riferisci a un grande e
sorprendente cambiamento sul fronte
familiare, giusto?"

"La sfera domestica. Casa e
focolare, s. Hai qualche domanda?".

Ho scosso la testa. "Non ancora".

"Dunque, Susan, ora arriviamo alla carta numero quattro, che rappresenta le origini della tua situazione nel lontano passato, oltre al modo in cui tale situazione  esistita nel passato recente.
Indica anche blocchi o influenze a lungo termine. Anche se forse il suo effetto si sente ancora - nella tua vita attuale e forse anche nell'immediato futuro - il suo influsso sta svanendo e perdendo importanza nella tua esistenza. Ci riferiamo quindi a qualcosa che  stato parte fondamentale della tua vita familiare per diversi anni, e che
continua
a essere un elemento centrale,
ma che sta per uscire dalla tua

esistenza".

Ha scrollato il capo con espressione mesta. "Per te sar molto difficile accettarlo, ma la quarta carta, l'Arcano Maggiore con il numero romano trel'Imperatore - rappresenta stabilit, rappresenta padre, rappresenta marito".

Ho metabolizzato le sue parole,
ricominciando ad analizzare il
significato della carta e il suo nesso con la mia vita. Ok, forse mi stavo facendo trasportare troppo, perch i miei pensieri ruzzolavano sempre pi in basso, verso un luogo buio e spaventoso.
L'impensabile si  fatto strada nella mia mente, finch non ho vomitato come un veleno le parole: "Mala Sonia, stai

cercando di dirmi che Eli ha una relazione?".

15.

Mala Sonia  trasalita. "Sai che io interpreto solo le carte", ha ribadito con voce piena di ansia.

"Ma ci... ci che ho appena detto  la tua interpretazione?". Non ero sicura di voler sentire la risposta.

"Sei una donna intuitiva, Susan. Ti guadagni da vivere analizzando le situazioni personali degli altri e interpretandole... come me".

Be', quella s che era una risposta evasiva. Evidentemente non voleva
prendere posizione. Le "medium"
zingare non vengono mai citate per
negligenza nell'esercizio della
professione quando una previsione o una lettura si rivelano sbagliate? Eppure il mio lavoro mi ha insegnato, lo ammetto, che analizzare una questione  come guardare attraverso un prisma: esiste pi
di un modo per affrontarla e
interpretarla.

"Ti dico qualcos'altro
sull'Imperatore, Susan. Naturalmente  il capofamiglia.  un entusiasta;  creativo. Ama divertirsi, e questa cosa ne fa un uomo irresistibile. Ma sa anche

comportarsi come un bambino. Pu anche sentirsi intrappolato nelle responsabilit, il che pu renderlo
annoiato e irrequieto, persino
insoddisfatto".

Quella descrizione fin troppo fedele di Eli stava alimentando le mie peggiori paure. "Andiamo avanti", ho detto incerta, cercando di mascherare l'ansia dietro quella che speravo venisse scambiata per curiosit clinica. In qualche modo, ne ero certa, Mala Sonia era in grado di insinuare il dubbio nella mia mente e poi di approfittarne con lo stesso "radar" che attira gli squali verso il sangue. Se avesse avvertito una debolezza, l'avrebbe senz'altro sfruttata.

Ha indicato la carta posizionata subito sotto la croce centrale. "Siamo alla numero cinque, s? La quinta carta simboleggia i fatti del passato recente e le forze a tuo favore o a tuo sfavore.
Qualunque carta sia,  fondamentale per l'esito della lettura".

"E perch?". La curiosit uccise il gatto, Susan.

"Rappresenta il nodo o il nucleo di tutti i fatti precedenti legati alla tua domanda. Qui abbiamo il primo Arcano Minore della tua lettura: il nove di denari. Se la applichiamo alla sfera domestica, anche questa carta indica sicurezza, benessere materiale e un ambiente protetto. In questo tarocco

vediamo una donna che cura il suo giardino. Non  un'avventuriera.  pi un'esploratrice cauta, una persona affettuosa, e il giardino  fiorito grazie ai suoi sforzi. Ha vissuto nell'agio e nella sicurezza".

"Ha vissuto nell'agio e nella
sicurezza finora, vuoi dire", l'ho interrotta, sentendo il mio corpo che si irrigidiva. "Hai detto che questa carta simboleggia quanto ha preceduto la mia domanda, e quest'ultima ha qualcosa a che vedere con un problema familiare o matrimoniale".

"S,  esatto", ha confermato
accigliata. "Finora. Finora, o fino al recente passato, tutto  stato prospero,

come il giardino. Ora? Non va cos bene, mi dispiace dirtelo. Il che ci porta alla sesta carta. Questa posizione rappresenta l'immediato futuro e la sua influenza. Indica come sei uscita dal recente passato e gli eventuali nuovi fattori che sono emersi. La numero sei  il due di denari; ci che ti aspetta - mi rincresce dirtelo, ma  questo il significato della carta - sono situazioni difficili, nuovi problemi, imbarazzo, preoccupazione e un cambiamento da affrontare con serenit. Avrai molte cose tra cui destreggiarti. Compresa la tua situazione finanziaria".

"Stiamo ancora parlando della mia vita familiare? Del mio matrimonio?"

"Tutta la lettura riguarda la stessa
grande domanda. Non abbiamo mai
cambiato argomento. Che cosa ti turba cos profondamente e qual  la causa?  questo l'interrogativo in esame.
Guardando la prima carta, l'Imperatrice, abbiamo concluso che la causa  la casa e non il lavoro. La famiglia e non le tue pazienti".

Ho additato prima il nove di denari e poi il due di denari. "Allora diciamo
che stiamo parlando del mio
matrimonio. Mi stai dicendo che era stabile e prospero, ma che  successo qualcosa; Eli - l'Imperatore, intendo -  annoiato e irrequieto, e in futuro dovr
affrontare molti conflitti e

sconvolgimenti, che immagino siano legati in qualche modo all'Imperatore insoddisfatto".

Ha mantenuto un'espressione
imperturbabile. "Conflitti e
sconvolgimenti  una buona
interpretazione, ma ricorda il tuo destino, la carta del Mago. Userai la tua forza di volont e la tua fiducia in te stessa per uscire dalla tempesta imminente".

Magra consolazione, ho pensato;
poi ho capito che, con ogni probabilit, avrei incoraggiato una delle mie pazienti a fare la stessa cosa, in una situazione del genere.

"Ora abbiamo la numero sette.

Questa carta viene spesso interpretata come quella che rappresenta te, la persona che pone la domanda. Aiuta anche a chiarire come si evolver l'immediato futuro. La carta nella settima posizione rivela come reagirai all'immediato futuro e come si evolver il tuo avvenire".

Ho sussultato indicando il tarocco.
"Quella  la morte!". Visto che ormai immaginavo che quella lettura mostrasse un ritratto dell'infedelt di Eli e delle relative conseguenze, ho cominciato ad avere visioni di mio marito che mi faceva a pezzi nel nostro letto, o viceversa. Dio, all'improvviso mi ritrovavo in uno dei suoi maledetti

fumetti. Non era carino.

Mala Sonia ha alzato la mano come per placare la mia paura pi atroce. "La Morte non  sempre ci che pensi che sia".

Gi, Anna. Talvolta un sigaro  solo un sigaro, per parafrasare Freud.

"La carta della Morte, un altro
Arcano Maggiore, pu indicare una trasformazione, un'eliminazione del vecchio per fare posto al nuovo. Perci, sai, pu significare la fine di una cosa e l'inizio di un'altra, ricordando che pu anche simboleggiare un mutamento radicale e improvviso della tua vita o la perdita della sicurezza economica".

Fantastico. "Fanculo Eli. Quindi

alla fine divorzieremo?  questo che mi riserva l'immediato futuro? Chieder gli alimenti e il mantenimento per i ragazzi, costi quel che costi.
Convincer il giudice ad accollargli le spese universitarie dei nostri figli!

Merda! Stavo saltando alle
conclusioni, abbandonandomi a una sovrainterpretazione. Mi detestavo. Era tutto cos ridicolo. Che cosa ci facevo l a perdere il mio tempo e quello di Faith

- la testimone innocente di tutte quelle assurdit zingaresche - ascoltando le chiacchiere di Mala Sonia? A un tratto ho capito tutto. Era il piccolo tiro
mancino della romena nei miei
confronti, la sua vendetta malevola

perch avevo provato a impedirle di spillare soldi alle mie pazienti della lavanderia. Se ne stava fottendo della mia psiche. Ecco di cosa si trattava. Ma ho deciso di lasciarla finire. Restavano solo tre carte.

Mala Sonia ha battuto rapidamente le palpebre, e ho scorto una lacrima che le scendeva lungo la guancia, solcandole il trucco. "Stai piangendo?", ho domandato incredula.

"No. Si  scollata una ciglia finta.
Dopo la devo riattaccare". Se l' staccata dalla palpebra e l'ha posata sul tavolo, dove  rimasta, inerte e arricciata, disgustosamente simile a un millepiedi. "Continuiamo, s?", ha detto.

Curioso che non sembrasse compiaciuta n malevola come avevo immaginato, vista la batosta che mi stava dando.
"Aggiungo qualcosa sulla Morte, perch tu non stia cos male", ha ripreso. "La Morte pu significare che devi scendere molto in basso prima di rialzarti. Pensa
a Nostro Signore e alla Sua
resurrezione". Al che si  fatta un fervido segno della croce (al contrario).

"L'ottava carta  un altro Arcano Minore: il tre di coppe. Il tre di coppe indica una conclusione, la soluzione di un problema. Ci saranno conforto e
guarigione, e si raggiunger un
compromesso. La posizione numero otto nella lettura da dieci carte si riferisce ai

fattori ambientali riguardanti la tua situazione, a una nuova svolta, e all'effetto degli altri su di te. Quindi possiamo dire che nuovi sviluppi o cambiamenti inaspettati altereranno la tua rotta o faranno nuova luce su situazioni esistenti. Mi segui?". Ho contratto le labbra, annuendo. "Bene.
Questa carta particolare simboleggia l'amicizia tra donne. Cos vediamo che
le tue amicizie con le donne ti
consentiranno e ti incoraggeranno a raggiungere una soluzione. Potrebbero darti il conforto e la guarigione di cui
hai bisogno per superare le tue
difficolt. Su questa carta, tre donne
portano coppe traboccanti, che

significano felicit e solidariet. Il tre di coppe  una carta che ha a che fare con la celebrazione, con feste e riunioni in cui gli ospiti o i membri di una famiglia si radunano per celebrare qualcosa di nuovo. O anche un rinnovamento".

Be', questo lasciava la porta aperta a qualche speranza. Ma Mala Sonia non aveva detto a Alice che anche lei avrebbe risolto i suoi problemi in un periodo di feste e rinnovamenti?
Cominciavo a credere che la gitana fornisse risposte preconfezionate. Forse diceva a tutti la stessa cosa, con lievi variazioni sul tema a seconda di cosa voleva sapere la cliente. Per Alice, una donna single, si trattava del lavoro e

della carriera. Per le mogli e le madri (Amy e io), si trattava della casa, del focolare e del marito.

Mala Sonia ha picchiettato sulla carta successiva: la Sacerdotessa. " la numero nove, che rappresenta le tue emozioni e l'influenza che l'ambiente circostante ha su di te, e anche come ragionerai e ti comporterai in futuro.
Dunque, s, l'Arcano Maggiore numero due, la Sacerdotessa, simboleggia saggezza e assennatezza. Riuscirai a gestire i problemi con buon senso e consapevolezza. Se guardi bene la carta, vedrai che c' un rotolo con la scritta "Tora". Anche se alcuni considerano questa parola come un anagramma di

"tarot", tarocco, secondo me questa  una spiegazione sciocca e complicata.
"Tora" assomiglia molto di pi
all'ebraico "torah", la legge, perci qui pu esserci anche un legame con la cultura ebraica. Questa carta, la nona, descrive anche chi pone il quesito. La Sacerdotessa, tu in questo momento,  una persona pratica e analitica...".

"Be',  abbastanza vero", ho detto, nonostante un minuto prima fossi giunta alla conclusione che quella lettura scaturisse solo dal suo desiderio di dimostrarmi che le interpretazioni dei
tarocchi sono valide quanto la
psicoanalisi, quando si tratta di valutare un problema spinoso presentato da un

paziente, e di fornire a quel paziente gli strumenti per gestirlo e superarlo.

La gitana si  agitata sulla sedia, sistemandosi il reggiseno. Il suo push-up stava facendo gli straordinari.
"Finalmente arriviamo all'ultima carta.
Questa  la risposta, l'esito di tutto.
Ancora una volta, abbiamo un Arcano Maggiore: la Giustizia. Dunque la tua situazione evolver in modo tale da raggiungere equilibrio e armonia, dando a tutti equit e giusta ricompensa. Pu anche riferirsi, in senso pi letterale, a un caso giudiziario e a delle variazioni nel matrimonio e nella vita di coppia".

"Come un divorzio", ho borbottato.

"Nella vita c' sempre pi di un

modo per interpretare le cose, no?".
Non ha aspettato la risposta. "La Giustizia simboleggia anche la necessit di riequilibrare le cose".

Ho iniziato subito a interpretarla come il bisogno di trovare un equilibrio migliore tra la sfera personale e professionale. Davo di pi alle mie pazienti che alla mia famiglia? Per cinquanta minuti ininterrotti alla settimana, ciascuna paziente riceveva tutta la mia attenzione mentre mi rivelava i suoi segreti pi reconditi e
affrontavamo le sue nevrosi pi
radicate. Dedicavo la stessa attenzione a Ian? A Molly? A Eli? In una parola, no.
Se al lavoro avevo un'unica cosa su cui

concentrarmi, a casa mi consideravo un'esperta nel gestire pi situazioni simultaneamente. Controllavo i compiti mentre giravo la minestra, assaggiavo il pollo e parlavo con mia madre al cordless. La mia famiglia doveva accontentarsi delle briciole, mentre le mie pazienti ricevevano tutta la torta.
Una volta Ian, da figlio modello qual , mi ha chiesto triste se dovesse prendere
un appuntamento per parlare dei
compagni di scuola che lo prendevano in giro chiamandolo "checca" perch era truccato e aveva la camicia a sbuffo quando recitava in Les Misrables. E visto che Ian non  un bambino che ama lamentarsi, anzi  il parente che mi

procura meno problemi, avrei dovuto
ascoltarlo con interesse ancora
maggiore. Non c'era da stupirsi se Eli si era allontanato, se i capricci di Molly si erano tradotti in criminalit - se quella non era una richiesta di attenzione, cosa lo era? - e se Ian si sentiva trascurato.

Forse quella lettura, se avessi voluto prenderla sul serio, riguardava il fatto che mi dedicavo troppo alla carriera a discapito della famiglia. Dopo una lunga giornata trascorsa ad ascoltare le pazienti volevo - o avevo bisogno dirilassarmi e lasciare che fosse qualcun altro a fare il grosso del lavoro per qualche ora, ma non potevo concedermi quel lusso. Quando arrivavo a casa, gli

altri pretendevano che mi occupassi ancora di ogni cosa; tuttavia, all'ora di cena non restava granch di me, se devo essere sincera. Ero sfinita, e la mia famiglia doveva accontentarsi degli avanzi.

Ma... per qualche motivo, nemmeno quella nuova interpretazione sembrava azzeccata. Curioso che il primo istinto di molte persone vada verso lo scenario peggiore anzich verso il migliore. Gli psicologi non sono immuni da questo atteggiamento catastrofista.

"Hai scoperto molte cose grazie alle carte. Purtroppo devo ammettere che la mia visione di stanotte era corretta: c' davvero qualcosa di grosso che incombe

su di te. Lascia che ti faccia un riassunto della lettura", ha detto Mala Sonia.
"All'inizio ti ho spiegato gli Arcani Maggiori e Minori in termini di durata lunga o breve della situazione su cui  stata posta la domanda". Ha agitato le braccia sopra i tarocchi. "Sei carte su
dieci sono Arcani Maggiori, che
indicano che la situazione potrebbe
essere a lungo termine, ma", ha
affermato scrollando le spalle, "sono poco pi di cinque, la met perfetta, quindi potrebbe anche succedere il contrario. Non sembri troppo felice, Susan".

"Be', il mio futuro non sembra cos luminoso da costringermi ad abbassare

le tapparelle", ho replicato, nel debole tentativo di fare una battuta di spirito.
"Se le carte suggeriscono che... e odio
me stessa per averlo anche solo
pensato... ma se... diciamo che a quanto dici la lettura suggerisce un tradimento da parte di Eli...". Ho abbassato la voce fino a ridurla a un sussurro.
"Credo di volerne sapere di pi. Credo di voler sapere chi sia l'altra donna".

Mala Sonia ha serrato le labbra.
"Non sono certa che tu voglia saperlo.
Forse non  una buona cosa. Si
khohaimo may patshivalo sar o
tshatshimo: ci sono bugie pi vere della verit".

"Credo di volerlo sapere".

Ha aggrottato le sopracciglia e ha assunto un'aria afflitta. "D'accordo, ti do l'ultima carta. Una carta per
rispondere a una domanda pi
importante: chi  la donna misteriosa di tuo marito?". Ha preso la prima carta del mazzo e l'ha scoperta.

"Che cos'?", ho chiesto cercando di decifrare la sua espressione. "Che cos'? Chi ?". Stentavo a credere di volerlo sapere, ma fa parte della mia
formazione. Rischiamo sempre di
soffrire quando affrontiamo i nostri problemi e le nostre paure, e a quel punto compiamo i passi o apportiamo i cambiamenti comportamentali necessari per superarli; ma  comunque pi facile

affrontare ci che noto. In effetti come puoi superare i tuoi problemi se non riesci neppure a identificarli?

"L'ultima carta  la regina di
denari".

"E chi ? Che significa, insomma?
Che cosa indica?"

"Interessante. Questa  la tua unica carta rovesciata. La regina di denari 
una donna oscura.  una persona
materiale. Forse non brillante in termini di intelligenza e istruzione, ma ha una grande profondit di sentimenti e una personalit vitale. Nella posizione capovolta, pu essere una persona diffidente, forse persino cattiva, che sospetta di ci che non riesce a capire o

di ci che le  nuovo e... che...".

Sembrava faticasse a pronunciare le parole. "Che...  incapace di vedere al di l dei beni materiali, perci sta godendo solo di una falsa prosperit.
Pu anche simboleggiare le
responsabilit trascurate. Il seme di denari rappresenta anche la sfera domestica, quindi la regina pu essere qualcuno vicino alla tua famiglia".

Mi ha preso le mani tra le sue,
stringendomele cos forte che per poco non mi ha ferito con gli anelli, e mi ha guardata dritta negli occhi. I suoi scintillavano alla luce ambrata della candela, ma non sono riuscita a capire bene che cosa vi scorgevo. Forse trionfo

o forse un inizio di lacrime. O nessuna delle due cose, a essere sinceri. Dopo aver osservato il suo comportamento per anni, mi ero convinta che tutto ci che diceva o faceva, ogni inflessione, ogni gesto, fosse calcolato e parte di una
coreografia. Era semplicemente
un'attrice a tempo pieno. Mi sarei divertita un mondo con lei se fosse stata una mia paziente. Costringerla a essere "vera" sarebbe stata un'impresa erculea.
"L'ultima carta", ha mormorato. "S.
Spero tu abbia saputo quello che volevi". Quindi ha spento la candela ed  uscita, lasciandomi seduta al buio.

"Susan?", ha sussurrato Faith.
Nessuna delle due si  mossa. "Tutto a

posto?". Vedendo che non rispondevo subito, si  alzata e ha acceso la luce, poi si  avvicinata al tavolo e si  seduta sulla sedia di Mala Sonia. "Puah!
C'
ancora il calore del suo sedere", ha commentato, quindi mi ha posato una mano sul braccio con delicatezza.
"Come stai?"

"Bene. Sto bene. Ora che hai acceso la luce. Mi sento come uno che ha fatto un giro nella casa dei fantasmi e che si  spaventato molto. Ma una volta uscita dal tunnel, ho lasciato tutte le mie paure sul piccolo vagone traballante. Ho solo il consueto tremore alle gambe che si prova quando si mette piede sulla terraferma".

"Sei sicura?", ha chiesto con fare comprensivo. "Devo dire che sono stati momenti molto intensi".

"Credi alle sue previsioni?"

"Sono un tipo piuttosto pragmatico, Susan".

" un s?"

"Penso sia come la psicoterapia. Se credi che qualcosa funzioner per te, allora funzioner. Se non hai fiducia nella metodologia, allora non servir a niente".

"Molto astuto, Faith!". Forse una piccola dose della mia medicina era proprio ci di cui avevo bisogno in quel momento. Ora... la grande domanda successiva era... credevo a Faith... o a

Mala Sonia?

16. Io.

Per fortuna, il resto della giornata  stato inaspettatamente frenetico, cos non
ho avuto un momento libero per
lasciarmi ossessionare dalle previsioni di Mala Sonia. Eppure ho trascorso il resto del tempo facendo uno sforzo
consapevole per essere una
supermamma, quindi avevo senza
dubbio interiorizzato almeno una parte

del suo messaggio.

Ian sarebbe stato il protagonista dello spettacolo annuale che la Fieldston organizzava per le feste di NataleChanukahKwanzaa, e ha dovuto
ripassare le battute dopo la scuola.
Molly era in dirittura d'arrivo con le domande d'iscrizione, che avrebbe dovuto spedire entro il 1 gennaio. In realt, si era dedicata un po' di pi a quella per il Bennington. Non scherzava quando parlava della sua campagna "Salvate la mente di una perdigiorno". Il suo "film" era un capolavoro, originale, brillante, anticonformistico e totalmente nel suo stile, anche se durante la "proiezione" non sono stata molto

contenta dei luoghi che aveva
frequentato per dimostrare la sua tesi. E con mio assoluto stupore, nonostante tutto aveva scelto davvero il tema sui "rospi". Non so se fosse ci che il comitato d'ammissione del Bennington aveva in mente quando aveva ideato il titolo, ma mia figlia ha scritto una storia intitolata Gli anfibi ambigui, in cui una principessa ha una serie di corteggiatori, tutti rospi.

Aveva sentito la sciocca leggenda secondo cui, baciando un rospo, era possibile trasformare quella creatura verrucosa in un bel principe, cos
rispett il clich e cominci a
sbaciucchiarli. Ed ecco che la sciocca

leggenda si dimostr corretta! Ciascun rospo si tramut in un bel principe.
Alcuni erano pi belli, pi affascinanti e pi compti di altri, ma erano tutti accomunati da una caratteristica: ogni volta che la principessa iniziava a
parlare di matrimonio, impegno,
principini agghindati con adorabili completini di velluto e cappelli piumati

- come versioni in miniatura del loro padre - e di una magnifica cerimonia
nuziale con un'orchestra di
settantacinque elementi, elaborati centrotavola floreali e un buffet di dolci che avrebbe fatto impallidire persino le pi illustri principesse ebreo-americane, di un vestito di stoffa

intessuta d'oro, e di quanto sarebbe stato meraviglioso trascorrere i sabati
pomeriggio a cercare pezzi
d'antiquariato, o magari persino a comprare mobili e arazzi, anzich a fissare stupidamente il football o i rally in tv, i ranocchi saltellavano come forsennati verso le colline.

La principessa, confusa, si tolse il lungo cappello a cono per grattarsi la testa. Perch, si domand, tutti i principi ranocchi avevano la stessa identica reazione ai suoi entusiastici discorsi sulla felicit matrimoniale?
Bench da molti punti di vista non si assomigliassero affatto, poich erano alti o bassi, snelli o muscolosi, biondi o

bruni, atletici o creativi - per non parlare poi del fatto che alcuni baciavano meglio di altri - avevano tutti quella caratteristica. Quando sedeva al loro fianco in silenzio, o passeggiava senza parlare con loro tra i boschi folti e verdeggianti del regno,

o lungo le sue stupende spiagge di sabbia fina; quando si faceva una sveltina con loro, durante la quale si scambiavano solo espressioni non verbali di appagamento; o quando voleva fare loro i complimenti per una
delle loro numerose qualit, o
assecondarli tifando con calore per la loro squadra del cuore, i principi ranocchi erano modelli ineccepibili di

cavalleria moderna. Ma ogni volta che udivano la principessa accennare a un argomento che avesse qualcosa a che fare con il matrimonio, o fantasticare su come sarebbero stati i loro stemmi
dopo l'unione delle due casate,
schizzavano via pur ammettendo che la
sveltina era stata molto, molto
piacevole.

Perch ciascuno di quei principi ranocchi reagiva in modo cos positivo ai suoi incitamenti "Forza, Knights!", ma mostrava delle reazioni di "allarme e fuga" (e la "fuga" non si faceva mai aspettare troppo, a dire il vero) appena lei provava a contare ad alta voce l'esatto numero di volte in cui si

sarebbero augurati la buonanotte durante i lunghi e felici anni del loro matrimonio? Ben presto la risposta divenne cristallina quanto l'acqua del pozzo in cui la principessa lavava i suoi lunghi capelli. Evidentemente i principi ranocchi non apprezzavano ci che sentivano.

La principessa giunse cos alla
spiacevole conclusione che, data la
natura selettiva del loro
comportamento in sua presenza, i rospi avevano la capacit di udire. Test quindi la sua teoria con i principi che conobbe in seguito, e con grande sgomento constat che la sua ipotesi era invariabilmente esatta.

"Molly,  geniale!".

"Spero che quelli del Bennington non si aspettassero una relazione
scientifica. Nella domanda ho
specificato che voglio studiare scrittura creativa".

"Be', questa  una soluzione
creativa dei problemi, quindi se fossi in loro sarei pi che soddisfatta del modo in cui hai svolto il compito. Hai trovato il modo di sfruttare le tue capacit e hai prodotto quella che, ne sono certa,  una risposta inattesa alla loro domanda".

Ha sorriso. "Gi... ecco... Mi ci vedi a rovistare in un terrario o qualcosa del genere?! No! Ma ho dovuto scegliere

rospi, per esclusione. Non avevo

nemmeno capito il primo titolo, e il terzo era cos noioso. E quelle persone
affermano di voler incoraggiare
l'individualit, giusto?".

Qual era stato il catalizzatore di quella ritrovata diligenza? Sylvia Plath.
Dopo aver divorato La campana di vetro, Molly aveva cercato la poetessa su Google, e scoprendo qualcosa di pi sulla sua vita aveva trovato un modello di comportamento nella scrittrice adolescente alla costante ricerca della perfezione, soprattutto nello studio.
Durante la seconda met del semestre autunnale, i suoi voti erano saliti alle stelle (sorprendente cosa succede
quando ci si applica!) e ora

collezionava 10 e 10 meno in tutte le materie salvo matematica e scienze, dove i suoi risultati erano dei 7 quasi miracolosi (nel suo caso).

"Non preoccuparti. Non infiler la testa nel forno", mi ha assicurato. "Il semplice fatto che ammiri Sylvia Plath
non significa che voglia essere
incasinata come lei. O che sposer un adultero! Puah!".

Puah. Cavolo. Era bello sapere che sotto tutti quei successi scolastici c'era ancora la solita Molly. Ma ero cos contenta dei suoi risultati che le ho abbonato una delle sue punizioni. Non si sarebbe pi dovuta occupare del cane incontinente.

Non ho trascurato nemmeno Eli,
anche se non sono riuscita a trovare i boxer fortunati e il calzino di Topolino.
Avevo parlato con Faith degli indumenti scomparsi quando, dopo la lettura di Mala Sonia, mi aveva chiesto se avessi notato qualche comportamento strano da parte di mio marito. Volevo fare l'eroina, cos quella sera, dopo aver lasciato il poliambulatorio, ho sfidato fiumi di persone impegnate nello shopping natalizio e ho visitato quattro negozi prima di trovare un altro paio di
boxer con Betty Boop. Non erano
identici a quelli spariti (questi erano verdi con Betty che indossava un

miniabito bianco e rosso e un cappellino da Babbo Natale), ma non sono riuscita a fare di meglio. Ignorando le calorie, il colesterolo e i carboidrati, ho cucinato la cena preferita di Eli, l'ho ascoltato lagnarsi della sua lunga giornata al tavolo da disegno e gli ho massaggiato le spalle doloranti prima di cominciare a raccontargli la mia giornata nelle trincee buie e anguste della psicologia.
Quando ha scoraggiato le mie avance in camera da letto, dicendo di essere stanco, ho deciso di non insistere e ho aspettato che fosse lui a fare la prima mossa.

Quando le mie colleghe del

poliambulatorio hanno cominciato preparativi dell'annuale festa di Natale,  nato una specie di Laboratorio Disfunzionale Natalizio. Sono arrivata tardi al foglio delle mansioni e ho constatato che tutti i compiti facili, come l'acquisto delle caramelle e dei tovaglioli di carta, erano gi assegnati.
Cos ho dovuto scegliere tra i biscotti e la musica, due cose che non ottengono mai i favori di nessuno. Nel caso dei biscotti, ci sono gli appassionati dei dolci industriali e quelli dei dolci fatti in casa, e i due gruppi non hanno mai raggiunto un compromesso. Alcuni odiano lo zenzero, altri odiano la menta piperita, altri ancora sono allergici alle

noci. La scelta della musica non  molto pi semplice. Troppa "musica natalizia"  troppo settaria o troppo deprimente.
Le statistiche dimostrano che molte persone si suicidano sotto Natale, e non
volevo essere responsabile di
un'overdose di malinconia.

Tuttavia, i biscotti sono qualcosa di temporaneo, mentre i cd durano per sempre. Per quanto riguardava la festicciola in ufficio, se avessi azzeccato la compilation, avrei potuto riciclarla
anche nei Natali a venire. Ho
scarabocchiato il mio nome accanto alla casella "Musica".

Quando sono tornata a casa, ho

notato che qualcuno aveva sistemato alcune luci colorate e alcuni fili d'argento nell'atrio e aveva recuperato lo sciatto abete finto, addobbandolo con delle decorazioni da quattro soldi.
Sbirciando nello scantinato, ho visto che, come al solito, avevano trascurato la lavanderia e ho pensato che una generosa dose di allegria natalizia le avrebbe giovato. Dopo cena sono scesa e ho rivestito la porta con della carta da regalo perch assomigliasse a un enorme pacchetto. Ho circondato le lavatrici di scintillanti lucette bianche, che non avrebbero ostacolato i frequentatori della lavanderia visto che da alcune settimane funzionava solo una macchina.

A quanto sembrava Stevo aveva
completamente abdicato alle sue
responsabilit professionali e non dava pi agli inquilini nemmeno una falsa speranza che i nuovi apparecchi fossero in arrivo.

Nella lavanderia avevano
cominciato a formarsi degli
assembramenti, ed era scoppiato pi di un litigio per i turni. La settimana prima, nel tentativo di assicurare una certa equit e un certo equilibrio (visto che nessuno si era preoccupato di domare il caos), avevo attaccato alla parete una tabella vuota in cui ogni inquilino (o la sua colf) potesse scrivere il suo nome e il numero del suo appartamento accanto

a una fascia oraria, ma il foglio era stato per lo pi ignorato. Nei momenti migliori, la lavanderia sembrava una riunione femminile per il caff; nei peggiori, era come il primo giorno di saldi da Barneys.

Il giorno dopo che Mala Sonia mi aveva fatto le carte era la vigilia di
Natale, e la lavanderia era un
manicomio, perch sembrava che tutti avessero pi carichi del solito.

Visto che Sigmund non mi aveva
dato tregua con la sua incontinenza sporadica, quel pomeriggio avevo un'emergenza e mi sono precipitata di sotto, solo per trovare la lavatrice a met ciclo. Era senza dubbio una delle

giornate che ho gi descritto: se qualcuno era assente quando la spia
rossa si spegneva, l'inquilino
successivo "sfrattava" il suo mucchio umido e lo buttava sul tavolo.

Claude e Talia - che non aveva pi bisogno delle stampelle, ma camminava con l'aiuto di un bastone - erano gi in fila. Meriel  arrivata con una pila di vestiti da lavare per Eric e Amy, ma doveva continuare a correre avanti e indietro dall'appartamento perch Amy non voleva che perdesse l'intera giornata di lavoro aspettando la lavatrice. Alice e Izzy - che, al terzo trimestre inoltrato, stava ancora negoziando la riconciliazione con suo

marito - hanno infilato dentro la testa e sono state tentate di arrendersi quando hanno visto la lunghezza della coda.
Faith aveva un carico di indumenti viola e ora era il suo turno. Se la lavanderia automatica pi vicina non fosse stata a pi di un chilometro di distanza, sarebbe stata senz'altro l'alternativa migliore. E a giudicare dalla quantit di neve che stava cadendo, il bianco Natale era praticamente garantito.

Bench all'inizio la lunga attesa le avesse scoraggiate, Alice e Izzy hanno suggerito di guardare il lato positivo della situazione e di trasformare il raduno in un'occasione di festa, cos sono tornate nell'appartamento per

prendere un po' di biscotti fatti in casa con cui nutrire le masse.

La spia rossa si  spenta, e abbiamo fissato tutte la lavatrice. "Dopo di te", ha detto Claude a Faith.

Quest'ultima ha esitato. "Sapete, non l'ho mai fatto. Non mi sembra giusto".

"Fregatene, Faith", l'ha incoraggiata Alice. "Dai, stiamo aspettando tutte".

"Di chi  quella roba?", ha
domandato Izzy, indicando la macchina.

"Credo che sia di Mala Sonia", ha risposto Meriel. "Era qui quando sono scesa. Voleva fare pi di un carico, ma le ho detto che c'era la fila, e che doveva farne uno e rimettersi in coda.
Cos ha caricato il mucchio pi grande,

quello dei colorati, e ha detto che sarebbe tornata dopo per i bianchi".

"So che mi consigli sempre di
essere coraggiosa, Susan...".

"Sbrigati Faith", l'ha punzecchiata Talia. "Non costringermi a zoppicare fin l per farlo al tuo posto". Ha indicato il piccolo tavolo. "Buttali l sopra.
Credimi, lei farebbe la stessa cosa con chiunque di noi".

Faith ha avvicinato il suo carrello alla lavatrice, quindi ha aperto l'obl e ha iniziato a rimuovere i variopinti vestiti di Mala Sonia, tra cui la camicetta gialla a piegoline che la zingara indossava quando mi aveva fatto le carte, gettandoli sul tavolo senza tante

cerimonie, ma con un certo ordine.

 impallidita di colpo e, voltando le spalle al tavolo, ha chiamato Claude con un cenno. "Tesoro, ti dispiacerebbe aiutarmi?". Claude l'ha guardata perplessa. "No, dico sul serio", ha aggiunto Faith ansiosa. Poich l'altra era troppo lenta a reagire, ha proseguito: "Credo di aver bisogno di aiuto. Devo essermi procurata uno strappo alla schiena quando mi sono piegata per tirare fuori i vestiti".

"Oh, mio Dio! Ti aiuto io", mi sono offerta.

"No! No! Claude ... pi giovane.
E... e pi alta. Se cado, mi prender
molto
pi facilmente. Resta pure

comoda, Susan".

Claude si  avvicinata a Faith, che l'ha tirata verso di s e le ha sussurrato qualcosa all'orecchio con fare furtivo.

Claude ha soffocato un gridolino, quindi ha annuito e si  voltata verso Talia, che sedeva su uno sgabello con la gamba infortunata stesa in avanti. "Talia, non mi stavi parlando della nuova
attrezzatura che ti ha dato il
fisioterapista? Stavo pensando che
Susan... essendo... essendo una
terapista di diverso tipo... forse sarebbe interessata a vederla. E poich dovete aspettare entrambe prima di fare il bucato, forse puoi portarla ora nel tuo appartamento e mostrargliela. Mentre...

mentre io aiuto Faith a liberarsi del mal di schiena".

"Che cosa? Sai, non ho idea di cosa tu stia parlando, Claude".

Claude ha fatto cenno a Talia di avvicinarsi, e la ballerina  scivolata via dal tavolo e l'ha raggiunta. Faith le ha cinto le spalle con un braccio e le ha bisbigliato qualcosa.

Talia ha sussultato. "A dire il vero...
non sarebbe una cattiva idea, sai?
Meriel...? Posso mostrare l'attrezzatura a Susan, ma forse avr bisogno...
mmh... puoi venire qui un secondo?".

Meriel si  unita al capannello di donne mormoranti accanto al tavolo.

"Ok,  evidente che sta succedendo

qualcosa", ha detto Alice, alzandosi dal divano.

"Aspetta! Vengo anch'io", ha detto Izzy. "Tirami su. Non riesco ad alzarmi come una volta". Alice l'ha aiutata. Mi sentivo esclusa, seduta dall'altra parte della stanza come il bambino che non viene mai scelto per la squadra di pallavolo.

Le donne sembravano davvero
sconvolte. L'innegabile compassione con cui continuavano a guardarsi tra loro e a guardare me mi stava facendo ammattire.

Poi Alice, la cui voce teatrale
talvolta diventava pi stentorea di quanto desiderasse, ha detto in un

sussurro udibile: "S, ma spetta a noi dirglielo?".

"D'accordo, signore!". Ho battuto i piedi sul pavimento e mi sono alzata.
"Non sono il tipo che si lascia escludere cos facilmente. "Dirle" cosa?".

La mia domanda  stata accolta da una mezza dozzina di espressioni afflitte.
Alice si  morsa il labbro con tanta forza da scoppiare a piangere e Meriel le ha cinto le spalle con il braccio per confortarla. Faith ha allungato la mano e Claude gliel'ha stretta per solidariet.
Talia aveva il naso rosso nel tentativo di trattenere le lacrime e Izzy le ha porto un fazzolettino.

Il gruppetto si  separato, rivelando

il mucchio umido di vestiti di Mala Sonia. Non riuscendo ancora a capire la causa di quello sgomento, mi sono avvicinata.

" una situazione delicatissima.
Volevamo proteggerti", ha mormorato Faith con dolcezza.

"Da cosa?".

Si sono scambiate un'occhiata
ansiosa. Alice ha cominciato a districare e separare gli indumenti fino a renderli tutti chiaramente visibili. Faith ha sollevato con cautela un paio di boxer verde acqua di Betty Boop e un calzino blu scuro su cui spiccava un Topolino
con mantello e cappello a cono:
l'Apprendista stregone. Mi ha

consegnato quei due capi. "Mi pare di ricordare che li stavi cercando".

"Ci dispiace cos tanto, Susan", ha detto Alice. "Cos, cos tanto", ha ripetuto, e le mie pazienti mi hanno stretta in un abbraccio.

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Faith Ne sbit: I progressi di questa
paziente continuano a essere
meravigliosi. Il piccolo passo che ha fatto qualche mese fa acquistando gli abbonamenti ai concerti  diventato un balzo gigantesco quando ha trovato il coraggio di presentarsi a un musicista dopo uno spettacolo. Quell'uomo  pi giovane di lei e appartiene a un'altra

etnia, e Faith sembra molto soddisfatta della sua capacit di andare avanti, non solo per essersi allontanata dai suoi vecchi schemi comportamentali per i quali viveva in funzione del suo ex marito, ma anche per aver corso rischi che le hanno permesso di allargare i suoi orizzonti sociali e sentimentali.
Voglio continuare, per cos dire, a prenderle il polso, monitorandola da vicino nelle prossime sedute, per sincerarmi che non stia correndo troppo. Per quanto mi riempiano di gioia, i suoi rapidi progressi sono anche fonte di preoccupazione: Faith  migliorata cos velocemente che voglio
essere sicura che non stia per

deragliare.

Io:

E a proposito di
deragliamenti... sono felicissima che Molly sia tornata in carreggiata, confermando la mia tesi secondo cui sarebbe stata capacissima di svolgere
un buon lavoro purch scoprisse
qualcosa cui appassionarsi.

Tuttavia... si direbbe che il mio matrimonio stia per deragliare.
Ammetto che per molti versi non me l'aspettavo, anche se, a un livello molto pi profondo, l'ho sospettato per qualche tempo. Stavo forse negando il recente distacco di Eli? Mi aveva assicurato che dipendeva solo da Gia

la gitana. Ironia delle ironie, diceva la verit. Non riesco a credere di non averlo intuito, o di non averlo voluto intuire. Consiglio sempre alle mie pazienti di prestare attenzione a tutti i segni che le circondano e ascoltare anche ci che non viene detto; tuttavia, non ho fatto la stessa cosa quando si trattato della mia vita.  come il figlio del calzolaio che va in giro scalzo e il figlio del dentista con i denti cariati.
Ora capisco perch Eli rientrava nel cuore della notte... se... be', non ci sono altre spiegazioni per il fatto che la sua biancheria sia ricomparsa nel bucato di Mala Sonia. Forse sono stata lenta a capirlo (Ok, a livello conscio

non l'avevo capito del tutto,
DANNAZIONE!!!!!!). Sono cos
arrabbiata con lui, e forse anche con me stessa. Una volta messa davanti alla verit nuda e cruda (o umida), ho potuto trarre solo una conclusione.

Mala Sonia aveva cercato di dirmi qualcosa durante quella cosiddetta "lettura medianica". Riflettendo su
come sono andate le cose quel
mattino... non mi ha permesso di scegliere le carte a caso come aveva fatto con Amy e Alice; invece, le ha prese dal mazzo lei stessa... e ora
capisco che forse ha manipolato
l'intero episodio, truccando le carte affinch dicessero ci che voleva

comunicarmi.

In realt, la lettura  stata la sua ammissione di adulterio. Che cosa
insolita. Non solo il metodo,
ovviamente, ma anche il desiderio di
confessare. Forse Mala Sonia si
sentiva in colpa, ma non sapeva come affrontare l'argomento con me o come (e se) rivelare la verit alla sua rivale.
Aveva cercato di non urtare la mia sensibilit oppure di farmi a pezzi?
Strano a dirsi, alcune delle sue interpretazioni contenevano un filo di speranza. Per me, intendo.

Come una terapista, mi ha aiutata a individuare i problemi senza fornirmi la risposta. E come una terapista, mi

ha permesso di trovare da sola la soluzione o il risultato.

Perch non mi sono chiesta dove
Eli stesse imparando tutte quelle parole romene?

E poi la nostra vita sessuale non si era prosciugata completamente.
Ripensandoci,  abbastanza usuale per le coppie che stanno insieme da quasi vent'anni. S, spesso volevo pi di quanto lui volesse darmi, ma nemmeno questo  insolito.

Non... non riesco pi a scrivere in questo momento. Mi sento come se ci fosse stato un lutto in famiglia... e ho bisogno di tempo per elaborarlo prima di iniziare a guarire. Non ho pi nulla

da aggiungere. Non provo niente.
Credo di essere sul punto di vomitare.

LANA.

17.

Subito dopo Natale mi sono seduta con
Anna, il mio supervisore del
poliambulatorio, e le ho detto che il mio matrimonio era andato a rotoli. Quella rivelazione era stato un pugno nello stomaco, le ho spiegato. E io che facevo mentre succedeva tutto questo? Dormivo durante il servizio di guardia; tendevo a negare l'evidenza, forse, e a dare per scontata una vita appagante. Anna mi ha

domandato se ne volessi parlare con qualcuno e si  offerta di fornirmi qualche nominativo. Quando ho espresso il desiderio di vedere un analista che potesse prescrivere sedativi, sembravo una delle mie pazienti.

Anna mi ha chiesto se preferissi un terapista di coppia. Quando sono tornata a casa, ho affrontato l'argomento con Eli, che ha risposto di non ritenerlo necessario.

"Perch?", ho chiesto, ogni fibra del mio corpo pulsava, si tendeva e si contraeva.

"Non credo proprio che servir a qualcosa. Voglio vedere come vanno le cose con Mala Sonia.  con lei che

voglio stare in questo momento".

"E che cosa mi dici dei ragazzi? Sei pronto a piantare in asso i tuoi figli?"

"Sar qui di fronte".

"Che cosa?"

"Stevo se n' andato. Mala Sonia gli ha detto di noi nello stesso giorno in cui ha cercato di dirlo a te. Lui ha lasciato l'appartamento quella sera e non  pi tornato. Mala Sonia dice di non sapere dove sia. Lei e i bambini non possono vivere qui se non c' il custode, ma suo cugino  il custode del numero 37 dall'altra parte della strada e l c' unappartamento vuoto.  appena morto un inquilino ad affitto bloccato".

"Ho capito bene? Vuoi andare a

vivere con la moglie del custode?!". Se esisteva una persona che non meritava di
vedersi piovere dal cielo un
appartamento ad affitto bloccato nell'Upper West Side, era quell'adultero di Eli. Non solo sta sbattendo la sua relazione in faccia alla sua famiglia, ma probabilmente lo diverte moltissimo l'idea che il prezzo del suo peccato sia cos basso.

Eli assomigliava a un bambino
smarrito, ma non ho avuto pazienza e
non ho provato piet per la sua
situazione. "La tua valigia  sul primo ripiano nell'armadio della biancheria".

Ho cercato di essere forte per il

bene di Molly e Ian. Non volevo
vedessero la loro madre che si
trasformava in un'arpia urlante, rovinando le feste a tutti. Sta di fatto che
le cose erano molto strane
nell'appartamento 5C. Eli continuava ad andare e venire, trasferendo la sua roba dall'altra parte della strada con dei carrelli. Per tutto il tempo, e per quanto sembrasse ridicolo, abbiamo cercato di mantenere una parvenza di normalit per i ragazzi. E sebbene loro si sentissero
traditi e confusi, non avevano
dimenticato del tutto le loro priorit.
Molly voleva sapere se avrebbe potuto usare lo studio di suo padre come camera da letto. Ian ha protestato,

dicendo che era ingiusto che si
impossessasse della stanza pi grande.
La sua minuscola cameretta era quella che, quando l'edificio era stato costruito, faceva da stanza della cameriera. Quindi Ian aveva ragione.
Una volta che avesse raggiunto l'et dello sviluppo, avrebbe praticamente toccato con braccia e gambe le due pareti opposte.

Sul piano emotivo, mi sono chiusa in me stessa. L'appartamento  diventato il mio bozzolo, sono diventata molto silenziosa, e parlavo con Eli solo quando era assolutamente necessario.
Preferivo restare sola con i miei pensieri. I ragazzi si muovevano intorno

a me in punta di piedi, come se fossi vittima di una psicosi traumatica. E in un certo senso, lo ero.

 stato sul lettino che sono crollata.
Il lettino dell'analista, intendo.
Metaforicamente parlando. Anna mi aveva dato tre nominativi: due donne e
un uomo. Data la natura del mio
problema principale, preferivo lavorare con una donna. Conoscevo di fama una delle due terapiste, cos ho chiamato prima lei. Non aveva alcuno spazio libero sulla sua agenda nell'immediato futuro. Sono passata all'opzione due: l'altra donna. La sua casella di posta vocale mi ha informata che non sarebbe rientrata in ufficio (probabilmente era a

St Barth, a giudicare dalle sue parcelle) fino al primo febbraio. Non potevo aspettare pi di un mese, quindi ho chiamato il numero tre, un certo Alvin Lee, che  riuscito a inserirmi tra i suoi appuntamenti. Abbiamo fissato il primo incontro per il 2 gennaio.

Mi ero domandata che aspetto
avesse. Il suo cognome era comune: avrebbe benissimo potuto essere nero, bianco o cinese.  venuto fuori che era cinese, e molto pi giovane di quanto avessi immaginato. Il suo studio - in uno dei lussuosi palazzi dell'anteguerra su West End Avenue - era rivestito di legno chiaro e disseminato di foto di famiglia e preziosi oggetti d'antiquariato

asiatico. Le sue tre lauree di Harvard occupavano il posto d'onore sulla parete dietro la scrivania. A dire il vero, i suoi pazienti non si sdraiavano; sedevano su una poltrona Eames originale che probabilmente era assicurata per una cifra superiore a quella necessaria per sfamare una famiglia di quattro persone per un anno. Mi sentivo molto intimidita.
Ora che stavo per sedermi su quella poltrona capivo ancora meglio lo stato
d'animo delle mie pazienti del
condominio, a loro agio nell'atmosfera dimessa dello scantinato, dove il profumo di detersivo e ammorbidente
era spesso efficace quanto
l'aromaterapia.

"Buongiorno, come sta?", mi ha
chiesto il dottor Lee sorridendo con gentilezza e stringendomi la mano.

"Bene", ho sospirato, "considerato il fatto che ho trascorso gli ultimi due giorni senza potermi fare la doccia!".
L'analista mi ha rivolto un'occhiata perplessa. "La caldaia del nostro palazzo si  rotta il 31 dicembre, cos siamo senza riscaldamento e acqua calda da allora. Mio marito ha una relazione con la moglie del custode, e quando l'ha scoperto - il custode, intendo -  scomparso. Cos non c' nessuno a occuparsi della manutenzione.
Gli inquilini hanno un diavolo per
capello, sono furibondi. Sono

praticamente pronti ad armarsi di torce e forconi...".

"Signora Lederer, le ho domandato come sta lei", ha precisato con dolcezza indicandomi la poltrona Eames. "Non gli inquilini. Anche se sono certo che hanno tutte le ragioni di essere arrabbiati per questo "danno morale"".

"Danno morale", gli ho fatto eco beffarda. "Lo sa che anche il mancato rispetto dei "doveri coniugali" viene
considerato un danno morale? Un
coniuge resta ferito oppure ha un incidente e non  in grado di fare l'amore, oppure non pu farlo come un tempo, cos l'altro gli fa causa per danni morali".

Il dottor Lee ha spostato la sedia sul tappeto orientale e si  accomodato, sfoderandomi un altro dei suoi sorrisi cortesi, anche se a mio parere troppocondiscendenti. " un po' evasiva, sa".

Santo cielo... dico la stessa cosa alle mie pazienti. Non mi sottoponevo
alla terapia da quando ero una
dottoranda e le sedute facevano parte del tirocinio. Buffo come talvolta ci si dimentichi che le persone si comportano in modo insolito quando le parti sono invertite.

"Mi sento... Mi sento...
abbandonata. Arrabbiata. Confusa.
Disorientata. Ingannata. Tradita". Stava sorridendo del mio dolore? Che cosa gli

prendeva?

"Si  accorta di aver elencato i suoi sentimenti in ordine alfabetico?", mi ha
chiesto giungendo le mani sulle
ginocchia.

Ho battuto alcune volte le palpebre.
"No, non me n'ero accorta. Ero troppo impegnata a sentirmi abbandonata,
arrabbiata e qualunque
altra cosa abbia
appena detto".

"Al telefono mi ha spiegato che suo marito non ha voluto rivolgersi a un terapista di coppia".

"S. Eli ritiene che sia inutile. Pensa di essere innamorato di quella donna e vuole fare un tentativo".

"Dunque negli ultimi giorni non ha

avuto modo di parlare con lui?".

Ho scosso la testa. "Per lo pi ho evitato di rivolgergli la parola. Temo che se provassi a dirgli cosa sento ne verrebbe fuori un delirio incoerente e sembrerei un'indemoniata, tanto da rafforzare la sua decisione".

"Signora Lederer... facciamo un
piccolo gioco di ruolo. Che cosa direbbe a suo marito se fosse qui in questo momento? Questa stanza  come un rifugio sicuro. Ma questo lo sa, ovviamente. Pu sfogare liberamente tutte le sue emozioni, senza temere imbarazzo o censura. Permetta a se stessa di elaborare qui la sua rabbia e i suoi pensieri, cos quando alla fine

affronter suo marito, lo far su un piano emotivo pi sicuro. Prego", mi ha esortata con gentilezza. "Usi me. Sa cosa fare".

Ho guardato negli occhi l'analista asiatico con il volto da bambino e ho immaginato Eli: pelle smunta, occhi cerchiati per tutte quelle notti passate al tavolo da disegno - o forse no - capelli appena stempiati, corporatura da
corridore. "Perch, Eli?", ho
cominciato, scoppiando subito a
piangere. "Come hai potuto buttare via pi di vent'anni di vita insieme?
All'improvviso non contano pi niente per te? Sono tutte stronzate. Quando hai iniziato a sentirti cos insoddisfatto del

nostro matrimonio? E di me? Perch non mi hai mai parlato di cosa diavolo ti passava per la testa? Hai detto che "non hai potuto farne a meno". Che ti eri avvicinato a Mala Sonia perch ti
aiutasse nelle ricerche per Gia
e che
dopo un po', una cosa tira l'altra, e non "avete potuto farne a meno". Certo che avreste potuto! Essere adulti vuol dire questo, Eli. Limiti. Buonsenso.
Autocontrollo. Le azioni hanno delle
conseguenze; lo sa qualunque
bambino
sia mai stato punito per una marachella!
Cos ora vuoi "tentare" con Mala Sonia, per vedere che cos'hai davvero. E che cosa mi dici dei danni prodotti dal tuo piccolo esperimento domestico? Hai

mai pensato alle ripercussioni che avrebbe potuto avere su di me? E a come le tue azioni avrebbero potuto danneggiare la tua relazione con Ian e Molly? Oppure non ti  nemmeno venuto in mente? Hai pensato solo a te stesso e hai fatto quello che volevi, cazzo, come un bambino viziato. Sei un marmocchio, Eli, lo sai? Sei un marmocchio. In tutti questi anni ho creduto di essere sposata con un uomo che era pi in contatto di altri con il suo bambino interiore; ma in realt non c'era nessun uomo, solo un bambino troppo cresciuto con caratteri sessuali secondari! E che cosa succede se poi le cose con Mala Sonia non vanno bene? E se i suoi figli finiscono per

disprezzarti come ti disprezzano ora i tuoi? Sei persino allergico ai furetti!
Pensi di tornare in ginocchio dalla tua famiglia, piagnucolando con gli occhi arrossati e pretendendo di essere riaccolto e perdonato? Non  cos semplice. Eli...? Vuoi bene ai tuoi figli?
Vuoi bene a me?".

Il dottor Lee ha lasciato che mi sfogassi per il resto della seduta.
Quando l'ho sorpreso a lanciare
un'occhiata furtiva all'orologio, ho appoggiato la testa sulle ginocchia del tutto sfinita, esausta per quella tirata.

"Mi dispiace, ma ora dobbiamo
interrompere", ha detto piano. "Vorrei vederla la prossima settimana alla stessa

ora".

Mi sono alzata sulle gambe tremanti e ho tirato fuori il libretto degli assegni, ma lui ha rifiutato il pagamento, affermando che la prima seduta era una cortesia professionale. Ho lasciato il suo studio senza sapere se mi sentissi meglio n se Lee fosse la persona pi idonea per quel lavoro. Ha referenze da vendere, e non avevo dubbi sulla sua esperienza e preparazione; ma credo che l'analisi sia un po' come il matrimonio.
Trovare il terapista giusto  una decisione importante e personale come scegliere il coniuge giusto. Dopotutto il terapista ti vedr quando sei pi vulnerabile e indifeso e ascolter i tuoi

segreti pi profondi e reconditi. Quando sono sbucata sulla West End Avenue, non ero convinta di aver fatto la scelta giusta in nessuno dei due casi.

Una volta a casa, la segreteria
telefonica lampeggiava con insistenza.
Confesso di aver sperato che fosse Eli, che mi avesse lasciato un messaggio
supplicandomi umilmente di
riaccoglierlo in famiglia, cos avrei potuto decidere se abbracciarlo o sventrarlo. Non era lui; era Talia Shaw che mi chiedeva di riprendere le sedute.

Non ho risposto subito alla sua
telefonata, e non ho risposto nemmeno il giorno dopo, n il giorno dopo ancora, n la settimana successiva. Mi sentivo

un'ipocrita e un'imbrogliona. Come avevo potuto pretendere di essere d'aiuto alle mie pazienti, e come potevo esserlo ora o in futuro, se non riuscivo neppure ad aiutare me stessa? Faccio l'analista da anni, ma adesso non avevo nessuna voglia di stare seduta tutto il giorno ad ascoltare i problemi degli altri
e ad assorbire le loro nevrosi,
incoraggiandoli a trovare soluzioni salutari, soluzioni che non implicassero
un comportamento capriccioso,
impulsivo o autodistruttivo. Persino lo "shopping terapeutico" pu diventare un incubo, quando la paziente non controlla i propri impulsi, e d fondo alle carte di credito indebitandosi fino al collo

perch nella sua disperazione si  convinta che per poter stare meglio deve avere qualcosa - un maglione, una pelliccia, una motocicletta, un vestito da sera - in ogni variante di colore. Forse tutta la comprensione empatica che avevo sempre considerato uno dei miei pregi terapeutici mi aveva tramutata in una spugna disfunzionale, in un terreno di coltura ambulante e contaminato che
in qualche modo era riuscito ad
avvelenarmi l'esistenza.

Negli ultimi giorni mi ero resa conto che non erano in ballo solo i miei sentimenti verso l'infedelt di Eli e il crollo della nostra vita insieme. Ero esaurita come terapista. Non avevo pi

nulla da dare alle mie pazienti. Avevo permesso che la mia nave si schiantasse
contro gli scogli; come osavo
condurre
altri capitani? Che sfacciataggine!

Avevo bisogno di una pausa; forse anche per sempre.

Ma l'arrendevolezza era una cosa da cui cercavo di dissuadere le mie
pazienti, di solito. Modificare
l'atteggiamento, superare e cancellare i comportamenti sbagliati, s; gettare la spugna, no. Eppure ero allo stremo delle forze. Forse ero in quello stato da qualche tempo, il che spiegava perch talvolta avevo l'impressione di avere cos poco da dare alla mia famiglia (bench mi sforzassi di darle tutto

quanto mi restava) dopo una lunga giornata trascorsa accanto al lettino.

Il circolo vizioso consisteva nel fatto che sebbene avessi bisogno di una boccata d'aria, non potevo rinunciare al mio lavoro. Pareva che mi aspettasse una causa di divorzio. A prescindere dagli accordi, il reddito di Eli non sarebbe bastato per un figlio con altri sei anni di scuola privata davanti, e una figlia in partenza per il college di l a pochi mesi. Non potevo permettermi il lusso di licenziarmi, e finch avessi continuato le sedute a pagamento al poliambulatorio, avevo l'obbligo morale di non piantare in asso nemmeno
le mie pazienti pro bono della

lavanderia.

18. Talia.

"Guarda!". Talia brandiva il bastone.
"Non mi serve quasi pi". Ha raggiunto il sof e si  seduta, appoggiando la schiena al bracciolo e stendendo la gamba infortunata sul divano.

"Sai, potresti avere qualche
difficolt ad alzarti da l, se vuoi muoverti durante la seduta".

"Non preoccuparti. Non so quanto

mi muover. Dopo tutti questi mesi di immobilit sono diventata molto zen.
Ora riesco a vedere i balletti nella mia testa;  come se la parte interna della mia fronte fosse un gigantesco schermo cinematografico, sai? E ci sono tutte queste coreografie che si sviluppano nel mio cervello. Immagino anche me stessa mentre mi muovo nello spazio. Quindi riesco a vedermi danzare mentre sono seduta qui, mettiamola cos".

"Hai mai considerato un futuro da coreografa?".

Se non altro non ho ottenuto la stessa reazione che avevo ricevuto mesi prima, quando le avevo consigliato di valutare l'idea dell'insegnamento. "Forse...", ha

risposto pensierosa. "Ma non sono disposta a credere che la mia carriera di ballerina sia finita solo per questo maledetto legamento. Mi hai insegnato qualcosa, Susan. Non con le tue parole, ma tramite l'esempio, sai? Quando i ballerini devono imparare un nuovo pezzo, il coreografo, o il suo assistente se il coreografo  morto di solito c' una persona che  una sorta di depositario e insegnante dei suoi balletti - ci mostra sempre come andrebbe eseguito il pezzo, ogni passo e posizione, e noi seguiamo l'esempio e lo rappresentiamo a modo nostro - nel senso che mettiamo la nostra espressivit nella danza, naturalmente".

"Allora come ho fatto a insegnarti qualcosa tramite l'esempio?".

Mi ha guardata come se fossi del tutto ottusa. "Tu non hai gettato la
spugna! Non hai mollato nemmeno
quando ti  capitata la cosa peggiore che ti potesse capitare. Be', hai mollato, ma non hai gettato la spugna. Dopo un po'
sei tornata quaggi, anche se
probabilmente  stata una decisione davvero difficile, soprattutto dopo che ci hai detto che eri troppo sfibrata per continuare le sedute. Non dev'essere stato facile ascoltare tutto il giorno delle
pazze... Parlo solo per me,
naturalmente. Sai, so di non essere la persona pi semplice del mondo. Sono

vanitosa, mi lamento di continuo e vedo quasi sempre il bicchiere mezzo vuoto, e se tutte le altre pazienti sono come me, non mi sorprende che avessi bisogno di una pausa! E forse... forse fa bene anche a te essere tornata, perch se ci pensi, mentre stai seduta l ad ascoltare tutte noi che blateriamo dei nostri problemi, potresti persino accorgerti di non essere incasinata quanto noi. Il che dovrebbe farti stare meglio con te stessa".

Ho riso. "Non funziona proprio cos, Talia. Non posso nemmeno dire che vorrei funzionasse cos. Perch se fosse come dici tu, se le mie pazienti non
facessero progressi verso un
comportamento pi salutare,

significherebbe che non sto facendo il mio lavoro, dopotutto. Ma apprezzo il pensiero".

"Ti ho detto che non sono molto
brava con le parole", ha ribattuto rivolgendomi un goffo sorriso. "Ma sto migliorando. Ora sto davvero dicendo delle cose, sai? Qualche mese fa, se non avessi potuto ballare durante le sedute, sarei rimasta seduta qui come un sacco di patate. Quindi immagino che questo mio incidente abbia avuto uno strano effetto benefico. Ho dovuto usare altre parti del corpo per esprimermi".

"Ora che hai scoperto il potere delle parole, che cosa ne dici di usarne alcune per raccontarmi che cosa ti  successo

dall'ultima seduta che abbiamo fatto?"

"Ohhh... Non sono sicura di essere in grado di affrontare argomenti importanti. Mi stai chiedendo molto,
cos su due piedi, sai?". Siamo
scoppiate a ridere entrambe. "Hai mai sentito parlare della clinica Miller?".
Ho scosso la testa. "Oh. Be', non importa, non mi aspettavo che la
conoscessi.  solo un posto
specializzato in fisioterapia per ballerini. Ho fatto la riabilitazione l e ho ripreso i miei esercizi di Pilates, ma
con delle variazioni. La mia
fisioterapista  una ballerina che si  rotta un tendine anni fa e che da allora non  pi stata la stessa, ma si 

dedicata totalmente al Pilates - al suo insegnamento, intendo - e ha scoperto che  davvero appagante. Ha persino cominciato ad amare pi l'insegnamento della danza, perch poteva vedere subito che effetto aveva sulle persone; i suoi studenti sono diventati una sorta di pubblico. Cos... non so... forse  una cosa su cui dovrei riflettere. Non intendo assolutamente smettere di ballare, ma l'infortunio mi ha costretto a pensare al mio futuro dopo la danza. Sai, ormai mi sono resa conto che non  poi cos lontano. Oops. Scusami".

Si  alzata goffamente ed  corsa verso il piccolo bagno pi veloce che poteva. L'ho sentita vomitare attraverso

la porta socchiusa.  tornata al divano con il volto pallidissimo, pulendosi la bocca con un fazzolettino di carta.

"Vorrei parlarne", ho detto con
calma.

"Di cosa?".

Ho indicato il bagno. "Talia, un disturbo alimentare  un...".

" questo che pensi?". Ha assunto un'espressione scioccata.

"Be', in passato, quando correvi in bagno, mi sono domandata se prendessi dei diuretici. Devo dire che i sintomi indicano...".

"Non  cos! Te lo assicuro. Perch pensano tutti che se una ballerina pelle e ossa vomita o piscia tanto debba avere

la bulimia o qualcosa del genere? Non hai mai visto mia madre, ma  sempre stata magra come un chiodo, finch l'alcol non ha cominciato a farla ingrassare. Io... ti sembrer davvero stupido...".

"Mettimi alla prova".

"Io... ho un basso livello di
potassio. Quindi devo prendere degli integratori e mangiare molti cibi che lo contengano, capisci? Come le banane.
Ma odio le banane. Il medico mi ha detto di bere un bicchiere di succo d'uva ogni mattina... vero succo, non "una
bevanda
a base d'uva", sai? Cos lo
bevo, e il succo d'uva mi piace davvero tanto. Ma per qualche ragione ogni volta

che lo bevo, ed  la prima cosa che

faccio la mattina, mi fa vomitare".

"Talia...?"

"Cosa?"

"Bevi il succo d'uva a stomaco
vuoto di prima mattina?". Ha riflettuto sulla domanda e ha annuito. "Be', se quello che mi stai dicendo  vero, se il vomito  dovuto solo a una reazione al succo d'uva, forse dovresti prendere in considerazione l'idea di mangiare anche qualcosa di solido".

Ha fatto una smorfia. "Non riesco a fare colazione. Non riesco nemmeno a immaginare di mangiare qualcosa prima delle dieci".

L'ho guardata scettica. "Spero

davvero che tu mi stia dicendo la verit, Talia. Io ci sono passata. Quindi credimi, capisco quanto possa essere doloroso e imbarazzante. E quanto sia terribile e autodistruttivo per il tuo corpo. Voglio dirti che se vuoi ne possiamo parlare. E che possiamo trovare qualcuno in grado di aiutarti.
Ok?"

"Capisco che vuoi dire, Susan, ma ti giuro che semmai ho un'allergia, non un disturbo alimentare".

"Volevo solo darti degli spunti di riflessione".

Talia si  sciolta la coda e i capelli scuri le sono ricaduti sulle spalle.
"Ahhhhh", ha mormorato felice

scuotendo la testa. "Ora s... non
hai
idea di quanto sia bello non avere sempre i capelli raccolti. Non ho mai capito perch avessi sempre mal di testa finch non mi sono rotta il legamento e non ho pi avuto motivo di infilarmi ogni giorno tutte quelle forcine tra i capelli!".

"Allora... per tornare a ci che stavi dicendo prima di accennare ai capelli...
Stai facendo la formica e non la cicala... Pianifichi il futuro invece di vivere per il presente. Che per non
significa vivere nel
presente, tra
parentesi. Dovresti vivere nel
presente.
E sembra che tu stia studiando per diventare un'istruttrice di Pilates. Che

ne dici di insegnare danza? Ci hai
ripensato?"

"Non posso dire di aver cambiato idea su questo punto". Ha aggrottato le sopracciglia. "Sai, "chi sa fa, chi non sa insegna"".

"So che credi molto in questa
massima, ma hai appena detto che ti piacerebbe insegnare Pilates. Mi sono
persa qualcosa?"

""Chi sa fa, chi non sa insegna" si riferisce a chi insegna la professione che ha deciso di praticare, non a chi insegna tutt'altro", ha spiegato con enfasi. "So che vuoi farmi uscire dal mio "bozzolo" perch sia aperta ai cambiamenti e a tutto il resto...". Si  arricciata una

ciocca di capelli intorno all'indice. "Ma non sono pronta per spingermi cos in l, ok?".

Amy.

"Oggi sono troppo esausta per
sfogarmi", ha detto sprofondando nel sof. Si  distesa e ha posato un braccio sugli occhi. "Credo che sfrutterei meglio
il nostro tempo se dormissi
per
cinquanta minuti".

In effetti sembrava molto sciupata, e stranamente sciatta, come se si fosse infilata i primi vestiti che le erano capitati sottomano e non si fosse

nemmeno presa il disturbo di pettinarsi.
Mi sono alzata e ho spento le luci. "Sai una cosa, Amy? Ti permetter di restare sdraiata l al buio, ma credo sarebbe una buona idea se mi raccontassi che cos' successo ultimamente. Hai annullato le ultime due sedute, e devo dire oggi non sembri nemmeno tu".

Ha emesso un gemito. "Tutti
conoscono l'espressione "Attento a ci che desideri", giusto? Ricordi la cosiddetta "lettura medianica" di Mala
Sonia?"

"Quale in particolare?", ho
bofonchiato.

"Oh, giusto". Si  alzata a sedere.
"Mio Dio, Susan, mi dispiace cos tanto.

Ho saputo delle previsioni che ti ha fatto e di quello che  successo.  possibile che abbia davvero doti soprannaturali?
Insomma, tutto ci che mi ha detto si  avverato".

"Forse  solo stata fortunata". Non ho aggiunto che nel mio caso pensavo avesse manipolato le carte.

"C'eri anche tu quando mi ha fatto le carte, sei la mia testimone".

"Perch dici che le sue previsioni si sono avverate?".

Ha tratto un profondo respiro ed  tornata a stendersi. "Mesi fa ho detto a Eric che avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilit di genitore. Ha replicato che probabilmente soffrivo di

sindrome post partum. L'ho chiamato
troglodita e ho minacciato di
strangolarlo. Dopo la lettura di Mala
Sonia ho affrontato di nuovo
l'argomento. "Ora sei un associato", gli ho ricordato. "Sei una delle persone che fa le regole da Newter & Spade". E gli ho dato pi o meno un ultimatum: se la sua idea di responsabilit genitoriale consisteva solo nel pagare le bollette, gli ho detto che poteva farlo dal suo appartamento e che io sarei stata felice
di percepire gli alimenti e il
mantenimento per Isaac. Cos ha
finalmente trovato il modo di
riorganizzare i suoi impegni - e comunque la sua agenda di dicembre era

abbastanza vuota - per trascorrere un po' di tempo con Isaac. E quando il bimbo faceva il sonnellino, Eric riusciva a sbrigare il lavoro da casa per non restare troppo indietro. In teoria sembrava fantastico. In pratica  stata tutta un'altra storia. Comincio a chiedermi se gli uomini siano davvero privi di senso materno, o se Eric stia cercando di fare un pessimo lavoro in modo che io alzi le mani e dica "S, avevi ragione. Sono molto pi brava di te. Torna in ufficio". Speravo che con
Eric a casa io
avrei potuto trovare un
accordo con Newter & Spade e tornare al lavoro, almeno part time. Mi  mancata cos tanto la mia carriera. Cos

Eric  rimasto a casa per alcune settimane, e siamo precipitati nel caos.
Isaac strilla come un forsennato ogni volta che suo padre cerca di prenderlo in braccio e si calma solo quando arrivo io. Non lo si pu biasimare, suppongo; non vede quasi mai suo padre, perci non si fida dell'estraneo dall'odore sconosciuto che vorrebbe toccarlo. Ho pensato che pi Eric avesse imparato a conoscere suo figlio, e pi Isaac gli si sarebbe affezionato. Ma finora non  andata cos. Ovviamente Eric sembra cos insicuro quando lo stringe che magari il piccino teme di cadere per terra. Cos ho detto a mio marito che forse sarebbe stato meglio se si fosse

occupato di altre cose, per esempio cucinare e fare la spesa, mentre io accudivo il bimbo, cos almeno non
avrei dovuto fare tutto
da sola".

"E com' andata?", ho chiesto.

"Oohh alla graaandee!".

"Non mi sembri soddisfatta".

" un incapace! Brucia persino
l'acqua! Magari pensi che stia
scherzando, ma una volta gli ho chiesto di prepararmi una tazza di t e ha lasciato il bollitore sul fornello cos a lungo che tutta l'acqua  evaporata e il fondo del recipiente si  bruciato. Si era
dimenticato
di averlo messo su. Una
semplice lista della spesa va oltre le sue possibilit, e pensare che ha conseguito

un dottorato in una delle migliori scuole del Paese. Non ce la faccio pi. E Netwer & Spade continua a tergiversare, cos ho la sensazione di essere io inutile, perch non sono in grado di portare a casa qualche soldo. In quanto socio, Eric riceve uno stipendio calcolato su base percentuale, e visto che non  andato in ufficio nelle ultime settimane dice che gli altri vogliono modificare il conteggio cosicch riceva meno di chi lavora full time.  un incubo!".

"Cosa pensi di aver imparato da
tutto questo?"

"Onestamente? Che non puoi mai
fare affidamento su nessuno se non su te

stesso. A lungo andare se vuoi che una cosa sia fatta bene, e sia fatta come desideri, non puoi delegarla. Ho dovuto disfare o rifare tutto ci che Eric ha fatto
con il bambino e nelle faccende
domestiche. E non permettere a nessuno di convincerti che gli uomini sono pi forti delle donne. Al primo segno di crisi, scappano! Il primo giorno in cui Eric  rimasto a casa, Isaac gli ha rigurgitato addosso e lui ha perso la pazienza! Ha iniziato ad accusare il bambino, dicendo che gli aveva rovinato i vestiti - come se dovesse fargli fare il ruttino per forza mentre portava una camicia di Ermenegildo Zegna - e si  limitato a restare l, impotente. Quando

Isaac ha cominciato a fare i capricci durante il bagnetto, Eric mi ha chiamato urlando a squarciagola e me ne sono dovuta occupare io. Lui ha letteralmente gettato la spugna. Susan, quell'uomo si guadagna da vivere rappresentando delle industrie che rilasciano sostanze inquinanti e non riesce nemmeno a pulire il vomito di suo figlio".

"Be', visto che tu ed Eric siete a casa durante il giorno, magari potresti dire a Meriel di aiutare tuo marito a gestire le sue nuove responsabilit genitoriali mentre tu ti liberi almeno in parte della sensazione di dover fare tutto da sola...".

"Quello  un problema del tutto

diverso", si  agitata. "Meriel  sempre tra i piedi, o almeno cos sembra.
Insomma, abbiamo un appartamento abbastanza spazioso, ma adesso che Eric  a casa sembra tutto cos caotico.
Appena ti giri, trovi Meriel. E sta
diventando una situazione
insopportabile. Non ha senso continuare a tenerla; ma d'altra parte non sopporto le faccende domestiche e non ho tempo di sbrigarle. Se Eric fosse capace, potremmo licenziare Meriel o almeno darle un congedo temporaneo. Ma non lo , e non sembra che voglia diventarlo, e penso che se do a Meriel il benservito alla fine le cose andranno di male in peggio. Tra l'altro le mie amiche mi

hanno raccontato cos tante storie raccapriccianti sulle loro colf e ragazze alla pari che ho paura a licenziarla. E se Eric torna da Newter & Spade a tempo pieno, avremo comunque bisogno di qualcuno quasi ogni giorno.  vero che Meriel non  la persona pi affidabile del mondo, ma a rischio di cadere in un clich,  cos difficile trovare una governante al giorno d'oggi".

Meriel.

"Non so per quanto ancora verr
quaggi". Nella voce di Meriel c'era una punta di rassegnazione. "Ho captato

dei segnali. Sai, di sopra, con la signora Amy e il signor Eric, sono tra l'incudine e il martello.  come se lei mi stesse con il fiato sul collo per ogni cosa che faccio, e non riesco a lavorare cos.
L'altro giorno stavo spolverando tutti i suoi ninnoli e me la sento arrivare alle spalle. Mi agito cos tanto da far cadere un oggetto sulla moquette. Per fortuna non era nulla di fragile. Ma mi chino per raccoglierlo e tremo tutta. Ho bisogno di lavorare - gli audiolibri sono solo volontariato - ma per me questo non  un bel modo di vivere".

Si  presa il volto tra le mani.
Anzich porle una domanda o darle un consiglio, ho aspettato con pazienza che

riprendesse a parlare.

"Sai... forse dovrei lasciare il lavoro. Ho la sensazione che la signora Amy voglia sbarazzarsi di me, cos forse dovrei essere io a dare le dimissioni.
Dall'altra parte, sai che ho bisogno di lavorare. Si dice sempre di non lasciare la strada vecchia per la nuova".

Ho cominciato a chiedermi se
esistesse una massima o una frase fatta che non fosse stata usata dalle mie pazienti nell'ultima settimana. " comprensibile: ti sentiresti pi a tuo agio se dovessi essere tu a decidere di lasciare il lavoro, anzich aspettare di essere licenziata... sempre ammesso che succeda".

"Te l'ho detto, ho captato dei
segnali. Lei e il signor Eric non sono soddisfatti della situazione attuale. E il signor Eric non si comporta come un capofamiglia. Cos la signora Amy deve prendere tutte le decisioni importanti per entrambi. Sai per chi mi dispiace? Per quel bambino. Lei si d un gran da fare tutto il tempo, ma dice cose cos terribili sulla maternit, perch pensa che sia troppo piccolo per capire e non sa ancora parlare. Non so tu, signora Susan, ma io credo che i bambini capiscano molto pi di quanto pensi la gente. Sono contenta che tu abbia ripreso le sedute, perch tra qualche anno Isaac avr bisogno di te!".

Io.

"Indovina chi ho appena visto vicino alle cassette della posta?". Molly ha quasi fatto irruzione nell'appartamento.
"Naomi e Claude! Avevano appena
ricevuto la lettera dall'agenzia delle adozioni in Georgia. Le scartoffie sono state approvate. Otterranno la bambina cinese!".

" fantastico!".

"Nell'atrio c'era anche Alice, e quando ha saputo la notizia ha detto che si sentiva come una fata madrina, perch aveva autenticato i loro documenti. Ha

aggiunto di essere felice che in fondo gli anni trascorsi a lavorare come assistente legale non siano stati un totale spreco".

Ci siamo date il cinque proprio
quando il telefono ha cominciato a squillare. Erano Claude e Naomi. "Lo so... Molly me l'ha appena detto...".
Ho riso alla reazione di Claude. "Mi dispiace,
ha "rovinato" la sorpresa
dandomi la notizia prima di voi... Sono felicissima... davvero, non potrei essere pi felice per voi due...
congratulazioni!".

"Partono per la Cina tra un paio di settimane", ho detto a Molly quando ho riattaccato. "Prima visiteranno la provincia della bambina... Credo sia il

Sichuan; poi andranno nella citt di Guan Cho,  l che tutti i genitori adottivi devono aspettare l'arrivo dei propri figli. Quindi staranno via per due

o tre settimane. Naomi ha anche trovato un modo accettabile per accompagnare Claude: se le chiederanno chi  dir che sar la tata della bambina".
"Saranno due mamme meravigliose, non trovi?". Ho annuito. "Le persone sanno essere cos cieche", ha aggiunto.
"Pensa a quante madri etero riescono a mandare tutto a puttane". Ha aperto il frigorifero e ci si  piazzata davanti per diversi minuti, cercando di capire cosa avesse voglia di sgranocchiare.

"Perch non mangi un po' della

zuppa di legumi di Faith?"

"No. Troppo pesante. E poi non ho cos fame".

"Ok, ma quante volte ti ho detto di non lasciare aperto lo sportello del frigorifero. Ora che sai cosa c' dentro, puoi decidere anche con lo sportello chiuso".

Mi ha ignorato. "Ma tu non l'hai fatto, mamma. Non hai mandato a puttane niente. Pap  uno stronzo, ma tu sei davvero una brava madre". Alla fine ha optato per un'arancia e ci siamo sedute insieme al tavolo del tinello.

"Prendi un tovagliolo, Molly.
Grazie. Per aver preso il tovagliolo e per il complimento. Sai, non voglio che

tu e Ian vi schierate da una parte o dall'altra, con me o con vostro padre.
Restiamo entrambi i vostri genitori".

"Troppo tardi", ha replicato,
gettando la buccia sul tovagliolo di carta. "Non abbiamo scelto tra te e pap.  ovvio. Lui ha seguito il suo uccello e ci ha piantati in asso...".

"Molly,  pur sempre tuo padre! Non parlare di lui in quel modo. Mostra almeno un po' di rispetto".

"Perch? Lui ti ha mostrato
rispetto? Ha mostrato rispetto a me e a Ian? Mi chiedi sempre se abbia imparato qualcosa sull'etica alle Ethical Culture School... be', s, ho imparato qualcosa, ok? Innanzi tutto, devi meritarti il

rispetto, non lo ottieni automaticamente.
Anche se sei un parente. E comunque l'etica di pap  una merda. Scommetto che se fossi una delle tue pazienti, mi diresti che la mia rabbia  giustificata e che ho il diritto di sfogarla, anzich dirmi "Dai,  pur sempre tuo padre"", ha aggiunto beffarda. "Sono furibonda con lui per essersene fottuto di te. Cos, s, non posso fare a meno di schierarmi con te, perch pap si  comportato come un bambino, facendo ci che riteneva giusto per s, senza considerare le conseguenze delle sue azioni. E tra l'altro  scappato con l'eroina del suo graphic novel. C' qualcosa di pi
puerile?! Insomma, dovrebbe

controllarsi! E sono furiosa con lui per essersene fottuto anche di me e di mio fratello. E se proprio vuoi fare la strizzacervelli, non puoi dirmi che non posso essere furibonda per me stessa. E un'altra cosa: se decide di tornare strisciando con l'uccello tra le gambe...".

"Molly! Che cos'hai appena
detto?!".

"Maa-mmaa", ha cantilenato, con la medesima inflessione riservata al suo uffa, "ok, dimentica la seconda parte della frase. Ma se pap decide di tornare strisciando - bla-bla-bla - credo che dovremmo metterlo ai voti.
Dovrebbe essere costretto a giustificarsi

con tutti e tre. E in questo momento, i miei exit poll dicono... no! Pap perde!
Perch si becca un no da me, e non  stato proprio un padre presente per Ian insomma, non hanno mai fatto cose da
padri e figli come giocare a
pallacanestro o andare alle partite di baseball - perci probabilmente Ian star dalla mia parte. Hai sempre avuto una carriera e ti sei sempre presa cura di me e di Ian, anche se talvolta noi - be',
ok, io
- siamo stati una scocciatura".

Masticando con aria pensosa, mi ha allungato uno spicchio d'arancia.
"Mmm", ha bofonchiato, "peccato che
abbia gi spedito le domande
d'iscrizione, perch mi  appena venuta

in mente una cosa che avrei potuto aggiungere".

"E sarebbe?". Io invece ero davvero sollevata e stupita che le avesse completate e spedite in tempo.

"Ecco, mi sono appena chiesta se li avrei impressionati di pi scrivendo che vengo anche da una famiglia sfasciata".

Il successivo sabato pomeriggio ho
chiesto a Molly se volesse
accompagnarmi alla festa premaman.

"Ma Claude e Naomi non hanno gi
ricevuto la bambina, no?"

"No. Non sono nemmeno partite per la Cina.  la festa per Izzy, l'amica di Alice".

"Oh s, l'avevo dimenticato. Non le ho comprato niente", ha risposto
dubbiosa. "Avrei dovuto?"

"Puoi partecipare con me. Ho
chiesto al Body Shop di confezionarle un cesto di prodotti profumati con cui potr coccolarsi. Ormai Alice sferruzza
come una forsennata da mesi. Ha
preparato maglioni, scarpine, una copertina, una cuffietta... Ha portato il lavoro a maglia alle sedute per non perdere tempo. Teme di non finire tutto prima del parto".

"Quando dovrebbe nascere?"

"Tra due settimane, il 14 febbraio".

"Caspita, manca poco. Un beb di San Valentino. Sa se  maschio o

femmina?".

Ho annuito. "Quando ha fatto
l'amniocentesi lo ha voluto sapere. Mi ha confessato di non essere brava a tenere i segreti".

"E...?"

"Femmina. E credo che voglia
chiamarla Valentina".

"Che fico!  uno sballo!".

"Gi", ho detto allungando la mano per stringere la sua, "le femmine sanno essere davvero uno sballo".

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Talia Shaw: Innanzitutto sono
contenta che Talia abbia ripreso la terapia, e in secondo luogo che sia
molto meno ostile all'idea del
cambiamento.  un atteggiamento
mentale molto pi sano che pu solo giovarle mentre il suo corpo continua a guarire.  importante che inizi a guardare al futuro e che abbia alcune

alternative nel caso l'infortunio al ginocchio le impedisca di tornare a ballare come un tempo. Lo sguardo al futuro ha anche rafforzato la sua autostima; la paziente non si lamenta pi dicendo che la sua "vita  finita".
Tuttavia sono ancora preoccupata per la concreta possibilit che soffra di un disturbo alimentare. Lo nega con
veemenza e mi ha dato una
spiegazione, ma durante le prossime
sedute voglio monitorare pi
attentamente la situazione. Se c' davvero un problema la incoragger a rivolgersi a uno specialista.

Amy Baum: Devo raccomandarle

di assumere il controllo del suo
principale problema, anzich
permettere a quest'ultimo di
controllare lei. Dopo aver sfogato per mesi la sua frustrazione nei confronti della situazione familiare, ha corso il rischio di affrontare suo marito per
metterlo di fronte alle sue
responsabilit di padre. Ma a quanto pare le cose le si sono ritorte contro.
Ciononostante non posso permetterle di accettare questi sviluppi in quanto espressione di una "lettura medianica"
corretta, scaricando cos le
responsabilit personali, e quindi
dobbiamo concentrarci su una
soluzione attiva dei problemi. Pur

essendo un individuo molto efficiente sul piano lavorativo, la paziente ha una personalit molto ansiosa e si fa subito prendere dal panico quando le cose non vanno lisce nella sfera familiare. La sua prima reazione  arrendersi di
fronte alle circostanze che le
procurano le frustrazioni pi profonde e tentare di fuggire verso il luogo in cui si sente pi al sicuro: nel suo caso,
l'ufficio.  un modello
comportamentale diffuso; l'istinto ci dice sempre di scappare da ambienti difficili e ansiogeni e di cercare il nostro rifugio preferito, che spesso  il luogo in cui ci sentiamo pi rispettati e apprezzati. Eppure nelle prossime

sedute dovr esortarla a lavorare con pazienza e metodicit per ritrovare l'equilibrio mentale ed emotivo, che poi si tradurr nella capacit di risolvere la crisi domestica.

Meriel De lacour: Il pragmatismo della paziente la aiuta molto. Meriel  del tutto consapevole che il suo lavoro da colf  in pericolo e non nega le possibili evoluzioni della sua sfera lavorativa. Nelle prossime sedute voglio lavorare con lei per escogitare e sviluppare una strategia per l'avvenire.
Ha gi fatto un enorme passo in avanti
pensando di dimettersi, anzich
lasciare tutto il potere nelle mani della

sua datrice di lavoro. Tuttavia, usando
la sua filosofia della strada
vecchia/strada nuova, dobbiamo
domandarci come si manterr
economicamente qualora decidesse di licenziarsi, e di solito non incoraggio
le mie pazienti a fare un salto
importante senza rete. Per quanto possano sembrare molto libere una volta spiccato il volo, tuttavia i risultati (mentali, emotivi e finanziari) possono essere catastrofici.

Io:
Mi serviva una pausa dal
lavoro. E serviva anche tornare al lavoro, credo. Forse desideravo sentire che qualcuno aveva bisogno di me,

visto che dopo vent'anni mio marito
non ha pi bisogno di me,
evidentemente. I miei figli s. Le mie pazienti s. Tornare sulla sedia davanti
al divano mi ha mostrato quanti
progressi abbiano fatto, progressi da cui posso dedurre di averle aiutate davvero; sono entrata nelle loro vite e ho fatto la differenza, in meglio. E sapere che posso fare e faccio la differenza  una delle mie maggiori soddisfazioni.

Sul fronte domestico... anche se il dottor Lee e io abbiamo solo sfiorato la punta dell'iceberg per quanto riguarda la mia capacit di confessare il rancore verso Eli e di assumere il controllo su

una parte della mia vita che ha
deragliato, almeno non mi sento
un'ipocrita. Nonostante tutte le paure
sulla mia incapacit o scarsa
disponibilit a mettere in pratica ci che predico alle pazienti, non ho fatto lo "struzzo". Ora non nego pi il deterioramento del mio matrimonio e non cerco di fuggire dalle conseguenze.
Ok, non sono sicura di aver trovato l'analista giusto, ma so che non ce la posso fare da sola; ho bisogno di parlare con un professionista.

Ho imparato molto dagli eventi
delle ultime settimane. Ho imparato che le mie pazienti mi sono grate per il ruolo che rivesto nella loro vita e per i

consigli che do loro. Ho imparato che i miei figli, e soprattutto Molly, sono ragazzi forti anche se sono stati traditi e colti alla sprovvista da uno dei loro genitori. Molly aveva ragione: deve avere la possibilit di essere molto arrabbiata con suo padre. Ma ci che non le permetter mai di fare  di diventare autodistruttiva. Grazie a Faith e a Sylvia Plath, mia figlia sta
dando grande prova di s; mi ha
commosso sentire dalle sue labbra che ritiene che io sia stata una buona mamma... perch nel corso degli anni
ci sono state molte occasioni -
soprattutto con Molly - in cui ho avuto seri dubbi a riguardo! E ho imparato

che in realt posso assumere il
controllo della mia vita (o cominciare a raccoglierne i pezzi) anche dopo che  accaduto il peggio. E... mentre scrivo queste parole, devo ammettere che l'allontanamento di Eli non  la cosa peggiore che mi potesse capitare. Io sono sana, e lo stesso vale per i miei figli e i miei genitori. Abbiamo tutti un tetto sopra la testa e cibo a sufficienza.
I miei figli ricevono il meglio che il nostro sistema scolastico abbia da offrire. Viviamo in una societ che (almeno sulla carta) ci permette di esprimerci liberamente. E ogni giorno ho il privilegio di trascorrere del tempo
in compagnia di donne forti e

affascinanti che mi consentono di allargare i miei orizzonti.

Quindi forse Mala Sonia aveva
ragione quando ha "previsto" che sarei uscita dall'inferno del mio matrimonio distrutto con l'aiuto delle mie amiche.
Anche se le mie pazienti della
lavanderia esitano a varcare il confine tra il nostro rapporto personale e professionale, sento chiaramente il loro... ecco, il loro affetto, immagino.
Anche senza ricorrere alle parole, mi
hanno comunicato che in caso di
bisogno loro ci sono. Sono loro la mia rete.

RISCIACQUI.

19. Alice.

"Mi dispiace di essere stata cos cieca", ha detto Alice, rannicchiandosi in un angolo del divano. "Quando mia nonna ha cominciato ad avere il morbo
di Alzheimer, diceva che il
condizionatore fuori della sua finestra era infestato da fantasmi che gemevano e bussavano contro il vetro tentando di entrare nell'appartamento per rubarle

l'anima. Non
avevo idea di cosa stesse
parlando; sapevo solo che quanto continuava a ripetere era insieme allarmante e spaventoso. Insomma, i fantasmi? Dai! Ma poi ho dato a Izzy la mia camera e ho spostato la mia roba nella stanza di nonna. Il gioco di ruolo che mi hai fatto fare tempo fa mi ha finalmente permesso di classificare, annotare ed eliminare la sua roba.
Quando  venuto fuori che Izzy non si sarebbe fermata solo per una o due settimane, non ho avuto scelta. Cos mi sono trasferita nella camera di nonna.
Ha una forma molto strana; c' solo una parete contro cui si pu appoggiare un letto singolo senza trasformare il resto

della stanza in una corsa a ostacoli. Cos il mio letto  finito accanto alla finestra, e in questi giorni ho scoperto chi sono i "fantasmi"". Ho aspettato che accadesse il peggio. "Piccioni! Tutte le mattine lo stesso maledetto piccione atterra sul condizionatore e comincia a tubare.
Giuro su Dio,  come la versione urbana di un gallo che canta all'alba. E ora che non vado pi in ufficio, non devo pi alzarmi alle sette. Ma eccolo l, puntuale
come un orologio, tranne questa
mattina,
quando ha deciso di fare la sua
comparsa alle 4,17. Hai idea di quanto
possa essere fastidioso
il richiamo di un
piccione maschio?  come un basso gargarismo che pi dura, e pi diventa

acuto. E mi sta facendo impazzire! Infilo la testa sotto il cuscino, tiro su le coperte, e continuo a sentire quelmaledetto piccione.  come una tortura di un racconto di Edgar Allan Poe! Mi alzo e busso sul vetro, ma quelli sono uccelli sfrontati. Non si spaventano; mi guardano come se avessero tutto il diritto di disturbare il mio sonno e accamparsi sul mio davanzale;  come se dicessero: "Ce l'hai con me?".

Quando c'era Stevo... oh, scusa,
probabilmente non avrei dovuto
nominarlo. Ti prego, scusami se ho toccato un tasto cos delicato".

" tutto a posto", l'ho rassicurata, "questa non  la mia seduta".

"Ma mi sento una merda per aver
sollevato l'argomento. Sei sicura?"

"Sono sicura". Ho assunto la mia espressione forte e sicura. "Parola di scout".

"D'accordo... be', mi ero lamentata con lui dei piccioni e gli avevo chiesto se poteva fare qualcosa. E ovviamente non ha fatto nulla. Ha detto che "se ne sarebbe occupato", ma naturalmente non l'ha mai fatto. Credevo che gli uccelli volassero verso sud per l'inverno, ma immagino che i piccioni dell'Upper
West Side considerino gi una
migrazione arrivare qui dalla 125a strada.

E fanno sesso
anche sul mio

condizionatore. L'altra mattina ce n'erano tre, e credo stessero facendo un mnage  trois oiseaux o qualcosa del genere. Avresti dovuto sentire che casino, le piume che volavano e quelle aguzze zampette rosa che grattavano sul metallo... e il rumore... Immagino che la parola "battibeccare" venga da l.
Vengo svegliata da fottuti piccioni che scopano! Dan lo trova divertente...".

"Oh-ho!" ho sorriso. "Come va la tua vita sentimentale di questi tempi?".

Alice ha alzato gli occhi al cielo.
"Un po' come uno di quei tremendi reality show in cui buttano un gruppo di persone in una casa e si aspettano che il pubblico se la spassi guardandole

interagire.  stato difficile con Izzy qui per cos tanti mesi. E in pi nelle ultime due settimane sembrava di stare in una nursery, visto che tutte le cose della bimba di Izzy erano sparse in giro per casa, e nessuna di noi due sapeva per quanto tempo sarebbero rimaste da me.
Cos  stato come vivere in una specie di enorme profilattico, in realt", ha aggiunto arrossendo. "Ma... presto sar finita", ha sospirato, "la convivenza con Izzy, intendo. Se ne va sabato. Hai visto
com'era fuori di testa Dominick
all'ospedale quando ha preso in braccio Valentina?! Piangeva e continuava a blaterare del miracolo della nascita come se Izzy fosse stata la prima donna

a partorire. Di solito quando le coppie hanno qualche problema pensano che avere un bambino li risolver, e non  mai cos. Nella maggior parte dei casi accade il contrario e nascono altri problemi. Ma la nascita di Valentina  stato il fattore decisivo per la riconciliazione tra Izzy e Dominick. Sai
che stavano pensando di tornare
insieme, e Izzy gli ha chiesto di leggere un'intera pila di libri sui bambini e sulla gravidanza, cosa che, meraviglia delle meraviglie, suo marito ha fatto. E le ha detto che era ancora una rompipalle, ma che ora ne sapeva un po' di pi sulla biologia della gravidanza e della maternit; poi ha capito di non essere

sempre stato uno stinco di santo e si  stupito che lei sia rimasta sposata con lui per tutto questo tempo, perch se ne
andava sempre con i suoi amici
motociclisti e tornava a casa a tutte le ore, o non tornava affatto. In alcune occasioni ha davvero messo alla prova il loro rapporto.

Cos, ora Izzy e Valentina stanno per sloggiare, e possiamo togliere tutta la roba della bimba dal mio salotto. Dan  molto emozionato, devo dire. Per fare spazio al lettino avevamo spostato l'antico divano di mia nonna, quello che aveva restaurato facendosi un culo cos, e adesso quel sof potr tornare al suo posto d'onore. Dan ha proposto di

festeggiare facendoci l'amore sopra, ma non sono sicura che se la senta di restaurarlo di nuovo, mettiamola cos: qualcosa mi dice che quel mobile non sia stato pensato per resistere a una focosa scopata". Ha riso. "Possiamo sempre ricorrere alla buona vecchia camera da letto e gareggiare con i piccioni!".

"Bene, mi pare che tu stia mettendo ordine nella tua casa in pi di un modo", ho osservato. "E con il lavoro come va?
Se ben ricordo, mi hai detto che il tribunale dell'Actors Equity ha deciso a tuo favore".

"Dio, oggi stiamo proprio
spremendo tutto il possibile da ognuno

dei miei problemi! Mi gira la testa!". Ha
cambiato posizione. "Giusto. Il
sindacato si  schierato dalla mia parte, e non me l'aspettavo a dire il vero; ma la mia felicit  stata abbastanza effimera".

"Che intendi?".

Ha sbuffato. "Ecco... sono riuscita a tenermi il lavoro nello spettacolo, ma Bitsy Burton - ti avevo parlato di lei,  l'attrice che in origine aveva la mia parte - ha continuato a mettermi i bastoni tra le ruote. Ha anche assunto un
avvocato esperto in propriet
intellettuale e ha trascinato in tribunale i produttori, rivendicando dei diritti sull'evoluzione del personaggio di

Fionulla Finnegan: ha preteso di
ricevere un compenso per il suo
contributo creativo durante il processo di sviluppo dell'opera, qualora non avesse continuato a interpretare quel ruolo. I produttori si sono spaventati, pensando sia alla cattiva pubblicit che alle spese legali, cos mi hanno
convocata e mi hanno detto che
avrebbero dovuto mettermi da parte e ridare a Bitsy la parte di Fionulla.
Hanno detto che era la cosa pi
conveniente che potessero fare per risolvere la disputa con Bitsy. Cos sono stata licenziata, visto che eravamo tutti d'accordo nel sostenere che non ero adatta per la parte interpretata da Bitsy

mentre io facevo Fionulla, quello della cugina Megan, la psicologa scialba...
Scusa ancora", ha aggiunto, arrossendo e lanciando un'occhiata al mio pratico coordinato, ammesso che si possa definire "coordinato" una giacca jeans e un dolcevita di cotone rosso.

"Per avevo paura che i produttori
della Veglia
avrebbero contestato il mio
diritto ai sussidi di disoccupazione e che sarei stata costretta a strisciare di nuovo nello studio legale di mio zio Earwax.
Be', il suo vero nome  zio Erwin,
Erwin Blazer, ma comunque avrei
preferito tagliarmi le vene piuttosto che tornare a fare la segretaria...".

"Alice, non parlare di suicidio

nemmeno per scherzo".

"Non mi taglierei davvero
le vene,
lo sai no...? Vero? Stavo solo... stavo
solo usando un'iperbole. Non
preoccuparti, forse sono un po'
nevrotica, ma non sono mentalmente instabile. Comunque sono giunta alla conclusione che meritavo di percepire i sussidi di disoccupazione come attrice, e che avrei dovuto continuare a cercare lavoro in teatro anzich negli uffici.
Insomma, non sono pi una segretaria.
SONO UN'ATTRICE DISOCCUPATA!
YUHUU!", ha esclamato. "NON
SONO
UNA SEGRETARIA DISOCCUPATA!
Capisci, Susan, vedo il lato umoristico della situazione. Cos faccio tutti

provini che posso, visto che non ho ancora un agente. Oggi spedir foto e curriculum al direttore del casting di un'agenzia pubblicitaria. Stanno preparando una campagna internazionale per uno straccio antipolvere. Non ridere! Assomiglia allo Swiffer e si chiama "Snatch"".

"Non  un po', be', volgare?"

"Non in Inghilterra, a quanto pare,  l che lanceranno il prodotto. Per dire quello loro usano la stessa parola che da noi vuol dire "culo". Il che, se ci pensi,
crea tutta un'altra
serie di problemi dal
punto di vista linguistico".

"Non che ti auguri di non ottenere il lavoro, ma perch cercano un'americana

come testimonial di un prodotto
inglese?"

"Credo che vogliano
che le persone
colgano il doppio senso. Almeno a livello subliminale. Pare che i britannici amino quel tipo di umorismo".

"Be', allora auguri!".

Ha sorriso. "Grazie! Ma non si
fanno mai gli au... oh non importa!".

Io.

"Benvenuti al No Problem. Un
tavolo per cinque?", ha chiesto Meriel quando io, Molly, Ian, Faith e il famoso pianista jazz Elijah Loving siamo entrati

nel ristorante giamaicano di William Robertson. Era un sabato sera di inizio marzo; dopo alcune settimane ventose, il tempo cominciava a dare i primi indizi che la primavera era alle porte e che potevamo riporre i cappotti di montone nell'armadio.

Quando Meriel non lavorava per
Amy ed Eric, accoglieva i clienti nel ristorante del figlio. "Allora, vi piace l'arredamento?".

Le pareti erano di un brillante giallo limone, bordate di nero, dal soffitto pendevano eleganti lanterne di carta nei colori ufficiali della Giamaica, mentre sui tavoli spiccavano delle belle tovaglie con dei motivi gialli e verdi.

"Volevo che la guida dei ristoranti ci definisse "informali e di buon gusto"", ci ha spiegato Meriel. "William pensava che non fossero necessarie le tovaglie,
ma io non volevo che il locale
assomigliasse a un fast food o a un self service. Cos ha dato ascolto alla
mamma perch sa che la mamma ha
sempre ragione. E avete notato la musica...? La musica reggae non  cos alta da impedire alle persone di sentire ci che dicono". Ci ha fatti accomodare e ci ha detto che suo figlio sarebbe venuto a salutarci appena possibile. Mi  dispiaciuto un po' per loro, perch nonostante fosse sabato sera il locale non era molto affollato; gli affari non

andavano alla grande come avevano sperato Meriel e William. Le probabilit di successo nel settore della ristorazione sono cos esigue, e avrei davvero voluto che il No Problem sfondasse.

Ma sembrava che in paradiso ci
fossero pi problemi di quanto avessi immaginato. Dal punto in cui ero seduta, sentivo Meriel che criticava le ricette di suo figlio perch contenevano troppo poco di questo o troppo di quello, oppure perch le porzioni non erano abbastanza abbondanti o erano troppo generose; trovava da ridire persino su come venivano presentati i piatti. Con
pochi clienti da servire, aveva
parecchio tempo a disposizione e non

riusciva a fare a meno di entrare in
cucina per "supervisionare". La
guardavo mentre spostava o eliminava le guarnizioni, oppure mentre decorava un piatto con piccoli schizzi di salsa che spremeva fuori da bottiglie di plastica senza etichetta per dargli un "tocco di eleganza". Naturalmente William non accettava di buon grado le interferenze della madre, ed ero sicura che da quando il No Problem aveva aperto al pubblico era sempre andata cos.

Molly ha cercato di attirare
l'attenzione (come quando si era fatta il piercing all'ombelico e in altre parti del corpo) ordinando lo stufato di coda di bue. Quando  arrivato, si  limitata a

piluccarlo, cosa che secondo Meriel era dovuta al fatto che la ricetta non era stata seguita nel modo corretto. Avrei voluto dirle che probabilmente non c'era nulla di sbagliato nella cucina di William; Molly stava solo scoprendo che uscire dal suo "bozzolo epicureo" era pi rischioso di quanto avesse immaginato e che lo stufato di coda di bue aveva senz'altro un sapore del tutto nuovo per il suo palato. Faith  andata in visibilio per il pollo jerk, anche se
Meriel continuava a sussurrarle
all'orecchio che avrebbe voluto che
William usasse la sua
ricetta anzich
insistere a seguire la propria.

Immaginando che Elijah conoscesse

la risposta, Ian ha chiesto se i piatti "avessero il sapore che avrebbero dovuto avere".

"Non lo so, amico", ha risposto il musicista, scuotendo la testa. "Sono cresciuto nella Carolina del Nord.
Chiedimi ci che vuoi sulla carne di maiale sfilacciata, ma non sono un intenditore di pollo jerk! Sono un esperto di torte alle noci americane, non ai frutti neri. Ti dico una cosa: sicuramente mi sembra tutto molto buono!".

"Faith, il tuo fidanzato  uno
sballo!", ha mormorato Molly.

"Allora, andava tutto bene?", ha chiesto cortese Meriel quando abbiamo

insistito per pagare il conto. Se avessero gestito un'attivit commerciale di successo, forse avrei accettato il pasto gratis, ma date le circostanze non mi sembrava giusto.

"Era tutto delizioso", ho risposto, parlando anche per gli altri.

"E auguriamo a te e a William tutta la fortuna del mondo", ha aggiunto Faith.

Meriel si  guardata intorno. Solo quattro tavoli su sedici erano occupati.
"Grazie", ha sospirato, poi si  chinata verso di noi e ha sussurrato: "Detesto pensare che ne avremo bisogno!".

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Alice Finnegan: Da quando ha
iniziato la terapia con me, Alice ha dovuto affrontare una tale quantit di problemi importanti che a volte ho
avuto la sensazione di averne
trascurato qualcuno, o di averne messo qualcuno in secondo piano, perch non c'era tempo di prestare loro un pari grado di attenzione durante le singole

sedute. Alice ha avuto l'enorme merito di aver tenuto in aria tutti quei piatti con straordinaria destrezza, e non ha consentito agli ostacoli di paralizzarla

o mandarla nel panico. Nei momenti di crisi ha resistito al bisogno di assumere comportamenti capricciosi o autodistruttivi. Soprattutto nella carriera, si  spinta fuori dal suo
bozzolo e ha corso un rischio
calcolato. Anzich tornare al suo vecchio (e dannoso) comportamento, rientrando nel territorio sicuro e familiare (anche se nocivo) dello studio legale di suo zio dopo aver perso la parte nello spettacolo, ha accettato e
sfruttato la sua condizione di

disoccupata per consolidare la
carriera di attrice. Ospitare la sua amica Izzy come coinquilina  stata una decisione che ha avuto benefici inattesi sul piano emotivo e mentale.
Avere sempre intorno un'amica le ha ricordato che nonostante la morte di sua nonna c'era ancora qualcuno che la amava e apprezzava; inoltre credo che la costante presenza di Izzy abbia impedito a Alice di sprofondare nella solitudine e nella depressione che spesso accompagnano il lutto. La presenza di Izzy l'ha anche costretta a
essere cauta con la sua nuova
relazione. Inoltre la mancanza di privacy all'interno dell'appartamento

ha fatto s che Alice non si lanciasse troppo frettolosamente nel rapporto. La sua relazione con Dan si  potuta sviluppare con i propri ritmi, questo le ha dato una base pi stabile e ha anche ridotto le probabilit che la paziente restasse delusa o addirittura ferita sul piano emotivo, pretendendo troppe cose troppo in fretta. Nelle prossime sedute
cercheremo di rafforzare la sua
pazienza e la fiducia in se stessa cosicch diventino una seconda natura e Alice non sia tentata di tornare ai vecchi comportamenti ora che non ha pi tutti quei piatti metaforici in aria.

Io:
Io dovrei prendere esempio da

Alice Finnegan. Quando l'universo le ha chiesto di affrontare cos tanti cambiamenti radicali tutti insieme, la paziente ha scoperto di essere in grado di superarli in un modo emotivamente sano. Se c' una cosa che ho imparato nel corso degli anni, caso dopo caso,  che siamo molto pi resistenti di
quanto crediamo. Ovviamente mi
riferisco soprattutto alle mie signore della lavanderia, non ai miei pazienti del poliambulatorio che hanno bisogno di riequilibrare chimicamente il loro cervello.

Un'altra cosa su cui ho riflettuto: il
paradigma genitore-figlio. A
prescindere da quanto siano grandi i

tuoi figli, continui sempre a pensare che in quanto genitore hai ancora il diritto di essere il capo. William Robertson ha superato la trentina, e Meriel vuole ancora tirare le fila, anche nel ristorante. William cerca di assecondare sua madre pur affermando il suo diritto all'indipendenza. Molly e Ian faranno lo stesso, naturalmente. E Dio solo sa se mia madre non fa lo stesso con me. Solo perch vengo considerata un'esperta nel campo del comportamento umano in virt della mia professione, ci non significa che noi quattro siamo fuori dai guai.

Allora cosa si pu fare perch un rapporto genitore-figlio continui a

essere sano e stabile, soprattutto di fronte a sconvolgimenti familiari come un lutto o un divorzio?

Richiedetemelo tra qualche mese.
Sto ancora cercando di capirlo.

ULTIMA CENTRIFUGA.

20. Meriel.

"Stai guardando una donna felice", ha annunciato Meriel quando ci siamo viste la volta successiva. "Alla fine della giornata dar il preavviso di due settimane alla signora Amy".

" magnifico! Hai deciso che cosa
fare dopo?"

"Stai guardando la nuova e
orgogliosa cuoca del ristorante

giamaicano No Problem di Flatbush, Brooklyn, New York!".

"Santo cielo! Credevo volessi
restare fuori della cucina di William".

"Non si sa mai come possono
cambiare le cose. Dopo essere stati aperti per un po' ci siamo resi conto che gli affari non miglioravano, cos abbiamo cercato di capire perch il No Problem non decollasse: abbiamo fatto assaggiare tutte le ricette dell'ultimo mese, le sue e le mie, e la gente preferisce la mia cucina a quella di William. Ti ho detto che  bravo, ma la mamma  meglio!". Ha riso. "Cos William ha saputo mettersi da parte nell'interesse del locale e ora far il

manager. Accoglier i clienti all'entrata, e sai, le persone gli piacciono cos tanto che per lui  meglio stare fuori anzich nascosto in cucina. Con lui in sala e la mamma ai fornelli William guadagner sicuramente soldi a palate! Presto
leggerai di noi nelle guide
gastronomiche. La grande riapertura  prevista per il prossimo sabato sera, e voglio invitare te e i ragazzi come nostri ospiti. Forse verranno anche la signora Amy e il signor Eric. E d alla signora Faith che sul men ci sar pi pollo jerk di quanto ne possa portare in una carriola, perci deve venire anche lei! E dille di portare il suo bel fidanzato".

"Mi mancheranno le nostre sedute",

ho detto. "Sei una donna davvero speciale".

Meriel ha riso. "Oh, non pensare di liberarti di me cos facilmente. Forse avr ancora bisogno di parlare con uno specialista di tanto in tanto, e sai, il fatto che ci possano essere terapisti un po' pi vicini a casa non significa che siano bravi come te".

Io.

Ormai la primavera era iniziata da quasi un mese e ho pensato che sarebbe stato bello riunire tutte le mie pazienti della lavanderia per una specie di festa.

Negli ultimi mesi avevano fatto molti progressi che avevano aiutato anche me, proprio quando ormai la mia vita sembrava pronta a condividere la stessa sorte delle lavatrici di Stevo.

A essere sincera, fare il seder
 stato
un'idea di Amy. "Pensi di andare da qualche parte per festeggiare la Pasqua ebraica?", mi ha domandato. " un rituale familiare e comunitario; non dovresti stare da sola".

"Be', io e i ragazzi pensavamo di
tenere un mini-seder
la prima sera.
Ormai ne hanno fatti cos tanti che non si
divertono pi molto, anche se
apprezzano gli aspetti rituali della festa.
 quel genere di cosa che ci fa sentire

tutti emozionati, riconoscenti e felici di essere vivi per vedere un nuovo anno, e se Dio vuole di abitare ancora in un Paese in cui gli ebrei hanno la libert di praticare apertamente il loro culto. Ma Molly e Ian hanno sempre preferito accelerare tutte le preghiere e le parabole per arrivare alla cena il pi rapidamente possibile. Sai, le Quattro Domande, i Quattro Figli, tutte le storie su Giuseppe, il faraone e le dieci
piaghe, il Dayenu
e poi via di corsa a
dividere il Mar Rosso per cominciare a mangiare!".

" pi o meno l'ordine giusto", ha riso. "Quindi non lo fate in ebraico, immagino".

"Nessuno di noi lo conosce", ho
confessato. "Come ho detto una volta a Alice, noi Lederer siamo "ebrei da albero di Natale". Ci siamo integrati abbastanza bene. Leggere foneticamente le traslitterazioni va bene ugualmente?
Ian  molto bravo in quello".

"Suppongo ci siano due versioni",
ha ridacchiato Amy. "La lettura
superveloce come quella delle
controindicazioni dei medicinali, e quella che fa del suo meglio per imitare quei quarant'anni nel Sinai. Nella nostra
famiglia il seder
non finisce mai. Lo
facciamo in ebraico e in inglese, poi i figli di ognuno leggono le Quattro
Domande -  democratico, ma

interminabile - e ogni ramo della famiglia conosce la sua versione delle canzoni, pi alcuni brani nuovi ogni anno. Quando arrivi agli amaretti e al
Chad
Gadya
- ricordi, la storia della
capra che  stata comprata per due
zuzim
- capisci perch si dice che gli ebrei comprendono il concetto di sofferenza meglio di quasi tutti gli altri popoli. Eppure, lo confesso, non vedo l'ora che Isaac sia abbastanza grande per recitare le Quattro Domande, cos potr vendicarmi delle mie sorelle, che sono cos compiaciute e orgogliose dei loro piccoli Shoshie, Ben, Dinah e Jordan!!".

Sono scoppiata a ridere. "Sai, non

sono del tutto sicura che usare tuo figlio come strumento di vendetta verso le tue sorelle e i tuoi nipoti sia un desiderio sano!".

"Ok, allora. Fai finta che fosse una battuta. Detto questo", ha aggiunto, "perch non inviti tutte le tue signore della lavanderia a festeggiare la seconda
sera del seder
con te? Dopotutto, visto
che la Pasqua ebraica celebra la libert dal giogo della schiavit, in un certo senso ha a che fare con la rinascita e il rinnovamento. Dovremmo dare una festa per sole donne, se sono tutte d'accordo.
E io sar la prima a dare la mia disponibilit. Anzi, lascer persino Isaac a mia madre, o chieder a Eric di

portarlo a casa di sua
madre". Ha
battuto le mani con l'entusiasmo contagioso di una scolaretta. "Oh mio
Dio, che bello organizzare
di nuovo
qualcosa!".

Pensava che sarebbe stato pi
divertente se avessimo tenuto il seder nella lavanderia, anzich nel mio appartamento, e per rendermi le cose ancora pi facili ha suggerito che ciascun ospite avrebbe potuto preparare un piatto: sarebbe stato un bel picnic di Pesach. Tutte avrebbero dovuto portare una sedia, perch nella lavanderia ne "vivevano" solo due o tre, e il divano era troppo basso per essere preso in considerazione - anche se, come ha

sottolineato Amy, avrebbe certamente dato a un paio di noi l'opportunit di
"prostrarci davvero
davanti alla
tavola".

Ha insistito anche affinch fossi io a guidare il seder, nonostante la relativa mancanza di esperienza e istruzione quando si trattava della mia eredit culturale. "Tu ne sai molto pi di me", ho protestato. "A casa nostra era Eli a condurre la cerimonia, e anche allora era una versione molto ridotta del rituale. Te l'ho detto, leggevamo l'Haggadah pi o meno in un soffio".

"Scusa", ha detto poggiando le mani sui fianchi, "ma ho una terapista che incoraggia le sue pazienti - con dolcezza

ma con vigore, se  possibile, ma sai
che cosa intendo - a uscire dal
"bozzolo" e a correre qualche rischio.
Ehi", ha aggiunto, cingendomi
dolcemente le spalle, "se cadi, siamo tutte qui a prenderti".

Cos, nel tardo pomeriggio prima del secondo seder, Faith ha usato il suo carrello della spesa per trasportare l'argenteria antica e le tovaglie di
damasco di sua madre fino in
lavanderia. Con l'abilit e l'efficienza
di una rediviva Emily Post, ha
apparecchiato per dieci il lungo tavolo al centro della stanza. Ho notato che non portava pi la fede nuziale. Si  scusata

per aver comprato il gefilte fish anzich preparare l'antipasto con le sue mani, ma le ho assicurato che io avrei fatto la stessa cosa.

Amy si  sincerata che il
tradizionale vino kosher fosse stato messo in fresco, ma aveva comprato anche un'alternativa pi sofisticata, anche se a me piace il nostalgico Manischewitz, dolce come un biscotto.
 il mio "bozzolo alcolico". Amy era passata anche nella libreria pi vicina e
aveva acquistato un'edizione
dell'Haggadah che raccontava la storia
dell'esodo del popolo israelita
dall'Egitto in un modo che sarebbe piaciuto alla nostra lista di ospiti

multiculturali. Il volume proponeva spiegazioni concise e interessanti della tradizione - e anche gli spartiti di tutte le canzoni - ed era infarcito di efficaci frasi sulla libert pronunciate da autori famosi. Amy aveva comprato il matzoh
e aveva pensato anche al calice
d'argento da usare come coppa di Elia.
Il calice sarebbe stato riempito di vino all'inizio del pasto e sarebbe rimasto sul tavolo come offerta per il profeta del Vecchio Testamento che, secondo la tradizione della Pasqua ebraica, fa una visita simbolica a ogni famiglia ebrea dopo la cena. Molly si  domandata ad alta voce - e con fare un po' sprezzante

- se sarebbe riuscito a trovarci nello

scantinato.

Ho deciso che la preparazione delle pietanze principali sarebbe spettata a me, e quindi avrei cucinato il tacchino arrosto con la ricetta del ripieno di mia madre e tutti i piatti tipici che sarebbero stati sistemati a centrotavola: uova sode, erbe amare e cos via, ad eccezione della zampa di agnello - per quello si era proposta Meriel. Quel giorno Molly era a scuola, cos ho dovuto farmi carico anche delle cose che avrebbe dovuto preparare lei. Le  sempre piaciuto sminuzzare le mele e le noci per il charoset, una specie di marmellata che ricorda il colore della calce e della malta che gli ebrei utilizzavano durante

la schiavit per costruire le piramidi dei faraoni. Le piace sfogare le sue frustrazioni anche sullo spezzatino di fegato, che  un ottimo antipasto con il matzoh.

Alice ha cucinato due delle ricette preferite di sua nonna: il brodo di pollo
con polpette di matzoh
e lo tzimmes
di
carote e prugne stufate, cos dolce per essere un piatto a base di verdure che sembra quasi un trabocchetto.

Quando ha saputo che durante la
cena ci sarebbe stata anche la musica, Talia ha trascinato in lavanderia il suo
sintetizzatore portatile. Ormai
camminava da sola. Anzi, era cos ansiosa di mostrarmi come si fosse

ripresa bene che ha cominciato a eseguire una serie di fouetts. "Guarda, niente strappi!", esclamava estatica ogni volta che slanciava la gamba infortunata durante le piroette.

"Anche noi italiani abbiamo degli amaretti belli grandi", ha detto Naomi, sistemando il contenuto di un'enorme scatola di biscotti su un bel vassoio di legno laccato. "Claude e io li abbiamo fatti con le nostre mani. Solo albume e cocco, niente farina. Conosciamo le regole della Pasqua ebraica.  difficile
crescere a New York e non avere
almeno un amico ebreo! Quando Claude e io ci siamo messe insieme, ognuna
andava al seder
della propria cerchia di

amici, naturalmente. E sai, una cosa che adoro di questa citt  che quando si  in
un gruppo di persone che stanno
parlando di dove trascorreranno la Pesach, nessuno si meraviglia se una donna cinese dice che andr a casa di un suo amico di Westchester. O se una donna che di cognome fa Sciorra dice che la passer a Long Island da un suo amico ebreo".

Visto che avremmo dovuto leggere due terzi di un libro prima di cominciare a mangiare, ho fissato la cena per le sei,
immaginando che prima avremmo
gustato qualche antipasto (gefilte fish e spezzatino di fegato con matzoh) per

darci un po' di carica.

Meriel  arrivata con una casseruola ed  stata accolta calorosamente da Amy, che aveva assunto una giovane
irlandese di nome Siobhan per
sostituirla. Tra loro non vi era alcuna traccia di animosit, la cosa mi ha scaldato il cuore.

"Ecco lo stinco d'agnello, signora Susan", ha detto allungandomi un pacchetto confezionato con cura. "E questo  per la signora Amy: un regalino per Hector". Meriel ha dato alla sua ex datrice di lavoro un cappottino per cani con i colori della bandiera giamaicana.
"Nella casseruola c' la mia capra al curry. Hai detto che avrei dovuto portare

qualcosa della mia
cultura, e ho
scoperto su internet che la capra  kosher, perch non volevo insultare nessuno. Poi mi  venuto in mente che alcuni patriarchi ebrei del Vecchio Testamento erano caprai e pastori, quindi che altro potevano mangiare?".
Ha posato il recipiente sul tavolo imbandito.

Claude  entrata nella lavanderia portando in braccio la nuova bambina.
"Oh,  bellissima", ho esclamato.

"Ti presento Jin", ha detto.
"Significa "oro" in cinese. E per noi la nostra bimba  pi preziosa dell'oro. Jin Sciorra-Chan, ti presento Susan". La piccina mi ha subito afferrato l'indice e

se l' accostato alla boccuccia.

Mi sono ritrovata a sussurrare.
Chiss perch le donne lo fanno sempre quando ci sono dei neonati. "Quanti
mesi ha?"

"Sette.  nata a met ottobre.  una piccola Bilancia, una ricercatrice di armonia. Ed  molto equilibrata, perci ci auguriamo che non abbia mai bisogno delle tue sedute!".

"Ma  nata nell'anno del gallo", ha aggiunto Naomi, "il che dovrebbe significare che le piace attirare l'attenzione degli altri e spendere molti soldi in vestiti".

Claude ha dato un bacio alla
bambina. "Va bene se la tengo in braccio

durante il seder? Se piagnucola, la porto fuori e cammino avanti e indietro accanto all'ascensore".

"Jin  davvero la benvenuta", le ho assicurato. "E non sarebbe la prima volta che qualcuno che partecipa a un
seder
non stenta a manifestare un calo dell'attenzione!".

"Ehi, ragazze! C' ancora posto in albergo o devo cercare una mangiatoia?
Oops, ricorrenza sbagliata". Izzy  sbucata tutt'a un tratto dalla porta. " una delle prime volte che Valentina esce da quando siamo tornate dall'ospedale, ma non ci saremmo perse questa cena per nulla al mondo. Non preoccupatevi, non mangia molto", ha scherzato.

"Anche se vorrei che lo facesse. C'
qualche regola a proposito
dell'allattamento intorno alla tavola del
seder?"

"Non so se considerarlo fico o
nauseante", ha risposto Molly.

Claude si  affrettata a presentare Jin. "Sette mesi", ho sentito che diceva a Izzy.

"Due", ha ribattuto Izzy guardando con amore sua figlia. "Per Susan ti devo avvertire che il nostro grado d'attenzione  abbastanza limitato;  una delle cose che abbiamo ereditato da pap", ha aggiunto scrollando le spalle.
"Ma che vuoi farci? Se inizia a
frignare...".

"Buffo", le ha detto Claude, "noi
le
abbiamo appena fatto lo stesso
discorsetto". Ha sollevato Jin sopra la sua testa e "Boom!" l'ha fatta ricadere tra le sue braccia. La piccina era estasiata. Non ricordo di aver mai visto
un neonato cos felice. Era
assolutamente raggiante. I suoi gridolini radiosi e il suo sorriso irresistibile avrebbero sciolto la calotta polare.

"Le piace giocare all'"aeroplano"", ha spiegato Claude. "Probabilmente perch ha trascorso cos tante ore su un aereo prima di arrivare qui. Lo farebbe
di continuo. Mi stanco prima io
di lei".

"Per fortuna ha un'altra mamma che si occupa di lei! Dammela, tocca a me",

ha detto Naomi allungando le braccia verso la bimba.

Appena  arrivata Alice, il suo
cellulare ha cominciato a squillare. "Oh Dio, ragazze, mi dispiace cos tanto", ha esclamato. " da veri cafoni, non dovremmo parlare al telefono durante il seder, ma  tutto il giorno che aspetto
questa chiamata. Pronto?"

"Non preoccuparti, il seder
non 
ancora iniziato ufficialmente", l'ho rassicurata.

"Ohmiodio! Ohmiodio! Ohmiodio!", ha strillato nel cellulare. "Aspetta, non ti sento".  schizzata fuori come un clown sparato da un cannone.

"Cavolo, pensiate siano buone
notizie?", ho chiesto alle altre.

Qualche minuto dopo, Alice 
ricomparsa, cos emozionata da tremare tutta. "Be', non tenerci sulle spine!".

Ha sussurrato qualcosa all'orecchio di Izzy, ha ricevuto da lei un altro "Ohmiodio!!", e poi ha mormorato
qualcosa alla sua amica
raccomandandole di "tenere la bocca chiusa" finch fossimo arrivate al momento in cui si pone la prima delle Quattro Domande: Perch questa notte  diversa da tutte le altre notti?

"Be', in tal caso", ho detto, "visto che non sto nella pelle di sapere cos' successo... ci accomodiamo?".

21.

Amy si  accorta subito di aver
dimenticato qualcosa, si  scusata mille volte ed  corsa nel suo appartamento, tornando con un aggraziato calice, una versione pi femminile della coppa di Elia che aveva gi portato.

"Quella  la coppa di Miriam?", ha chiesto Naomi. Amy ha annuito, stupita che Naomi ne avesse sentito parlare.
Naomi si  stretta nelle spalle. "Sono

stata a molti seder
femministi".

Faith sembrava incuriosita. "Che cos' la coppa di Miriam?".

Amy ne ha spiegato il significato.
"Non fa parte dell'antica tradizione; nell'Haggadah - i libri davanti a te che raccontano la storia della Pasqua ebraica - non ve n' traccia. Ma Naomi ha ragione a proposito dell'influenza "femminista".  una "nuova tradizione",
ammesso che questo non sia un
ossimoro, iniziata alcuni decenni fa: essa celebra le donne, coloro che hanno preparato il pasto e che tengono unita la famiglia nei momenti di crisi come in quelli di prosperit. Onora il contributo delle nostre antenate, in senso biblico e

nella vita reale, ed  un omaggio anche ai nostri continui contributi".

"Mi  piaciuto molto quello che hai
detto sulle donne che tengono unita la famiglia nella buona e nella cattiva sorte",  intervenuta Molly, usando il tovagliolo della madre di Faith per asciugarsi gli occhi. "So che fa un po' Violinista sul tetto, ma  cos vero!".

"Dove sono i padri e i figli questa sera?", ha chiesto Faith.

"Il mio William  tornato in cucina.
One night only! Gliel'ho detto. Proprio come la canzone. Io torno domani, quindi  meglio che non perda clienti!".

"Ian  andato a casa del suo migliore amico", ho risposto. "Suo padre  un

compositore di Broadway, e ha scritto la musica originale per tutte le canzoni della Pasqua ebraica, altro che le nostre!".

"Fa cos
Upper West Side", ha
scherzato Alice.

Izzy si  portata una mano al cuore.
"Ci pensate? Scommetto che la cena sar praticamente come un provino. Mi chiedo se si possa essere scartati da un seder".

"Prima che iniziamo ufficialmente, volevo dirvi che adoro essere qui con tutte voi", ha osservato Faith. "Sono decenni ormai che non faccio pi parte di una confraternita di ragazze,  passato molto tempo da quando ho trascorso una

serata in compagnia di cos tante donne.
Ma all'improvviso questa sera mi  tornato in mente che accade sempre qualcosa di meraviglioso quando delle donne si riuniscono. In ci che ci accomuna e in ci che ci divide c' forza, potere, bellezza e mistero, e quando ci incontriamo con il preciso intento di celebrare un rituale o una tradizione religiosa, quel potere si moltiplica all'infinito.  "grandioso", come forse direbbe Molly, anche se non intendiamo quella parola nello stesso senso".

" un bellissimo modo per iniziare il seder, Faith", ho detto. "Sono molto commossa dalle tue parole". Dal resto

della tavolata si sono levati dei mormorii di assenso. "E poich non ho alcuna esperienza nel condurre queste cerimonie, vi avverto tutte: da qui in poi potrebbe andare di male in peggio".

"Di solito non sono gli uomini a guidare il seder?", mi ha chiesto Talia.

"L'usanza vuole che sia il
capofamiglia a condurlo", ha risposto
Amy. "E le persone che hanno
inaugurato quella tradizione hanno dato per scontato che fosse un uomo, come avveniva in passato e come spesso avviene anche oggi. Mio padre guida ancora i nostri seder, e Susan mi ha detto che Eli li ha condotti finch...
finch ha deciso che non voleva pi

essere il capo della loro famiglia. Il che...", ha aggiunto allungando il braccio come se mi stesse presentando a un pubblico, "d a Susan tutti i diritti di guidare il suo seder. Il nostro seder".

Ho chiesto alle ospiti di aprire l'Haggadah -  stata Naomi a girare il libro tra le mani di Talia, spiegandole che si leggeva da destra a sinistra, come tutti i testi ebraici, anche se la nostra versione era in inglese. Ho pregato Alice di leggere l'introduzione, che illustrava il significato del seder
di
Pesach.

""La storia dell'esodo degli ebrei dall'Egitto viene raccontata e raccontata ancora per darle significato, contesto e

continuit agli occhi dei nostri figli e dei figli dei nostri figli"", ha letto. "E non  bellissimo", ha aggiunto staccandosi dal testo, "che questa sera abbiamo qui due nostre "figlie" che non hanno mai vissuto quest'esperienza?".

"Oh Dio, mi stai facendo piangere. 
cos
ingiusto", ha detto Molly.

"Stai facendo piangere anche me",  intervenuta Izzy. "E adesso la testa di Valentina  tutta bagnata. Questa povera bambina penser che stia piovendo".

Abbiamo recitato le benedizioni per i frutti della vite e per i frutti della terra e sciolto il significato dei simboli: lo stinco arrosto, che rappresenta l'agnello

sacrificale; i charoset, che

rappresentano la calce; le erbe amare, che rappresentano l'amara vita di schiavit sopportata dagli ebrei sotto i faraoni; un piatto d'acqua salata per simboleggiare le lacrime; l'uovo,
emblema della vita; e il matzoh
non
lievitato, che indica il pane
dell'afflizione.

E poi  arrivato il momento della sezione dell'Haggadah che  il peggior
incubo di ogni bambino o la sua
migliore occasione per pavoneggiarsi.
Di solito le quattro domande - che chiedono apertamente che cosa sia il
rituale del seder
e perch diavolo
festeggiamo in questo modo quando non lo facciamo in nessun'altra notte

dell'anno - vengono lette (o cantate, se il bambino conosce l'ebraico e la melodia) dal figlio pi piccolo. Secondo molti studiosi ebrei moderni questo precetto si riferisce pi genericamente al "bambino pi piccolo". Come aveva
gi accennato Amy, ogni
bambino della
sua famiglia allargata doveva fare un tentativo. "Visto che quest'anno Valentina e Jin non sanno leggere...".

"Aspetta l'anno prossimo", ha
scherzato Claude.

Abbiamo riso tutte. "Mi aspetto che impari anche l'ebraico", ho ribattuto.
"Molly, il libro  tutto tuo".

"Sono cos
grande per queste cose".

"Sei la "bambina" pi piccola che

sappia leggere. Coraggio. Un giorno avrai dei figli anche tu e ti domanderai come hai fatto a "invecchiare" cos rapidamente, e ti mancher il fatto di essere abbastanza giovane per leggere le quattro domande".

"Stai parlando di te, mamma?"

"Leggi, ragazzina.  il tuo capo a ordinartelo".

Dopo un sospiro, ha iniziato la
litania immediatamente riconoscibile a tutti gli ebrei del mondo: "Ma-nish tanah, ha-lai-lah ha-zeh? Dio ti ringrazio per la traslitterazione. Perch questa notte  diversa da tutte le altre notti dell'anno?".

Ho alzato la mano per fermarla.

"Ok. Affronteremo le altre domande e tutte le risposte, o almeno le risposte tradizionali, tra un minuto. Negli ultimi mesi abbiamo tutte vissuto esperienze fuori del comune, nel bene o nel male, ma uno dei motivi per cui siamo qui questa sera, al di l del significato del seder,  festeggiare i nostri successi e la nostra capacit di superare il "male".
Ora, so che Alice
ha qualcosa da
rivelarci, una notizia che, per lei, rende questa notte diversa da tutte le altre notti dell'anno".

Alice ha sorriso. "La telefonata che ho aspettato per tutto il giorno?  quella che ho ricevuto appena ho varcato la soglia. Era il direttore del casting della

Seraphim Swallow Avanti. E... sono stata presa per Snatch!".

"Che cosa?", hanno chiesto in coro Claude e Naomi.

" come lo Swiffer, solo che 
britannico. Andr in Inghilterra la settimana prossima per girare gli spot e scattare le foto per la campagna stampa!
Sar la Ragazza Snatch!". Ha ricevuto un caloroso applauso da tutta la tavolata.

"E tu che avevi paura che non avrei mantenuto il segreto per pi di dieci minuti!", ha scherzato Izzy, chinandosi per baciarla sulla guancia. "E vai, ragazza!".

Alice ha consultato l'orologio. "Non
sono passati molto pi
di dieci minuti,

sai? Comunque, ecco perch per me questa notte  diversa da tutte le altre notti dell'anno".

"Facciamo il giro della tavolata e diamo a tutte la possibilit di fare la stessa cosa", ha proposto Molly. L'idea mi  piaciuta e ho chiesto a Meriel se ci fosse qualcosa che rendesse quella notte diversa dalle altre.

"Oh, non avevo idea che avremmo
fatto una cosa del genere", ha risposto un po' nervosa. "Devo prima recuperare la mia borsetta. Chiedilo prima a qualcun altro".

Claude e Naomi hanno detto che la presenza di Jin, soprattutto dopo un'adozione cos lunga e difficile,

rendeva speciale quella serata. Izzy ha accennato alla presenza di Valentina, e ha aggiunto che, bench non fosse accaduta quella sera, la sua completa riconciliazione con Dominick era "tutto considerato, un piccolo miracolo. Non solo questo... devo chiedere una cosa alla mia amica... perch finalmente Dominick e io stiamo cominciando a programmare il battesimo di Valentina.
Alice vorresti farle da madrina?", ha chiesto, e in tutta risposta Alice  scoppiata a piangere.

"Ok, ora sono pronta", ha detto
Meriel estraendo un ritaglio di giornale dalla borsa. Ha aperto il foglio e
annunciato: "Questo viene dal

quotidiano locale di Brooklyn. Non  il
"New York Times",
ma state a sentire:
"Il No Problem, un nuovo locale di Flatbush, gestito da William Robertson e da sua madre Meriel Delacour, con Robertson in sala e "la mamma in cucina", offre autentiche e deliziose ricette giamaicane in un ambiente informale ma di buon gusto. Qualunque cosa ordiniate, non potete sbagliare, ma non esitate ad assaggiare la capra al curry e lo stufato di coda di bue, e il
pollo jerk
 ottimo"". Faith ha alzato il
bicchiere di vino nella sua direzione.
""Per dessert, consigliamo la torta ai frutti neri, un dolce sostanzioso che vi far leccare i baffi e, se siete troppo

giovani per bere una delle birre
giamaicane sul menu, ordinate
l'acetosella, una bevanda dolce e speziata simile al ginger ale. Con un supplemento di due dollari, i proprietari la correggono anche con un goccio di rum. Le prenotazioni cominciano a fioccare, perci chiamate con largo anticipo se volete sentire il cordiale 'No
Problem' dall'altra parte della
cornetta"".

"Un brindisi a Meriel!", ha proposto Faith, e abbiamo alzato tutte il bicchiere.

"Bravissima, Meriel", ha detto Amy.
"Forse comincer a dire "Me
l'aspettavo!"".

Mentre Meriel riponeva con cura la

preziosa ed entusiastica recensione nella borsetta, ho chiesto a Amy che cosa rendesse diversa quella serata.

Ha riso. "Tutte le altre sere
dell'anno", ha esordito, "mio marito Eric lavora fino a tardi e fa che sia io ad occuparmi in tutto e per tutto di nostro figlio Isaac. Ma questa sera ha portato il bambino da sua madre per il seder
senza
lamentarsi nemmeno per un attimo. Ha preso il biberon, i pannolini extra e i suoi quattro pupazzi preferiti - i pupazzi di Isaac, non di Eric - e ha attraversato la citt senza brontolare nemmeno una volta per il fatto che doveva portare un bambino frignante e un'enorme borsa
disseminata di Topolini mentre

indossava una cravatta e un completo di Armani".

Abbiamo brindato a Amy e mi sono rivolta a Talia.

"Posso ballare la mia risposta?", ha chiesto.

Le altre si sono scambiate
un'occhiata. "Perch no?", ho detto.

Talia si  alzata e ha cominciato a piroettare per la stanza con la gonna e la lunga blusa di chiffon. "Be', ho detto che non avrei mai insegnato danza per via della massima "chi sa fa, chi non sa insegna", sapete? Non che voglia lasciare la danza. Credetemi, dovranno portarmi via dal palco dello State Theater con la carriola, ma ho un'amica

che gestisce un centro ricreativo a Spanish Harlem, vicino al Mount Sinai Hospital. Cos insegner part time nel pomeriggio, e una volta alla settimana terr una lezione nel reparto ortopedico pediatrico dell'ospedale. Lavorer con i bambini che si stanno riprendendo da un intervento, e spiegher loro quali esercizi e passi di danza possono usare durante la riabilitazione. Due volte l'anno i bimbi completamente guariti torneranno all'ospedale per tenere un saggio in presenza di quelli ancora ricoverati. Non ho ancora iniziato; abbiamo stabilito i dettagli solo oggi.
Naturalmente non c'entrano i soldi.
Susan sa che cosa intendo quando dico

che voglio comportarmi da formica e non da cicala. E non vedo davvero l'ora di dare il mio contributo, come si suol dire".

"Urr per te!", ha esclamato Izzy.
Valentina ha cominciato a piagnucolare.
"Oops. Credo di averla appena
svegliata. La maternit non insegna mai
a essere meno chiassose?", ha
domandato alla tavolata.

Ho sorriso e ho guardato Molly.
"L'esatto contrario, temo. Il pi delle volte, almeno". Mia figlia mi ha lanciato un'occhiataccia e ho deciso di cambiare discorso e chiedere a Faith che cosa rendesse diversa quella serata da tutte le altre.

"Oh... non sono ancora pronta.
Insomma, questa notte 
diversa da tutte
le altre notti dell'anno, ma la nostra festa  cos bella... Non voglio rovinare l'appetito a nessuno dopo che abbiamo lavorato cos tanto per preparare un piatto cos speciale...".

Le sue parole sono rimaste a
mezz'aria come una pesante cappa. Data l'et di Faith, sebbene la malattia possa colpire chiunque in qualsiasi momento, ho temuto il peggio. Mi sono chinata e ho sussurrato: "Non sei... malata... o
qualcosa del genere, vero?"

"Oh no, non sono mai stata meglio", mi ha assicurato. "Ma mi conosci... un dito alla volta, piccoli passi.  solo che

non sono ancora pronta a darvi la
notizia. Lo faccio dopo cena,
promesso".

"Allora tocca a me",  intervenuta Molly. Ormai non riusciva pi a frenare l'euforia.

"Molly, ti conosco da quando sei nata, e ho la sensazione che tu abbia proposto questo giro della tavolata perch avevi qualcosa da annunciare".

"Ok-ok. Hai ragione, mamma. Come sempre. No, non come sempre. Come...
spesso. Oggi eri troppo occupata a cucinare per scendere a controllare la cassetta della posta, cos l'ho fatto io quando sono tornata da scuola. E come sanno tutti coloro che hanno un figlio che

ha fatto domanda a un college, il 15 aprile le universit spediscono le lettere di risposta. E quindi dopo quella data potrebbe esserci un piccolo regalo nella cassetta della posta. O bello pienotto o sottile e deprimente. E mamma, sarai felice di sapere che tua figlia non  una totale perdigiorno, una stupida, una pazza, una fallita...".

E prima che avessi la possibilit di interromperla per dire "Non ho mai detto questo", ha aggiunto...

"A settembre sar una matricola del Bennington".

"Aaaaaaaaaahhhh!". Sono saltata in piedi per abbracciarla, rovesciando il mio bicchiere di vino.

"Non preoccuparti", ha detto Faith, cogliendo la mia espressione inorridita.
"Che tu ci creda o no, la tovaglia  lavabile in lavatrice".

"Molly, sono cos orgogliosa di te!
Congratulazioni, tesoro!".

Mia figlia ha sorriso. "Credevi che
non ce l'avrei fatta, vero?"

"Ho sempre saputo che se ti fossi applicata ce l'avresti fatta".

"E ho un grande debito di gratitudine con Faith", ha detto Molly, staccandosi da me per abbracciare la nostra amica.
"Con te e con Sylvia Plath. Non sapr mai di avermi salvato la vita".

" un po' esagerato, non trovi?", ha chiesto Faith allegra.

"Diventer una scrittrice creativa, le iperboli sono ammesse".

Molly ha ricevuto la sua dose di applausi dalla tavolata e ha insistito
dicendo che era arrivato il mio
turno.

"Oggi mia figlia  stata ammessa alcollege.  sufficiente per rendere questa notte diversa da tutte le altre notti dell'anno. E sono circondata da un gruppo di donne straordinarie, che soprattutto nelle ultime settimane mi hanno sostenuta, sono state pazienti con me e hanno senza dubbio cambiato in meglio la mia vita. Conoscere ciascuna di voi  un dono per la mia anima".

"Yuuuuuhuuu", hanno urlato in coro.

"Ora! La gente si lamenta sempre

dicendo che i seder
si trascinano

all'infinito, quindi credo che dovremmo tornare all'Haggadah".

Molly ha finito le quattro domande e io ho nascosto l'afikomen, la porzione
di matzoh
che sarebbe stata riscattata
dai bambini dopo la cena (e cio sempre da Molly, perch era l'unica in grado di camminare). Non volevo nascondere
l'afikomen
in nessun'altra parte dello
scantinato, cos abbiamo fatto un piccolo strappo alla regola e le donne si sono coperte gli occhi mentre io mettevo via il contenuto del tovagliolo di lino turchese.

Ho chiesto alle invitate di alternarsi nella lettura dell'Haggadah, incarnando

le varie personalit dei Quattro Figli che, nella storia, apprendono il significato della Pasqua ebraica. Faith era il figlio saggio; Molly quello combattivo e "malvagio"; Talia quello scettico; e Izzy quello semplice, una parte che probabilmente avrei tenuto per me stessa. "Oh be', grazie tante!", ha detto Izzy quando le ho assegnato il ruolo.

"Ma dai,  solo una parte!", le ha assicurato Alice con un risolino.

Quando siamo arrivate al libro
dell'Esodo e al faraone tirannico che butta Mos e compagnia bella fuori
dall'Egitto, Molly ha lanciato
un'occhiata all'orologio. "Di solito

chiudono la lavanderia alle otto. Credete che il nuovo custode entrer qui come il faraone e ci butter fuori dall'Egitto?"

"Non stiamo facendo rumore", ha
detto Naomi. "Be', non molto".

Claude ha annuito. "La porta  gi chiusa; sono certa che non disturbiamo nessuno".

"Oh mio Dio", ha esclamato Alice.
Nove teste adulte si sono voltate verso di lei. "Mi  appena venuta in mente una cosa! Susan, tu sei testimone. Ricordi quando Mala Sonia mi ha fatto le carte mesi fa? Ha predetto per filo e per segno tutte le cose orribili che sarebbero capitate nella mia carriera di attrice. E tutte le sue previsioni si sono avverate.

La situazione  precipitata pi o meno come aveva detto. Ma ecco il bello: aveva predetto che si sarebbe aggiustato tutto, ma che ci sarebbe voluto del tempo. Ha previsto che alla fine avrei trovato il successo, soprattutto nel mio lavoro, durante un periodo festivo, caratterizzato da gioia e banchetti". Ha allargato le braccia. "Be', ho appena ricevuto la telefonata in cui mi hanno annunciato che sar la Ragazza Snatch e
che mi pagheranno
per andare in
Inghilterra. E guardate!", ha continuato, emozionata. "Eccoci qui! Se un seder non  una festa e un banchetto, che cos'altro ?".

Amy ha sussultato. "Si sono

avverate anche le previsioni di Mala Sonia sulla mia situazione domestica.
Ma mi aveva detto che l'esito avrebbe comportato molto dolore e sofferenza".

"Forse era un pio desiderio", ha scherzato Alice. "A proposito, non ti odio, anche se avrei voluto farlo.
Odiavo Eric, ma ora l'ho superato. E per un po' ti ho invidiata, prima di guardare la cosa da un diverso punto di
vista. Innamorarmi di Dan mi ha
senz'altro aiutata a riprendermi rapidamente", ha ridacchiato. "Buona fortuna con Eric. Vorrei dirti che "te lo meriti", ma probabilmente la prenderesti male".

"O forse no", ha ribattuto Amy.

"Anch'io avrei voluto odiarti. A volte
mi sono domandata se Eric ti
considerasse mai "un'occasione persa".
Ma a lungo andare non  di alcun aiuton sano - vivere la vita guardando solo il lato negativo delle cose, che magari non corrispondono alla realt, alla realt di nessuno. Giusto, Susan?".

Ho riso. "Niente male, ma non
smettere le sedute, Amy".

"Oh grazie. Grazie davvero,
cavolo!".

"Si sono avverate anche le cose che Mala Sonia ha predetto a me", ho detto ammettendolo per la prima volta davanti a tutte. "Quelle buone e quelle cattive.
Aveva "previsto" che sarei riuscita a

superare e a trionfare sulle difficolt personali con l'affetto e il sostegno delle mie amiche".

"S, mamma, ma mi avevi detto che secondo te Mala Sonia aveva truccato le carte e manipolato la lettura per confessare il suo crimine nell'unico modo che conoscesse. Hai sempre avuto l'affetto e il sostegno delle tue amiche.
Sempre. Solo che finora non ci avevi pensato".

"Esatto, Molly!", ha confermato
Alice. "Hai sempre avuto il potere di tornare nel Kansas, Dorothy", ha cantilenato, in una perfetta imitazione di Glinda la Strega buona.

"Ora possiamo continuare con le

prossime venti pagine e le dieci piaghe, cos poi mangiamo? Sto morendo di fame". Molly ha preso l'Haggadah, e ha letto ad alta voce riprendendo da dove ci eravamo interrotte.

La cena  stata ottima. Naturalmente, c' stato un po' di trambusto, perch era impossibile tenere tutto al caldo in lavanderia, sebbene Naomi avesse suggerito per scherzo di chiudere il cibo nei contenitori Tupperware e sottoporli al ciclo per delicati dell'asciugatrice.
Cos Alice  dovuta correre di sopra a prendere la minestra e lo tzimmes, mentre Molly e io siamo salite in casa per prendere il tacchino e il piatto centrale. "Non importa, bruciamo le

calorie mentre mangiamo. Un
programma di allenamento molto
efficace", ho dichiarato.

Dopo cena Molly ha dovuto trovare
l'afikomen
nascosta, altrimenti, per
tradizione, il seder
non sarebbe potuto
continuare e nessuno avrebbe ricevuto il dessert. Ha impiegato circa cinque secondi per scovarla.

"Sei cos prevedibile, mamma", ha detto estraendo il tovagliolo turchese dal cestello dell'unica lavatrice funzionante.
Secondo la tradizione adesso poteva reclamare la sua ricompensa e mi ha chiesto regali di lusso, per esempio un'auto tutta sua quando fosse andata al college.

"Sognatela. Nemmeno io ho un'auto, Molly. Che cosa ne dici di un buono per la libreria? Potresti comprare altre opere di Sylvia Plath".

L'offerta  stata accettata e abbiamo ripreso a mangiare, sgranocchiando con gusto gli amaretti fatti in casa da Claude
e Naomi. Abbiamo recuperato
l'Haggadah e abbiamo continuato a leggere. Quando  giunto il momento di dare il benvenuto al profeta Elia, Talia si  seduta accanto al sintetizzatore e ha intonato la canzone che accompagna il benvenuto del profeta. Ci siamo riunite intorno a lei e abbiamo cercato di cantare tutte insieme. Era una melodia semplice e siamo riuscite a cavarcela

con poco. Fiere del nostro successo, ci siamo fatte prendere un po' troppo la mano, e abbiamo alzato cos tanto la voce che per poco non sentivamo che stavano bussando alla porta.

"Vado io", si  offerta Molly. Ha aperto la porta ed  rimasta l, con un'espressione tra lo scioccato e il confuso. "Mamma?! C' Elia".

"Certo che c', tesoro, lo dice il testo, "Un partecipante apre la porta a Elia"". Tra parentesi, i partecipanti al
seder
devono bere quattro bicchieri di vino durante il rituale, e quindi ora che la serata stava per volgere al termine ero un po' brilla.

"No, mamma. Intendo il vero
Elia.

L'Elijah di Faith".

Nella stanza  calato il silenzio.
Devo ammettere che l'apparizione di Elijah in quel momento  stata piuttosto inquietante. Quando  stata l'ultima volta che un profeta si  presentato a comando sulla vostra soglia?

"C' un uomo tra noi", ha
bisbigliato Claude.

"Mi dispiace interrompervi", si  scusato Elijah. "Faith mi ha detto di venire alle nove. Pensava che per allora i festeggiamenti sarebbero finiti. Se mi dai la chiave, tesoro, ti aspetto di sopra".

"Tesoro", ha mormorato Izzy, come se la parola fosse un segreto piccante.

"Se va bene per Susan, vorrei
invitarti a entrare Elijah", ha detto Faith.

Gli ho rivolto un cenno.
"Accomodati. Mangia un amaretto. E bevi un po' di vino. Immagino...", ho proseguito, porgendogli la coppa d'argento, "immagino che questo calice porti il tuo nome".

Faith l'ha preso sottobraccio.
"Questa  la mia risposta alla domanda "perch questa notte  diversa dalle altre". Non ho voluto dire nulla durante la cena perch temevo che vi avrei rattristate. Dopotutto, vivo da molto tempo in questo edificio. Sono persino pi vecchia di quelle lavatrici", ha aggiunto. "Oggi Elijah mi ha chiesto se

gli avrei fatto l'onore di trasferirmi da
lui. Si sa che sono una ragazza
all'antica, e all'inizio ho pensato che
quella proposta dovesse essere
accompagnata da un anello, ma non riesco a immaginare di risposarmi in questa fase della mia vita. E poi Susan ci esorta sempre a correre rischi e a provare qualcosa di nuovo. Sono certa che il padrone di casa far i salti di gioia quando scoprir che sta per liberarsi di un'inquilina ad affitto
bloccato, ma non vedo l'ora di
occuparmi del mio nuovo giardino a Brooklyn Heights".

"Ti trasferisci a Brooklyn!", ha
esclamato Meriel. "Saremo quasi

vicine".

"S... l'anno prossimo potr quasi venire a piedi alla parata del West Indian Day".

Faith mi ha offerto il suo fazzoletto.
"Verr a trovarvi spesso", ha promesso.
"Ho ancora l'abbonamento all'opera e
non credo che il Met preveda di
trasferirsi a Brooklyn nell'immediato futuro".

"Sono cos felice per te", ho
singhiozzato, "ma triste per me. Per un terapista  sempre difficile dire addio a un paziente, ma  ancora pi difficile quando deve dire addio a una cara amica".

"Stai facendo piangere anche me",

ha scherzato Elijah garbato. "Sono certo che sarai d'accordo con me, Susan, se
dico di aver trovato una donna
incredibile".

"Incredibile?  un complimento
spero?", ha domandato Faith. "Elijah aveva intenzione di portarmi fuori a festeggiare. Andarmene a met cena va contro tutti i miei principi, ma non voglio farlo aspettare troppo...".

"Restiamo a sparecchiare, Faith", ha detto Elijah con decisione. "Cos nel frattempo lo champagne si rinfresca".

Tutti hanno dato una mano, ma dopo una cena cos gioiosa, l'umore nella lavanderia era diventato dolceamaro.

"Questa sar la mia Pasqua ebraica

pi dura", ha detto Molly andandosi a congratulare con Faith. "Mamma, pensi sempre che sia impossibile rinunciare ai carboidrati per una settimana, ma ora dobbiamo rinunciare anche a Faith".

Faith le ha cinto le spalle con il braccio ammantato di viola. "Molly, in questa vita imparerai che le cose cambiano - talvolta in meglio, talvolta no - e che le persone cui tieni vanno,
vengono e svaniscono. La vita 
mutevole come l'acqua che compone gran parte del nostro corpo".

"Ok, s, ho capito", ha detto mia figlia annuendo, "ma questo non cambia ci di cui stavamo parlando".

"Oh s, invece", ha replicato Faith

ansiosa di avere l'ultima parola. "Il semplice fatto che d'ora in avanti le
cose saranno un po' diverse non
significa che tu debba perdere Faith!".

APPUNTI SUI PROGRESSI.

Io:
Be', questa mattina ho salutato
il furgone dei traslochi e Faith sul suo taxi giallo. Alice  in Inghilterra a dire sconcezze in una serie di spot per uno straccio elettromagnetico. Tra un paio
di mesi nolegger un'auto per
accompagnare Molly al college, e quando torner a casa ci saremo solo io e Ian, il mio bambino di Broadway.

Negli ultimi mesi ho perso alcune pazienti e un marito. Finalmente ho trovato un rapporto pi solido e onesto con mia figlia, ma gi sto per perderla, visto che nei prossimi quattro anni (spero!) sar nel Vermont. Credetemi, so che  ironico, ma questa "perdita"  vantaggiosa per tutti.

Anche se forse non vedr pi un
paio delle mie pazienti della
lavanderia, sono tutte diventate mie amiche.

E per quanto riguarda Eli? La notte fatico ancora a dormire chiedendomi se ho dato al nostro matrimonio tutto ci
che potevo dare. Mi metto
continuamente in discussione. La

nostra separazione, e l'eventuale divorzio, non sono facili per me. Mi sforzo di ripercorrere con la mente
tutta la nostra convivenza
ultraventennale, alla ricerca di indizi che mi facciano capire se c' qualcosa che avrei potuto fare meglio, o in modo diverso, o da capo. E spesso provo a incolpare Eli.

Ma se fossi una mia paziente,
ricorderei a me stessa che angosciarsi per ci che avrei potuto o dovuto fare
affinch il mio matrimonio non
naufragasse  un esercizio non solo inutile, ma anche autodistruttivo. C'
un'enorme differenza tra
l'autoflagellazione emotiva e i consigli

che darei a me stessa per esaminare la situazione in modo sano: attraverso la valutazione, la consapevolezza e
l'analisi razionale di quanto 
accaduto e di come avrei potuto
evitarlo. Se Eli decidesse di tornare, oppure no - e a questo punto direi che  pi orientato verso il "no" - sar in grado di gestire la situazione con forza e fiducia in me stessa.
D'altra parte, non  quello che aveva previsto Mala Sonia?
.
Secondo uno dei miei credo personali e professionali, se vuoi avvicinarti a qualcuno devi essere disposta a correre dei rischi. Rischiare l'amore di qualsiasi tipo significa rischiare il dolore che proviene dalla perdita. Ed  l'esperienza di entrambi questi sentimenti che ci rende davvero umani.
Ma c' una domanda interessante: se hai perso qualcuno che ti era vicino, ma gli hai dato tutta te stessa - se gli hai mostrato sia i tuoi punti pi vulnerabili sia i tuoi lati pi tenaci e resistenti, e l'altro ha fatto altrettanto con te - non  comunque un successo?
Sono convinta che tutto, prima o poi, dia i suoi frutti.
...
Fine.